mercoledì 25 aprile 2012

Uova al Tegamino con Cipollotti


Ieri sera tornata a casa, tardi, c'erano delle cose gia' pronte da mangiare, ma io avevo voglia di uova...
Ho messo un pochino di acqua nella mia padella antiaderente ceramicata e ho cominciato ad accendere il fuoco, velocemente ho pulito e lavato dei cipollotti rossi, tagliando a meta' per il lungo quelli piu' grossi, e sistemando le parti di gambo eccedenti la misura della padella, tagliate e appaiate agli altri gambi. Ho messo il coperchio e ho lasciato che si stufassero per circa 10 minuti scarsi. Ho scoperchiato e dopo aver verificato che i cipollotti fossero cedevoli, ho alzato la fiamma e fatto evaporare la poca acqua rimasta, stando attenta che ne rimanesse solo un velo. Ho aggiunto un pezzettino di burro e l'ho sparso, mentre si scioglieva, sul fondo del tegame, scostando i cipollotti, tra un cipollotto e l'altro. Appena il burro ha iniziato a friggere leggermente, ho sgusciato tre uova negli spazi ricavati tra le cipolle. Con la lama del coltello ho lavorato l'albume di modo che diventasse solido e bianco. Ho sparso qualche seme di kummel, una grattata di parmigiano, spento il fuoco e coperto per un minuto, non di piu', perche' non voglio che il tuorlo cuocia, lo voglio morbido e fluido.

Mi sono seduta a tavola e mi sono gustata lentamente le mie uova intingendo i cipollotti nel sole giallo del tuorlo, che spaccandosi si spande sul bianco.
Le uova al tegamino si mangiano direttamente nella padella...strepitose! Che bonta'...

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martedì 24 aprile 2012

Insalata di Prezzemolo alla Libanese


C'e' questo libretto, un romanzo greco che racconta la sfida di due uomini, capaci gourmet, intenti a conquistare la stessa donna, che conclude ogni capitolo con le ricette utilizzate per la conquista. Chissa' perche' nella mia mente, questo libro e' legato alla ricetta dell'insalata di prezzemolo, che pero' stasera rileggendolo non e' quella che preparo io...chissa' dove l'avevo letta. Di fatto il libro si apre proprio con una ricetta di insalata di prezzemolo, dove uno dei due protagonisti dice all'altro che ha capito che a lui il prezzemolo piace farlo danzare, che lo sente dal rumore delle forbici e dal profumo di prezzemolo appena tagliato che sente arrivare dal balcone, sono vicini di casa, diviso solo da una parete di vetro. Ecco e' questa cosa del tagliare il prezzemolo a forbice, facendolo cadere delicatamente nell'insalatiera, che mi riporta sempre al libro.
La ricetta del libro prevede prezzemolo, lavato e mondato dai gambi, tagliato con le forbici e condito con due spicchi di aglio, schiacciato o tritato finemente, sale, olio di oliva e succo di limone.
Nell'insalata che preparo io, invece, metto anche i gambi del prezzemolo, poi taglio a dadini microscopici un pomodoro maturo, che posiziono in centro sul prezzemolo e che condisco con un pizzico di sale e un pochino di olio extra vergine di oliva. Al momento di mangiarla giro e condisco il prezzemolo con il pomodoro condito. Ottima!

Stasera invece ho preparato gli asparagi, solo lessati brevemente in padella, mi piacciono che rimangano belli sodi, e direttamente nel piatto, dopo averli prelevati con una pinza per scolarli, conditi con un filo di olio extra vergine di oliva e succo di limone. Un cibo sopraffino.

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sabato 21 aprile 2012

Cibo per combattenti


Il mio pranzo dell'altro giorno, una banana, mandorle con buccia, uvette e semi di girasole. Di piu' e d'altro non mi va. Ho capito che devo prepararmi alla pugna.

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mercoledì 18 aprile 2012

Reindirizzamenti


Stasera voglio fare una cosa che mi piace moltissimo e che reindirizza il bisogno di riempimento da carenza di amidi su un alimento meno subdolo. La patata schiacciata. Ho sbucciato (solo per questa volta perche' ho fretta) e tagliato a fette non piu' alte di un centimetro, qualche patata scamuffa che mi era rimasta in casa. Le ho messe in pentola a pressione con poca acqua. Ho calcolato dal sibilo 4 minuti di cottura e dall'odore di inizio bruciacchiatura ho capito che non c'era piu' acqua...sfiatato la pentola, prelevato le patate e schiacchiate con arnese apposito (detto potato smasher) direttamente nel piatto. Ma va bene anche la forchetta, anzi! Condite con una macinata di sale e un filo di olio extra vergine di oliva.

Di fianco ci ho piazzato una fetta di fegato al burro, gentilmente donatami, e ho concluso la cena con una fetta di pane svedese di segale, spalmato con un ricciolo di burro chiarificato e due alici della Sicilia buonissime.

Questa cosa del pane burro e alici non e' da sottovalutare...lascia un sapore deciso, soddisfa la voglia di grassi che ogni tanto prende, con un alimento che fa bene (ovviamente senza esagerare!) e che tiene lontano dai dolci.
Ne ho mangiata una. Gustandomela con il pensiero e il palato. Stasera solo cibi per estimatori. Mmmmmmmmmmm...
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martedì 17 aprile 2012

Dipendenze

Il glutine è una cattiva madre, di quelle che ti vogliono tenere legate a sé e che pregustano quanto starai male senza di loro. Prigionieri nel suo abbraccio vischioso stiamo male quando c'è e stiamo male quando non c'è. Il malessere nell'abbraccio glutinoso sembra un benessere.
Ma è un benessere fittizio, che prepara, come in un otto volante, alla caduta.
Quando mangi glutine ti senti pieno, appagato, satollo. Quiescente. Questa dimensione irreale di completezza e raggiungimento di tutti gli scopi della vita è simile, troppo simile, allo stordimento di certe droghe.
E infatti, quando l'effetto cala, e lo fa rapidamente, c'è "Il Vuoto". E' un vuoto fisico e spirituale. Chimicamente il glutine ha spianato la strada al bisogno reiterato di se stesso, picco e discesa pericolosamente veloce ci riportano nel giro di poche ore, alla modalità ricerca di carboidrati/zuccheri.
Spiritualmente è andato a creare dei vuoti da riempire. Perchè se io sto bene, e viaggio ad altezza costante sul trenino del tunnel dell'amore (o dell'orrore, i gusti sono gusti...) quando avverto un vuoto, mi metto in modalità di ricerca della soddisfazione ma mantengo un atteggiamento assertivo, non compulsivo. Se invece sono in vuoto da carenza di amidi (carboidrati che si trasformano in zuccheri e glutine) entro in modalità horror vacui e come un barbaro cerco di riempiere il più possibile, compulsivamente, quello che io sento in quel momento come un vuoto straziante, dolorosamente percepito come incolmabile. E che Vuoto è il Vuoto da amidi?
E' un Vuoto d'Amore. Gli amidi, in giusta misura e nelle persone adatte, creano un senso di soddisfazione simile a quello di quando si era piccoli, senza pensieri e soddisfatti perchè pieni (di amore, attenzioni, cure) ma finisce li. Nelle persone che mal assimilano questi alimenti, che rispondono in maniera ipersensibile al glutine, il glutine stesso crea la dipendenza. E una dipendenza da glutine, viene confusa con un vuoto d'amore incolmabile. Una dipendenza affettiva che ci fa catapultare dal mondo degli adulti al mondo dei poppanti, bisognosi, egocentrici, dipendenti... in continuo assorbimento di energia. Ma senza una mamma gigante, l'unica in grado di dare quel tipo di amore e attenzione incondizionati.
Così ci si stordisce con il cibo. Per non sentire il Vuoto. Un vuoto che, in realtà, non c'è.
Togli il glutine e togli il creatore del vuoto.
Togli il glutine e togli il bisogno di essere abbracciato morbosamente.
Togli il glutine e ti liberi della cattiva madre.
Togli il glutine e non sei più prigioniero.
Togli il glutine, e quando allargherai le braccia per accogliere qualcuno, lo farai perchè ti senti pieno e non vuoto. Perchè ti senti colmo di amore e pronto a donarlo.
Togli il glutine e capirai chi cerca da te l'amore o la dipendenza affettiva. Si, perchè quando siamo invischiati in un abbraccio glutinoso dentro, non riusciamo a vedere oltre noi stessi e i nostri bisogni. E come spesso succede, attraiamo chi vuole restare e farci restare immobilizzati in questo stato morboso.
Cosa vuol dire morboso? Vuol dire malato.
Ieri è stata una giornata particolarmente stancante dopo una serie di giornate stancanti. Fisicamente e psicologicamente. Ero in giro, digiuna dalla sera prima e ho pensato che potevo risolvere il problema del pranzo con un pezzo di focaccia. Io adoro la focaccia, è uno di quei cibi confortanti che porta legati a se bellissimi ricordi di infanzia. Ieri ho mangiato focaccia e nel giro di due ore sono precipitata nello stato poppante. Stanca da giorni di attività convulsa alternata a momenti di "sospensione" in attesa di essere libera dalla presenza fisicamente impegnativa di altri. Reduce da un pranzo di carboidrati, seppur complessi, ma che hanno creato la condizione di astinenza da amidi, ho ceduto.
E oggi, oggi sono triste perchè questi cibi dentro di me trattengono liquidi e la bilancia segna quasi due kili in più, nonostante la cena di sola frutta ieri sera. Cena possibile perchè fortunatamente oltre alla focaccia ho mangiato anche delle uova. Solo così non ho sentito la fame urgente e compulsiva che segue un pranzo di soli carboidrati, e ho resistito.
Oggi, oggi ho un vuoto che so essere in massima parte chimico, ma che comunque mi sembra incolmabile e che mi fa sentire, bruciante, il bisogno di un abbraccio anche morboso.
Non va bene.
Cosa vuol dire morboso? Vuol dire malato.
Togli il glutine.

lunedì 16 aprile 2012

Fruits


Stasera cena di sola frutta, oggi ho mangiato tardi, praticamente nel pomeriggio, quindi per cena ho lavato qualche fragola e ho pelato un ananas del quale ho mangiato un paio di fette. Buonissimo, fresco, senti che ti sgonfia e digerisce tutto...adoro l'ananas e le fragole.

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sabato 14 aprile 2012

Gorgonzola e Aglio


Mi hanno raccontato questa combinazione di sapori, a cui io non avevo mai pensato, con una voce cosi suadente che non ho potuto non provare.
Ho usato delle tagliatelle di pasta fresca ai cereali, che ho lasciato bollire in acqua salata per meno dei 4 minuti previsti dal produttore. Nella ricetta originale si usa una pasta corta.

In una padella a parte ho fatto sciogliere a fuoco vivace, un pezzo di gorgonzola piccante con un fiocchetto di burro e due spicchi di aglio affettati sottilissimi. Mentre l'aglio diventa quasi trasparente nel burro che soffrigge, osservo il gorgonzola, fa fatica a sciogliersi...avrei dovuto optare per il gorgonzola dolce come nella ricetta raccontatami...aggiungo un goccio di latte. Le tagliatelle sono pronte, le scolo velocemente e le metto nella padella della crema di gorgonzola e aglio, con ancora addosso un po' di acqua di cottura. Giro per far mantecare, spremo lo spicchio di aglio crudo che ho spellato e messo nello spremiaglio, spengo il fuoco e impiatto dopo un'ultima mescolata per spargere l'aglio crudo.

Buonissima! Il piccante aromatico dell'aglio crudo si sposa con il piccante sapido delle erborinature del gorgonzola dando vita ad un nuovo sapore...indefinito ma conturbante. Solo per estimatori.

Per rinfrescare il palato qualche fragola, da mangiare cosi, al naturale. La prossima volta voglio attenermi alla pasta corta, che assorbira' meno delle tagliatelle, e al gorgonzola dolce, che cremoso come e' sara' morbido e delicato... Una delizia.

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venerdì 13 aprile 2012

A Very English Lunch




Oggi per il pranzo ho solo assemblato, insalata ceriolo (una varietà di cicoria, tra le mie preferite!) due pomodori affettati, olio extra vergine di oliva e aceto balsamico on the side, qualche fetta di roast beef e fragole. Che fame!



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venerdì 6 aprile 2012

Crudité e Bresaola


Oggi a pranzo ho mangiato bresaola accompagnata da sedano verde e pomodori, nella carta stagnola (ho dimenticato a casa piatti e posate...) ho messo un po' di triplo concentrato di pomodoro, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale. Con il sedano pescavo un po' da uno e un po' dall'altro, come una specie di pinzimonio. Il sale e' solo per i pomodori. Ottimo!


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giovedì 5 aprile 2012

Il Cibo dell' Amore


Lo so mi ripeto...ma per me le uova al tegamino sono davvero il cibo dell'amore. Intanto si mangiano almeno due uova, sono veloci da preparare e il profumo, il profumo che si spande per la casa è divino. Che si facciano con un goccio di olio extra vergine di oliva o con pezzettino di burro, l'unione con il bianco dell'uovo che si solidifica e frigge leggero produce sempre un profumo confortante. Il tuorlo a me piace che rimanga un po' crudino, che quando lo rompi con la forchetta o con un pezzetto di pane o intingendoci una delle qualsiasi verdure o cibi che si accompagnano tutti benissimo alle uova, produce un plop silenzioso ed inizia a colare. Morbido, denso di quella densità cremosa che hanno i cibi ricchi di grassi e colesterolo. Ma i grassi e il colesterolo dell'uovo, mangiati quasi crudi, sono quelli che servono a creare una nuova vita. Sono ciò che di più vicino alla natura umana un cibo può offrire...

Questa volta ho unito qualche pezzetto e briciolume di grana padano e i semi di kummel, che adoro sulle uova. Niente pane. So che per pucciare il tuorlo ci vorrebbe, ma sono a dieta senza glutine.
La cena è tutta qui. Pensare all'amore riempie.

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mercoledì 4 aprile 2012

Pranzo frugale


Oggi a pranzo ho pescato insalata direttamente dal pacchetto, come fossero patatine croccanti, ho messo una fetta di arrosto di vitello tra due gallette di mais e ho sgranocchiato di gusto. Buonissimo!

...l'arrosto e' quello comprato dal salumiere, perche'...non ho tempo, non ho tempo!

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martedì 3 aprile 2012

Polpettone...


Ieri sera sono tornata tardi, due ore di lezione in piscina, e stasera sara' lo stesso, cosi ho pensato di portarmi avanti...mentre il forno stava andando per scaldare la cena, ho messo a cuocere il polpettone al radicchio Bon Roll. L'ho avvolto sopra e sotto in carta stagnola e appiggiato sulla teglia. Niente condimenti. Ho puntato il timer a 60 minuti con il forno a 200 gradi. Mangio, mi addormento come una mummia egizia sul divano e alle due di notte apro gli occhi...il polpettone! Il forno si spegne da solo...prelevo il polpettone e lo metto in un piatto e in frigorifero, domani ci pensero'. Stamattina, mentre cercavo cosa simboleggia la lince sul mio dizionario dei simboli, ho messo qualche foglia di insalata mista bella croccante in un contenitore a chiusura ermetica, ho tagliato tre fette di polpettone e le ho disposte sull'insalata. Buon pranzo a me!

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lunedì 2 aprile 2012

Ikea


Oggi per la pausa pranzo, ho sapori scandinavi...
L'ultima volta che sono andata all'Ikea ho acquistato il salmone e una senape dolce all'aneto, buonissima. Ieri sera ho messo in pentola a pressione, qualche patata e la meta' di un cavolo cappuccio viola, con un bicchiere d'acqua. Sette minuti di cottura dall'inizio del sibilo e poi ho scolato e lasciato li. Stamattina ho deposto patate e cavolo nel contenitore ermetico, condito il cavolo con aceto balsamico e le patate con la senape all'aneto. Ho adagiato le fette di salmone affumicato sulle patate e ho unito un limone pretagliato e snocciolato, che usero' per condire il salmone. Bon aptit!

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