giovedì 21 settembre 2017

Schiscette Prêt-à-Porter: Per Mangiare Sano Ci Vuole Premeditazione


Dopo aver messo in ammollo ieri pomeriggio la zuppa di legumi, stamattina mi appresto a cucinarla.
Ho tenuto via una crosta di parmigiano reggiano, lavata e raschiata, che mi è servita ieri per insaporire leggermente il grano saraceno. Ora la metto nella pentola a pressione e con i 45 minuti di cottura richiesti dai legumi diventerà morbida e lavorabile. 
Sciacquo molto bene i legumi e li travaso nella pentola a pressione, ho usato la zuppa di legumi Colfiorito a cui ho aggiunto dei fagioli neri che mi erano avanzati. Aggiungo acqua fino al segno, 3 foglie di alloro e 3 chiodi di garofano. Accendo sotto la pentola chiusa con il suo coperchio e aspetto che inizi il sibilo. Appena inizia a fischiare, sposto la pentola su un fornello più piccolo e abbasso la fiamma. Punto il timer a 45 minuti, intanto mi dedico ad altre cose. 
Alla fine del tempo previsto, spengo la fiamma e lascia sfiatare la pentola senza alzare la valvola.
E' mezzogiorno, la pressione è uscita tutta, controllo comunque alzando la valvolina, e apro il coperchio. I fagioli sono morbidi e cotti al punto giusto, appena prima di sfaldarsi. L'acqua è stata quasi assorbita tutta, quella rimasta è cremosa, per via delle lenticchie decorticate e dei piselli spezzati che si sono sciolti completamente. Con il mestolo cerco il mio pezzo di crosta di formaggio, è morbido e denso, l'interno oppone ancora la giusta resistenza. Lo taglio a striscioline usando una forbice, e poi a quadretti. Li deposito nel piatto, sembrano ciccioli, aggiungo un po' di zuppa, una spolverata di canapa sativa decorticata e un filo leggerissimo di olio extra vergine di oliva. 
Lascio riposare il piatto, mentre trasbordo la zuppa rimasta in un contenitore ermetico, quando si sarà raffreddata la metterò in frigorifero per i prossimi giorni. Lascio un pochino di zuppa sul fondo della pentola, circa una porzione, e la passo con il minipimer per ottenere una vellutata, anche questa finisce in un vasetto e poi in frigo.
La zuppa è ottima, calda, nutriente e saziante.
Per stasera al lavoro, ho già preparato un contenitore con l'insalata di pomodori e tonno affiancata a una manciata di grano saraceno risottato, potrò gustarlo stasera in pausa al lavoro, mangiandone così tenendoli separati oppure mischiandoli per ottenere una specie di insalata taboulè. 
Per mangiare sano, ci vuole premeditazione. E organizzazione e voglia.



mercoledì 20 settembre 2017

Zuppe di Legumi e Cereali: Work in Progress


E' qualche giorno che mi nutro a zuppe di legumi e cereali, ho fatto una piccola scorta scegliendo diverse marche e composizioni e le cucino con la pentola a pressione così da averne una porzione subito e un paio di porzioni per i pranzi o le cene successive. Oggi ho messo a bagno la zuppa di legumi che, a differenza delle altre che ho finora provato, richiede l'ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore. Nel frattempo ho preparato per pranzo del grano saraceno, cotto a risotto, con il brodino avanzato dalle lenticchie che ho preparato per cena qualche giorno fa. 
Le lenticchie le ho preparate con carota, cipolla e sedano, un pochino di salciccia e spezie e le ho cucinate nella pentola di ghisa. Una spruzzata di vino rosso, acqua fino a coprirle e sopravanzarle di 4 dita, così, dopo 40 minuti di cottura, ho prelevato il brodo di cottura e l'ho messo da parte, mentre le lenticchie le abbiamo mangiate asciutte. 
Oggi ho tagliato i gambi verdi di due porri a striscioline finissime, ho aggiunto il grano saraceno, il brodo di lenticchie e ho fatto cuocere a fuoco sommesso, con il coperchio, per un quarto d'ora circa.
Il grano saraceno viene annoverato tra i cereali anche se non ne fa parte, poiché è una poligonacea, come il rabarbaro e il romice. Questo lo differenzia soprattutto negli effetti dai cereali veri e propri, le graminacee, poiché non contiene glutine e altre sostanze scatenanti allergie in chi allergico alle graminacee e quindi a frumento, farro, etc.
Il Grano saraceno ha un sapore particolare, un po' rustico, come i pizzoccheri e la polenta taragna, sazia moltissimo, è diuretico e sgonfia invece di gonfiare come la maggior parte dei cereali invece fa.
Mi gusto il mio grano saraceno risottato, al quale ho aggiunto solo un filo d'olio extra vergine a crudo alla fine e metto via l'insalata di pomodoro, tonno e ceci, che pensavo di mangiare come secondo.
A posto così.






mercoledì 16 agosto 2017

Koriatiki Salada: Insalata Greca


Sembra che le olive Kalamata siano diventate introvabili... 
Caposaldo della cucina greca, questa gustosa insalata, letteralmente insalata contadina o paesana, è frutto di recente invenzione, ma a me piace immaginare già gli antichi greci che se la gustavano, con buona pace di Cristoforo Colombo, della scoperta delle Americhe e dell'arrivo di pomodori e peperoni in Europa.
Per fare una insalata greca ci vuole innanzi tutto cetriolo e cipolla. Il cetriolo, lavato e mondato degli apici, va sbucciato lasciando un po' di buccia, con pazienza e abilità bisognerebbe alternare una striscia di buccia e una striscia sbucciata così da creare il tipico taglio alla greca. Una volta sbucciato ad arte, il cetriolo va tagliato a rondelle, non troppo sottili, e insieme alla cipolla, anch'essa tagliata a rondelle, va a finire sul fondo dell'insalatiera con un po' di aceto bianco (io uso quello di mele).
La cipolla può essere bianca o rossa di Tropea. Si lasciano in infusione, così che diventino più digeribili, mentre ci si appresta a tagliare il peperone. Di solito verde. Non troppo carnoso, dicono.
Una volta lavato e affettato a listarelle, metto anche il peperone in infusione, aumentandone di molto la digeribilità. Do una prima girata alle verdure e prendo i pomodori, che come tutte le altre verdure per preparare l'insalata non devono essere freddi di frigorifero. Taglio i pomodori a rondelle e li appoggio sopra le verdure, cospargo con un pizzico di sale così da innescare la fuoriuscita del delizioso succo dai pomodori. Recupero un pezzo di feta (o di quartirolo oppure anche senza formaggio) cospargo di origano secco sbriciolandolo con le dita sopra il formaggio e le verdure, aggiungo qualche oliva Kalamata, o se non si trovano, delle olive nere buone, cospargo con una generosa dose di olio extra vergine di oliva e porto in tavola. 
Le olive Kalamata sono riuscita a trovarle, in vasetto di vetro commercializzate dalla Louit Freres, dopo pellegrinaggi in diversi supermercati, all'Esselunga, dove peraltro moltissimo tempo fa si trovavano nel reparto del fresco, prodotte e confezionate direttamente in Grecia, con marchio che non ricordo e ad un  prezzo più conveniente. Infatti le centellino.
Arrivata a tavola, spezzo il formaggio a piccoli bocconi e do una bella girata, i profumi e i sapori si mescolano e mi gusto questa fantastica insalata e piatto unico, munita di un bel pezzo di pane croccante e spugnoso, come un Altamura o una ciabatta. 
Ahhh che bontà, è la mia insalata preferita!


martedì 8 agosto 2017

La Aglio, Olio e Peperoncino Rivisitata


E' il penultimo giorno di vacanza, domani sera, l'ultima cena, abbiamo già deciso di mangiare ancora Dai Pelati, quindi stasera bisogna far fuori le verdure fresche e l'ultimo pezzetto di pancetta.
Dopo l'aperitivo in spiaggia, dopo la doccia e qualche chiacchiera, tornata un po' di fame, ci adoperiamo per fare una bella aglio olio e peperoncino con peperoni e pancetta.
Bea ormai è l'addetta alla cottura e "crispatura" della pancetta, che ho tagliato a fettine il più sottili possibile. I crisp di pancetta le vengono perfetti, li teniamo da parte, al caldo. Nella stessa padella facciamo imbiondire parecchio aglio tagliato a fettine sottili, lo scopo è quello di fare delle chips di aglio croccanti come la pancetta, senza bruciare l'aglio.
In una padella adiacente, dopo aver soffritto degli scalogni a fettine, abbiamo aggiunto i peperoni a tocchetti, il pezzo di cotenna della pancetta per insaporire e dei cubetti di pancetta, stanno rosolando tutti insieme mentre in un'altra pentola bolle l'acqua per gli spaghetti.
Quando i peperoni sono cotti, ma ancora belli sodi. La pasta ha raggiunto il tempo di cottura al dente. Nella padella dell'aglio è stato aggiunto del peperoncino piccante secco sbriciolato, altro peperoncino è già pronto in tavola da aggiungere a piacere.
Gli spaghetti sono al dente, un veloce salto nella padella dell'aglio e olio e peperoncino, e poi nella padella dei peperoni e pancetta. Impiattiamo, facendo cadere a pioggia le crisp di pancetta.
La croccantezza delle chips di pancetta e delle fettine di aglio si contrappone alla cedevole morbidezzza della pasta e dei peperoni dolci. 
A volte di necessità si fa virtù. Ottimi!


domenica 6 agosto 2017

Un Pranzo Semplice


Sono giorni molto caldi, resistere in spiaggia quando il sole è al suo picco massimo è piuttosto difficile. A casa abbiamo dei fagioli cannellini, dei fagioli bianchi di Spagna e il tonno Consorcio, comprato in offerta, che ci aspettano nello scaffale della dispensa. Bea e io abbiamo una visione a volte cinematografica del cibo, scatta subito il ricordo dei fagioli alla Bud Spencer e Terence Hill, ma fa caldo e quindi ne facciamo una versione fredda. Il piatto d'elezione di ogni campeggiatore in tenda. Tonno, fagioli e cipolle.
Mentre Bea scola i fagioli e li sciacqua, a lei non piace il liquido di conserva, le fa impressione, io affetto sottile e ad anelli un paio di cipolle di tropea. Ne metto una in infusione con aceto balsamico e l'altra direttamente nell'insalatiera. A me piace l'aggiunta del sapore dell'aceto, Bea preferisce senza. In più la cipolla infusa nell'aceto è molto più digeribile, ci deve stare almeno 10 minuti.
Scoliamo il tonno, eliminando un po' di olio ma non tutto, e lo aggiungiamo ai fagioli e alla cipolla. Una spolverata di pepe e un pezzo di schiaccina per accompagnare.
Ahhhh che bontà!






sabato 5 agosto 2017

Cozza Days



Il bello di mangiare insieme a chi ha i tuoi stessi gusti è che puoi ordinare l'impepata di cozze al posto del dolce.
Prima sera della vacanza, Bea ha scovato un posticino a Procchio dove fanno le linguine con le vongole, è da stamattina alla partenza che abbiamo deciso di prenderle per cena. 
Dopo il primo bagno in mare e il sole del tramonto sulla spiaggia, tutte docciate e vestite bene camminiamo lungo il sentiero che bordeggia la spiaggia, il posto si chiama Dai Pelati, arredamento non pretenzioso, lievemente rientrato rispetto alla spiaggia, ma comunque vista mare, prezzi contenuti. Iniziamo con un antipasto di cozze al gratin in due, le cozze profumano di buono e sono deliziose, con la crosticina di pan grattato, formaggio, prezzemolo e aglio che le rende perfette. Grattiamo anche il fondo della padella.
Ci portano le linguine alle vongole. Perfette, Al dente. Buonissime.
Il cameriere gentilissimo ci propone i dolci, tra i quali suggerisce il salame di cioccolato della casa, io e la Bea ci guardiamo negli occhi e all'unisono chiediamo se è un problema avere una impepata di cozze come dolce. Nessun problema.
L'impepata di cozze arriva, con il cameriere che posandola esclama ecco il vostro dolce. E ridacchia divertito. Ecco, siamo entrate nell'aneddottica del locale con un balzo a piè pari.
L'impepata è sopraffina, ce la gustiamo in pace, sorseggiando un pochino di vino bianco freschissimo.

Al ritorno le nostre ciabattine infradito fanno flip flop sulle assi di legno del sentiero, è il rumore della libertà.

L'impepata di cozze sarà anche un nostro pranzo, divisa in due, in una giornata di sola spiaggia. Dormire sotto l'ombrellone, dopo, non è stato un problema. Ormai Dai Pelati, ci salutano sorridendo, come al solito ci si fa riconoscere ovunque.

Da Andrea a Marciana Marina riprendo il piatto che mi piace tanto, questa volta sono spaghetti alle vongole, preceduti da un antipastino di pesce caldo e freddo, sfizioso e curato.
Sbirciamo i dolci che arrivano al tavolo a fianco, sono invitanti e bellissimi, ma il gusto del pesce è così buono in bocca che non vogliamo alterarlo.

E' l'ultima sera di questa vacanza, torniamo dai nostri Pelati, come sempre quando torno in un posto che mi è piaciuto, io so già cosa prendere, potrei ordinare quando telefono per prenotare, "cozze al gratin per due, spaghetti allo scoglio in bianco, niente dolce a posto così."
Ho voluto provare anche lo scoglio perché l'avevamo visto al tavolo di fianco la prima sera, una montagna di cozze sorrette da spaghetti conditi perfettamente.
Il connubio perfetto sarebbero le linguine alle vongole sormontate dal tripudio di cozze dello scoglio. La prossima volta...


Dai Pelati - Procchio, Isola d'Elba https://www.facebook.com/DaiPelati04/

Spaghetteria Pizzeria Da Andrea - Marciana Marina, Isola d'Elba https://www.facebook.com/pages/Spaghetteria-Pizzeria-Da-Andrea/144780062360120

venerdì 4 agosto 2017

Se Hai Questa Pancetta Buonissma, Vuoi Non Fare l'Amatriciana?


Per la serie, ricette che richiedono il guanciale ma invece si usa la pancetta, stasera con Bea prepariamo l'Amatriciana.
In vacanza si usa quello che c'è: abbiamo affettato tre scalogni e li abbiamo fatti soffriggere pianissimo in un pochino di olio extra vergine di oliva e con la pancetta affettata e poi ridotta a listarelle. Una volta che gli scalogni sono diventati biondi e caramellizati, abbiamo prelevato un po' di pancetta e tenuta da parte, e abbiamo aggiunto il sugo di pomodorini. Lasciamo sobbollire finché si riduce e diventa bello denso.
Nel frattempo l'acqua per gli spaghetti è pronta, caliamo la pasta e aspettiamo, la vogliamo scolare qualche minuto prima per farla saltare in padella con il sugo. Sbricioliamo qualche peperoncino piccante secco nel sugo e mantechiamo la pasta nella padella del sugo con un pochino di acqua di cottura. Impiatto facendo dei nidi di spaghetti aiutandomi con il forchettone. Piccole ali di chips di pancetta volano fino a posarsi sopra la pasta, una nuvola di pecorino piove sopra il piatto e la cena è pronta.
Non abbiamo orari, che bello mangiare quando hai fame!

giovedì 3 agosto 2017

La Carbonara di Bea


Sono in viaggio con la Bea, destinazione Isola d'Elba, sole, mare, pesce. Dopo aver preso per il rotto della cuffia il traghetto prima del nostro, salendo senza neanche fermarci per chiedere molo 8, arriviamo un'ora prima sulla tabella di marcia. Spesa veloce per i gustosi piatti che ci cucineremo in settimana, e poi tuffo in mare. La prima sera proviamo subito un piccolo ristorantino in riva al mare, il desiderio di spaghetti con le vongole ci accomuna e viene soddisfatto egregiamente, con aggiunta di cozze gratinate come antipasto e impepata di cozze al posto del dolce. 
Siamo donne con le idee molto chiare e decise.
La sera del secondo giorno, dopo una giornata di mare e aperitivo sulla spiaggia, Bea si appresta a preparare la sua carbonara. Abbiamo comprato questo bel pezzo di pancetta (si lo so che andrebbe usato il guanciale, ma sfido chiunque a non aver usato mai la pancetta ogni tanto in vita sua) io la affetto sottile, la cotenna è già in padella a sfrigolare, e Bea la fa cuocere a fuoco lento, che diventa croccante. Chips di pancetta! Una bontà sopraffina. Sbatte le uova, un uovo e un tuorlo, mischiandole con pecorino e parmigiano grattugiati, gli spaghettoni sono al dente, velocemente li condisce (mi sono persa la sequenza, ha messo prima la pancetta o prima l'uovo?) e andiamo a tavola.
Il vino dell'Elba è fresco al punto giusto, la pasta divina. Adoro la carbonara, ma per qualche misterioso motivo non mi viene. Così ho tutti amici che la sanno fare. 
La Carbonara di Bea è ottima, cremosa intorno allo spaghetto e croccante nella pancetta. 
Yum!


sabato 29 luglio 2017

Bucatini e Polpette


Ogni tanto mi viene voglia di mangiare un bel piatto di pasta con il sugo di polpette. Il più buono lo faceva mia zia Elsa, impastava metà carne di manzo e metà di maiale macinate, con qualche pezzo di salsiccia privata della pelle, un uovo, un po' di pangrattato e di formaggio grattugiato e poi le cuoceva nel sugo di pomodoro, perché l'obbiettivo era condirci una bella pasta al dente, spaghetti o bucatini, i miei preferiti. Così ci mangiavamo questi spaghetti goduriosi, guardandoci negli occhi come Lilli e il Vagabondo, e eravamo sazie di cibo e di felicità. 
Era la mia zia preferita, una bella risata argentina e un carattere meraviglioso e forte.
Stasera fa freddo, ho fame e non ho voglia di cucinare, mi manca mia zia. 








giovedì 27 luglio 2017

L'Omelette Blanche


L'altro giorno, in giro per supermercati, ho provato a comprare una confezione di albumi, pensando che potessero essermi utili per rinforzare delle uova al tegamino. E così è stato, una sera per cena mi sono preparata due uova al tegamino e ho aggiunto un po' di albumi, le uova sono diventate molto soffici e buonissime. Però mi sono ritrovata con una confezione quasi piena di albumi da far fuori in tre giorni...
Così mi sono ricordata di una omelette fantastica, mangiata al Mon Bistrot, fatta con 5 o 6 uova. L'abbiamo mangiata in due talmente era grande, ed era morbida, fluffosa, perfetta.
Io adoro le uova, ma con le frittate e le omelette ho sempre avuto dei problemi di esecuzione, mi escono non compatte, o addirittura le omelette non mi escono e si trasformano prontamente in uova strapazzate, che sono buonissime, ma io volevo l'omelette.
Avevo tutti questi bianchi da utilizzare e ho iniziato casualmente, in una padella anche fin troppo grande, mettendo un po' di olio extra vergine di oliva e lasciandolo scaldare. Nel frattempo ho iniziato ad agitare la confezione di albumi, come uno shaker, e intanto pensavo a cosa mettere dentro la mia omelette, non avendo ne prosciutto ne formaggio per rifare la fantastica omelette.
Verso gli albumi shakerati e con la spatola spingo il bordo, man mano che si forma, verso l'interno.
Così facendo, la parte liquida si ridistribuisce verso l'esterno e cuoce, mi aiuto anche inclinando la padella. Quando gli albumi sono abbastanza uniformemente cotti, ma ancora belli morbidi, spalmo due cucchiai di yogurt greco, su metà di quella che al momento è una frittata, aggiungo dei tocchetti di quartirolo e qualche germoglio.
Con molta attenzione sollevo la metà vuota e la ripiego sulla metà farcita. abbasso il fuoco e lascio che il formaggio si sciolga un pochino al calore del fuoco, prima di servirla.
Yum! Ottima!




mercoledì 26 luglio 2017

Le Gioie Minimali del Petto di Pollo Aglio e Zenzero con Patate e Porri


E' un po' di giorni che ho sempre voglia di mangiare pollo. Pollo al lime, pollo arrosto, pollo allo spiedo, e oggi pollo allo zenzero e aglio.
La ricetta è super facile, veloce e prevede l'uso di una sola pentola anche per preparare il contorno.
Pelo e sminuzzo un pezzo di zenzero, lo metto in una padella antiaderente con un cucchiaio scarso di olio extra vergine di oliva e 3/4 spicchi di aglio in camicia, schiacciati con la lame del coltello usata di piatto. Appena inizia a sfrigolare, posiziono le fette di petto di pollo e le lascia dorare cuocere per bene da entrambi i lati, poi le tolgo, insieme all'aglio e lo zenzero e tengo tutto da parte. L'aglio lo butto.
Nella stessa padella metto a cuocere due porri tagliati per il lungo e lavati bene sotto l'acqua corrente e due patate lavate, sbucciate e tagliate a fette di circa 4 millimetri con la mandolina.
Lascio dorare per bene le patate girandole da tutte e due i lati e così anche per i porri. Aggiungo un pochino di acqua e coprendo con il coperchio porto a cottura soda le patate e i porri.
Alzo di nuovo la fiamma, rimetto un goccino di olio e trasferisco i petti di pollo e lo zenzero di modo che facciano la crosticina e tornino di nuovo belli caldi.
Servo il tutto in un solo piatto, aggiungendo solo qualche granello di sale sulle patate e sul pollo, solo un filino di olio a crudo sul pollo e mi gusto il tutto in santa pace.
Ahhh che buono il pollo!

sabato 22 luglio 2017

Radiatori alle Zucchine Caramellizzate


Ogni tanto mi imbatto in ricette lette su internet che si insinuano come un tarlo e poi dopo qualche giorno cerco di ritrovarle per poterle fare. E non le trovo più. L'altra notte leggevo di questa ricetta in cui le zucchine dovevano cuocere ben 45 minuti e ho pensato, che pappa... (a me la verdura piace bella soda e soprattutto le zucchine sono legate ad un ricordo di quando ero piccola, quando mia nonna, che era scarsa in cucina, le aveva fatte bollire a pezzi in un bel po' di acqua ed era venuta fuori una pappa immonda...) 
Comunque, leggo di questa ricetta e mi si installa il bug mentale.
Dopo qualche giorno cerco di recuperarla, fortunatamente ricordo dove l'ho letta, sulla pagina di Sara Porro (che scrive per Dissapore) e che ne elogiava la bontà. Siccome Sara Porro scrive bene, ironica e dettagliata e si avvicina ai miei gusti culinari, ho rintracciato la fonte. Che è Bon Appetit.

La ricetta di Bon Appetit è la variante di un giornalista a una ricetta apparsa qualche tempo prima.
O cosi mi sembra di aver capito...
Di fatto le zucchine, tagliate a pezzi piccoli presumo, cuocono a fuoco basso per 45 minuti, dopo aver rosolato con aglio e olio di oliva. Nei 45 minuti si opera il processo di caramellizzazione che rende le zucchine cremose all'interno e deliziosamente abbrustolite fuori. Miscelandole con un po' di acqua di cottura della pasta e con la pasta stessa, dovrebbe crearsi una crema vellutata e morbidissima che avvolge la pasta. Ah dimenticavo, con l'aiuto di un po' di formaggio ovvio. Grattugiato.
Le mie zucchine non sono venute proprio così, forse il tegame era troppo sovradimensionato rispetto alla quantità di zucchine, ne ho usate 3, o forse ho sbagliato qualcosa. 
Ma è venuto un bel piatto di pasta gustoso, diverso dal mio solito sugo con le zucchine. Ottimo anche se un pochino indigeribile alla lunga.
Ho tagliato 3 spicchi di aglio verticalmente a metà così da individuarli subito e poterli togliere a fine cottura. Messi a sfrigolare nell'olio extra vergine di oliva e aggiunto 3 zucchine tagliate a mezze rondelle. Rosolato velocemente, abbassato il fuoco, aggiunto man mano un pochino di acqua per mantenere la giusta umidità per far accadere la caramellizzazione. 
Una volta che la pasta, radiatori della Rummo, era quasi pronta, l'ho scolata e tenuto via un pochino di acqua di cottura. Ho messo la pasta e l'acqua nel tegame, alzato la fiamma e mantecato la pasta con le zucchine. Qualche foglia di basilico fresco e la pasta era pronta. Non ho messo il formaggio, volevo sentire bene il sapore così, in purezza.




mercoledì 19 luglio 2017

Le Acque Aromatizzate

Soprattutto con questo caldo, ma sempre in generale, il nostro corpo necessità l'introduzione di circa 2 litri di acqua al giorno. Non tutti in un colpo ma costantemente durante la giornata. Bere acqua garantisce il buon funzionamento degli organi interni, una bella struttura di pelle e capelli, migliora l'alito e la digestione, soprattutto se all'acqua aggiungiamo spezie o frutti in infusione. 
Ecco che allora ci si può sbizzarrire con infusioni di frutti di bosco o di anguria, di cetriolo o di pesche, menta, limone, mela e cannella, basilico, e ovviamente zenzero.
L'acqua allo zenzero fa bene è buona e migliora le difese immunitarie oltre ad avere effetti benefici molteplici. Che si faccia bollire una ventina di minuti alcune fettine di zenzero in un litro d'acqua e poi la si beva come tisana o, facendola raffreddare, come bevanda dissetante durante il giorno, l'acqua di zenzero è una panacea. Per chi lo trovasse troppo irritante se ne può fare una versione più delicata procedendo con l'infusione a freddo, alcune fettine di zenzero, in un litro di acqua fredda, si lascia tutta la notte e poi si beve il giorno dopo. Aggiungendo qualche goccia di succo di limone oppure qualche fogliolina di menta o di basilico, si varierà il gusto e potremo sbizzarrirci a bere acque salutari, a zero calorie, dissetanti e con le proprietà del frutto o della spezia aggiunti.
Se ne può mangiare un pezzettino o la fetta o il frutto, così da avere anche un piccolo assaggio di sapore concentrato, e a fine giornata, senza accorgersi, avremo bevuto l'acqua prevista.
Le acque aromatizzate possono essere un idea anche per un aperitivo salutare, per non cadere in tentazione con le bibite alla soda, e se proprio mancano le bollicine, nulla vieta di aggiungere acqua gassata all'infusione. Qualche cubetto di ghiaccio e ci si potrà gustare tutto il sapore senza danno.

In alternativa alla frutta e alle spezie, o in aggiunta, si può unire all'acqua poche gocce di olio essenziale. Non tutti gli oli essenziali sono adatti al consumo interno, e anche tra quelli adatti al consumo interno, ci deve essere sulla confezione la dicitura adatto al consumo interno oppure integratore alimentare. Tra quelli adatti vi sono il limone, l'arancio dolce, la lavanda, il finocchio, 2 o 3 gocce al massimo in una bottiglia da 1 litro 1/2, da soli, abbinati tra loro oppure abbinati allo zenzero o ad una tisana anche fredda. 
Attenzione, prima di utilizzare gli oli essenziali, leggetene le proprietà su un libro o su più siti, così da essere certi che l'olio essenziale scelto sia adatto a voi e che non rechi danno. Gli oli essenziali possono essere molto potenti, soprattutto utilizzati oralmente, e potenzialmente dannosi se usati senza criterio ne studio. 
Se si hanno patologie conclamate, se si è in gravidanza o si sta allattando, se si sospetta di avere qualche disturbo sia fisico che psichico, se si è in cura con farmaci, prima di utilizzare gli oli essenziali dovete chiedere al vostro medico.


























Foto: Fonte Google, se qualcuno ne riconosce la proprietà, mi contatti e indicherò l'origine delle immagini.

venerdì 14 luglio 2017

Oolong - Le Ali del Drago


Il Tè verde fa bene ma a me non piace. Ha solitamente quel sapore asprigno e di erba secca che non mi dice nulla e anzi mi da fastidio, vuoi mettere con la pienezza rotonda di un bel Tè nero? Ecco tutta un'altra cosa.
Siccome sono una grande bevitrice di tè, dovevo risolvere questa cosa, mi piace unire l'utile al dilettevole e cerco, per quanto posso, di creare piatti golosi ma che facciano anche bene, che sfruttino le qualità intrinseche farmaceutiche dei cibi.
Così sono andata nella mia erboristeria di fiducia, dove hanno una selezione invidiabile di vari tè sfusi, e mi sono fatta un viaggio nei profumi e nei sapori che può avere un Tè verde di qualità e un Oolong.
L'Oolong è un Tè semifermentato, una via di mezzo tra il tè verde e il tè nero. La parola Oolong significa Le Ali del Drago, poiché la foglia, accortocciata, quando viene a contatto con l'acqua, inizia a dispiegarsi e assume un movimento di apertura alare, di un verde bellissimo. Vola nella tazza, guardare un Oolong aprirsi è di per sé un esercizio Zen.
Quindi annuso tutti i tè verdi aromatizzati alla maniera dei tè neri. Biscotti, cacao, fiori di ciliegio, mandorla, hanno profumi meravigliosi che invitano e sapori morbidi e levigati come biglie di vetro.
Il tè oolong è una scoperta piacevole anche al gusto, rotola ed è morbido.
Ne acquisto un po', hanno nomi poetici: Samurai, Piccolo Principe, Sakura, Sogno di Michelangelo, Cookie Oolong...
Ho fotografato la composizione ogni volta che ne provavo uno, le ho postate sul profilo Instagram di Una Golosa a Dieta, e poi mi facevo accompagnare dal profumo e dal sapore del tè mentre dipingevo o scrivevo.
Il sapore pieno e corposo di alcuni ha permesso di aggiungere altra acqua alla teiera già bella capiente e ne usciva un tè ancora ottimo. Litri e litri di tè.
Il tè fa bene, bevete tè.


Foto: Fonte Google, se qualcuno ne riconosce la proprietà, mi contatti e indicherò l'origine delle immagini.


mercoledì 12 luglio 2017

Ricordi di Alghero


Alghero mi è rimasta nel cuore, una vacanza con una bella amica, il vento in faccia perchè pedalavamo veloci in bicicletta, le spiagge candide e il mare cristallino, il silenzio dei pomeriggi nelle vie acciottolate, le penniche, il sole, il cibo e il vino. Le spese sane, con grandi insalate di pomodori freschi, cetrioli e peperoni croccanti, cipolla, il pane e la ricotta di pecora. Il pesce e la carne alla griglia, i formaggi meravigliosi della Sardegna, il porceddu del ristorante della Barbagia, la lingua bollita condita solo con sale grosso prezzemolo e l'olio extra vergine delle campagne intorno, il vino, Cannonau, Capocaccia, Monica di Sardegna...
Stasera ho aperto una bottiglia di Capocaccia di Sella&Mosca, ne verso poco in un bel bicchiere, intanto preparo il piatto che andrò a gustarci insieme. 
Taglio un pomodoro, aggiungo i germogli che ho coltivato negli ultimi giorni, una cucchiaiata di hummus e mezza ricotta di pecora. Il profumo del vino e il suo sapore si sposa con la grassa cremosità della ricotta. A volte basta solo un dettaglio per rendere speciale una cosa. 

martedì 11 luglio 2017

La Pasta Tascia, una Terrazza, il Mare e la Mozzarella al Limone


Recentemente sono uscita a cena con amici, doveva essere una pizza e invece grazie a loro ho provato tutta una cena a base di pesce, dividendoci in 5 i 5 piatti diversi e abbondanti della pizzeria La Caprese: spaghetti ai frutti di mare e cacio pepe e cozze, entrambi deliziosi, una impepata di cozze magnifica, una freschissima insalata di mare, un fritto misto croccante come non mai e per finire un assaggio di dolci, babà, pastiera e torta alle fragoline di bosco. La conversazione frizzante, l'amore per il buon cibo condiviso da tutti, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il relax hanno accompagnato il buon cibo in una serata calda di piena estate. Chiacchierando è saltato fuori un suggerimento per gustare la mozzarella a me ignoto, con il succo di limone. Sarà perché il consiglio mi è stato dato da questo amico che adora il cibo e cucinare, mi sono fidata e ho provato.
Stasera a casa, mentre preparavo la pasta Tascia, riemersa dai ricordi di una vacanza in Sicilia e di un altro ragazzo dagli occhi azzurri che me la preparò, ho messo a bagno una bella treccia di Bufala Campana in acqua calda. Mangiare la mozzarella fredda di frigorifero è un delitto. Stando a bagno con l'acqua calda, il sapore delicato del latte si rianima, la consistenza a prima vista gommosa della mozzarella fredda si ammorbidisce e diventa di nuovo delicata e filante. La spezzo con le mani, per non chiudere i piccoli alveoli di latte tagliandola con il coltello, così che il latte possa gocciolare e mischiarsi con l'olio e il succo di limone. Non avendo specificato quanto, sono andata per gradi. Ho dato una prima spruzzata di limone, una macinata di pepe nero, e un filo di olio extra vergine di oliva. Assaggio e decido di aggiungere ancora un po' di succo di limone. La fresca asprezza del limone ci sta benissimo e dona una sfaccettatura accattivante e rinfrescante. Il sapore della mozzarella ne salta fuori esaltato, e nella contrapposizione dei sapori, ognuno è percepibile distintamente.

Mentre la mozzarella si ammorbidiva e insaporiva, ho preparato la pasta Tascia, ricordo di una estate di più di 30 anni fa, la pasta Tascia, così mi fu detto, era la pasta popolana che si preparava per mangiarla in spiaggia la domenica.
Ho affettato tre spicchi di aglio e li ho fatti imbiondire delicatamente in un pochino di olio di oliva prelevato direttamente dalla scatoletta di tonno che poi mi servirà. Ho sbriciolato tre peperoncini di Cayenna e ho aggiunto un pomodoro perino bello maturo, tagliato a piccoli pezzi. 
Soffriggo piano, fino a quando il pomodoro si attacca al fondo della padella iniziando a caramellizzarsi. A questo punto aggiungo un po' di tonno e, senza sbriciolarlo troppo, lo unisco al sughetto. La pasta è quasi pronta, la scolo al dente, tenendo un po' di acqua di cottura, e la faccio saltare nella padella del sugo con un paio di cucchiai della sua acqua. Servo con basilico spezzettato e me la gusto così, bella fumante, ma è buona anche fredda. 

Grazie a tutti gli amici dagli occhi azzurri e dal carattere solido e schivo, che nascondono un animo appassionato.


lunedì 10 luglio 2017

Vita dei Germogli: Finalmente Si Mangia!


Ecco un micro esempio di come si possono gustare i germogli, avevo del pollo arrosto avanzato, ho aggiunto un pomodoro a fette e una manciata ciascuna delle due coltivazioni casalinghe di germogli, qui sotto i germogli di soia verde e più sotto il mix di trifoglio, rapanelli e broccoli. Il mix ha un sapore piccantino e gustoso, si sposa con la carne di pollo che invece è compatta e neutra. I germogli di soia invece hanno un sapore fresco e sono croccanti, oppongono una leggera resistenza ai denti e sono buonissimi anche loro.
Ricchi di sostanze nutritive potenziate e freschissime, i germogli fanno benissimo.



domenica 9 luglio 2017

La Bruschetta


La bruschetta è una delle cose più buone che c'è. Da sola o con qualche fetta di pomodoro, con il basilico, con l'origano, con il peperoncino, a merenda, a pranzo, a cena e perfino a colazione, fa bene, è sana e mette allegria. A me sempre. 


Questa l'ho fatta tostando del pane casereccio (tipo pane pugliese) sulla piastra, strofinando la fetta abbrustolita con uno spicchio di aglio finché si è consumato tutto, un giro di olio extra vergine di oliva e mangiata che ancora scottava le dita.