sabato 31 gennaio 2009

Il Giro del Sugo

Certe volte le ricette nascono così, per caso, per utilizzare porzioni troppo piccole di un altro buon pasto non finito. E certe volte il risultato di un piatto diventa la base per un altro, o un ingrediente il comune denominatore.
Con il sughetto rimasto dalla Faraona dell'altro giorno (Faraona all'aceto di Sangiovese) ho preparato i piselli secchi.

Piselli secchi morbidi
Ho messo il fondo di cottura della faraona nella pentola a pressione, ho sciacquato i piselli secchi sotto acqua corrente fredda e poi li ho aggiunti al sughetto, ho girato con il cucchiaio di legno per insaporire, ho messo tanta acqua fredda a sorpassare di due dita i piselli e ho chiuso il coperchio. Dall'inizio del sibilo ho calcolato 15 minuti di cottura. Una volta fuoriuscita la pressione ho aperto e ho raccolto il brodetto in più, e lasciato riposare i piselli, che devono diventare morbidi ma consistenti (non è una minestra!)
Funghi ai pomodori concentrati
In una casseruola antiaderente ho messo aglio e cipolla finemente tritati, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e funghi plerotus tagliati sommariamente, con la fiamma viva ho continuato a girare per rosolarli, poi ho aggiunto un cucchiaione abbondante di triplo concentrato di pomodoro, il brodetto dei piselli e qualche pomodorino secco tagliato a striscioline, ho coperto con il coperchio della Tajine dopo aver aggiungo un poco di acqua. Ogni tanto sbircio sotto per vedere se l'acqua si è asciugata e ne aggiungo, in ultimo ho aggiunto il succo di due mandarini e una volta nel piatto, prezzemolo tritato.
Insalata Libanese di Pomodori e Prezzemolo
Con il prezzemolo tritato ho preparato anche una insalata libanese, aggiungendolo a pomodori tagliati a cubetti piccoli e conditi con olio extra vergine di oliva e sale.

Per completare olive nere greche piccanti, un pezzetto di feta e un po' di pane pistokku per assorbire il sughetto dei pomodori e prezzemolo.
Chi ha detto che stando a dieta si mangia cibo triste non ha mai assaggiato queste cose. Yum!

giovedì 29 gennaio 2009

Giovedì Gnocchi!

Ho provato gli gnocchi "Sfida alla Nonna" della Bocon, non male! Li ho conditi con aglio, olio extra vergine di oliva e peperoncino. Nell'acqua bollente ho aggiunto anche una manciata di piselli surgelati, quando gli gnocchi sono venuti a galla li ho trasferiti, insieme ai piselli, nella padella dove avevo soffritto leggermente l'aglio e il peperoncino. Impiattato e spolverato con formaggio Grana Padano grattugiato. Che buoni!

domenica 25 gennaio 2009

Il giorno dopo un Pupacchiella Party

Ieri sera sono stata a un Pupacchiella Party e sono tornata stamattina alle 5,00. Sapendo già come sarebbe andata a finire, ieri pomeriggio mi sono portata avanti e ho preparato la faraona per oggi a pranzo. Così stamattina sono andata in piscina per due lezioni consecutive di sunday acquagym. Veramente divertente!
Docciata, profumata e purificata dall'attività fisica, una volta a casa ho solo dovuto accendere sotto la pentola a pressione per scaldare la faraona, ho pulito e affettato un finocchio, un peperone giallo e qualche foglia di trevisana e a tavola...

Per questa ricetta ho utilizzato dell'aceto di vino rosso tagliato al 50% con Sangiovese e lasciato maturare per almeno due settimane.

Faraona all'aceto di Sangiovese
Nella pentola a pressione ho messo due spicchi d'aglio in camicia, leggermente schiacciati, una cipolla bianca ridotta a cubettini, e così anche due carote e due gambi di sedano. Qualche foglia di alloro, tre chiodi di garofano, un pezzetto di corteccia di cannella, i semi contenuti in tre capsule di cardamomo, due cucchiaini di olio extra vergine di oliva e un pezzetto di burro. Mentre lavavo i pezzi della gallina faraona, ho soffritto leggermente il tutto, ho aggiunto poi il volatile in pentola e ho alzato la fiamma per rosolarlo bene. Quando la carne è diventata marroncina ho aggiunto uno spruzzo di Marsala e circa due bicchieri di aceto di Sangiovese, un pizzico di brodo granulare e ho chiuso il coperchio della pentola a pressione. All'inizio del sibilo ho abbassato la fiamma e ho calcolato circa 20 minuti di cottura.
La carne della faraona è morbida e saporita, e con questa cottura prende un profumo e un sapore delicato di aceto che ne esalta il sapore.
Mmmm, che buona la faraona!

Il Pupacchiella Party è una cena con amici che fanno arrivare quasi tutti gli ingredienti direttamente da Napoli, il primo anno ho assaggiato delle Melanzane alla Parmigiana Divine! il secondo anno Mozzarelle di Bufala appena fatte da qualche ora, e sempre gustiamo le pupacchielle, quei peperoncini tondi sott'olio ripieni con tonno, olive, capperi e ingredienti che cambiano a seconda della cuoca e che vengono tenuti gelosamente segreti. Mitiche!

domenica 18 gennaio 2009

Risotto al Mascarpone, Vino Moscato, Porri e Zafferano

Non mi piace il vino dolce, così quando a Natale lo trovo nei cesti mi invento qualcosa per usarlo.

Risotto al Mascarpone, Vino Moscato, Porri e Zafferano


Preparare un buon brodo di pollo e porri, usando la parte verde dei porri per il brodo e tenendo la parte bianca per il riso.


Il Brodo

Acqua fredda, cosce di pollo intere, una presa di sale marino grosso, 1 carota grattata e lavata, la parte verde di 3 porri (vanno lavati sotto il getto dell'acqua, dopo averli tagliati per il lungo, tenendoli verticali dalla parte bianca, di modo che la terra che c'è sempre tra gli anelli scivoli via verso la parte verde finale). Io lo preparo con la pentola a pressione e calcolo 45 minuti di cottura dal fischio. Le cosce di pollo le mangio in un'altra occasione. Si può preparare anche il giorno prima, tenendo da parte i 3 mezzi porri in frigo per quando si fa il risotto.


Il Risotto

In una padella antiaderente larga e bassa metto un bel pezzo di burro e una cipolla bianca tagliata finemente a dadini (la sbuccio, la lavo, la taglio a metà verticalmente, prendo una metà e faccio dei tagli sia orizzontalmente che verticalmente così che, quando la affetto, vengano dei dadini già pronti). La cipolla deve stufare nel burro a fuoco bassissimo. Nel frattempo affetto ad anelli fini la parte bianca dei 3 porri dei quali ho usato la parte verde per fare il brodo. Li aggiungo alla cottura. Calcolo 2 pugni di riso (Vialone Nano o Carnaroli) a persona più uno per la pentola, li butto in padella e alzo il fuoco. Con il cucchiaio di legno faccio brillare il riso, girandolo velocemente per qualche minuto. Aggiungo un bicchiere di vino bianco moscato, quello dolce che sotto le feste si beve con il panettone, (a me personalmente non piace molto da bere, per questo mi sono inventata questa ricetta). Una volta sfumato il vino, porto a cottura il risotto aggiungendo il brodo caldo man mano che il riso lo assorbe. Qui la tecnica si divide in due scuole di pensiero: c'è chi gira il riso solo la prima volta che aggiunge il brodo e poi non lo tocca più con il cucchiaio di legno e aggiunge solo il brodo versandolo sopra e ai lati, e c'è chi gira il riso ogni volta che aggiunge il brodo. Sperimentare di persona una o l'altra tecnica è l'unico modo per capire quale si preferisce.

A cottura quasi ultimata, quando assaggiando un cucchiaino di riso si sente che è "al dente", spegnere la fiamma. Aggiustare di sale se serve, e aggiungere ancora un po' di brodo se dovesse essere troppo asciutto, a questo punto della ricetta il risotto deve essere "all'onda" cioè morbido e fluttuante, perché quando si andrà a coprirlo per la mantecatura finale il riso continua ad assorbire i liquidi e a cuocere. Mettere lo zafferano e un bel cucchiaione di mascarpone (anche due va...) girare il risotto e coprire con il coperchio per cinque minuti scarsi. Volendo si può mettere anche un po' formaggio grattugiato.

Purtroppo non c'è la fotografia. Troppo buono.

martedì 6 gennaio 2009

Riso e Latte: Una ricetta d'Infanzia

Ma quanto è buono il RisoeLatte?

Con la mia collega Eleonora abbiamo ricordato una ricetta che ci facevano da piccole, il Riso e Latte. A casa mia ci dividevano in due fazioni nette: da una parte mio papà e mio fratello che lo volevano "dolce" e dall'altra io e mia mamma che lo preferivamo "salato". La ricetta è la stessa tranne per la svolta finale, una spolverata di zucchero, cacao amaro oppure solo cacao dolce o Ovomaltina per la variante dolce, un filo di olio extra vergine di oliva e formaggio grattugiato per la variante salata.

Riso e Latte
In una casseruola antiaderente mettere due pugni di riso (tipo Arborio) a persona più uno per la pentola, versare latte fresco intero fino a coprire e sorpassare il riso di circa 3 dita e una presa di sale marino integrale grosso. Accendere il fuoco e portare a bollore, in questa fase controllare molto bene, perché il latte tende a fuoriuscire, abbassare il fuoco e cuocere finché il riso è al dente. La cottura dovrà avvenire per assorbimento. Nell'evenienza che il latte non sia abbastanza per portare a cottura il riso si può aggiungere dell'acqua bollente, poca per volta. Il risultato deve essere un riso all'onda, cremoso ma non liquido. Spegnere il fuoco, aggiungere un pezzettino di burro e coprire con un coperchio per completare la mantecatura. Dopo qualche minuto girare il riso e disporlo nei piatti, ultimando con una delle due varianti secondo il proprio gusto. A me piace con una bella spolverata di Grana Padano grattugiato e un bel giro di olio extra vergine di oliva, ah che bontà....

giovedì 1 gennaio 2009

La Crema di Laura

Ho chiesto a Laura la ricetta della fantastica crema al mascarpone che abbiamo degustato a Natale. Eccola qui!

Con questa crema si fa il tiramisù, intingendo brevemente dei biscotti in caffè freddo zuccherato o amaro (a piacere) e alternando, in una pirofila, uno strato di crema ad uno di biscotti, finendo con la crema e una spolverata di cacao amaro. Si conserva in frigorifero fino al consumo.

Crema di Laura per il Tiramisù
5 uova, 150 grammi di zucchero, 500 grammi di mascarpone, un pizzico di sale.

Lavorare i tuorli delle uova con lo zucchero finché diventano di un giallo molto chiaro. Unire il mascarpone mescolando bene per eliminare tutti i grumi. Con le fruste, montare a neve fermissima l'albume di 3 uova e il pizzico di sale. Unire alla crema di mascarpone gli albumi montati a neve, amalgamando delicatamente con la spatola.

Queste dosi sono per un Tiramisù per 6 persone, se si utilizza la crema per accompagnare il panettone o il pandoro, bisogna ridurre le dosi.

Io ho provato a rifarla per la cena dell'Ultimo dell'Anno:

Ho messo l'albume di 2 uova e un pizzico di sale a velo nel robot attrezzato con le fruste. Mentre il robot montava a neve fermissimissima, io ho lavorato a forchetta i 2 tuorli d'uovo con circa 2 tazzine da caffè di zucchero bianco (la bilancia ha la pila scarica, è per questo che vado a occhio). Utilizzando molta energia lo zucchero e i tuorli cominceranno a gonfiarsi e a prendere un colore più pallido rispetto a quello iniziale. A questo punto ho aggiunto 2/4 cucchiai di rum, lavorato ancora, e aggiunto circa 300 grammi di mascarpone, amalgamando bene. Deve diventare una crema liscia e soda. Alla fine si uniscono gli albumi montati a neve utilizzando una spatola e lavorando molto delicatamente dal sotto in sù per non perdere l'effetto mousse. Si tiene in frigorifero fino al momento di servire.

L'energia sprecata nello sbattere le uova non è neanche un millesimo di quello che questa crema ridona. Ma si sa, non si può rifiutare un dono...

venerdì 26 dicembre 2008

Pranzo di Natale

Buon Natale!


Ieri per Natale sono andata a pranzo da mio fratello e sua moglie. Io dovevo portare le lasagne. Ho provato a farle un po' diverse, precolombiane, senza pomodoro.

Lasagne Precolombiane
In una casseruola antiaderente ho messo una cipolla bianca tritata finemente (a mio fratello Marco non piace molto la cipolla...) e un pezzo di burro. Ho acceso il fuoco e l'ho tenuto bassissimo, la cipolla deve stufare dolcemente.
Ho tagliato a cubettini 2 grosse carote biologiche, lavate e spazzolate; le ho unite alla cipolla e al burro. Ho aggiunto poi un chiodo di garofano (da ritrovare e togliere prima di assemblare le lasagne), carne trita di manzo e di maiale e un po' di salsiccia tipo Luganiga, privata della pelle. Con il cucchiaio di legno ho lavorato affinché le tre carni si amalgamassero bene. Quando si sono rosolate, ho alzato la fiamma e ho spruzzato con Marsala secco, ho fatto evaporare l'alcool e ho riabbassato il fuoco, coperto e lasciato cuocere per circa mezz'ora. Con il cucchiaio ogni tanto giravo e controllavo.

In una padella antiaredente ho fatto tostare circa un cucchiaio di farina bianca. Ho aggiunto un bel pezzo di burro e ho cominciato a inglobare con una spatola di legno la farina nel burro che man mano si scioglieva (il fuoco va tenuto basso) si deve creare una palletta omogenea. A quel punto si comincia ad aggiungere latte, poco per volta, lavorando di spatola per amalgamarlo senza creare grumi. Quando si è unito tutto il latte si ottiene una crema densa e delicata: la besciamella.

A questo punto ho messo un po' di besciamella sul fondo di una teglia da forno. L'ho spalmata bene anche sui bordi. Ho iniziato a mettere uno strato di lasagna (la pasta fresca all'uovo, io ho usato Sfogliavelo di Giovanni Rana) e uno strato di ragù di carne con un po' di besciamella, una spolverata di noce moscata e un po' di formaggio grattugiato, con il cucchiaio ho distribuito bene di modo da non lasciare zone di pasta secche. Un'altro strato di lasagne e uno di ragù, besciamella, noce moscata, formaggio grattugiato, si continua cosi fino a finire gli ingredienti tenendo come ultimo strato il ragù, più besciamella del solito, noce moscata e più formaggio grattugiato degli altri strati.
Ho coperto la teglia con carta stagnola e ho messo in forno già caldo, calcolando 20 minuti di cottura più altri 10 minuti senza carta stagnola. Una volta a casa di mio fratello, mentre gustavamo i fantastici antipasti di cui si sono occupati lui e Laura, abbiamo messo le Lasagne ancora in forno con il grill, 5 minuti sono stati abbastanza per gratinare a puntino.

Yum che bontà... molto delicate!


La mamma di Laura aveva preparato un classicissimo cappone in brodo. La carne soda e saporita, servita con una salsina tipo Maionese, menta e pepe verde, preparata da Laura. Delicata e rinfrescante si sposava benissimo con la carne del cappone, cosparsa semplicemente con un po' di sale. Adoro il gusto in purezza delle cose semplici. Ottimo!

Per finire Laura ci ha servito, nelle tazzine del caffè, la crema del Tiramisù, lavorata molto compatta. Un'onda morbida e vellutata che abbiamo gustato con il cucchiaino come un'espresso goloso. Chi vuole può macchiarlo con un goccio di caffè.
Mitica!

domenica 14 dicembre 2008

Ascoltare il Corpo

Oggi sono andata ad una lezione speciale di Acquagym Natalizia! Che bello!
Con i 5 istruttori, ognuno con il suo stile personale, abbiamo lavorato tanto e molto bene.
Quando esco dall'acqua mi sento sempre "in forma", però è la prima volta (a parte quando ho provato Acquapilates) che questa sensazione si protrae anche dopo.
Ero a casa, diretta verso il divano con il mio meritato piatto di spaghetti al burro e ho avuto la sensazione di avere una fetta di pancia in meno. Erano gli addominali superiori ancora belli tonici. La sensazione di avere solo i muscoli e di averli normalmente aderenti alla colonna vertebrale, senza sforzo, mi ha fatto riflettere che non è solo il peso che determina la grazia di un corpo, ma anche la sua postura.
Un andamento flessuoso o atletico, un muoversi nello spazio come spinti da una musica interiore. La consapevolezza che sotto la testa, con l'intreccio di pensieri in continua evoluzione, c'è anche Il Corpo, con la sua potenzialità, pronto ad essere messo alla prova. Pronto ad essere sottoposto ad attività fisiche che lo irrobustiscono, lo rendono sano, lo fanno sentire vivo.
I desideri del corpo sono semplici da esaudire, caldo/freddo, attività/riposo, fame/sete, sensualità/sesso... è il cervello che incasina tutto. Il cervello che mette becco nelle esigenze del corpo e trasforma il semplice desiderio in una faccenda complicata da gestire. Apponendo divieti, dogmi e morale, pensando alle tentazioni come imprescindibili dal senso di colpa.

Io ho deciso di Ascoltare il Corpo. E andare dove mi porta.

sabato 13 dicembre 2008

Bisque di Gamberi

Si, lo so la Bisque è tutta un'altra cosa... ma mi piaceva il suono "Bisque" e così... (Quasi una) Bisque di Gamberi

Nella fidata pentola a pressione ho affettato una patata dolce arancione e 3 patate dalla buccia rossa, lavate e pelate. Ho aggiunto pochissimo olio extra vergine di oliva aromatizzato al peperoncino, 1 cipolla di Tropea affettata (ho tenuto via l'erba germogliata per la guarnizione), 3 spicchi di aglio pelati e le teste e il carapace dei gamberetti che ho mangiato l'altro giorno. Ho chiuso con il coperchio e ho calcolato 10 minuti circa di cottura da quando ha iniziato a fischiare. Abbassando il fuoco all'inizio del sibilo. Sfiatata la pentola ho recuperato i resti dei crostacei mettendoli in una chinoise (è un colino conico di metallo) che ho fissato sopra la pentola, ho pressato molto bene i gamberetti per far uscire il succo che si è unito alle patate sottostanti. Buttati i resti dei gamberetti pressati, ho frullato il tutto con il minipimer, aggiungendo un po' di triplo concentrato di pomodoro. Ho servito con un cucchiaino di salsa cocktail, l'erba cipolla tagliuzzata, una macinata di pepe nero e un giro, parco, di olio extra vergine di oliva.

Il profumo e il sapore delicato dei gamberi si è miscelato alla texture cremosa delle patate, che delizia! E perfettamente nella dieta!

Per accompagnare, una semplice caciottina pugliese con dei peperoni affettati.

venerdì 12 dicembre 2008

Philadelphia Salad

Ho preparato questa insalata per cena. L'idea me l'ha data Lucia, lei la fa con Lattuga e Chioggia, sbriciola la Philadelphia sopra l'insalata e ci mette un po' di aceto balsamico. A me la Philadelphia piace lasciarla intera e ne pesco un po' con la forchetta, insieme all'insalata.

Philadelphia Salad
Ho messo in un grande piatto Lattuga e Rucola, lavate e spezzate con le mani, le ho condite con olio extra vergine di oliva e aceto balsamico, girando bene. Ho aggiunto i germogli nati da una cipolla dimenticata nel cestino, lavati e tagliati a rondelle. Poi ho appoggiato la Philadelphia su un lato. Il gusto dolce della lattuga, quello piccante della rucola, la cremosità della Philadelphia e l'aromaticità dell'erba cipolla si sono mischiati creando gusti di spessori diversi ad ogni boccone. Fresca e salutare.

Per completare un kaki maturo al punto giusto. Adoro questo frutto, è uno dei miei preferiti, la consistenza morbida della polpa e quella più compatta delle lingue ne fanno una esperienza tattile oltre che gustativa. Il kaki: un frutto polisensoriale.

mercoledì 10 dicembre 2008

Polpette!

L'altro giorno, in ufficio, si parlava di polpette e mi è venuta in mente una pasta buonissima che mi faceva mia zia Elsa. Così mi sono fermata a comprare dal macellaio di fiducia delle polpette già fatte (per questa volta) e le ho divise in 4 per ricavarne delle polpettine da cuocere nel sugo per la pasta. Siccome non avevo tempo ho usato il sugo già pronto all'Arrabbiata della Barilla.
Ho affettato una cipolla e l'ho messa a stufare con un po' di olio e un po' di acqua, coperta. Quando è diventata morbida, ho fatto evaporare l'acqua rimasta e ho buttato dentro le polpettine, per rosolarle un po'. Quando hanno fatto la crosticina ho messo il sugo e ho coperto, abbassato il fuoco, e lasciato andare per una ventina di minuti.
Intanto ho messo a bollire l'acqua per gli spaghetti. Ho usato i capellini (3 minuti di cottura, l'ho detto che non avevo tempo...) scolati, conditi con il sugo e posizionato qualche polpetta sopra. Un pochino di olio extra vergine di oliva e una sbriciolata di peperoncino piccante arrivato dritto dritto dalla Calabria.

Le polpette erano morbide al punto giusto perché dentro c'era un po' di salciccia di maiale. La prossima volta che le faccio mi devo ricordare di metterla così tiene meglio anche l'impasto in cottura.

Ahh che bontà!

lunedì 8 dicembre 2008

Cocktail di Gamberetti



Ieri sera sono stata a cena da amici, abbiamo pulito una quantità abnorme di gamberetti e li abbiamo mangiati scottati con olio e aglio e un goccio di Porto. Ne sono avanzati un po' e quindi la mia amica Silvia me ne ha dati per il pranzo di oggi. Così ho preparato la maionese e con quella poi ci ho fatto la salsa cocktail per i gamberetti. Non ho guardato nessun libro quindi magari la cocktail è diversa, io l'ho fatta cosi:

Mayonnaise & Cocktail Sauce
Nel vaso del minipimer ho messo il succo di un limone, un uovo intero, un cucchiaino di senape di Dijon e ho cominciato a frullare. Ho poi iniziato a versare a filo sottilissimo l'olio. Io avevo l'extra vergine di oliva e infatti la salsa è venuta dal sapore molto spiccato, bisognerebbe usare un olio d'oliva dal sapore delicato, al limite anche di semi (meglio sarebbe spremuto a freddo) per ottenere una maionese classica. Il minipimer va mosso in su e giù per incorporare l'aria che aiuta a montare meglio la maionese. Una volta pronta ne ho travasata un po' in una ciotola e in quella rimasta ho aggiunto salsa rubra e qualche goccia di Tabasco, ho frullato ancora e poi l'ho usata per condire i gamberetti.

Ho disposto delle foglie di lattuga, lavate e scrollate dell'acqua, in un piatto per formare una ciotola verde, ci ho versato sopra i gamberetti già conditi con la salsa cocktail e ho servito con un insalata mista lattuga e chioggia, la maionese e la salsa cocktail a parte, e un formaggino fatto con il latte cagliato dimenticato in frigo, al quale ho aggiunto qualche goccia di Tabasco e un po' di olio extra vergine di oliva.
Un pranzetto freddo per ricordare l'estate.

sabato 6 dicembre 2008

Per fare un buon cappuccino...

La mia amica Lucia, ragazza di grande esperienza settoriale e di notevole capacità di osservazione, mi ha svelato il trucco per ottenere anche a casa un cappuccino come quello del bar.

Premetto che io adoro il cappuccino, per la gratificazione che ne ricevo lo considero alla pari di un dolce. Quando è fatto bene...

Per fare questa ricetta ci vuole il Creamer, altrimenti non viene.

Home made Cappuccino

Preparare il caffè con la caffettiera. Mettere l'acqua nel serbatoio della caffettiera e il caffè nel filtro, avvitare la parte superiore della caffettiera e mettere su un fuoco piccolo a media intensità.

Mettere il latte nel pentolino del creamer. Accendere il fuoco e portare il latte ad una temperatura tiepido calda, non deve neanche accennare a salire! Io mi regolo così: quando due delle bolle, che si formano inizialmente versando il latte, scoppiano, spengo.

Il caffè nel frattempo dovrebbe essere salito. All'inizio del rumore tipico da caffettiera, abbassare il fuoco e dopo qualche secondo, spegnere.

Preparare piattino, tazzina, cacao nello spargicacao, su uno strofinaccio pulito. Spostare il pentolino del creamer sullo strofinaccio e chiudere con il suo coperchio dotato di apposita retina circolare a stantuffo. Tenendo il coperchio per l'impugnatura, azionare lo stantuffo con movimenti rapidi e di piccola escursione, verso il basso del pentolino, alternati ad alcuni più lenti e di escursione più ampia, che salgano fin quasi al bordo del pentolino. Il concetto del creamer è di inglobare aria nel latte per gonfiarlo e renderlo schiumoso. Dopo un po' si dovrebbe avvertire una resistenza maggiore dal parte del latte, segno che si sta montando. Continuare ancora qualche secondo con i movimenti piccoli e rapidi.

Molto velocemente ora, versare il caffè nella tazzina, con lo spargicacao dare 4 colpi secchi con movimento a raggiera, per creare un velo uniforme di cacao sulla superficie del caffè, togliere il coperchio del creamer e versare il latte nella tazzina con movimento circolare ondulatorio, come per disegnare i petali di un fiore, volendo ci si può aiutare con la retina del creamer, è una questione di movimento del polso, il latte si deve "adagiare" nella tazzina.

Arrivati al bordo, la schiuma dovrebbe fuoriuscire per qualche millimetro. Con lo spargicacao, aggiungere il cacao di copertura, sempre facendo i 4 colpi secchi prima ai lati esterni e l'ultimo centrale. Il cacao si depositerà anche sui bordi e sul piattino, ma è giusto così.
Ahh... che meraviglia!
P.S. senza zucchero, sono solo 120 kilocalorie, giuste per una tentazione.

Creamer

Questo è il Creamer per fare il cappuccino della Frabosk e si trova nei negozi di casalinghi e anche in alcuni supermercati. Costa un po' ma per chi ama il cappuccino sono soldi ben spesi.

martedì 2 dicembre 2008

Piccole cose

Oggi sono tornata a casa per pranzo nella pausa. Mi sono preparata una omelette prosciutto e formaggio e l'ho accompagnata con finocchi conditi con olio e aceto. Una tazza del brodo bollente delle cosce di pollo che ho preparato ieri sera per stasera. Un pochino di blog con la mia gatta sdraiata tra me e la tastiera del computer. Al momento questa è la ricetta della felicità. Per la merenda ho modificato una ricettina very british da accompagnare con il tea, rigorosamente al naturale.

Vado a memoria...

Cucumber sandwiches

Ho lavato e pelato, lasciando una strisciolina di buccia, 1/2 cetriolo. Con la mandolina ne ho ricavato fette sottilissime e le ho messe in un piattino con un po' di aceto bianco. Devono stare lì almeno 10 minuti. Ho spalmato un velo di burro sulle gallette di riso (ci vorrebbe pane nero o bianco per sandwich nella ricetta originale) ho strizzato bene le fettine di cetriolo e le ho disposte sulle gallette, una spolverata di pepe bianco macinato finissimo e le ho incartate nella stagnola. Vedremo come sono venute.

Quelle originali a me piacciono moltissimo, con un tea forte tipo Assam o un English Breakfast sono buonissime. Rinfrescanti e piacevolmente grasse acidule.



Ahh, e ora un po' di relax sul divano... prima di tornare al lavoro.


P.S. alla prova assaggio il risultato è stato gradevole. Il burro salato sarebbe andato meglio perché le gallette di riso non sanno di molto. Ho provato a farne una anche con l'olio extra vergine di oliva al posto del burro, ma viene a mancare il potere isolante del burro e quindi la galletta è troppo molle. Il sapore burroso, il cetriolo rinfrescante, l'acidulo e il pungente del pepe sulle labbra si sposa perfettamente al sapore tannico di questi tea, lasciando nel complesso una sensazione di bocca pulita molto piacevole.

venerdì 28 novembre 2008

La Prima Regola del Fight Club

La Prima Regola è Mai fare la spesa a stomaco vuoto.
La Seconda Regola è Mai fare la spesa a stomaco vuoto.
La Terza Regola è Mai fare la spesa a stomaco vuoto.
Ieri sono andata a fare la spesa. Nella pausa pranzo. Senza aver pranzato.

Risultato: a pranzo una michetta con pasta di salame, a cena una michetta con il gorgonzola e a pranzo di oggi una michetta con pasta di salame. E' finita.
La pasta di salame intendo.
Ah che bontà!

Ah che botta! Stamattina pesavo 1 kg in più rispetto a ieri mattina.
Ora che mi sono tolta lo sfizio, posso riprendere a mangiare più sano e con più gusto.

Non è proprio per questo motivo che fanno la pasta di salame?

A parte per la produzione di sapone con il risultato delle liposuzioni...

mercoledì 26 novembre 2008

Cosa bolle sotto la Tajine...

Sotto il coperchio della Tajine ho preparato stasera del petto di pollo a fette, con patate, funghi e Chioggia. Yum!
Qui si vede lo sbuffo di vapore che fuoriesce dal buco nel coperchio della Tajine.

Pollo, patate, funghi e Chioggia

Ho affettato sottilmente una cipolla rossa di Tropea e l'ho messa a rosolare a fuoco lento con un pochino di burro. Ho aggiunto il petto di pollo a fette e i funghi porcini secchi, già ammollati in acqua tiepida per 10 min. circa, e un pochino della loro acqua. Ho chiuso con il coperchio. Ho pelato 3 patate e le ho fatte a pezzi di circa 3 cm. per lato, le ho aggiunte. Ho lavato una palla di insalata Chioggia e l'ho tagliata a in sei parti per il lungo. Ho messo un po' di brodo granulare sohn e quando le patate erano a metà cottura ho posizionato sopra la Chioggia. Nel frattempo...

Riso rosso

Ho sciacquato il riso con acqua corrente, l'ho messo in una pentola di coccio e ho aggiunto acqua fredda fino a coprirlo più un cm di acqua. Ho messo il coperchio. Il riso rosso richiede un po' più di tempo per cuocere e quindi ho dovuto aggiungere ancora un po' d'acqua per portarlo a cottura. Comunque rimane sempre un po' al dente. A fine cottura ho messo tutto nello stesso piatto. Il pollo (e le patate e i funghi e la Chioggia) cotti con il coperchio della Tajine hanno un sapore più intenso, perché ho aggiunto veramente pochissima acqua, quella che era rimasta attaccata alla Chioggia! Non male per una ricetta da dieta...

giovedì 20 novembre 2008

Finalmente!

Dopo mesi finalmente Ale mi ha mandato la ricetta che gustammo sulla barca a vela, la giro subito. Grazie!

SPAGHETTINI ALLE ORATE per 4 personcine con un buon appetito...
INGREDIENTI
- 600gr. di spaghettini nr.3

In alternanza agli spaghettini prediligete linguine, troccoli e qualunque pasta lunga vi emozioni.
Se avete preso un pallet di fusilli… si presteranno comunque alla ricetta.
Vietata la pasta all’uovo. Capito?

- Fumetto di pesce*
- 2 orate medio- grandi (oppure 3 orate piccole)
- prezzemolo fresco tritato
- 5 spicchi d'aglio
- 3 foglie d’alloro
- olio extravergine d’oliva spremuto a freddo
- vino bianco secco (ad esempio un pinot grigio)
- sale
- pepe
- amore
- fantasia

*Per il fumetto di pesce: fate bollire insieme in 1 l. e ½ d’acqua scarti di pesci vari o pesce misto di non particolare pregio, ½ cipolla, ½ carota, 1 gambo di sedano, 1 spicchio d’aglio, 1 fetta di limone, alloro, mezzo bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe. Oppure comprate il ristretto al supermarket… quello dal banco frigo…

Pulite le orate, riempitele con uno spicchio d’aglio tagliato a metà ed una foglia d’alloro ciascuna.
Salate, aggiungete mezzo bicchiere di brodetto e riponetele in una pirofila capiente in modo che non si sovrappongano.
Fate cuocere in forno caldo (mezza altezza) a 180° per 20’ ca. (se sono piccole 15’).

Mentre il pesce è in forno mettete in una padella dal diametro abbondante, dell’olio di oliva ed 1 spicchietto d’aglio senza animella e fate insaporire l’olio per qualche minuto a fiamma bassa aggiungendo un poco di brodetto.
Trovatevi qualcosa di divertente da fare mentre il pesce termina la cottura… e mettete l’acqua salata per la pasta sul fuoco.

A Fine cottura pulite le orate dalla pelle… togliendo testa, e lisca.
Buttate gli spaghettini nell’acqua e Riponete le orate nella padella con del prezzemolo. Saltatele velocemente con un po’ di fumetto di pesce, lasciando la salsa formatasi morbida.
Scolate la pasta e unitela al condimento di orate… saltandola per un’ultima volta.
Servite in un piatto da portata guarnito con una fettina di limone ed un’ultima spolverata di prezzemolo. Gustate questo primo piatto con un buon calice di chardonay … E godete!

mercoledì 19 novembre 2008

Tris di Mousse di Pesci

Mercoledì scorso, 12 Novembre, sono andata a Monfalcone con la mia amica Michela e Stefania. Siamo andate perché Michela voleva farci conoscere Lucia una donna molto speciale. Di questo incontro ho scritto sull'altro mio blog (femmina folle) qui invece trascrivo una ricetta assaggiata Al Refolo (Via IX Giugno - Monfalcone) che mi ha attratto subito per la presentazione.

Il Refolo è un bar con cucina, molto carino, dove si può degustare un calice di vino con una selezione di antipasti. Tra questi, tre tipi di curiose bruschette, una fetta di pane tostato con adagiata sopra una pallina tipo gelato in tre colori diversi e tre diverse decorazioni. Sulla lavagna con il menù del giorno compariva questo Tris di Mousse di Pesce ed eccole! erano proprio le bruschette adocchiate da me e Stefania. Prese, ovviamente.

Tris di Mousse di Pesci

Cuocere a vapore il filetto di un branzino, di una orata e del baccalà dissalato.

Frullare, separatamente, i tre pesci aggiungendo poco latte, sale e poco olio extra vergine di oliva per creare una mousse dalla consistenza rustica e al baccalà aggiungere pepe rosa in grani, che lo farà diventare di un delicato rosa pallido, e qualche fogliolina della barba di finocchio, all'orata si aggiungerà del prezzemolo, che donerà una sfumatura verde pistacchio e al branzino (il mio preferito) uno spicchio d'aglio sbollentato in camicia e frullato, e sopra la pallina qualche fogliolina tritata di prezzemolo. Mettere in frigo i composti e al momento di servirli creare delle palline usando l'apposito attrezzo per il gelato (o in alternativa due cucchiai per creare una forma più allungata ed ovale, la quenelle) e metterle sulle fette di pane.

Io le depositerei anche su un letto di insalata soncino condita con olio extra vergine di oliva e succo di limone e servirei i crostini tostati e caldi a bordo piatto. Una strofinata d'aglio sul crostino non starebbe male, a chi piace. Pinot grigio bello fresco per accompagnare.

Delicate, sane dal punto di vista dietetico, aggraziate, queste mousse appagano il gusto e l'occhio. Certamente un'idea insolita e suggestiva per una cena romantica. E per l'aglio... se lo si mangia tutti e due, la cosa è fatta.

domenica 9 novembre 2008

Risotto Funghi e Zafferano

Il Risotto è uno dei miei piatti preferiti, ed anche uno di quelli che mi viene sempre bene. Oggi mi sono sfidata. Fare un risotto dietetico, o quasi.

Risotto Funghi e Zafferano Light

Per avere un sapore più corposo in un risotto o si usa un buon brodo o si esagera con i condimenti se la base di partenza è un brodo di dado. Fortunatamente ho fatto le cosce di pollo (da dieta) l'altra sera e quindi ho il brodo.
Nella fidata padella antiaderente ho messo una cipolla rossa e due spicchi di aglio tagliati a cubettini microscopici. Ho messo un cubetto di burro, quelli che si usano per la colazione negli alberghi, e un po' di acqua. Ho coperto e lasciato stufare a fuoco basso. Cercavo i funghi porcini secchi e mi sono resa conto di non averne in casa (Ahhh) vabbè, meno male che l'altra sera ho fatto la spesa dei surgelati e c'è un sacchetto di funghi misti in freezer, tra i quali dei porcini.
Ho messo i funghi nella padella e ho alzato il fuoco. Quando i funghi si sono scongelati e hanno creato il sughetto acquoso, li ho radunati da una parte della padella e ho inclinato il sugo dalla parte della fiamma, per farne evaporare un po' di modo da addensarlo. Ho aggiunto il riso Carnaroli, (ma va bene anche l'Arborio) e l'ho fatto "brillare" nel sughetto. Ho mischiato di nuovo con i funghi e ho spruzzato con un bicchierino di Marsala secco. Evaporato il Marsala ho cominciato ad aggiungere il brodo a mestoli e abbassato la fiamma. Assaggiando il riso, quando è ancora al dente iniziano le ultime procedure: se c'è ancora molto brodo si alza la fiamma per farlo assorbire, ma non tutto, bisogna lasciarlo all'onda... Ho aggiunto 2 bustine di zafferano, un altro cubetto di burro e una spolverata, poca, di Grana Padano grattugiato. Ho spento il fuoco e coperto, bisogna lasciar riposare per qualche minuto. Ho scoperchiato, girato delicatamente per amalgamare il burro e il formaggio che nel frattempo si sono sciolti e ho impiattato. Avevo ancora un po' di spolverume di stigmi di zafferano, gli stigmi li ho usati tempo fa, e quindi l'ho sparso sul riso. Nonostante il poco formaggio e il poco burro (erano quattro porzioni alla fine) il risotto è stato molto apprezzato. Ho accompagnato con vino bianco Lugana, preso sul Lago di Garda sabato scorso, ottimo!

Per finire una macedonia con polpa di pera stramatura, che ho ridotto in purea schiacciandola con la forchetta, kiwi, banana, melagrana e succo di limone.

lunedì 3 novembre 2008

Riso Rosso

Oggi ho preparato una torta salata e il riso rosso. Tutto da dieta.

Torta Salata
Ho steso la pasta briseè, invece della sfoglia, voglio vedere la differenza, l'ho bucherellata con una forchetta e ci ho spalmato sopra una ricotta. Ho messo gli spinaci e sopra ci ho sparso un pezzettino di feta. Ho arrotolato i bordi e messo in forno già caldo a 180 gradi. Per domani.


Riso Rosso

Ho deciso di cuocere il riso rosso nello stesso modo che utilizzo per cuocere il riso Thai Jasmin.
Prendo una casseruolina di coccio, ci metto il riso e lo sciacquo sotto l'acqua corrente fredda. Quando l'acqua è limpida ne lascio dentro tanta quanta basta a sorpassare il riso di circa un dito. Metto sul fornello piccolo e abbassa la fiamma al minimo. Copro con il coperchio e quando l'acqua è assorbita il riso è pronto. O almeno così è per il riso Jasmin. In circa 20 minuti il riso rosso è cotto. Lo condisco con un filo di olio extra vergine di oliva e a piacere un po' di sale marino integrale o salsa di soya. O anche così, al naturale, si condirà con il sapore di ciò che accompagna.

Nel mio caso una insalata fatta con pezzi di pollo allo spiedo (avanzo di venerdi) pomodori, olio e aceto. Per la cena di stasera.

Ecco fatto!

domenica 2 novembre 2008

Una Gita al Lago

Ieri sono andata in gita sul Lago di Garda. Avevo voglia di mangiarmi un panino fragrante con lo speck che solo in zona si trova: morbido, profumato, con il grasso che si scioglie in bocca... ah che bontà!

Ieri sera ero invitata a cena da amici: penne con misto di mare in bianco e polipo con patate, insalata e torta con il gelato artigianale. Che bello avere amici che condividono con te le cose buone.

Oggi a pranzo dai miei: olive nere al pomodoro calde, triangoli di piadina tostata in forno con pancetta, polenta e spezzatino al pomodoro, polenta e gorgonzola, dolcetti casalinghi.

Stasera mi sono detta: niente cena! Ma verso le 21,50 ho avuto un certo languorino e quindi...

Polenta, cipolle e formaggio all'occhio di bue

... ho tagliato a cubotti della polenta avanzata e l'ho fatta rosolare con uno scalogno affettato. Quando si è formata una bella crosticina dorata ho aggiunto dei cubetti di formaggella di Tremosine (comprata nella gita di ieri) e un uovo all'occhio di bue. Ho sparso dei semi di Kummel (che adoro) su tutto e ho accompagnato con un po' di pane avanzato da ieri.

Va bè... è dura la vita di una golosa a dieta!

P.S. Domani testo il costume nuovo per acquagym, ho dovuto prenderlo perchè ormai quelli che uso sono troppo larghi (erano taglia 52), il prossimo conto di prenderlo taglia 48! Yuppi!!!

mercoledì 29 ottobre 2008

Funghi Chiodini



La mia amica Eve mi ha portato dei funghi chiodini cresciuti nel suo prato. Questo potrebbe quindi essere il mio ultimo post ...
Ho affettato degli spicchi di aglio e li ho messi a rosolare leggermente con olio extra vergine di oliva, ci ho buttato i funghi e delle patate a tocchetti. Verso fine cottura ho aggiunto cornetti tirati fuori direttamente dal freezer. Una girata di cucchiaio e quando i cornetti sono cotti ho spento.
A parte ho messo a bollire dell'acqua e ci ho cotto i pizzoccheri che poi ho condito con fettine di aglio e foglie di salvia soffritte in olio extra vergine di oliva. Una macinata di pepe nero e ho servito nello stesso piatto. Chi voleva poteva unire la pasta con le verdure, altrimenti c'è chi li ha mangiati separati. Sani e gustosi!

sabato 25 ottobre 2008

Ancora Cassoeula...

La mia amica Michela si è inventata una Cassoeula che è tutto un programma... quando me l'ha raccontata le ho fatto notare che non era proprio una Cassoeula, visto che non c'è carne.... così abbiamo deciso di chiamare la ricetta Verze a Cassoeula. Ed eccola qui, finalmente, una Cassoeula per Vegetariani. Mi mancava.
Verze a Cassoeula
Miky prende carote e sedano e li trita come per un soffritto. Poi affetta sottili delle grosse cipolle bianche, mette tutto in una grande casseruola con un pochino di olio extra vergine di oliva e qualche chiodo di garofano intero, che poi toglierà. Soffrigge bene, la cipolla deve diventare dorata e ci aggiunge una bella verza grossa, lavata e tagliata a pezzi. Le piace anche il torsolo della verza, che riduce a cubetti e fa rosolare per bene, "di modo che si formi la crosticina". Non aggiunge acqua, basta quella che è rimasta attaccata alle foglie della verza quando la si lava. Abbassa il fuoco al minimo, copre con il coperchio e calcola circa 1/2 di cottura. Quando la verza è tutta appassita dal vapore aggiunge un cucchiaione di triplo concentrato di pomodoro, gira per bene e alza il fuoco. A pentola scoperta fa in modo che il liquido si asciughi tutto e che le verdure si attacchino un pochino al fondo. Quando questo succede le Verze a Cassoeula sono pronte.


P.S. Ovviamente questa ricetta è perfetta anche per chi è a dieta. Così oggi sono andata a fare la spesa, e ho comprato una Bella Verza di 1 kilo e 474 grammi, le mancava solo il bambino attaccato sotto... domani sera ho deciso che mi cimento nelle Verze a Cassoeula di Miky. Sono proprio curiosa.

venerdì 24 ottobre 2008

Stasera? Pasta!

Stasera dopo la lezione di acquagag mi è venuta fame e quindi... Mi sono fatta un bel piatto di pasta!
Ho messo a cuocere le Pennette al farro e lenticchie della Barilla (veramente gustose) e prima di scolarle ci ho buttato dentro tre pomodorini secchi tagliati a striscie e i piselli tirati fuori direttamente dal freezer. Ho scolato e ho aggiunto fagioli bianchi di spagna e una scatola di tonno in olio extra vergine di oliva della Rio Mare, ho saltato a fuoco vivace e ho aggiunto due peperoncini sbriciolati e un pochino di aglio secco tritato. Veloce e soddisfacente. Come una sveltina.

mercoledì 22 ottobre 2008

Patatine Angeliche: la variante dolce

Oggi è Mercoledì, sono andata in piscina nella pausa pranzo, quindi stasera posso impegnarmi di più in cucina. Per prima cosa ho acceso il forno. Ho messo a bagno le mozzarelline di bufala in acqua calda e ho cominciato a ravanare nel frigo. Ho trovato delle patate dolci, dette anche patate americane, e ho deciso di fare le Patatine Angeliche con quelle (la ricetta originale la trovate qui).
Patatine Angeliche Dolci
Dunque ho pelato e lavato le patate dolci, poi con la mandolina le ho affettate direttamente sulla teglia coperta con carta forno, le ho distribuite bene e ho messo in forno con la temperatura al massimo. Ogni tanto le ho girate. Quando sono diventate belle croccanti le ho spolverizzate con curry e sale iposodico. Ottime!
Cicerchie al curry
Mentre le Patatine Angeliche cuocevano ho tritato una cipolla e due carote, altre due carote le ho lasciate intere e ho messo tutto in pentola a pressione con un chiodo di garofano, un cucchiaino di olio extra vergine d'oliva aromatizzato al rosmarino, un cucchiaino di brodo granulare iposodico Sohn e 250 gr. di cicerchie decorticate. Ho girato per rosolare leggermente e ho aggiunto tanta acqua fino a coprirle. Ho chiuso il coperchio e dal fischio ho calcolato 10 minuti di cottura. Poi, senza coperchio, ho fatto addensare, era rimasto troppo liquido, e le ho servite con un filo di olio, un pizzico di curry e un pezzetto di formaggio della Val Serina. L'ultimo pezzo rimasto.
Le mozzarelle le ho scolate e le ho spolverizzate con pepe nero e origano, accompagnandole con un pomodoro cuore di bue affettato sottile. Un filino di olio extra vergine di oliva e qualche oliva greca a parte e la cena è servita.
Stasera sono andata nella mia erboristeria di fiducia, per prendere il Kajal della Dhanvantari che avevo ordinato. L'erborista, sempre molto professionale e compito, mi ha detto "Lei è dimagrita moltissimo, complimenti!" sentirselo dire così, inaspettatamente, e da una persona così seria mi ha dato una carica in più (e differente) nel continuare ad alimentarmi in modo sano e bilanciato.
Quando sono arrivata a casa ho provato il Kajal, è veramente diverso dall'effetto della matita, è più pastoso e fa lo sguardo più morbido. Resta solo da vedere se cola e come si comporta con l'acqua.
Ho trovato anche il riso rosso che avevo provato a mangiare solo in Thailandia. Nelle prossime sere sperimenterò qualche ricetta con quello.

domenica 19 ottobre 2008

Cassoeula

Ieri mattina sono andata in trasferta a cucinare. Con Lucky avevamo deciso di preparare una Cassoeula d.o.c. Sono arrivata alle dieci e trenta e ci siamo messe subito al lavoro.
Cassoeula
Abbiamo sbucciato tre cipolle bianche e le abbiamo affettato molto sottili con sedano e carote tritati, versate in una casseruola molto, molto capiente, con olio e burro, tre chiodi di garofano e due foglie di alloro.
A fuoco dolce hanno iniziato a imbiondire, non devono abbrustolire, devono stufare. A questo punto abbiamo aggiunto le costine di maiale e cominciato a girare. Anche qui: non devono soffriggere ma solo scottarsi superficialmente per sigillare i succhi all'interno della carne. Quando tutta la carne delle costine ha cambiato colore (circa 10 minuti) abbiamo aggiunto la cotenna di maiale, lavata e tagliata a listarelle di circa due dita di altezza, e un pezzo di musetto, accuratamente reso irriconoscibile, per i sensibili di spirito, tagliandolo a pezzi di circa tre dita per lato. Mentre si tagliano le cotenne e il musetto bisogna prestare attenzione a togliere l'eventuale peluria rimasta. Una volta rosolati anche questi pezzi abbiamo aggiunto un bicchiere di grappa, due scatole di polpa di pomodoro, l'acqua strettamente necessaria a risciacquarle e un dado da brodo. Abbiamo mescolato e chiuso con il coperchio, alzando la fiamma. Quando la cassoeula ha ripreso il bollore abbiamo aggiustato la fiamma di modo che il contenuto sobbolla delicatamente. Questa fase deve durare circa 1 ora, girare ogni tanto e controllare che non attacchi sul fondo. Nel frattempo si lavano due grandi verze. Meglio sarebbe se avessero già preso una gelata nell'orto, è opinione comune che la cassoeula venga più buona, siccome fa ancora caldo noi le abbiamo messe in freezer, chissà se funziona ugualmente? Comunque, mentre la cassouela si avvia verso la conclusione della sua prima ora di cottura, si lavano le verze e le si tagliano a quarti e poi a pezzi di circa 4 dita di larghezza mantenendo la lunghezza del quarto di verza. A questo punto si mettono nella cassoeula dei salamini da cuocere, chiamati verzini, privati della corda e leggermente bucati, si gira di modo che i salamini affondino nel sughetto e cuociano in umido, sopra il tutto si mettono le verze e si chiude con il coperchio abbassando il fuoco al minimo. Dopo circa 20 minuti le verze dovrebbero essere cotte al vapore, quindi si gira con il cucchiaio di modo che vengano incorporate, abbiamo calcolato ancora 10 minuti di cottura e poi abbiamo spento e lasciato coperto.
In una pentola a parte abbiamo messo l'acqua per preparare la polenta gialla. Quando hanno iniziato a formarsi delle bollicine sulle pareti della pentola abbiamo aggiunto una manciatina di sale grosso e cominciato a versare a pioggia la farina di mais, mescolando per non far formare grumi. Dopo circa 35 minuti di cottura, continuando a girarla con il mestolo elettrico fatto apposta per girare la polenta, abbiamo riacceso il fuoco sotto la cassoeula, nel tempo che ci è voluto a versare la polenta sul tagliere da portare a tavola, mettere un po' di polenta, tenuta da parte, in una ciotola, spianarla, mettere uno strato di gorgonzola, e aggiungere un altro strato di polenta, spianandolo bene (questa è la famosa Bomba allo Zola) la cassoeula si è leggermente attaccata al fondo della casseruola. Ed è giusto così, abbiamo spento e composto il piatto con polenta, un pezzo di ogni genere di carne della cassoeula e un po' di verze. Io e Lucky abbiamo bevuto del vino bianco Muller Thurgau mentre mio papà ha accompagnato con vino rosso tannico.
La cassoeula si mangia a mezzogiorno perchè poi ci vuole il pomeriggio e la sera per digerirla. Ed è così che deve essere, non è certo un piatto dietetico! P.S. Come si dice in Lombardia la bocca non è stracca* se non sa di vacca, per questo si prepara la Bomba allo Zola, ogni altro alimento non è previsto. Buon Appetito e soprattutto Buona Digestione!

stracca vuol dire stanca, significa che, comunque, per un lombardo, alla fine di un pasto bisogna mangiare un po' di formaggio...

P.P.S. Le foto testimoniano senza ombra di dubbio che l'ho mangiata anche la sera a casa (era la sera dopo...). Alla faccia dello stare nei binari. Sarà per questo che il Maestro non viene più a trovarmi nei miei sogni? (vedi l'altro blog). Ho come l'impressione che si rifiuti di convivere nello spazio onirico creato da una cena pesante. E forse ha ragione.

venerdì 17 ottobre 2008

Pollo al limone

Ieri sera il petto di pollo al limone si è rivelato veramente ottimo. Rimanendo immerso un giorno e una notte nel succo puro di limone era diventato bianco. Ho acceso il fuoco sotto la padella antiaderente e quando è stata ben calda ci ho messo i petti di pollo e il succo, ho coperto e sono andata a cambiarmi. Dopo qualche minuto (7/8) ho girato i pezzi e ho completato la cottura. La carne "precotta" dall'acidità del limone è rimasta morbidissima. Ho condito con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva, distribuito anche sul gambo di broccolo spellato e tagliato a rondelle e sui germogli ai quali ho aggiunto anche un pochino di aceto. Un piatto veloce, sano e gustoso. Mangiando alle 22,00 doveva essere anche molto digeribile, e così è stato.

mercoledì 15 ottobre 2008

Piccoli progressi

Ieri sera ho mangiato i peperoni del mio balcone, arrostiti sulla piastra, come le ciliegie, uno tira l'altro. Ho affettato due pomodori cuore di bue e li ho cosparsi con un misto di erbe della Provenza, un pochino di sale e 2 cucchiaini di olio extra vergine di oliva. Sopra ci ho piazzato una burrata freschissima. Ah che bontà!

Stasera assaggi di formaggi della Val Serina accompagnati da due finocchi affettati sottilissimi e due funghi Plerotus Eryngii anch'essi tagliati sottili per il lungo. Ho condito con olio extra vergine di oliva e aceto balsamico. Mmmm, non proprio da dieta ma...

Purtroppo niente foto. Le pile ricaricabili non si ricaricano più. Domani ne comprerò nuove.

Per domani sera, giorno del tread mill più acquagym, ho già messo a marinare dei petti di pollo, a fette, in succo di limone. Così quando arriverò alle 22,00 circa, dovrò solo accendere il fuoco sotto la fidata piastra e piazzarci sopra il pollo. Mentre sfrigolerà, pulirò dei pomodori o altra verdura facile. Un giro (parco) di olio extra vergine di oliva a crudo su tutto e buon appetito!

P.S. in questi tre giorni di alimentazione mediamente sana e intensa attività fisica (tutti gli istruttori hanno fatto usare le cavigliere) ho comunque perso circa 1 kg. Acqua, grasso chi lo sa, so solo che sto ricominciando a sentirmi quasi bene.

lunedì 13 ottobre 2008

Vabbè...

Si dice che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Io non è che mi sento particolarmente intelligente, ad una settimana di distanza, ad ammettere che i buoni propositi sono andati un po' a puttane. Ma tant'è. Sarà l'inizio dell'autunno, le giornate che si accorciano, sarà quest'arietta umida e freddina, nonostante il sole. Sarà che il carboidrato richiama altro carboidrato... Ma non demordo.

Stasera invece, gentilmente offerta dalla mia amica Mari, ho mangiato la Cassoeula con la polenta. Invece dei verzini ci ha messo dei salamini da cuocere. Ed è stato molto meglio, di solito i verzini sono molto più salati, invece questi avevano il giusto sapore di salume senza essere troppo pepati e salati. La Cassoeula non è un piatto dietetico, anche se si può "alleggerire" sbollentando le costine di maiale, e le cotenne, prima di metterli a cuocere con il soffritto e le verze. La Cassoeula di Mari era gustosa e delicata. L'ha abbinata ad una polenta gialla classica e io ho servito un vino bianco frizzantino. Anche se di solito ci si abbina un rosso per sciogliere i grassi, il vino bianco c'è stato bene. Come un ponte tra l'estate e l'autunno, in questo ottobre caldo e freddo.
Da domani dieta, anzi no: domani verdura fresca e croccante con una candida mozzarella, dopodomani un potage di verdure con i germogli che ho fatto in questi giorni e magari pollo, dopodopodomani legumi, e poi... e poi quello che mi suggerisce la fantasia, perché non è la dieta che fa dimagrire, ma mangiare bene, con cognizione, dando al corpo quello di cui ha bisogno al momento.

P.S. il corpo ha bisogno di Cassoeula? Certe volte si.

lunedì 6 ottobre 2008

L'ultima cena

Ok, ho prolungato di 1 giorno il Festino, oggi c'era una torta al cioccolato superbuona portata da una collega, e stasera ho concluso in relax con Shiraz dalla Sicilia e Lasagne, aspettando la cottura, come aperitivo, ho sbocconcellato pane fresco e gorgonzola.
La cena è finita. Il pane avanzato è finito in freezer. Domani comincia un nuovo periodo di cibo fresco e salutare, per ritrovare quella condizione di salute alla quale mi ero abituata e per avere energie e stare in splendida forma.
Si perché, nonostante io sia la prima ad ammettere la bontà di certi cibi, la consistenza di certi formaggi grassi, il salume così ricco di sapore, nello stesso tempo un abuso continuato nel tempo di questi alimenti mi provoca una sensazione di non benessere che solo dopo un anno di benessere mi rendo conto avevo prima. Sonnolenza e apaticità. Un continuo pensare al cibo. Gonfiore e mollezza. Basta. Per un po' questa rimarrà "L'Ultima Cena".

sabato 4 ottobre 2008

La Settimana della Fescia

Come chi mi segue su questo blog ben sa, non faccio in tempo ad acquisire un buon risultato (dieteticamente parlando) che la Psicopatica dentro di me entra in azione. Così, oggi, dichiaro finita la Settimana della Fescia e spero che anche lei lo capisca.

Per chi non mastica la lingua, Fescia è quel tipo di cibo che crea "l'Infesciadüra" termine lombardo che designa quella serie di problematiche intestinali appartenenti più al Regno del Blocco che al Regno della Mollezza.

Fescia non è necessariamente cibo spazzatura, ma lo diventa quando se ne mangia in grandi quantità oppure continuativamente nel tempo.

Fescia è tutto ciò attrae perché ammantato di valori altri, che non sono quelli puramente nutrizionali.

Pizza, patatine, salame, formaggi, kebab, cibo cinese, panini, Mac Donald's, salatini, pizzette... e poi dolci, merendine, Nutella, burro di arachidi, gelato, caramelle, cioccolato, cioccolatini, brioscine, biscotti...

Presi singolarmente ed inseriti in un pranzo nel quale rappresentano 1/5 o 1/3 (a seconda dell'alimento) di ciò che si mangia, accompagnati da verdura o frutta fresca, verdura cotta, legumi, cereali semplici, possono essere un buon compromesso tra salute e golosità. Mai più di una volta di seguito, mai più volte alla settimana.

Ma.... la mia Settimana della Fescia è iniziata sabato, in un alternanza al comando tra me e la Psicopatica (sempre io). A pranzo ceci e carote e zucchine al vapore, a cena La Grande Muraglia: Dim Sum misti (wanton fritti, involtino primavera e vietnamita, toast di gamberi, nuvole di drago, gamberi fritti) ravioli di carne e gamberetti alla piastra, spaghetti di soia verdure, carne e gamberi alla piastra, riso alla cantonese con gamberetti, maiale in salsa piccante, vitello al curry, pollo al limone, vitello bambù e funghi, funghi neri saltati. (Era una cena da asporto).

Domenica, in crisi di astinenza da carboidrati e sale, a pranzo "Pasta alla puttana Eva" cioè condita con tutto quello che si trova in frigorifero del genere pasticcio, a cena Pizza al Kebab d'asporto.

Per i pranzi in settimana ho ripreso il controllo, tranne mercoledì che ho ceduto con il toast.

Le cene invece.... ho fatto l'errore di fare la spesa lunedì sera. Quindi, tranne mercoledì sera che sono uscita per andare a mangiare in un ristorante giapponese dove ho preso Cirashi (una mega ciotola di riso pressato con sopra qualche filetto di pesce crudo) e polpo fritto, da lì fino a venerdì ho "dovuto" far fuori salame, pane, patatine, salatini e pizzette, un formaggio francese peccaminoso tenuto insieme con una lamina di corteccia se no straborda, (ero troppo immersa nel gusto per leggere il nome sull'etichetta, ma sicuramente garantiva "Minimo 70% di materia grassa" ah... i Francesi, che sagome!) e per finire cioccolato al latte con mandorle caramellizzate leggermente salate.
La Psicopatica doveva avere qualche squilibrio a livello di reni e di stomaco (come insegna la Medicina Tradizionale Cinese e il Metodo) perché ha gozzovigliato solo tra sale, cibi conservati e pesce (i reni) e carboidrati lievitati, birra e formaggio (lo stomaco).

Stamattina dunque ho concluso la Settimana della Fescia con un Sandwich di pane a cassetta spalmato di burro d'arachidi e marmellata di amarene. Molto American Style. Poi mi sono preparata una teiera di Lapsang Souchong, un tea che amo molto, dal gusto affumicato e pieno, come supporto sulla Via della Redenzione.

Lenticchie di Rodi all'Indianata
Sono le 14,oo e le lenticchie di Rodi con porro a filettini e carote a pezzetti stanno cuocendo nella pentola a pressione, le ho condite con due cucchiaini di olio extra vergine di oliva, garam masala e un avanzo di curry verde in pasta, due foglie di alloro e tre chiodi di garofano. Le Lenticchie di Rodi sono così piccole che non hanno bisogno di ammollo, una sciacquata e 15/20 minuti di pentola a pressione e sono pronte. Alla fine ho aggiunto un po' di brodo granulare Sohn e un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, aggiunto 1/2 bicchiere d'acqua per scioglierli e dato una mescolata. Mmmm che profumino... e che sapore piccantino!

Ho bisogno di cibo nutriente, io e la Psicopatica, e le lenticchie soddisfano tutte e due (anche se lei continua a mandarmi immagini di cotechini e zamponi, mannaggia) stasera sashimi fatto in casa, e domani cuocerò i fagioli dell'occhio che ho messo a bagno. Devo preparare cibo sano e nutriente per le sera della settimana a venire, così quando arrivo dalla piscina è l'alternativa più veloce tra cui scegliere.

P.S. Nonostante tutto ciò, sono riuscita a mantenere il peso (79,8 stamattina) sotto gli 80 (venerdì ero a 78,4) segno che i 5 corsi di acquagym, più quello di acquacircuit, alla settimana, danno i frutti desiderati.

venerdì 26 settembre 2008

A cena con Banana Yoshimoto e Terence Hill

Stasera di ritorno dalla piscina, per prima cosa ho messo in pentola a pressione 4 patate intere, poi ho tirato fuori le mie bacchette preferite,









Sashimi di Tonno e Cetriolo
con un coltello molto affilato ho affettato del tonno freschissimo e dei cetrioli, e li ho disposti su un piatto, ho versato poca salsa di soya e aceto di riso in due ciotoline,
Fagioli con cipolle
poi ho condito dei fagioli cannellini lessati con 4 scalogni affettati, pepe nero macinato fresco, 2 cucchiaini di olio extra vergine d'oliva e un po' di aceto bianco,
quando le patate sono state pronte ho servito in tavola. Ognuno le sbuccia da sè. Buon appetito!