giovedì 21 marzo 2013

Riso al Curry Madras e Mousse di Cotto Light

Mi hanno fatto un regalo meraviglioso. La scoperta della dolcezza celata. Quando una donna all'apparenza ruvida decide di rivelarsi scopre quella parte di femminile che scioglie e riscalda.
Ed è una meraviglia.
Questa settimana ne sono stata testimone e bersaglio, per ben due volte, che bello!

Stamattina allora mi sono catapultata giù dal letto presto animata da una energia positiva come non succedeva da tempo.
Ho messo su il bricco dell'acqua e mi sono preparata un té preziosissimo dal profumo pulito e corposo come un té nero indiano, ma è un té verde. O meglio un oolong.
Chi mi segue sa che non amo particolarmente il té verde, perché di solito lo trovo troppo aspro.
Come una guida sciamanica Rosanna miscela e annusa l'infuso di Special Oolong e mi porge la tazzina. E' una piacevole sorpresa, delicato ma con un suo gusto preciso, il té lascia una bellissima sensazione di bocca pulita senza asciugarla, come certi tannici fanno. Me ne ritroverò una scatola insieme ad un bellissimo servizio da té per femmina determinata e sicura, ad una pregiata confezione di Pau Mu Tan, che mi spiega è un tè bianco primaverile. Primaverile, mi insegna, è la parola chiave che devo cercare per i té verde che piacciono a me.  
...e ad un sacchettino di Curry di Madras.
Sorseggio l'Oolong, ne bevo tre tazze, e intanto penso a come usare il sughetto dei peperoni al curry che ho fatto ieri sera, impaziente di assaggiare la miscela di spezie indiane.
Ieri sera ho affettato una cipolla di Tropea e tre peperoni direttamente in pentola a pressione, ho aggiunto un pochino di acqua, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e una spolverata di curry. Ho chiuso il coperchio e dal sibilo ho calcolato 10 minuti di cottura abbondanti.
Sto evitando il pane e quindi di sughetto della peperonata indiana ne è avanzato un po'. Come una massaia risparmiatrice l'ho versato in un contenitore e stamattina ci ho pensato.
Metto tre manciate di riso Thaibonnet in un pentolino, aggiungo acqua fino a superare il livello del riso di un dito e a completo assorbimento il riso è cotto. Lo trasferisco nel contenitore dove aspetta la salsina al curry, avvito il coperchio e agito.
Lascio riposare un momento mentre mi dedico al taglio della fetta di prosciutto cotto che mi servirà per la mousse.







La mousse di prosciutto normalmente si fa con il burro lavorato a mano, crudo, incorporando l'ingrediente che ne da il nome. In questo caso il prosciutto cotto. Non proprio un piatto dietetico.
La mia amica Monica me ne ha suggerita una versione più light che sostituisce il burro con il formaggio cremoso detto Philadelphia. Taglio una fetta alta poco meno di un centimetro dal cubo di prosciutto cotto che ho comprato all'occorrenza. Non è un cibo propriamente sano, ma a volte risolve qualche problemuccio di tempo. Riduco a cubetti la fetta e li metto nel vaso del minipimer con metà confezione di Philadelphia, in questo caso light.
Lavoro con il minipimer per rendere cremosa e spumosa la mousse.
La verso su un piatto, prelevandola bene con una spatola, che ben nettata da tutta la mousse, intingo in un po' d'acqua per lisciare bene la superficie della mousse e darle una forma a cupola.
Spolvero metà cupoletta con semi di sesamo nero e metà con sesamo bianco. Metto in frigo.
Nel frattempo il riso nel contenitore ha assorbito il curry, ne prelevo una parte, l'altra è per cena stasera quando arrivero' affamata da flamenco. Lo impiatto e lo spolvero ancora con un pizzico di curry e qualche seme della miscela per germogliatore. Giusto un filino di olio extra vergine di oliva, si potrebbe anche evitare volendo, taglio a metà un radicchio di Chioggia e faccio le foto.
Il riso è perfetto, morbido e profumato. Il curry madras non è assolutamente piccante.
La mousse è una libidine. Ne mangio metà.
Penso alla email che ho ricevuto stamattina, la prima risposta a tutti i curricula che ho mandato e rido. Anche se non ne salterà fuori niente di fatto è un segno! La più improbabile richiesta di lavoro e mi contattano. La vita è folle! ...e io con lei.


Dolcezza e prosperità a tutti!





lunedì 18 marzo 2013

Paté Rustico di Lenticchie di Rodi e Funghi Neri

Ieri mattina, dopo una lezione di due ore di flamenco, sono tornata a casa, fiocchi di neve grossi come monete ricominciavano a scendere, nell'aria profumo di lasagne o arrosto con le patate al forno...i piatti della domenica di infanzia.
Allora ho messo sul fuoco delle lenticchie a cuocere con il brodo di pollo dell'altro giorno, così...per preparare una base di non sapevo bene cosa.
Nel forno una torta di pere senza lievito ne glutine stava spandendo il suo profumo e mi sono guardata un film bellissimo sorseggiando tè nero. Il film è durato quasi tre ore, la torta, nel frattempo pronta, è stata la mia merenda e cena e le lenticchie sono rimaste li.

Oggi non sapevo cosa farne...nessuna voglia di mangiarle così. Per fortuna chiacchierando mi hanno dato un imbeccata fantastica e ne è uscito un Paté Rustico profumato all'aglio e rosmarino da urlo.

Partiamo da ieri. In una padella ho messo dei funghi neri (Auricularia polytricha) disidratati. Un po' di brodo di pollo e ho iniziato a cuocerli. Quando sono diventati morbidi e hanno assorbito quasi tutto il brodo ho affettato una piccola cipolla rossa di Tropea e l'ho unita ai funghi insieme a qualche foglia di alloro e salvia, un filo di olio extra vergine di oliva e la scolatura di una lattina di pelati. I pelati li ho messi in un contenitore,  li userò per qualcos'altro.
Nel frattempo ho messo le lenticchie di Rodi, che sono piccole e non hanno bisogno di ammollo, in un pentolino con il brodo di pollo e in venti minuti erano pronte. Le ho lasciate un po' brodose.

I funghi mi sono serviti come contorno ad una bistecca ai ferri ieri a pranzo ma ne sono avanzati un po', li ho uniti alle lenticchie. Odio sprecare il cibo.

Oggi ho messo il mio bel agglomerato di lenticchie e funghi nella padella antiaderente ceramicata dove avevo già affettato sottile uno spicchio di aglio, sfrondato un rametto di rosmarino e iniziato a rosolare piano con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale. Le ripasso ben bene per farle insaporire e poi trasferisco il tutto nel vaso del minipimer.
Frullo e trito, le lenticchie ormai non più brodose dopo la ripassata in padella, per ottenere una pasta morbida ma non fine, un po' rustica con qualche fogliolina di rosmarino e qualche lenticchia sfuggita alle lame.
Trasferisco il bel paté in una ciotola, lo liscio con la spatola, ci incido un disegno, io ho fatto una croce, e decoro il bordo con ceci tostati. Si possono mangiare o scartarli ognuno decide per sé.

Spalmo il paté su crostini di kamut, che volendo si sarebbero potuti strofinare di aglio (ach... non ci ho pensato! ...stasera mi rifaccio...) e condisco con un filo leggerissimo di olio extra vergine di oliva. Le servo con qualche fetta di cotechino.
Nella stessa padella in cui avevo ripassato le lenticchie, dopo averla lavata ho affettato un peperone verde e un po' di catalogna, perché il cuore verde chiarissimo a me piace mangiarlo così, crudo. Faccio rosolare a fuoco molto vivace con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e niente acqua. Voglio che rimangano molto sodi, è questione di pochi minuti, la catalogna infatti non cambia quasi colore.

Appena la catalogna è pronta, estraggo il cotechino dalla busta facendolo scolare bene, lo spello e ne prelevo qualche fetta, dispongo tutto in un piatto. Un dito di Morellino di Scansano accompagna il pranzo che si rivela comunque leggero. L'amaro della catalogna viene stemperato dalla dolcezza del peperone, il grasso sapido del cotechino viene assorbito e smorzato dalla compattezza morbida del patè di lenticchie. Si sposano bene. Grazie a chi mi ha suggerito la ripassata aglio olio e rosmarino, il profumo è strepitoso!
L'avanzino di cotechino sta proprio a pennello nel settore mancante del paté. Copro con la pellicola e metto in frigo. Domani è un altro giorno.

venerdì 15 marzo 2013

Ritorno

Dopo qualche vicissitudine che non mi ha permesso di postare sul blog, eccomi tornata con una ricetta semplicissima, più un assemblaggio che altro.
Nella pentola a pressione ho messo le foglie di un mezzo ciuspo di sedano e le foglie di un mazzo di carote. Ben lavate e piegate su se stesse in due mazzetti. Sopra ci ho appoggiato delle fettine di petto di pollo, tre carote e tre patate sbucciate, una cipolla. Questi ingredienti se ne devono stare al di fuori dell'acqua, cuoceranno a vapore. I petti erano tutti accorpati.
Metto un cucchiaio di brodo granulare iposodico Sohn e dal sibilo calcolo 10 minuti di cottura.
Lascio sfiatare, e prelevo cipolla, patate, carote e pollo per metterli in un piatto tenuto al caldo vicino al fornello. Aggiungo un cucchiaino di senape al miele e qualche acciughetta. Spolvero con pepe nero macinato al momento e un filo di olio extra vergine di oliva.
Mezzo bicchiere di Morellino di Scansano, versato in un bellissimo grande bicchiere. Per scaldarmi sorseggio anche un po' di brodo.
Ahhhhh che goduria!
Alla fine una pera matura e un pezzettino di cioccolato.

martedì 12 febbraio 2013

Indochine


Nevica. Tanto. Tutti gli impegni di oggi sono saltati e me ne sono stata in casa. Talmente concentrata nella risoluzione di un problema da non accorgermi che dalla colazione delle nove, con il riscaldamento basso per la notte, é passato mezzogiorno e poi anche le tre...ho pranzato alle quattro, fettine di pollo marinate nel succo di limone, talmente famelica da dimenticare tutto...
Suonano al citofono, un corriere in piena tormenta di neve mi consegna un regalo bellissimo.
E' sera...non ho fame, ma so che devo mangiare qualcosa per evitare raptus dopo.

Metto in pentola a pressione una cipolla tagliata sottilissima con la mandolina, e anche un porro tagliato a metá per il lungo, da cui ricavo finissimi spaghetti. L'altro porro lo taglio a rondelle. Aggiungo acqua, un cucchiaino di brodo granulare iposodico sohn e chiudo.
Appena parte il sibilo annuso, la cottura me la dirá il profumo. Circa 7 minuti.

Sfiato e prelevo la zuppa per versarla nella ciotola dove aspetta un nido di spaghetti di soia.
Con le bacchette districo il nido che si sta già ammorbidendo. Aggiungo una cucchiaiata di créme fraiche (ma va bene anche lo yogurt) che spolvero con un pizzico di ras el hanout.
Ahhhhh...buonissima...

mercoledì 6 febbraio 2013

Orchidee


Come ogni anno, al mio compleanno, qualche orchidea si mette d'accordo per regalarmi il suo fiore. Grazie.

domenica 3 febbraio 2013

Bollito Semplice e Cavolo Rosso Agropiccante


Ho preso un pezzo di biancostato e un pezzo di reale perché avevo voglia di bollito.
La differenza tra bollito e lesso è molto semplice. Nel lesso si da priorità al sapore del brodo, quindi si mette la carne nell'acqua ancora fredda, in modo che rilasci i suoi succhi in cottura, dando sapore al brodo. La carne sarà appunto lessa, non immangiabile certo ma un po' insapore e filacciosa.
Nel bollito invece si da priorità alla carne. Che va messa nell'acqua già bollente cosi che la temperatura elevata sigilli immediatamente tutti i succhi all'interno della carne, e ne preservi sapore e consistenza. Il brodo che ne risulta non è male ma è sicuramente meno saporito di quello del lesso.
Quindi, volendo fare il bollito, ho messo a bollire l'acqua con carota sedano e cipolla, chiodo di garofano e qualche granello di pepe nero. Quando è stata a bollore spinto ho infilato la carne sciacquata sotto l'acqua corrente e dopo un po' una presa di sale grosso. Ho chiuso il coperchio e ho calcolato 40 minuti di cottura dall'inizio del sibilo della pentola a pressione.

Nel frattempo ho affettato una cipolla e del cavolo rosso nella padella, ho aggiunto un pochino di olio extra vergine di oliva e un peperoncino piccante sbriciolato. Ho fatto cuocere circa venti minuti, prima stufando con l'aggiunta di un po' d'acqua e poi rosolando quando l'ha assorbita. Verso la fine ho irrorato con aceto di mele.
Servo il bollito con qualche granello di sale grosso e un filo di olio extra vergine di oliva, la carota lessata e un po' di mostarda. E ovviamente il cavolo rosso agropiccante. Tutti insieme, alternando i sapori, danno vita ad un piatto semplice ma gustoso, colorato e che va a sollecitare ogni gruppo delle papille gustative. Una vera festa!



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sabato 2 febbraio 2013

Pollo al Mandarino e Chips di Cipolla

Sto avendo difficolta' a postare e quindi sono rimasta indietro con qualche ricetta.
Avendo quasi 9 chili di mandarini, ho pensato di inventarmi qualcosa per utilizzarli...
Ho messo a marinare nel succo di mandarino delle fettine di petto di pollo, con qualche pezzetto di zenzero fresco. Questo gia' la sera prima, riposte in un contenitore ermetico e in frigorifero. A pranzo ho acceso il forno e ho affettato una cipolla sottilissima servendomi della mandolina. Dispongo gli anelli sulla placca coperta con carta forno e infilo a 210° gia' caldo, ventilato.
Metto le fettine di pollo, il succo e lo zenzero, nella mia padella antiaderente ceramicata, copro con il suo coperchio e metto in forno anche questa. Padella e coperchio sono fatti apposta per andare anche in forno.
Dopo circa un quarto d'ora, controllo: gli anelli sono belli croccanti, attenzione a non abbrustolirli troppo altrimenti hanno un sapore pessimo, e il pollo e' perfettamente cotto ma morbidissimo.
Che bonta'!

giovedì 31 gennaio 2013

Ossibuchi e Paradise Bird's Kiss

Avevo voglia di ossibuchi da qualche giorno...così sono uscita e sono andata a prenderne un paio, di manzo. Normalmente in padella ci vorrebbe un ora e mezza di cottura. Con la pentola a pressione il tempo si abbatte a 40 minuti scarsi. Ho fatto un trito di cipolla e foglie di sedano. La carota e i gambi di sedano me li sono sgranocchiati mentre cucinavo...ho messo il trito in pentola a pressione con un paio di chiodi di garofano e un cucchiaio di olio extra vergine di oliva, fuoco alto. Ho infarinato con fioretto di mais i due ossibuchi e li ho messi a rosolare in pentola. Una volta sigillati con la rosolatura da entrambe le parti, ho aggiunto un bicchiere di vino rosso e un po' di acqua calda. Ho chiuso il coperchio e ho calcolato 35 minuti dall'inizio del fischio.
Nel frattempo ho lavato bene un paio di patate con la buccia e le ho messe nella tajine con acqua a livello. Cuoceranno nello stesso tempo degli ossibuchi.
Dopo una ventina di minuti in casa comincia a spandersi un delizioso profumino. Apro una bottiglia di Bonarda, dono di una cara amica, e me ne verso un bicchiere scarso.
Il timer suona, spengo le patate, faccio sfiatare la pentola a pressione apro. Grattugio direttamente sopra gli ossibuchi la scorza di un limone non trattato biologico. Aggiungo una spolverata di prezzemolo e un cucchiaio circa di acqua sul fondo che è diventato molto denso per via della farina.
Sbuccio le patate bollenti, e le schiaccio direttamente nel piatto con lo smashpotatoes, una macinata di sale e pepe, un filo di olio extra vergine di oliva e le patate schiacciate sono pronte, io le adoro...più del purée.
Trasferisco gli ossibuchi con il loro sughetto nel piatto dove le patate aspettano e mi gusto questa cenetta con il bicchiere di Bonarda.
Dopo cena, con il limone rimasto senza buccia, ci faccio una bella limonata. Non si sa mai.
...e infatti, sono andata a letto presto e dopo cinque ore, verso le 3 e mezza mi sveglio. Non è che non abbia digerito ma sento che ho bisogno di una altra limonata calda. Maledetti ossibuchi ahahahahahah

Paradise Bird's Kiss


Mentre faccio bollire l'acqua con dentro alloro, chiodo di garofano e cannella, grattugio direttamente nella tazza un pezzetto di zenzero, quello che non riesco lo butto a bollire, spremo il succo di un limone e metto a bollire anche le calotte spremute. Due minuti a fuoco alto e verso tutto nella tazza. Io il cucchiaino di miele me lo sono leccato invece di metterlo dentro. Ahhhh che libidine...fa digerire anche il pranzo della Prima Comunione.

Buonanotte.

mercoledì 30 gennaio 2013

Bananas

Colazione con latte tiepido, rice crispies, corn flakes e banana fresca a rondelle...mmmmm buonissima! La dolcezza della banana si stempera nel latte e crea un armonico sapore pieno e cremoso...ottima.

venerdì 25 gennaio 2013

Radicchio al Vino Rosso e Pollo allo Yogurt con Verdurine Delicate

Continua la serie delle fettine di petto di pollo...questa volta marinati con succo di limone e poi messi in padella dove già sta brasando un trito grossolano di carote, sedano e cipolle, qualche foglia di salvia, un goccino di olio extra vergine di oliva e un cucchiaio di acqua. Aggiungo il pollo e lo faccio rosolare per bene, insieme a qualche fetta di mela. Tolgo la mela che comincio a disporre sul piatto tenuto in caldo e metto un po' di yogurt casalingo sul pollo, alzo il fuoco di modo che si crei una cremina densa.
Nella Tajine stava già cuocendo del radicchio di Verona tagliato per il lungo, con solo mezzo bicchiere di vino rosso. Ci vuole circa un quarto d'ora, gli ultimi minuti scoperchiati, e il radicchio diventa un qualcosa di prelibato, morbido e vischioso come un fungo, amaro e dolce e aromatico.
Li servo tutti nello stesso piatto, mele, pollo e radicchio e si va dal dolce all'amaro, dal fruttato asprigno delle mele al fruttato corposo dato dal vino al radicchio e dalla delicatezza del pollo cremoso e tenero. Quanti sapori!

giovedì 17 gennaio 2013

Pollo all'Arancio


Ho messo a marinare in succo di arancia e limone, delle fettine sottilissime di petto di pollo.
Dopo mezz'oretta ne prelevo tre e le metto a cuocere in padella antiaderente ceramicata già calda.
Aggiungo un pochino di succo. Le altre tre le lascio nel contenitore e le rimetto in frigo, le mangerò domani.
Il pollo tagliato sottile cuoce in pochissimo tempo. Lo giro sui due lati mentre il succo si è quasi asciugato tutto, comincia a biscottarsi.
Le metto in un piatto e le spolvero con sale e pepe nero macinati al momento. Un filo d'olio extra vergine di oliva e una fetta tagliata a vivo dell'arancia che ho utilizzato per ricavarne il succo.
Il pollo è delicato ma saporito, la carne è rimasta tenera e l'arancio lo rende succoso.
Per completare ho mangiato insalata iceberg, condita con il succo di limone e qualche pezzetto di arancia.
Che bontà!
Stasera riprendo flamenco, che bello!



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mercoledì 16 gennaio 2013

Per cadere in piedi è sufficiente girarsi all'ultimo secondo


Dall'altro ieri la mia vita ha subito una ulteriore svolta. Il lavoro che fino ad oggi mi ha permesso di prendere delle decisioni per modificare una parte della mia vita non c'è più. Nei prossimi mesi percepirò uno stipendio di cassa integrazione che non si sa però quando arriverà. Questo avvenimento potrebbe gettare nello sconforto, e lo fa. Ma se ripenso a come ho lavorato su me stessa per arrivare a fare dei cambi radicali non posso ignorare che questi cambi comprendevano anche la parte relativa al lavoro.
Forse non così repentinamente. O forse invece doveva succedere molto tempo fa, e in un sistema di causa effetto, il rompere uno schema di vita personale non poteva non comprendere anche quella fetta di ore che della vita da svegli il lavoro occupa.
Ma è proprio vero che la certezza del lavoro è l'unica che ti permette di fare scelte e prendere decisioni?

Spesso ho paragonato il mio cambiamento ad un risveglio dopo un lungo sonno. Sono fortunata, il mio corpo e la mia mente rispondono come se io avessi ancora l'età in cui avrei dovuto fare certe scelte.
Il tempo sospeso ha lasciato una patina che porta con se un po' di timore di non essere all'altezza ma anche l'esperienza di vita che mi permette di scrollarmi subito di dosso lo sconforto.
Sono una ragazza fortunata, nel tempo sono riuscita a costruire dei legami di amicizia e sorellanza.
Non mi sento quasi mai sola.
Sono nel punto del percorso in cui volevo essere. So quali sono le persone che mi vogliono bene e quali no.
E' importante!
Per non sprecare inutilmente carica, calore, energia, affetto e amore per chi le usa male. O te le risucchia e ti vomita addosso ostilità e freddezza.



L'illusione delle "certezze" è spesso invece la causa del non decidersi e scegliere.

Sono consapevole che mi si prospetta un periodo non facile, economicamente. Ma ho preso la mia decisione e non torno indietro. Sono come i gatti, cado sempre in piedi. Perché la visione di ciò che importa nella mia vita la so solo io e pochi amici con cui la condivido.
Persone cariche, ricche di calore, energia, affetto e amore.

Nella foto in alto ho appoggiato su un letto di insalata soncino, qualche fetta di pera e qualche chicco di melograno. Trota salmonata affumicata, buonissima e digeribilissima, semi di papavero, un pompelmo rosa tagliato a vivo.
Pera e fico secco turco con dentro una noce del Brasile per merenda. Una delizia...
Una patata tagliata a fettine di mezzo centimetro e poi a cubetti fatta stufare dieci minuti con pochissima acqua, di modo che l'assorba tutta, a cui ho aggiunto i funghi Portobello dell'altro giorno, germogli misti, e un cucchiaino d'olio per rosolare. Infine due uova sbattute. Faccio rapprendere, e giro la frittata aiutandomi con il coperchio.
Devo ammetterlo le frittate non mi vengono quasi mai bene.
Ma posso imparare.


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mercoledì 9 gennaio 2013

Funghi Portobello con Uova al Tegamino


Adoro le uova. Per me sono il cibo dell'amore. Le uova al tegamino poi, sono il cibo nutriente e delicato di due amanti spossati. Se non vuoi appesantirti di glutine e riprendere quasi subito i giochi amorosi, conviene che per pucciare le uova tu usi delle verdure.

I funghi Portobello sono enormi, e danno grandissima soddisfazione sotto i denti. Devono però cuocere bene ed asciugarsi, per non rimanere amarognoli. Una volta cotti sembrano usciti direttamente da una ricetta inglese, dove fanno bella mostra di se in una colazione con eggs and mushrooms e con i rognoni trifolati.
Ho messo nel tegame un goccio di olio extra vergine di oliva e dell'aglio tritato, lavo brevemente i funghi Portobello e li posiziono a testa in giù. Copro e lascio cuocere a fuoco vivace per circa 10 minuti. Poi li giro, e li lascio cuocere altri 10 minuti, premendoli per far uscire l'acqua, principalmente dal gambo. Sposto di lato i funghi, metto dei piattoni che mi sono avanzati l'altra sera e quando sono caldi, sguscio direttamente in padella le uova. Faccio rapprendere bene l'albume e spengo. Una spolverata di sale e inizio ad intingere nel tuorlo con la verdura. Oh! ...che meraviglia.

La sera ho fatto bollire un po' di riso Jasmine Thaibonnet e quando ha assorbito tutta l'acqua l'ho condito con un fungo tenuto da parte e semi di kummel e ras el hanout. Aromatico e digeribilissimo.

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lunedì 7 gennaio 2013

Ceci Cipolla e Tonno e Soncino al Melograno


Stasera ho preparato i piattoni, sono dei fagiolini verdi lunghi e piatti, in pentola a pressione, con pochissima acqua, cuociono in 5 minuti calcolati dal fischio. Li ho conditi con aceto di mele, aglio, prezzemolo e olio extra vergine di oliva.

Oggi a mezzogiorno insalata soncino condita con pochissimo olio extra vergine di oliva e una cucchiaiata di chicchi di melograno. Una roba semplicissima eppure dal gusto divino.

Sgranare il melograno è una esperienza molto zen. Va inciso leggerissimamente e spellato con delicatezza, sgranando i chicchi senza romperli. Il tutto dentro nel lavandino e cercando di non decorare  con gli schizzi di succo, le pareti della cucina. Mentre lo sgrano con calma e perizia, penso ai cambiamenti che hanno contraddistinto questi ultimi mesi. Non sono ancora conclusi, sono stati cambiamenti drastici e radicali. Hanno portato felicità immensa ma anche un senso di incertezza a cui non sono abituata. Ragiono...l'ho fatto anche stamattina appena sveglia...la conclusione del mio ragionare è che forse le certezze sono l'illusione che usiamo per impedirci di esercitare la libera scelta. Di certo è quello che usano per tenerci ancorati a situazioni altrimenti insostenibili, penso alla detenzione lavorativa o a certe unioni...

Per accompagnare l'insalata, ceci bolliti con tonno, il suo olio di oliva e cipolla bianca affettata sottile e lasciata in infusione con aceto di mele e qualche goccia di salsa worchestershire, e una spolverata di paprika e ras el hanout. Buonissimi.
L'altra sera invece non avevo molta fame, ho scaldato un po' di brodo di zucca e porri, e intanto ho messo nella tazza delle cialde di riso tagliate a mo' di noodles, un po' di alga wakame e qualche rondella di porro (non avevo cipollotti in casa). Adoro mangiare così.

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domenica 6 gennaio 2013

Esperimenti di Generi Diversi


Sto provando a fare un po' di lavoro sull'immagine. E' veramente una cosa più simile al gioco ed è molto casuale e sauvage. Sono esperimenti.

Dall'altra parte sto provando a fare abbinamenti inconsueti. Questo è un dattero fresco, privato del seme e farcito con un bocconcino di ricotta di capra. Dolce il dattero, dolcissimo e salatina la ricotta. A me è piaciuto, ma ho gusti strani...
Sotto un altro esperimento sull'immagine. So che farò innorridire i fotografi veri, ma io mi diverto anche così.

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Arancio il colore del II Chakra


A volte succede di avere voglia di un certo cibo, non tanto per se stesso, ma per il colore che ha, la differenza è così sottile che spesso non viene analizzata. Siamo attratti inconsapevolmente verso un certo colore perché abbiamo bisogno di assorbirne la vibrazione e specifiche vitamine e oligo elementi di cui il colore del cibo è il primo segnale che avverte della loro presenza. Se virtuosamente mangiassimo ogni giorno frutta e verdura di tutti i colori, dal bianco al viola scuro, saremmo quasi sicuri di aver assunto tutte le sostanze benefiche e vitali di cui abbiamo bisogno.

Evidentemente, a me, l'altro giorno mancava l'arancio. Ho preso una cassetta di clementine e la zucca, ci sono andata appositamente.
Con la zucca volevo preparare la crema di zucca e porri e poi farne una parte al forno.
Ho tagliato a fette sottili, lasciando la buccia ben lavata, la parte di zucca da mettere in forno, ventilato e a 200°. La zucca per la crema l'ho sbucciata e fatta a tocchetti, l'ho unita a una patata piccola (direi quasi inutile, la prossima volta non la metto) e alla parte verde di tre porri. Ho messo tutto, tagliato, in pentola a pressione e ho calcolato 7/10 minuti di cottura a partire dal fischio.

Ho sfiatato la pentola prima di aprirla, prelevato e messo da parte quasi tutto il brodo, ne ho lasciato davvero pochissimo con le verdure. E ho frullato il tutto con il minipimer. La parte verde dei porri, dona un sapore più aspro e cipolloso. Se si vuole mantenere la dolcezza della zucca, bisogna usare la parte bianca dei porri. La prossima volta...
Per quella sera ho bevuto solo un po' di brodo e ho gustato la zucca al forno, condita solo con un filo di olio extra vergine a crudo. E' buonissima. Carnosa, dolce e profumata, si mangia anche la buccia.

Della crema di zucca e porri ne ho mangiato una fondina il giorno dopo, e ho deciso di fare un esperimento...ho messo la crema in una pirofila, alternandola con i dischi di fogli di riso, quelli che si usano per fare gli involtini primavera, e germogli di lenticchia con una spolverata di grana padano.

Alterno gli strati, il forno è già acceso su ventilato a 210°, finisco con uno strato di crema, germogli e grana, metto in forno venti minuti.

Il profumo che si spande per casa è accattivante. Il risultato un po' meno, non per il sapore che è gustoso, ma per la consistenza. I dischi di riso sono completamente spariti.



...e si deve mangiare con il cucchiaio. Però è buona, dolce e arancio.



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