Forse mi ripeto, ma io adoro i carciofi. E penso che quando sono con le patate e l'aglio, diano luogo ad un sapore tutto nuovo che succede solo con loro. Sono tornata da danza, pulisco velocemente i carciofi mammole e li metto in pentola a pressione con una patata e un po' di aglio, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e un po' di acqua. Chiudo. Mentre mi cambio cuociono per circa 10 minuti, ne tiro fuori una parte e li mangio subito, gli altri stanno completando la rosolatura a pentola chiusa per altri 5 minuti. I primi sono delicati e puri, i secondi sono saporiti e gustosi. Adoro entrambi gli stadi.
...sulla bistecca di soia...sorvoliamo.
praticamente non sta a dieta, ma impegnandosi...ricette sane, ricette mentali, qualche tentazione ogni tanto.
lunedì 27 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
Temporali
La crema di porri poi l'ho spolverata con paprika dolce e curcuma...stasera invece ho freddo, è tutto il giorno che un temporale gira nel cielo e dentro di me. Ho riacceso i caloriferi, messo a bollire così tanta acqua che potrebbe servire per un parto in casa e ho fatto un te bollente. E' un chai tea a cui ho aggiunto grani di pepe nero e frutta di bosco essiccata. Scaldo anche il latte che servirà per il te, quando lo verso nella tazza si forma una nuvola...ho tagliato a vivo un pompelmo e una arancia, ho sete e questa è la cena di stasera. Fuori ha smesso di piovere sta calando il buio, è il 19 maggio e il cielo e il clima sono lo specchio di questo periodo turbolento per tutti. C'è freddo e incertezza. E le cose non sono come dovrebbero essere...non resta che osservare e accendere una luce nel buio.
giovedì 16 maggio 2013
Asparagi Olio e Limone e Uova in Camicia ...stropicciata
E' un po' di giorni che volevo provare a fare le uova in camicia. Non le ho mai mangiate e tantomeno fatte...ho letto le istruzioni e mi ci sono buttata. In una pentola ho messo l'acqua con un cucchiaio di aceto. Quando l'acqua bolle, inizio a farla girare, mescolandola con un cucchiaio, creando un vortice. Verso nel centro del vortice un uovo che ho già sgusciato e tenuto in una ciotolina. In teoria, il movimento vorticoso dovrebbe far rapprendere l'albume in forma di palla tutta intorno al tuorlo che rimane morbido al centro del bianco. In teoria. In pratica l'uovo si stropiccia tutto in giro e ho dovuto prendere un mestolo forato per raccoglierlo. E questo è l'uovo che si vede a destra nella foto, quello con il tuorlo cotto.
Ci ho riprovato. Tempo fa qualcuno mi aveva raccontato di come fa le uova in camicia sua mamma, che le mette nel mestolo e cala il mestolo nell'acqua bollente acidulata. Peccato che ho sgusciato l'uovo nel mestolo forato e che l'acqua era troppo bassa. Sarà che ho malditesta e non sono concentrata. Vabbè, riproverò un'altra volta. Oggi mi mangio questi due ovetti, brutti ma buoni.
Li accompagno con asparagi cotti in poca acqua e lasciati belli al dente. In una ciotola ho sbattuto, fino ad ottenere una emulsione, il succo di mezzo limone e due cucchiai di olio extra vergine di oliva. Prelevo gli asparagi con una pinza e li metto in un contenitore rettangolare, ci verso sopra la citronette, chiudo con il coperchio e agito con un movimento simile a quello che si utilizza per girare le frittate. In brevissimo tempo gli asparagi sono cosparsi della salsina e posso prelevarne una parte e metterli nel piatto.
Yum! che bontà...

Sul fuoco ho messo anche a cuocere, nella pentola a pressione, la parte verde di due grossi porri e la parte bianca di uno, tagliati a fette e con poca acqua. Quando inizia il sibilo calcolo circa 7/10 minuti poi spengo e lascio li. Servirà, tolto quasi tutto il brodo, per fare una crema di soli porri, densa e delicatissima, frullandoli con il minipimer e servendola con una spolverata di grana padano e una C di olio extra vergine di oliva. Con il freddo che fa, stasera tornata da flamenco, sarà bellissimo trovare qualcosa di caldo e cremoso che mi accompagni per andare a letto.
Li accompagno con asparagi cotti in poca acqua e lasciati belli al dente. In una ciotola ho sbattuto, fino ad ottenere una emulsione, il succo di mezzo limone e due cucchiai di olio extra vergine di oliva. Prelevo gli asparagi con una pinza e li metto in un contenitore rettangolare, ci verso sopra la citronette, chiudo con il coperchio e agito con un movimento simile a quello che si utilizza per girare le frittate. In brevissimo tempo gli asparagi sono cosparsi della salsina e posso prelevarne una parte e metterli nel piatto.
Yum! che bontà...
Sul fuoco ho messo anche a cuocere, nella pentola a pressione, la parte verde di due grossi porri e la parte bianca di uno, tagliati a fette e con poca acqua. Quando inizia il sibilo calcolo circa 7/10 minuti poi spengo e lascio li. Servirà, tolto quasi tutto il brodo, per fare una crema di soli porri, densa e delicatissima, frullandoli con il minipimer e servendola con una spolverata di grana padano e una C di olio extra vergine di oliva. Con il freddo che fa, stasera tornata da flamenco, sarà bellissimo trovare qualcosa di caldo e cremoso che mi accompagni per andare a letto.
mercoledì 8 maggio 2013
Pesci
Ieri improvvisamente mi è tornata la voglia di mangiare pesce. E' una cosa strana questa, il pesce mi piace ma ultimamente l'odore mi dava fastidio, soprattutto se crudo. Ieri invece, improvvisa, ho pensato al tonno. Mi pregustavo delle verdure che avevo già preparato mischiate con il tonno. So che il tonno in scatola non c'entra niente con il discorso che ho iniziato a fare, ma non so come spiegarlo, per me è collegato.
Così ieri sera quando sono andata a cena dai miei, trovare un magnifico piatto di carpaccio di tonno e un altro pesce bianco, credo branzino, cotti solo con il succo di limone, un po' di olio extra vergine di oliva e qualche frutto di bosco, è stata una sorpresa graditissima. Mi sono mangiata il piattone con gusto. I frutti di bosco, lamponi e mirtilli, stranamente si sposano in maniera divina con il sapore del pesce marinato. Prendo un pezzetto di tonno e un lampone, e l'esplosione di gusto sulle papille è una meraviglia. Il lampone ha un sapore molto peculiare, è dolce e aspro e profumato...con il tonno che è morbido e carnoso si amalgama e crea un nuovo sapore, inedito e curioso, buonissimo.
Stamattina alle dieci avevo già fame, ho temporeggiato ma poi...ho aperto una scatola di tonno pazzesco e buonissimo, l'ho sgocciolato dell'olio di oliva, e l'ho messo in una bella ciotola bianca. Ho unito le verdure già preparate ieri, melanzana a cubetti, peperone a listarelle e radicchio di Chioggia a spicchi, che avevo stufato lentamente in padella con solo un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e due cucchiai di acqua. La Chioggia è amarognola, il peperone invece dolcissimo. E la melanzana morbida e sugosa del succo rilasciato dalle altre due verdure. Assaggiavo un trancio di tonno con una verdura o con l'altra e ogni volta era un alternarsi di sapori. Il tonno si sposa con tutte e dona a tutte una consistenza carnea e delicata. Ho mangiato alle undici e mezza. Avevo fame. Ora un bel te caldo ed esco. Fuori mi aspetta una magnifica giornata.
Così ieri sera quando sono andata a cena dai miei, trovare un magnifico piatto di carpaccio di tonno e un altro pesce bianco, credo branzino, cotti solo con il succo di limone, un po' di olio extra vergine di oliva e qualche frutto di bosco, è stata una sorpresa graditissima. Mi sono mangiata il piattone con gusto. I frutti di bosco, lamponi e mirtilli, stranamente si sposano in maniera divina con il sapore del pesce marinato. Prendo un pezzetto di tonno e un lampone, e l'esplosione di gusto sulle papille è una meraviglia. Il lampone ha un sapore molto peculiare, è dolce e aspro e profumato...con il tonno che è morbido e carnoso si amalgama e crea un nuovo sapore, inedito e curioso, buonissimo.
Stamattina alle dieci avevo già fame, ho temporeggiato ma poi...ho aperto una scatola di tonno pazzesco e buonissimo, l'ho sgocciolato dell'olio di oliva, e l'ho messo in una bella ciotola bianca. Ho unito le verdure già preparate ieri, melanzana a cubetti, peperone a listarelle e radicchio di Chioggia a spicchi, che avevo stufato lentamente in padella con solo un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e due cucchiai di acqua. La Chioggia è amarognola, il peperone invece dolcissimo. E la melanzana morbida e sugosa del succo rilasciato dalle altre due verdure. Assaggiavo un trancio di tonno con una verdura o con l'altra e ogni volta era un alternarsi di sapori. Il tonno si sposa con tutte e dona a tutte una consistenza carnea e delicata. Ho mangiato alle undici e mezza. Avevo fame. Ora un bel te caldo ed esco. Fuori mi aspetta una magnifica giornata.
mercoledì 1 maggio 2013
I Due Volti della Stessa Minestra
Oggi a pranzo ho preparato degli asparagi, cotti in poca acqua e lasciati belli al dente, conditi solo con un'emulsione di olio extra vergine di oliva e succo di limone, erano di un verde brillante e perfetto. Li ho usati per accompagnare delle scrambled eggs morbidissime. Pensavo di cimentarmi nelle uova in camicia, che non ho mai fatto, ma mio papà adora le uova strapazzate e allora ho incrociato le dita e le ho fatte, di solito mi vengono troppo cotte e asciutte e con quell'odore di freschino che non mi piace. Questa volta ho messo un cubetto microscopico di burro e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva, giusto per ungere la padella. Ho sgusciato quattro uova e le ho rotte immediatamente mischiandole un po' ma non troppo. Il fuoco basso. Mentre trasferivo gli asparagi in un piatto e ci versavo sopra la citronette, le uova hanno iniziato a rapprendersi. Con una spatola ho velocemente portato i bordi verso il centro e ho spento il fuoco. Ho lavorato di spatola fino a che il bianco non fosse morbidamente rappreso ma il giallo avesse ancora l'aspetto untuoso e soffice. Le ho spadellate subito nei piatti e abbiamo messo solo un pizzico di sale. Le uova strapazzate continuano a cuocere ancora un po' pure nel piatto, quindi va calcolato anche questo tempo nel totale della cottura. Per concludere ho condito, con la citronette rimasta dagli asparagi, un piatto di cicoria matta tagliata sottile sottile e pomodori a cui ho aggiunto uno scalogno che se ne stava a rondelle immerso nell'aceto dall'inizio della preparazione di tutto. Non ci sono foto, mio papà e io avevamo fame e ci siamo gustati questi sapori che si combinavano perfettamente. Una fettina di lardo appoggiata delicatamente sulle uova strapazzate e un pochino di gorgonzola con la cicoria matta hanno rappresentato l'unico strappo alla dieta. Il pranzo è stato rilassante e piacevole, abbiamo chiacchierato tanto e ci siamo bevuti due caffè a testa. Bello!
Stasera quindi avevo fame. Ho tagliato una piccola patata e una patata dolce a cubetti, due coste di sedano e due porri a rondelle e ho messo tutto nella pentola a pressione con del brodo di pollo che avevo in frigorifero. 10 minuti di cottura dall'inizio del fischio e la minestra era pronta.
Ne ho mangiati due piatti, il primo con una cucchiaiata di crescenza spolverata di peperoncino piccante e la seconda con una grattugiata di grana padano. Entrambe hanno ricevuto la loro C di olio extra vergine di oliva a crudo. Buonissimo.
Mentre la minestra cuoceva, ho sbucciato e affettato un avocado. Era morbidissimo e cremoso, l'ho cosparso di pepe nero macinato al momento e succo di limone. Ne ho mangiato metà a fine cena, l'avocado fa benissimo alla pelle e ai capelli. L'altra metà, domani, me la gusterò con un po' di bresaola Chiavennasca. Una delizia.
Stasera quindi avevo fame. Ho tagliato una piccola patata e una patata dolce a cubetti, due coste di sedano e due porri a rondelle e ho messo tutto nella pentola a pressione con del brodo di pollo che avevo in frigorifero. 10 minuti di cottura dall'inizio del fischio e la minestra era pronta.
Ne ho mangiati due piatti, il primo con una cucchiaiata di crescenza spolverata di peperoncino piccante e la seconda con una grattugiata di grana padano. Entrambe hanno ricevuto la loro C di olio extra vergine di oliva a crudo. Buonissimo.
Mentre la minestra cuoceva, ho sbucciato e affettato un avocado. Era morbidissimo e cremoso, l'ho cosparso di pepe nero macinato al momento e succo di limone. Ne ho mangiato metà a fine cena, l'avocado fa benissimo alla pelle e ai capelli. L'altra metà, domani, me la gusterò con un po' di bresaola Chiavennasca. Una delizia.
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martedì 30 aprile 2013
Ratatuja
Stamattina ho rovistato nel frigo, era qualche giorno che non cucinavo a casa, e ho trovato che le verdure stavano un po' appassendo...dopo aver fatto una cernita, ho affettato due zucchine, due melanzane, un peperone e un pomodoro, direttamente nella padella antiaderente ceramicata. Ho aggiunto uno spicchio di aglio schiacciato con la lama del coltello di piatto, qualche foglia di basilico e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Girato le verdure, messo il coperchio e infornato tutto in forno caldo a 210° ventilato. Dopo circa un quarto d'ora il profumino della ratatuja si spande per casa ed è una delizia.
L'ho mangiata stasera, accompagnata da un trancetto di salmone al vapore con semi di finocchio, donatomi da Lucky che fa anche delle splendide insalate con tante piccole cosine buonissime dentro, un dito di Cannonau, uno tra i miei vini preferiti, che secondo me si adatta alla pastosità grassa del salmone, e per concludere la cena fragole, pera e banana conditi con solo succo di limone.
...ah! ...e un pezzetto di zenzero candito.
L'ho mangiata stasera, accompagnata da un trancetto di salmone al vapore con semi di finocchio, donatomi da Lucky che fa anche delle splendide insalate con tante piccole cosine buonissime dentro, un dito di Cannonau, uno tra i miei vini preferiti, che secondo me si adatta alla pastosità grassa del salmone, e per concludere la cena fragole, pera e banana conditi con solo succo di limone.
...ah! ...e un pezzetto di zenzero candito.
venerdì 19 aprile 2013
Zucchine delle Dieci
Oggi è stata una giornata convulsa...alternando momenti di grande frenesia a momenti di calma piatta. E' stato caldo tutto il giorno e poi, proprio mentre trasportavo i molteplici pezzi di una libreria, si è scatenato un temporale degno dell'estate.
Risultato...correre sotto i goccioloni con le mensole in mano.
Ho montato la libreria, quasi, e alle dieci mi sono accorta che non avevo ancora mangiato.
Ho affettato velocemente uno spicchio di aglio e messo a soffriggere con poco olio extra vergine di oliva, ho aggiunto cinque pomodorini ciliegini tagliati a metà e una zucchina tagliata a rondelle sottili con la mandolina, i pomodori si sono quasi sciolti e la zucchina è diventata dorata in circa dieci minuti. Ho sfogliato un rametto di rosmarino e impiattato con un pezzetto di caprino invecchiato e una fetta di ricotta di bufala. Un filo d'olio e un pezzetto di pane pugliese originale altamura. Un pochino di vino rosso e una tazza di brodo caldo. Ahhhh che bontà...adoro il Cannonau, si sposa magnificamente con il sapore piccante del formaggino invecchiato.
Doccia e a letto. Buonanotte!
Risultato...correre sotto i goccioloni con le mensole in mano.
Ho montato la libreria, quasi, e alle dieci mi sono accorta che non avevo ancora mangiato.
Ho affettato velocemente uno spicchio di aglio e messo a soffriggere con poco olio extra vergine di oliva, ho aggiunto cinque pomodorini ciliegini tagliati a metà e una zucchina tagliata a rondelle sottili con la mandolina, i pomodori si sono quasi sciolti e la zucchina è diventata dorata in circa dieci minuti. Ho sfogliato un rametto di rosmarino e impiattato con un pezzetto di caprino invecchiato e una fetta di ricotta di bufala. Un filo d'olio e un pezzetto di pane pugliese originale altamura. Un pochino di vino rosso e una tazza di brodo caldo. Ahhhh che bontà...adoro il Cannonau, si sposa magnificamente con il sapore piccante del formaggino invecchiato.
Doccia e a letto. Buonanotte!
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mercoledì 17 aprile 2013
Sapore d'Infanzia
Oggi sono andata a fare delle commissioni con la mia amica Anna. Tra le altre cose ho trovato un accessorio must have da cui ho fatto fatica a separarmi...siamo andate in un negozio specializzato che vende principalmente palloncini, ce ne sono di tutti i tipi. Lei ha preso un palloncino enorme, gonfiato con l'elio e poi io me lo sono legato al polso e siamo uscite dal negozio così. Era bellissimo! Camminare per le strade della cittadina con il palloncino al polso...vorrei farlo sempre!
Nei vari negozi in cui abbiamo curiosato, siamo state anche in una panetteria che fa una focaccia genovese speciale. Io non so se è una questione di farina o di olio o di acqua...ma era davvero come quella che mangiavo da bambina, quando per quattro mesi ho frequentato la scuola elementare a Rapallo nel quartiere S.Anna. Alla mattina partivo a piedi, i soldini che mi aveva dato mia zia, in mano per comprare la merenda per l'intervallo. Mi fermavo in una panetteria sulla strada e compravo sempre un pezzo di focaccia salata. Me la mangiavo camminando per strada, ero una bambina timida, per una qualche misteriosa ragione che non ricordo non volevo mangiarla all'intervallo con tutti. Camminavo nelle viette e mi mangiavo la mia focaccia che era buonissima. Nell'intervallo mi sedevo sotto un grande albero nel cortile della scuola e leggevo il mio libro di scuola che era diverso da quello che usavano li. Come il grembiule. Me ne stavo li, una figuretta magra magra persa in un grembiule bianco, un po' pallida e malinconica. Quando vado in Liguria, prendo sempre qualche pezzo di focaccia da portare a casa, la congelo e me la gusto nel tempo...ma non è la stessa cosa, mangiarla a casa, ha un sapore diverso, perde.... Quando la mangi li... è vacanza o gita...ed è una circostanza molto ben definita.
Ecco perché ieri allora ero così felice, camminavo per delle viette in una cittadina che sotto il sole sembrava della Liguria, chiacchierando con Anna che è timida come me, il palloncino al polso che esprimeva tutto quello che ho dentro al mondo e con il sapore della focaccia. Uguale a quella di quando ero piccola. Una piccola magia.
Tornata a casa verso mezzogiorno ho preparato il pranzo, avevo ancora un pezzetto di focaccia, gli ho costruito intorno un qualcosa di gustoso e leggero. Ho lavato e tagliato fine fine, con il coltello di ceramica, del Tarassaco, altrimenti detta insalata matta o cicoria matta. Il Tarassaco fa benissimo, depura il sangue e il fegato. L'ho messo in una ciotola con una mezza cipolla di Tropea tagliata a fettine sottili anche lei. Un filo di olio extra vergine di oliva e uno spruzzo di aceto balsamico.
Nel frattempo, come prima cosa, avevo già tirato fuori dal frigorifero, un pomodoro, mezzo cetriolo, mezzo peperone e tre bocconcini di mozzarella. Metto la mozzarella a bagno in acqua calda. Affetto il pomodoro e dispongo le fette nel piatto, le cospargo con un po' di Salamoia, un misto di erbe e sale molto usato in Emilia Romagna, aggiungo un po' di timo secco e un pochino di olio extra vergine di oliva. Sbuccio e affetto il mezzo cetriolo e e il mezzo peperone e li condisco con poco dolceagro. Prelevo qualche oliva greca da una vaschetta e le affianco al pomodoro.
Aggiungo delle foglie di basilico, le mangio insieme alle fette di pomodoro, sono profumatissime.
Recupero i bocconcini di mozzarella che nel frattempo si sono intiepiditi, e li straccio con le dita. Riveleranno così tutto il loro delicato sapore di latte che altrimenti, fredde e tagliate con il coltello non è percepibile.
...e finisco la focaccia.
lunedì 15 aprile 2013
Giocare d'Anticipo
Oggi sono andata a fare la spesa e ho trovato questo polletto che sembrava quasi ruspante...ho preso anche del sedano, carote e porri e tornata a casa ho impostato la cena. Stasera ho lezione di flamenco, so già che tornerò affamata ma non voglio avventarmi su cose non buone per me in questo momento.
Così alle cinque del pomeriggio ho messo pollo, cipolla, sedano, carote e la parte verde dei porri, in pentola a pressione. Ho aggiunto tre chiodi di garofano, un pizzico di sale e acqua fino al livello. Ho chiuso il coperchio e messo la fiamma alta per portare in pressione. Dal sibilo ho abbassato il fuoco e calcolato mezz'ora di cottura. Poi ho spento e sono andata a danza. Lasciando la pentola ancora sommessamente sibilante. Lei continua la cottura mentre io faccio vueltas quebradas sull'orlo dello svenimento.
Tornata a casa dopo due ore di lezione, sfiato la pentola, per sicurezza ma di vapore non ce n'è più...e impiatto una coscetta di pollo con le verdure lessate e un po' di senape al miele e un cucchiaio di patè di carciofi. Qualche granello di sale sulla carne bianca, un filo di olio extra vergine di oliva D.O.P. della Sardegna e accendo sotto il brodo. Dopo qualche minuto sta bollendo. Me ne prelevo tre mestoli e lo sorseggio bello bollente dalla tazza. Ahhhh che bontà!
Così alle cinque del pomeriggio ho messo pollo, cipolla, sedano, carote e la parte verde dei porri, in pentola a pressione. Ho aggiunto tre chiodi di garofano, un pizzico di sale e acqua fino al livello. Ho chiuso il coperchio e messo la fiamma alta per portare in pressione. Dal sibilo ho abbassato il fuoco e calcolato mezz'ora di cottura. Poi ho spento e sono andata a danza. Lasciando la pentola ancora sommessamente sibilante. Lei continua la cottura mentre io faccio vueltas quebradas sull'orlo dello svenimento.
Tornata a casa dopo due ore di lezione, sfiato la pentola, per sicurezza ma di vapore non ce n'è più...e impiatto una coscetta di pollo con le verdure lessate e un po' di senape al miele e un cucchiaio di patè di carciofi. Qualche granello di sale sulla carne bianca, un filo di olio extra vergine di oliva D.O.P. della Sardegna e accendo sotto il brodo. Dopo qualche minuto sta bollendo. Me ne prelevo tre mestoli e lo sorseggio bello bollente dalla tazza. Ahhhh che bontà!
domenica 14 aprile 2013
Coniglio Tandoori con Olive Nere Pugliesi da Cuocere
Oggi pomeriggio ho fatto un giro in macchina, viaggio cabriolet dopo un inverno lunghissimo. Senza calze il sole scalda la mia pelle, ho fatto un bello scrub sotto la doccia, prima di uscire, così la pelle liscia quando cammini, sembra di bimba. Tornata a casa ho impostato la cena.
Nella padella antiaderente ceramicata ho messo aglio e cipolla tritati, qualche pomodorino maturo, pomodorino secco tagliuzzato e peperoncino secco piccante sbriciolato. Un cucchiaio scarso di olio extra vergine di oliva e accendo il forno a 230° ventilato. Verso in padella le olive nere pugliesi, quelle da cuocere, si trovano ad inizio raccolto in qualche supermercato più fornito. Io ne ho congelate un po' e ne prelevo il giusto che mi serve dal freezer. Lavo i pezzi di coniglio e li metto in padella, cospargendo entrambi i lati della carne di Tandoori Masala. E' una miscela di spezie indiane polverizzate. Tandoori indica il metodo di cottura, per la precisione in questo caso è il nome del forno a pozzetto usato in India per cuocere vari tipi di carne, di cui la più famosa è il Pollo Tandoori, e il pane Naan, che viene fatto aderire alle pareti del forno e quando si stacca e cade è pronto.
Nella padella antiaderente ceramicata ho messo aglio e cipolla tritati, qualche pomodorino maturo, pomodorino secco tagliuzzato e peperoncino secco piccante sbriciolato. Un cucchiaio scarso di olio extra vergine di oliva e accendo il forno a 230° ventilato. Verso in padella le olive nere pugliesi, quelle da cuocere, si trovano ad inizio raccolto in qualche supermercato più fornito. Io ne ho congelate un po' e ne prelevo il giusto che mi serve dal freezer. Lavo i pezzi di coniglio e li metto in padella, cospargendo entrambi i lati della carne di Tandoori Masala. E' una miscela di spezie indiane polverizzate. Tandoori indica il metodo di cottura, per la precisione in questo caso è il nome del forno a pozzetto usato in India per cuocere vari tipi di carne, di cui la più famosa è il Pollo Tandoori, e il pane Naan, che viene fatto aderire alle pareti del forno e quando si stacca e cade è pronto.
Copro con il coperchio, la pentola è professionale ha i manici e il coperchio completamente in metallo, può andare in forno senza rischi, e infilo in forno. Dopo circa venti minuti, controllo, stando attentissima a non scottarmi con il coperchio rovente. Giro i pezzi di coniglio che hanno preso un colorito rosso tipico di questa masala di spezie. Ricopro e richiudo il forno. Altri venti minuti di cottura.
Intanto mi verso un bicchiere di Lambrusco amabile, che si sposerà con la piccantezza del piatto.
E aspetto.
Ho fatto poche foto, una sola scarsamente accettabile, ma tant'è...avevo fame!
Il coniglio è buonissimo. Morbido e saporito, anche nei pezzi dove rimane notoriamente più asciutto. La pelle è croccante e speziata e profumata e rossa e piccante... Ho versato un po' di olio extra vergine di oliva crudo con un pizzico di sale, mangio con le mani e strofino i pezzetti di carne nell'olio e sale. Le olive sono strepitose, amarognole e cedevoli, morbide ed erbacee...smorzano il fuoco. I pomodorini e la cipolla sono quasi caramellati. Li uso per intingerci i pezzi di carne. Non ho resistito, mezzo coniglio...me lo sono mangiato tutto. Ohhhhh che libidine!
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Carciofo il Fiore Amaro
Adoro i carciofi. Soprattutto il gambo, bello sodo e carnoso. Me ne hanno regalato di piccolini e li ho fatti subito la sera stessa con le patate, in pentola a pressione, aglio tritato (tanto), olio extra vergine di oliva, un goccio d'acqua, patate a tocchi e questi carciofetti grandi come grosse uova, messi dentro interi. Dal sibilo in 10 minuti sono pronti, quando li ho messi nel piatto ho condito le patate con un pochino di sale e un filo di olio extra vergine di oliva. Sfoglio i carciofi e ne mangio la parte polposa alla base della foglia. Che in realtà è un petalo, il carciofo infatti è un fiore. Il sapore unito delle patate, dell'aglio e dei carciofi è qualcosa che per me ha pochi rivali. Non smetterei mai di mangiarli.
Il giorno dopo invece ho messo in padella, un po' di aglio a fettine, una cipolla di Tropea tagliata a fette verticalmente, una manciata di pomodorini molto molto maturi, olio extra vergine di oliva, pomodorino secco tagliuzzato e un peperoncino piccante. Ho nettato i carciofi più grandi che avevo già in frigorifero e ho messo i gambi a soffriggere, ho lavato bene i fiori di carciofo e li ho aperti moltissimo, posizionandoli in padella a testa in giù. Copro e faccio cuocere venti minuti a fuoco basso.
Servo il carciofo con yogurt greco spolverizzato con Tandoori Masala e Curry Madras. Intingo le foglie nello yogurt prendendo un po' di spezia alla volta. Il sughetto è amarognolo per il contatto con i carciofi, ma magicamente unito allo yogurt acquista un suo perchè...
sabato 13 aprile 2013
Torta di Pere senza Lievito
Avevo voglia di un profumo di casa domenica pomeriggio. Ho acceso il forno e ho iniziato ad impastare farina di riso, farina di miglio e fioretto di mais, con un uovo. Ho aggiunto un pochino di miele e la punta infinitesimale di un cucchiaino di bicarbonato di sodio. Ho diluito con succo di mandarino e ho affettato tre pere molto molto mature e le ho aggiunte all'impasto. Verso il tutto in una tortiera foderata con carta forno. Aggiungo qualche uvetta, un pò di cannella e qualche granello di zucchero sulla superficie. Inforno. A 180° statico. Dopo circa venti minuti il profumo che volevo aleggiasse per casa inizia a spandersi. E' il profumo dei pomeriggi con la mamma, della torta di mele, della famiglia.
Preparo un tè nero al profumo di biscotti, forte e caldo. la torta è pronta ne assaggio una fetta fumante...
morbida e senza ne lievito ne glutine. Buonissima!
Preparo un tè nero al profumo di biscotti, forte e caldo. la torta è pronta ne assaggio una fetta fumante...
morbida e senza ne lievito ne glutine. Buonissima!
venerdì 12 aprile 2013
Mousse di Tofutonno
Sulla base della ricetta della mousse al prosciutto cotto dell'altro giorno ho fatto una variante, suggerita da una ragazza bellissima. In sostituzione del formaggio Philadelphia Light ho usato il tofu.
Nel vaso del minipimer, o in una ciotola, ho versato una confezione di tofu tagliandola a cubetti e una scatola grande di tonno sott'olio, sgocciolato. Lavoro con il minipimer per creare una mousse cremosa e morbida dall'unione dei due ingredienti. Prelevando da sotto in su per inglobare aria e dare alla mousse la sua caratteristica spumosità.
Mentre creo la la crema penso a quali altri ingredienti ci starebbero bene per dare una variante di sapore. Qualche cappero sott'aceto o sotto sale ben sciacquato. Due o tre acciughine sott'olio o una dissalata. Olive nere denocciolate...un ciuffetto di prezzemolo...una carota bollita...uno alla volta o tutti insieme come a formare una specie di salsa tonnata a mousse.
Il tofu, a differenza del philadelphia, è proteico. Viene preparato dalla soia.
Una volta ottenuto un composto liscio e omogeneo, lo deposito su un bel piattino, e con la spatola, o la lama di un coltello, bagnata con acqua ne uniformo la superficie creando una specie di zuccotto. Qualche oliva taggiasca per decorare e la Mousse di Tofutonno è pronta per essere spalmata su crostini in attesa che venga pronta la cena, può fare da cena lei stessa, oppure può servire come farcitura di un panino, o riempire delle barchette di indivia o sedano o qualsiasi altra verdura che si presti.
Ottima!
mercoledì 10 aprile 2013
Riso agli Asparagi e Robiola per Sole Orecchie
Oggi ho vissuto una esperienza per la mia prima volta, sono andata in onda, per due ore, alla radio. Intervistata da Francesca, bellissima e dolcissima bionda naturale. Abbiamo chiacchierato di tantissime cose in un flusso che a volte andava in onda e altre era fuori onda...tra tutte le cose che è riuscita a tirarmi fuori, anche una ricetta immaginata. Una ricetta per sole orecchie...
Buttiamo il riso, Francesca e io, in una padella antiaderente e ci aggiungiamo un pizzico di sale grosso e tanta acqua fino a superare il riso di un dito. Accendiamo il fuoco e lasciamo cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua è tutta assorbita, assaggiando per scrupolo, ma di solito il riso è cotto al dente perfetto. In un altra padella mettiamo, in pochissima acqua, degli asparagi. Cuociono velocemente, quasi al vapore, vogliamo che rimangano belli sodi. Impiattiamo il nostro riso che avendo assorbito l'acqua è corposo e cremoso, ci adagiamo mollemente sopra una robiola fresca che inizia subito a sciogliersi, e la cospargiamo con pepe nero macinato fresco e un filo di olio extra vergine di oliva. Preleviamo gli asparagi e li sdraiamo li, vicino al riso, condendoli leggermente con una cucchiaiata di olio extra vergine di oliva sbattuto con succo di limone.
Usiamo gli asparagi per intingerli nella robiola fusa, poi preleviamo un po' di riso mantecandolo con la cremosità di questo formaggio fresco e morbido, che lascia una sensazione di velluto in bocca, e poi ancora l'asparago e poi da un sorso di Gewurztraminer.
Francesca e io l'abbiamo nominato all'unisono...pregustandone la freschezza fruttata e aromatica. L'asparago e il limone sono sapori difficili da abbinare ad un vino, ma nella nostra mente, il vino bello fresco pulisce ed esalta sia il sapore del riso con la pastosità della robiola, che l'amarognolo degli asparagi mitigati dall'aspretto del succo di limone.
La trasmissione continua, prende una piega più sognante parlando di profumi e di femminilità, e poi si conclude nell'immaginario collettivo dei simboli, dei sogni e della voce dell'inconscio.
Sforiamo di qualche minuto, prese dagli occhi e dalla voce che parla l'una all'altra.
La nostra ricetta immaginata sembra così reale, che ci ha saziato di parole.
Fuori dallo studio, Francesca estrae da un sacchetto di carta del pane del colore di quando ero bambina, quattro minuscoli panini rotondi, li ha fatti Maddy, una vera mamma.
Sono panini di farina scura, ai cereali o di segale, imbottiti con prosciutto crudo di montagna e noci spezzate. I panini fatti in casa sono morbidi dentro e tostati fuori. Il prosciutto dona il suo sale al pane. Le noci completano il sapore del pane donandogli una gustosa morbidezza e al prosciutto armonizzandosi con il sapore della carne.
Sono panini dall'aspetto genuino, rustico... e sono buonissimi.
La foto non rende merito...è tutta sfuocata e tremante, ma contiene l'attimo.
Grazie Francesca, per avermi ricordato che nella vita bisogna essere audaci e seguire l'istinto.
Buttiamo il riso, Francesca e io, in una padella antiaderente e ci aggiungiamo un pizzico di sale grosso e tanta acqua fino a superare il riso di un dito. Accendiamo il fuoco e lasciamo cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua è tutta assorbita, assaggiando per scrupolo, ma di solito il riso è cotto al dente perfetto. In un altra padella mettiamo, in pochissima acqua, degli asparagi. Cuociono velocemente, quasi al vapore, vogliamo che rimangano belli sodi. Impiattiamo il nostro riso che avendo assorbito l'acqua è corposo e cremoso, ci adagiamo mollemente sopra una robiola fresca che inizia subito a sciogliersi, e la cospargiamo con pepe nero macinato fresco e un filo di olio extra vergine di oliva. Preleviamo gli asparagi e li sdraiamo li, vicino al riso, condendoli leggermente con una cucchiaiata di olio extra vergine di oliva sbattuto con succo di limone.
Usiamo gli asparagi per intingerli nella robiola fusa, poi preleviamo un po' di riso mantecandolo con la cremosità di questo formaggio fresco e morbido, che lascia una sensazione di velluto in bocca, e poi ancora l'asparago e poi da un sorso di Gewurztraminer.
Francesca e io l'abbiamo nominato all'unisono...pregustandone la freschezza fruttata e aromatica. L'asparago e il limone sono sapori difficili da abbinare ad un vino, ma nella nostra mente, il vino bello fresco pulisce ed esalta sia il sapore del riso con la pastosità della robiola, che l'amarognolo degli asparagi mitigati dall'aspretto del succo di limone.
La trasmissione continua, prende una piega più sognante parlando di profumi e di femminilità, e poi si conclude nell'immaginario collettivo dei simboli, dei sogni e della voce dell'inconscio.
Sforiamo di qualche minuto, prese dagli occhi e dalla voce che parla l'una all'altra.
La nostra ricetta immaginata sembra così reale, che ci ha saziato di parole.
Fuori dallo studio, Francesca estrae da un sacchetto di carta del pane del colore di quando ero bambina, quattro minuscoli panini rotondi, li ha fatti Maddy, una vera mamma.
Sono panini di farina scura, ai cereali o di segale, imbottiti con prosciutto crudo di montagna e noci spezzate. I panini fatti in casa sono morbidi dentro e tostati fuori. Il prosciutto dona il suo sale al pane. Le noci completano il sapore del pane donandogli una gustosa morbidezza e al prosciutto armonizzandosi con il sapore della carne.
Sono panini dall'aspetto genuino, rustico... e sono buonissimi.
La foto non rende merito...è tutta sfuocata e tremante, ma contiene l'attimo.
Grazie Francesca, per avermi ricordato che nella vita bisogna essere audaci e seguire l'istinto.
sabato 6 aprile 2013
I Due Stadi di Riempimento - Il Cibo, l'Amore.
Ci sono volte dove il vuoto che non si riesce a riempire con l'amore chiede fortemente lo stesso di essere colmato. E' proprio in questi frangenti che scatta imprescindibile la voglia di carboidrato, inteso come amido. Amidi che si trasformano in zuccheri praticamente già in bocca con la masticazione...pasta, pane...qualsiasi cosa che riempia e obnubili la mente con la forza colmante e calmante che solo il sapere di essere amati e toccati può dare. Io non voglio cedere.
Anche perché non ho pasta in casa!
Ne avevo voglia perché fa freddo nonostante sia primavera, perché ho visto la foto di una cenetta di una amica sola per una sera, perché avevo fame e vuoto, perché mi sento sola.
Ho affettato due spicchi di aglio rosa, fettine sottili sottili, come veli trasparenti che cadono lenti nella padella antiaderente ceramicata, radunati tutti in un angolino e umettati con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Nella parte restante della pentola tagliuzzo e schiaccio tre pelati con un pochino del loro sugo, accendo il fuoco, cospargo il tutto con un grosso peperoncino abruzzese fatto seccare vicino al camino, lo sbriciolo con le dita, semi e pelle, metto tutto, voglio calore. Copro e apparecchio con cura, scelgo uno dei miei bicchieri preferiti e ci verso un pochino di vino rosso, regalo di una amica.
In una ciotola piena di acqua fredda immergo due nidi di spaghetti di soia. E metto il piatto in cui finirà il manicaretto, vicino alla pentola sul fuoco. Voglio che sia caldo quando ci trasferirò la mia cena.
E nella padella con il sughetto ci sdraio un calamaro gigante, abbasso un pochino il fuoco, copro e vado a farmi la doccia.
Dopo circa un quarto d'ora, arrivo nuovamente in zona calamaro: il sughetto si è condensato. Ci adagio i due nidi di spaghetti e li lavoro con il sugo e un po' di acqua, giro il calamaro. Copro.
Dopo qualche minuto gli spaghetti hanno assorbito il sugo e si sono ulteriormente ammorbiditi. Impiatto calamaro e spaghetti, una spolverata di prezzemolo e un giro di olio extra vergine di oliva.
Scatto le foto sorseggiando un po' di vino.
Gli spaghetti di soia si sono insaporiti benissimo, li arrotolo sulla forchetta inglobando fettine di aglio leggermente dorato e peperoncino piccantissimo, una esplosione di sapore in bocca che contrasta ma magicamente si armonizza con la compattezza gelatinosa della soia. La soia soddisfa la voglia di pasta per la forma e la consistenza ma è una proteina. Stazionerà il giusto nell'organismo per far sentire sazi ma non satolli, obnubilati e addormentati dagli zuccheri liberi di circolare senza ritegno nel flusso sanguigno creando picchi e depressioni.
E il calamaro?...il calamaro è semplicemente perfetto. Morbido e duro nello stesso tempo. I denti ci affondano trovando la consistenza compatta e poi cedevole che adoro. Ha un profumo delicato di mare e il sapore della carne si sposa con il bruciante del sugo.
Finisco il vino, lavo i piatti e arriva l'amore.
giovedì 21 marzo 2013
Riso al Curry Madras e Mousse di Cotto Light
Mi hanno fatto un regalo meraviglioso. La scoperta della dolcezza celata. Quando una donna all'apparenza ruvida decide di rivelarsi scopre quella parte di femminile che scioglie e riscalda.
Ed è una meraviglia.
Questa settimana ne sono stata testimone e bersaglio, per ben due volte, che bello!
Stamattina allora mi sono catapultata giù dal letto presto animata da una energia positiva come non succedeva da tempo.
Ho messo su il bricco dell'acqua e mi sono preparata un té preziosissimo dal profumo pulito e corposo come un té nero indiano, ma è un té verde. O meglio un oolong.
Chi mi segue sa che non amo particolarmente il té verde, perché di solito lo trovo troppo aspro.
Come una guida sciamanica Rosanna miscela e annusa l'infuso di Special Oolong e mi porge la tazzina. E' una piacevole sorpresa, delicato ma con un suo gusto preciso, il té lascia una bellissima sensazione di bocca pulita senza asciugarla, come certi tannici fanno. Me ne ritroverò una scatola insieme ad un bellissimo servizio da té per femmina determinata e sicura, ad una pregiata confezione di Pau Mu Tan, che mi spiega è un tè bianco primaverile. Primaverile, mi insegna, è la parola chiave che devo cercare per i té verde che piacciono a me.
...e ad un sacchettino di Curry di Madras.
Sorseggio l'Oolong, ne bevo tre tazze, e intanto penso a come usare il sughetto dei peperoni al curry che ho fatto ieri sera, impaziente di assaggiare la miscela di spezie indiane.
Ieri sera ho affettato una cipolla di Tropea e tre peperoni direttamente in pentola a pressione, ho aggiunto un pochino di acqua, un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e una spolverata di curry. Ho chiuso il coperchio e dal sibilo ho calcolato 10 minuti di cottura abbondanti.
Sto evitando il pane e quindi di sughetto della peperonata indiana ne è avanzato un po'. Come una massaia risparmiatrice l'ho versato in un contenitore e stamattina ci ho pensato.
Metto tre manciate di riso Thaibonnet in un pentolino, aggiungo acqua fino a superare il livello del riso di un dito e a completo assorbimento il riso è cotto. Lo trasferisco nel contenitore dove aspetta la salsina al curry, avvito il coperchio e agito.
Lascio riposare un momento mentre mi dedico al taglio della fetta di prosciutto cotto che mi servirà per la mousse.
La mousse di prosciutto normalmente si fa con il burro lavorato a mano, crudo, incorporando l'ingrediente che ne da il nome. In questo caso il prosciutto cotto. Non proprio un piatto dietetico.
La mia amica Monica me ne ha suggerita una versione più light che sostituisce il burro con il formaggio cremoso detto Philadelphia. Taglio una fetta alta poco meno di un centimetro dal cubo di prosciutto cotto che ho comprato all'occorrenza. Non è un cibo propriamente sano, ma a volte risolve qualche problemuccio di tempo. Riduco a cubetti la fetta e li metto nel vaso del minipimer con metà confezione di Philadelphia, in questo caso light.
Lavoro con il minipimer per rendere cremosa e spumosa la mousse.
La verso su un piatto, prelevandola bene con una spatola, che ben nettata da tutta la mousse, intingo in un po' d'acqua per lisciare bene la superficie della mousse e darle una forma a cupola.
Spolvero metà cupoletta con semi di sesamo nero e metà con sesamo bianco. Metto in frigo.
Nel frattempo il riso nel contenitore ha assorbito il curry, ne prelevo una parte, l'altra è per cena stasera quando arrivero' affamata da flamenco. Lo impiatto e lo spolvero ancora con un pizzico di curry e qualche seme della miscela per germogliatore. Giusto un filino di olio extra vergine di oliva, si potrebbe anche evitare volendo, taglio a metà un radicchio di Chioggia e faccio le foto.
Il riso è perfetto, morbido e profumato. Il curry madras non è assolutamente piccante.
La mousse è una libidine. Ne mangio metà.
Penso alla email che ho ricevuto stamattina, la prima risposta a tutti i curricula che ho mandato e rido. Anche se non ne salterà fuori niente di fatto è un segno! La più improbabile richiesta di lavoro e mi contattano. La vita è folle! ...e io con lei.
Dolcezza e prosperità a tutti!
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