domenica 26 febbraio 2017

Grano Saraceno Con Ceci e Verza Cappuccio: Come Un Cous Cous Invernale



Ecco, con i ceci e il grano saraceno cotti ieri, oggi ho potuto assemblare questo piatto unico vegetariano in pochissimi minuti.
Per prima cosa ho affettato un po' di verza cappuccio e qualche foglia di finocchio per farle rosolare in in padella con pochissimo olio extra vergine di oliva. Ho aggiunto una spruzzata di salsa worchestershire e qualche cucchiaiata di grano saraceno e di ceci precedentemente cotti.
Ho fatto saltare velocemente a fuoco allegro, tagliuzzatoci sopra delle foglie di prezzemolo e gustato con un bocciolo di radicchio verde e una pennellata di shiro miso. Yum che bontà!






sabato 25 febbraio 2017

Grano Saraceno: Veloce da Preparare, Gustoso da Mangiare


Stamattina ho rovistato nell'armadietto del riso e della pasta e ho trovato un pacchetto di grano saraceno che avevo comprato per farne i germogli. Il grano saraceno da solo ha un sapore più delicato della sua farina, cuoce in 12 minuti dal sibilo, in pentola a pressione, e risulta morbido, delicato e adatto ad essere condito o saltato con verdure, sia caldo che freddo come un cous cous, oppure in abbinamento con i legumi, sia asciutto che in zuppa.
Oggi l'ho provato appena tirato fuori dalla pentola. La pentola mi serviva subito per cuocere i ceci messi in ammollo la sera prima. Mentre i ceci stanno cuocendo, ci vorranno circa 40/45 minuti dal sibilo, con acqua di due terzi in più al loro volume. Niente sale in cottura, lo aggiungo solo alla fine, quando trasferisco i ceci con una parte del loro liquido di cottura, in un vaso di vetro da tenere in frigorifero. Così ho ceci pronti per i prossimi giorni. Sto portandomi avanti così da avere elementi sani per preparare velocemente da mangiare anche ad orari impossibili.
Mentre i ceci stanno cuocendo, dicevo, provo il grano saraceno.
Una parte lo metto via e una parte lo mangio adesso, caldo, condito solo con un filo di olio extra vergine di oliva e una spolverata di cipolle fritte comprate all'Ikea, l'ultima volta che ci sono andata con un amico, il venerdì prima di San Valentino.
Le cipolle fritte dell'Ikea sono una droga. Assuefacenti...peccato per chi non le può mangiare perché contengono un po' di farina di frumento. Potrebbe essere un idea riprovare a farle, magari con un essiccatore...
Le cipolle donano una sferzata di croccantezza e sapore al grano, che ben accetta. Me ne mangio due piattini, aggiungendo al secondo un pezzetto di formaggio.
Anche il grano saraceno, una volta cotto, si conserva in frigorifero, in un contenitore ermetico, per 4/5 giorni.
Che bello quando prepari tutte le basi per poter creare senza problemi quando non hai molto tempo!

venerdì 24 febbraio 2017

Pancetta, Croutons, Cheese & Walnuts Salad


Mi sono ritrovata a fare questa insalata un giorno di questa estate molto caldo. Con la mia amica Bea avevamo preso il sole tutto il giorno e volevamo fare un aperitivo ma non avevamo voglia di uscire. Così, dopo un rapido blitz al supermercato per recuperare qualche ingrediente mancante per la nostra self made apericena, lei ha tirato fuori un po' di appetizer, infornato le olive all'ascolana, si è messa a fare due spritz e io ho iniziato a lavare l'insalata. 
Ho preso due bei ciuspi di lattuga romana, croccanti e freschissimi, e dopo averli sfogliati, lavati e scrollati, ho spezzato con le mani le foglie, ricavandone dei pezzi grandi come bocconi.
Nel frattempo ho messo una padella antiaderente sul fuoco, con dentro dei dadini di pancetta dolce, li lascio rosolare piano, devono diventare croccanti.
Taglio un bel pezzo di emmental a cubetti di circa 1 centimetro per 2 e li aggiungo all'insalata in una capace insalatiera. Sguscio qualche noce, le spezzetto e anche quelle finiscono nell'insalatiera. 
In una ciotola a parte, sbatto velocemente per ottenere una salsina, 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 cucchiaino di senape e 1 cucchiaino di mayonese (che è facoltativa). Condisco con la salsina l'insalata, e travaso nella ciotola i cubetti di pancetta tenendoli al caldo vicino al fuoco, nella padella metto i crostini di pane e alzo la fiamma al massimo. Mentre i crostini si insaporiscono con il grasso lasciato dalla pancetta, giro bene l'insalata di modo che la salsina si distribuisca uniformemente su tutte le foglie. Aggiungo i crostini caldi e la pancetta e mangiamo su questi piatti bellissimi.
Wow che delizia!
I cocktail sono freschi e dissetanti, gli stuzzichini croccanti e appetitosi e l'insalata gratificante e saziante. Fresca ma saporita, sgranocchiamo felici dell'estate godendoci il tramonto e la luna.

P.S. L'ho rifatta questa sera, e così, uscita per andare a fare scorta di dolci in una crisi di tristezza, quando sono passata dal banco delle insalate ho visto questo bel ciuspo di lattuga romana, svettante e fiero della sua fresca croccantezza, ne ho sentito sotto i denti lo scrocchiare delizioso e la spesa ha virato sugli ingredienti per farla. Un po' di guanciale, era in offerta, un pezzo di emmental, e dei bastoncini francesi appena sfornati al posto dei crostini. Torno a casa e comincio a mettere il padellino antiaderente per far abbrustolire il guanciale, lavo l'insalata e la spezzo con le mani, prendo 7 noci e le sguscio e spezzetto dentro l'insalatiera, un pezzetto di formaggio a dadini, affetto un pezzo di pane e ne faccio dei crostini che butto in padella insieme al guanciale che ha rilasciato il suo grasso profumato. Condisco il tutto con un cucchiaio di olio extra vergine lavorato con un cucchiaino di senape e uno di aceto balsamico di mele, verso sopra la mia insalata i crostini e il guanciale e me la gusto tutta con un bicchiere di Cannonau. L'estate è vicina.

mercoledì 22 febbraio 2017

Avena e Lenticchie, la Zuppa, il Cous Cous, il Partner del Riso Basmati


Qualche tempo fa ho comprato l'avena per farne i germogli, ha molta resa e quindi avevo ancora il sacchettino semipieno. In compenso avevo un sacchetto quasi vuoto di lenticchie umbre, che da sole non sarebbero bastate per una porzione. Così, dopo aver spulciato la rete per vedere tempi di ammollo e tempi di cottura, ho iniziato mettendo in ammollo l'avena.
L'ammollo previsto è di 3 ore, io ne ho fatte due scarse perché non avevo tempo.
Ho affettato, carote e cipolla e le ho messe in pentola a pressione con alloro, chiodi di garofano, a rosolare in un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Ho affettato una verza piccolina e l'ho aggiunta con un po' di dado granulare iposodico sohn e una bottiglietta di succo di pomodoro.
Ho messo l'avena, scolata, e le lenticchie, sciacquate. Hanno lo stesso tempo di cottura: 20 minuti dal sibilo più 10 minuti a fuoco spento senza aprire ne sfiatare. 
Ho aggiunto l'acqua, circa due volte il volume delle lenticchie e avena, girato e chiuso il coperchio. 

Appena pronta l'ho gustata da sola, come zuppa, togliendo un po' di brodo e bevendolo a parte. La seconda sera ho preparato un cous cous di riso biologico (10 minuti in acqua bollente a fuoco bassissimo) e li ho serviti mischiandoli.
La terza volta invece era più densa perché l'ho fatta asciugare, ho preparato del riso basmati cotto per assorbimento con pezzetti di alga wakame, impiattato insieme, un giro di olio extra vergine di oliva e messo in tavola.

La consistenza del chicco di avena, sotto i denti, è deliziosamente vischiosa fuori e poi esplode rivelando un interno morbido e sodo al tempo stesso. Il sapore delicato e vagamente dolce, la fa sposare con ogni tipo di accompagnamento. Le tre varianti sono state tutte deliziose che non saprei quale scegliere.
Buon appetito!









giovedì 19 gennaio 2017

Polenta Uncia con Catalogna e Cavoletti di Bruxelles al Vapore


Ho trovato questo burro fantastico e ho pensato che avrei potuto fare una bella polenta uncia. 
Così metto a bollire l'acqua con poco sale, e appena si formano le bollicine inizio a far cadere a pioggia la polenta taragna, girando con il cucchiaio di legno per far si che non si formino grumi. Quando raggiunge la consistenza giusta, da polenta, copro con il coperchio e lascio sobbollire per circa 35/40 minuti.
Intanto in frigorifero ho racimolato tutti i pezzi di formaggio che sono rimasti alla fine, li taglio a dadini e quando la polenta è pronta li aggiungo e giro per bene. Servo in una fondina rustica con un bel pezzo di burro che inizia subito a sciogliersi, aggiungo formaggio grattugiato e una macinata di pepe e accompagno con le verdure che ho preparato ieri. Buonissima, morbida, calda, gustosa. Si amalgama con l'amaro della catalogna e con il sapore particolare dei cavoletti.
Sazia ma non appesantita sono pronta per andare al lavoro.

mercoledì 18 gennaio 2017

Portarsi Avanti






Come spesso accade, quando cucino e ho tempo, porto avanti più ricette completamente. Imposto contorni o verdure da utilizzare nei giorni a seguire e intanto preparo il pranzo o la cena del momento.
Oggi ho fatto della catalogna in padella con aglio, olio e peperoncino, dieci minuti ed è pronta, dei cavoletti di Bruxelles al vapore, ne ho tenuti alcuni invece da tagliare e mangiare crudi in insalata, non sono male! Ho preparato del brodo vegetale che potrei congelare, fatto con porri e verza, e ne ho unito un po' al minestrone dell'altro giorno, così da scaldarlo e diluirlo.
L'insalata è una mista di soncino, pan di zucchero, peperoni e cavoletti crudi, il cuore della catalogna che amo tanto, olive nere, una manciata...
Cucinare così, portarmi avanti, mi gratifica e mi fa sentire super efficiente. Che bello!





mercoledì 11 gennaio 2017

Pollo alle Nocciole e Ceci


Chi non ha ancora provato la ricetta del pollo assuefacente di Laura (la ricetta qui) non può immaginare come questi bocconcini di pollo siano difficili da smettere di mangiare. L'unione, pollo con crosticina croccante, nocciole e mandorle (ma soprattutto le nocciole) a granella e a pezzetti grossi, piselli (se li avete) è assuefacente.
Oggi non avevo piselli in freezer, quindi ho utilizzato i ceci giganti. Avviso che con i ceci, che sono farinosi, non è così buona come con i piselli.
Ho affettato una cipolla sottilmente e l'ho messa a rosolare piano in una pentola antiaderente con un pochino di olio extra vergine di oliva. Intanto taglio a bocconcini di circa due centimetri per lato, li infarino con farina di riso e metto a rosolare insieme alla cipolla. Copro con il coperchio.
Aggiungo uno spruzzo di Nam Pla (la salsa di pesce che usano nel sud est asiatico) e un cucchiaio di salsa di soia. Quando è quasi cotto il pollo, circa dieci minuti, aggiungo i ceci, faccio saltare e poi la granella di nocciole e mandorle e qualche nocciola e mandorla pestata sommariamente con il pestacarne, dentro uno strofinaccio.
Alzo la fiammo, i semi oleosi rosolano e spengo. Yum.


martedì 3 gennaio 2017

Pollo ai Carciofi e Finocchi



Mi sono ritrovata con questi carciofi sott'olio, di quelli con il gambo, tagliati a metà, che si prendono in gastronomia, che mi avevano fatto gola ma poi si sono rivelati inferiori, come gusto a dei carciofi in vasetto che vengono dalla Puglia e trovo solo in un supermercato. Comunque... mi sono ritrovata con questi carciofi e ho deciso di usarli in padella per fare delle fettine di petto di pollo al limone. 
Quindi ho messo un bel po' di foglie di alloro, scegliendo le più grandi, in un tegame antiaderente. Quando è diventato bello caldo, ho schiaffato dentro i suddetti carciofi, metà finocchio tagliato a fettine per il lungo e le fettine di pollo. Li ho portati a spasso per il tegame così da ungere un pochino il fondo e ho aspettato che il pollo si rosolasse per bene da un lato e poi dall'altro, e i finocchi facessero un po' di crosticina. A questo punto ho aggiunto il succo di mezzo limone e fatto saltare bene il tutto. 
Ho servito con l'altra metà del finocchio crudo, adoro sgranocchiarli così, in purezza, dei carciofini sott'olio buonissimi e una cucchiaiata di lenticchie e una cucchiaiata di maionese al prezzemolo e aceto.
Il pollo è risultato morbidissimo e saporito al punto giusto e i carciofi hanno acquisito un sapore delizioso di limone e di caldo. Provo tutte le combinazioni possibili e mi gusto la cena.



domenica 1 gennaio 2017

Primo dell'Anno



Il primo giorno dell'anno mi è sempre piaciuto. Ha una luminosità diversa e porta in sé nuove e sgargianti promesse. Mi piace fare una colazione pranzo e così mi preparo fette di pane nero tostate, un pochino di salmone e di trota salmonata affumicati, meglio la trota yum... burro fresco, una omelette con burro alle erbe, uovo alla coque, frutti di bosco. Le lenticchie che ho preparato ieri e qualche agnolotto nel brodo del bollito.
Domani si ricomincia, oggi relax.



sabato 31 dicembre 2016

Ultimo dell'Anno




Oggi è l'ultimo giorno dell'anno, stasera lavorerò fino alle 2,00 o 3,00 di notte. Così stamattina mi sono messa al lavoro, non esiste che la reginetta delle lenticchie abdichi al trono per assenza.
Una delle cose che preferisco, quando cucino, è la multifunzione. Mia.
Cosi porto avanti in simultanea due ricette, che magari richiedono gli stessi ingredienti di base o che condividono i tempi di cottura. Mi piace utilizzare il forno per cuocere più cose contemporaneamente. Oggi invece tutto sui fornelli.
Nella pentola di ghisa ho impostato le mie lenticchie, quest'anno le voglio aromatiche e leggermente esotiche, metto cipolla, sedano, carota affettati sottili, foglie di alloro, chiodi di garofano, cannella, pepe nero in grani, chili piccante, curry di Madras, olio extra vergine di oliva, faccio rosolare le lenticchie piccole, dopo averle sciacquate sotto acqua corrente, uno spruzzo di aceto di mele, acqua fino a coprirle e coperchio di ghisa. Faccio cuocere a fuoco basso per 40 minuti.
Nella pentola a pressione invece metto carote, sedano e cipolla interi, chiodi di garofano, pepe in grani, un bel pezzo di biancostato e un pochino di brodo granulare iposodico sohn, aggiungo acqua fredda, chiudo con il coperchio e calcolo 40/45 minuti di cottura dal sibilo.
Preparo un trito di prezzemolo e lo unisco a della maionese con un pochino di aceto di mele.
Mi gusto un pochino di bollito, sia solo con granelli di sale grosso, prezzemolo e olio extra vergine di oliva, sia con la mayonese che con la mayonese al prezzemolo. Una bella tazza di brodo caldo, e dopo un pisolino inizio a prepararmi per andare al lavoro.
Le lenticchie sono morbide e pronte per quando tornerò a casa dopo, un piccolo piattino per iniziare, come tradizione vuole, il nuovo anno.



domenica 25 dicembre 2016

Tortellini di Natale

























Non è stato un Natale felice quest'anno il mio. La perdita di una persona amata ti crea un vuoto enorme, e un sasso nel petto che ti sembra impossibile si possa più togliere da li.
A volte, il rifugiarsi nel cibo è un palliativo che però ti toglie momentaneamente quel senso di vuoto.
Solo un po' di brodo caldo, e uno dei cibi dell'infanzia felice.
I ricordi degli ultimi giorni passati a dipingere insieme.
La consapevolezza di essere rimasta sola, che ti assale di notte.

domenica 18 dicembre 2016

Spaghetti al Salmone e Kumquat


Ci sono alcuni ingredienti che mi piacciono molto ma che fatico a digerire. Il salmone affumicato è uno di questi (e per estensione tutte le cose affumicate). Così cerco quelli che hanno una affumicatura leggera, naturale e non ottenuta con gli aromi, e piano piano sto eliminando e scremando.
A volte, riesco a rendere gli affumicati più digeribili per me, unendo un sapore agro. 
Oggi ho provato a fare una pasta che fonde questi due sapori.
Mentre l'acqua per cuocere gli spaghetti si dirige al bollore, ho messo in un padellino antiaderente, un pochino di olio extra vergine di oliva e degli straccetti di salmone affumicato. Li scotto appena, non voglio renderli stoppacciosi e salati, voglio che mantengano quella bella carnosità un po' grassa tipica del salmone. 
Butto gli spaghetti, Rummo, e nel tegamino 5 o sei mandarini cinesi, i Kumquat, tagliati verticalmente a metà, alzo il fuoco e faccio saltare i mandarini brevemente. Spengo, sul tagliere ho già pronto del prezzemolo fresco.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco al sughetto nel tegamino, la giro per bene di modo che si insaporisca tutta, e con la forbice tagliuzzo il prezzemolo direttamente sopra la pasta.
Impiatto velocemente e unisco un cucchiaio di yogurt greco.
Assaggio la pasta sia solo con il condimento di salmone e kumquat, sia intingendola nello yogurt.
Il kumquat dona un profumo meraviglioso ed ha un sapore acidulo ma dolce che mi ricorda i canditi, con l'affumicato salato del salmone crea un gusto fresco ed estivo, esaltato ancora di più quando lo unisco ad un pochino di yogurt.
La pasta con il salmone da solo e il prezzemolo è più classica, il pepe nero che ho macinato sopra fresco, fa da contrappunto alla grassezza della carne del pesce e il prezzemolo riporta freschezza e attenua il salato.
Quando addento il kumquat da solo, caldo, è una esplosione di sapore, deve piacere e a me piace molto.



sabato 17 dicembre 2016

Risotto all'Aceto di Mele e Zafferano


Ecco! per completare il trittico dei risotti, un'altra ricetta.
Questa cosa dell'aceto di mele per sfumare, al posto del vino, mi ha intrigato. Probabilmente ho bisogno di sapore acidulo nella mia vita in questo momento...vorrà dire qualcosa?
Come si fa il risotto, in Italia, più o meno lo sanno tutti. Avere la "mano risottiera" è una fortuna, ad alcuni i risotti vengono meglio di altri, anche senza impegnarsi troppo. 
Questa volta ho fatto un battutino di cipolla bianca, finissimo, voglio che si sciolga a fine cottura e l'ho scaraventato nella mia fidata padella per risotti, di alluminio, professionale, con un bel pezzo di burro. 
Fuoco bassissimo.
Nel frattempo ho prelevato dal freezer una bottiglia in vetro nella quale avevo congelato del brodo di pollo, che mi era avanzato. (Si riempie una bottiglia, a collo largo, di brodo ormai freddo, stando attenti a lasciare lo spazio di espansione per quando il liquido ghiaccerà). 
L'ho fatta già scongelare a bagnomaria in una pentola cilindrica, così ho dell'ottimo brodo pronto, non di dado.
La cipolla è stufata rosolata, aggiungo il riso, carnaroli, e faccio saltare e brillare, muovendolo di modo che venga a contatto con il burro sciolto e la cipolla. Sfumo con un pochino di aceto di mele.
Oh che profumo!
Aggiungo il brodo, fino a coprire il riso di circa un dito oltre il riso stesso.
Calcolo 15 minuti di cottura, gli ultimi 2/3 servono per continuare a cuocere mantecando.
Il riso sobbolle nel suo bagno di brodo saporito. Dopo un quarto d'ora ha assorbito quasi tutto il liquido, aggiungo due bustine di zafferano, voglio un riso giallo come un girasole e profumatissimo, 
metto un pezzo di burro e una manciata di grana padano grattugiato e comincio a lavorare il riso con il cucchiaio di legno, inglobando dal sotto in su, morbidamente. Il giallo dello zafferano inizia ad espandersi e colora tutti i chicchi, lucidi di burro.
Ed è così che il "riso" diventa "risotto", mantecandolo e creando quella onda cremosa e consistente.
Lascio riposare, coperto, due minuti scarsi.
Impiatto il mio risotto e me lo gusto con calma. 
Ah che bontà!

venerdì 16 dicembre 2016

Risotto ai Porri

























...lo so, ultimamente pubblico quasi solo ricette di risotti. Ma sono così buoni!
Questa volta sono partita da un brodo vegetale fatto con la parte verde dei porri (che poi ho frullato per farne una crema di porri saporita e super diuretica per la cena).
Ho affettato a rondelle la parte bianca dei porri e l'ho fatta rosolare sottile sottile, a fuoco basso, con un pochino di olio extra vergine di oliva e un goccino di acqua. Ho aggiunto il riso, vialone nano, e ho tostato brevemente, sfumato con pochissimo aceto di mele e aggiunto il brodo di verde di porri.
Giro con il cucchiaio di legno una volta, per far andare il brodo anche sotto e poi lascio sobbollire a fuoco medio basso per circa 15 minuti. Nel frattempo faccio altro, è il bello del risotto, non devi stare a curarlo!
Dopo un quarto d'ora controllo il riso, ha assorbito quasi tutto il brodo, è quasi all'onda, aggiungo un pezzetto di burro e una manciatina di formaggio grattugiato, spengo il fuoco sotto la pentola, e inizio a mantecare per bene, girando il riso con il cucchiaio di legno per far si che il burro e il formaggio e l'amido del riso creino quella magia che differenzia il risotto dal riso bollito di tutto il resto del mondo.
Copro con un canovaccio pulito per qualche minuto, e poi trasferisco nel piatto. Una spolverata di pepe macinato al momento e mi gusto questa delizia, dolceagra, delicata e cremosa.
Il porro si scioglie in bocca e il riso è cotto perfettamente, con i chicchi morbidi esternamente e al dente nel nucleo.
Adoro il riso.

giovedì 15 dicembre 2016

Un Risotto dal Sapore Delizioso


Questa mattina mentre spulciavo il web, mi sono imbattuta in un articolo sui 5 errori da evitare per fare un buon risotto. Contenta perché, a parte uno, io non ne ho mai commessi, mi è venuta voglia di risotto. 
Così ho messo a scaldare il brodo di pollo che avevo in frigorifero (1 errore: brodo freddo, acqua al posto del brodo) e ho cominciato a tagliare a cubetti microscopici una grossa cipolla. 
Ho messo cipolla, un pezzo di burro e un pochino di olio extra vergine di oliva nella mia padella di alluminio professionale. Ho acceso il fuoco al minimo. La cipolla deve rosolare senza annerirsi. (2 errore: il soffritto, non farlo, farlo a pentola già calda, farlo abbrustolire, o farlo con liquidi invece che grassi, la cipolla si lessa e ha tutto un altro sapore). Mentre la cipolla rosola piano, e il brodo si sta scaldando, penso a come fare per non incappare nel solo "errore" che commetto, cioè di non togliere il soffritto mentre si fa tostare il riso.
Ci ho provato, ma è davvero uno sbattimento, o forse non ho usato uno strumento adatto, magari un cucchiaio più largo e piano così da raccogliere tutta la cipolla in poche prese...
Comunque, raggiunto un grado di rosolatura morbida della cipolla, aggiungo il riso. Vialone nano, due pugni a persona più uno per la pentola. Io devo farci il pranzo e la schiscetta, quindi cinque pugni.
Miscelo il riso alla cipolla e alzo la fiamma, continuo a girare rapidamente per far tostare il riso (3 errore: non tostare) i chicchi devono diventare lucidi e brillanti come piccole perle. Per questo si dice anche "far brillare" il riso. La tostatura deve essere, a fuoco alto, veloce ed uniforme, quindi bisogna muovere continuamente il riso ed evitare di bruciacchiare la cipolla.
E' arrivato il momento di sfumare (4 errore: non sfumare, usare qualcosa che non sia alcolico per sfumare) non ho vino in casa, e non voglio usare il cognac perché voglio un sapore non aromatico, idea... due spruzzate lievi di aceto di mele. Muovo velocemente, abbasso il fuoco e aggiungo il brodo caldo. 
...e una bella crosta di parmigiano reggiano, grattata sulla crosta con la lama del coltello per togliere il primo strato e sciacquata. Giro il riso di modo che il brodo si distribuisca bene anche sul fondo.
Aggiungo ancora un po' di brodo in superficie e lascio cuocere senza più toccare.

Il vialone nano ci mette circa 17', ma bisogna assaggiare a 15', perché il riso continua a cuocere ancora un po' anche dopo aver spento. Quando il chicco è cedevole sotto i denti ma nel cuore è ancora leggerissimamente al dente, quando il brodo è quasi completamente assorbito ma fa ancora un po' di onda, tolgo la pentola da sopra il fornello e dopo un minuto o due aggiungo un pezzetto di burro e una bustina di zafferano. E inizio a girare.
Giro delicatamente prendendo il riso da sotto e portandolo in su, il burro si scioglie, lo zafferano si stempera e pian piano ogni cucchiaiata di riso prende quel bellissimo colore giallo sole e quell'aspetto morbido e cremoso che la mantecatura dona (5 errore: non mantecare). Copro con il coperchio e lascio riposare due minuti.

Impiatto il mio risotto e dopo una rapida serie di foto (3 più un paio con il cellulare) mi appresto all'assaggio. 
Il profumo dello zafferano è delicato, il risotto è morbidissimo e cremoso, con il sapore dolce della cipolla che si contrappone al fresco acidulo dell'aceto di mele. Un risotto assuefacente, ottimo anche in una sera d'estate, mangiato tiepido o a temperatura ambiente. 
Credo che lo rifarò ancora, l'aceto di mele è stata una vera delizia!




lunedì 12 dicembre 2016

Tagliolini alle Castagne in Sugo di Arrosto


In Piemonte c'è questa usanza di sfruttare il sugo dell'arrosto del giorno prima per condire la pasta, lavorandolo con un po' di burro per scaldarlo e renderlo vellutato e finendo con una bella spolverata di formaggio grattugiato. Avevo questi tagliolini freschi fatti con farina di castagne, che ben si sposano con i sughi di carne ma senza pomodoro, ho deciso di preparali al volo.
Dalla super soddisfacente sezione quadrata, che oppone una bella resistenza ai denti, questi tagliolini hanno reso benissimo con il mio sughetto di arrosto. Ho aggiunto un po' di timo secco sbriciolato con le mani, una macinata di pepe nero, il sugo profumato di carne arrosto e burro fresco...e gli ho saltati in padella, dopo averli scolati ma tenendo un pochino di acqua di cottura.
Saltandoli si amalgamano i sapori e l'amido della pasta dona cremosità al sugo.
Trasferisco i tagliolini e li spolverizzo con una bella grattugiata di grana padano.
Arrotolo i tagliolini sulla forchetta e li appoggio leggermente sul formaggio grattugiato, di modo che ne prendano un pochino, annuso e gusto.
Ottimi!

giovedì 8 dicembre 2016

Agnolotti al Nero di Seppia ai Due Salmoni



Ho trovato questi agnolotti al nero di seppia con ripieno di salmone, affumicato e fresco, fatti a mano dalla Pastai in Brianza.
Si presentano lucenti, grandi e rigonfi di ripieno, hanno un profumo delicato e fresco e ho deciso di prepararlo con un sughetto di straccetti di salmone affumicato, burro e succo di arancia.

In un padellino ho fatto rosolare a fuoco basso, uno spicchio di aglio vestito con un pochino di burro,
quando il burro si è leggermente tostato ho tolto lo spicchio di aglio e ho aggiunto del salmone affumicato a straccetti, rosolandolo pianissimo, e poi il succo di mezza arancia. Faccio andare a fuoco basso, perché voglio che il succo di arancia si asciughi un poco.
Ho affettato l'altra mezza arancia e l'ho disposta sul piatto, spolverizzandola di pepe nero macinato fresco.
Ho scolato delicatamente gli agnolotti, e li ho depositati nella padella con il sughetto. Alzata la fiamma, ho saltato con grazia gli agnolotti, devono lucidarsi di sugo e prenderlo bene, rigirandoli con un cucchiaio di legno.
Li ho poi  trasferiti nel piatto e cosparsi di scorza di arancia e pepe nero. Li ho gustati spezzandoli a metà e intingendoli nel sughetto quasi caramellizato.
L'arancia dona un profumo fresco che si sposa con l'affumicato del salmone, il ripieno è delicato e la pasta soda e voluttuosa sotto i denti.
Yum che delizia!