mercoledì 25 aprile 2018

Pollo al Curry e Dahl di Lenticchie Rosse


Mi hanno fatto assaggiare un vitello al curry morbidissimo e dolce così buono che ho voluto riprovare a farlo con dei bocconcini di pollo. 
Per prima cosa affetto una cipolla bianca e la riduco a dadini microscopici, metto un pochino di burro e un po' di acqua nel tegame antiaderente ceramicato e, a fuoco bassissimo, coperto, faccio sudare la cipolla. Nel frattempo taglio una mela a dadini di circa un centimetro per lato, quando la cipolla è diventata dolce, la aggiungo e alzo un pochino il fuoco. Infarino leggermente, con farina di riso, dei cubetti di pollo di circa 2 centimetri per lato, metto un po' di polvere di curry a tostare, verso velocemente il pollo e lo faccio rosolare su tutti i lati. Abbasso il fuoco, in una ciotolina ho preparato del latte di cocco (ma va bene anche latte normale se non ne avete di cocco) in cui ho sciolto benissimo, lavorandolo per non avere grumi, due cucchiai abbondanti di curry di Madras, leggermente piccante.
Verso il latte con il curry e copro. Ogni tanto sollevo il coperchio, osservo le bolle, annuso e do una girata, il pollo cuoce in circa venti minuti, ma se sta li un pochino di più non è un problema, si ammorbidisce e assorbe il curry, l'importante è tenerlo umido e cremoso, se ci fosse bisogno basta aggiungere un pochino di acqua, pochissima per volta. 
Nel frattempo, in una pentola cilindrica ho fatto cuocere del riso Basmati per assorbimento. Lo sformo in un coppapasta e lo spolverizzo con un po' di polvere di curry. In un altra pentola, da circa venti minuti, sobbollono delle lenticcchie rosse decorticate in un po' di brodo vegetale, arrivate a cottura basta girarle vigorosamente e si trasformano in una purea, il Dahl, io preferisco tenerlo un pochino più rustico e granuloso. Adoro la consistenza delle lenticchie e sentire la loro forma sguisciare sulla lingua. 
Servo il pollo con una manciatina di semi di cumino, prelevo un po' di riso, un po' di lenticchie e un po' di pollo e mi gusto il bocconcino saporito.
Ahhh che bontà.


mercoledì 11 aprile 2018

La Coleslaw Rivisitata


Chi mi segue su questo blog, sa che ho delle piccole adorazioni per certi ingredienti o ricette, di cui non mi stanco mai ma che per mia natura tendo a non rifare sempre allo stesso modo. 
Aprire il frigorifero, guardarci dentro e trovare ispirazione è bellissimo. Ci si lascia guidare dagli ingredienti che più ci attirano oppure si inventano minestre o zuppe perché le verdure sono un po' appassite ma ancora degne di essere mangiate, a volte si sa, va anche cosi'. 
Oggi avevo queste due sovvracosce di pollo comprate al reparto rosticceria (il polletto allo spiedo è una cosa che mi fa impazzire) e le ho ripassate in padella con un po' di succo di limone.
Nel frattempo ho affettato non troppo sottile un po' di cavolo cappuccio sia viola che bianco e ho grattugiato una bella carota grande. Metto le verdure nell'insalatiera e un po' in un contenitore ermetico, come sempre il volume dei cavoli è bello abbondante anche se parti da una micro porzione.
Così ti ritrovi con la schiscetta pronta per la prossima pausa pranzo. 
Con il polletto acidulo ci starebbe bene una nota dolce, aggiungo alla mia coleslaw qualche acino di uvetta di Corinto, e una mela Rockit succosissima e dolce. La mela ha una pelle delicata e sottile, buonissima da mangiare, ne taglio qualche rondella per disporla con grazia per fare la foto ma poi al momento di condire il tutto taglio le rondelle a striscette, così si miscela meglio con gli altri tre ingredienti nella danza della salsa. 
Ecco, la salsa, oggi ho messo solo due cucchiaini di senape al miele diluita con poco aceto di mele.
La coleslaw è croccantissima, aspretta e dolce e cremosa allo stesso tempo. Taglio dei pezzetti dal pollo e li intingo nella salsina, infilzo un po' di insalata e l'esplosione di sapori e consistenze che avviene in bocca è stupefacente. 
Adoro mangiare così.





giovedì 15 marzo 2018

Progetti con il Taglio Hasselback


Il Taglio Hasselback è una tecnica nata presso il ristorante Hasselbacken a Stoccolma negli anni'50. 
Inventato per cuocere al forno le patate in minor tempo ed ottenere una cottura a metà tra le patatine fritte e quelle arrosto, è ritornato di moda negli ultimi due anni per via del suo notevole effetto scenico e instagrammabile.
Originariamente la ricetta prevedeva un taglio a fisarmonica della patata, non sbucciata e ben lavata, di medie/grandi dimensioni, che lasciasse un fondo intatto e non tagliato di circa 4/5 mm e con fette precise, allineate ma lievemente convergenti verso il centro, di massimo 2 mm. Un lavoro di superprecisione e molta calma, che richiede coltello un molto affilato e un aiutino per tenere ferma la patata e dare un bordino oltre il quale il coltello non possa andare. La concavità di un cucchiaio di legno grande o una pirofilina o due stecchini per spiedini a fare da guida, possono servire alla causa.
Per le patate molto grandi è permesso barare e cuocerle circa 10 minuti in acqua bollente, ma ciò inficia la tecnica di cottura rapida e senza passaggi intermedi per cui il Taglio Hasselback è stato creato.
Quindi, con il forno che si stia già scaldando a circa 200 gradi e la nostra patata già tagliata, poniamo tra le fette, come da ricetta originale, burro fuso e pancetta. Oppure per una versione meno nordica, spennelliamo con olio extra vergine di oliva miscelato con sale e un pizzico di pepe, tra una fetta e l'altra. Per tenere separate le fette tutto può servire, foglie di alloro ogni tanto, fettine sottili di aglio, o cipolla o scalogno, altre fettine di verdura, che necessariamente andranno a costituire un fondo di cottura per evidenti discrepanze tra tempo di cottura della patata, 1 ora e 1/2 e quello di eventuali zucchine, funghi, zucca, patate dolci, pomodorini, tagliati a rondelle sottili per fare da separatore.
La ricetta originale, a fine cottura, prevedeva una bella grattugiata di formaggio a pasta semidura, da far fondere sopra, ma così la bellezza di questo taglio si offusca con il manto di formaggio e allora, se proprio uno volesse aggiungere qualcosa, può essere utile un pochino di formaggio grana o parmigiano grattugiato, o briciole di pane lavorate con un pochino di olio e erbe aromatiche, o granella di mandorle, parcamente.
Una ultima gratinatura in forno e la nostra bella patata, o zucca violino o patata dolce o qualsiasi altra verdura che si presti a questa lavorazione, può essere servita come contorno di grande impatto scenico o anche come piatto unico alternativo ad un primo piatto. 

Il Taglio Hasselback io me lo sono immaginato per fare anche una torta di mele, con mele piccoline e dalla buccia delicata come le Rockit, tagliate a spicchi e disposte a fiore con la buccia verso l'alto oppure tagliate a terzi e utilizzate come ingrediente e guarnizione di piccole tortine monoporzione a forma rotonda o a barchetta.
Un bell'impasto croccante di pane sbriciolato, burro e poco zucchero sul fondo, ben compattato e messo in frigo fino a poco prima di infornare, la classica pastella fluida di latte, farina, uovo, lievito vanigliato e zucchero addizionata di pezzettini o fettine di mela così da dare volume e consistenza ma mantenere l'umidità caratteristica delle più buone torte di mele, lo spicchio o la mezza mela tagliata Hasselback e spennellata con burro e zucchero o con marmellata di albicocche diluita, scaglie di mandorle tra una fettina e l'altra se si vuole esagerare.
Come tutte le torte infornare a 180 gradi e aspettare che il profumo si spanda per casa.

Il disegno è mio, pensavo di farne un acquarello...

Risultati immagini per hasselback cut story
thetoastedpinenut.com/hasselback-sweet-potatoes

mercoledì 7 marzo 2018

La Pizza


Pizza fatta in casa con sugo condito piccantino, cipolle come se piovesse, Zola stagionato e brie.

Per prima cosa stendo la massa già lievitata su un foglio di carta da forno e sulla teglia, sto attenta a non farla sgonfiare troppo, e la cospargo di sugo di pomodoro al quale ho aggiunto un po' di origano e di timo, peperoncino o paprika, cipolle disidratate e aglio e giusto un pizzico di sale. Lascio riposare e intanto affetto cipolle come se non ci fosse un domani, affetto sottili sottili, devono sciogliersi in bocca una volta cotte. Dispongo le cipolle ad anelli su tutta la pizza già pomodorata, e lascio riposare, lei si gonfia e io mi dedico alla riduzione in straccetti di gorgonzola e brie, dispongo i tocchetti qua e la, senza esagerare, facendoli affondare un pochino nella pasta morbida e gonfia. Lascio riposare e intanto si scalda il forno. All'inizio uso il ventilato al massimo, poi tolgo il ventilato. Quando è al massimo del calore raggiungibile da un forno domestico, magari aiutato da una bella mattonella sul fondo, appoggio la teglia della pizza, il più vicino possibile alla base del forno. E lascio li circa una decina di minuti, senza aprire. Poi controllo lo stato di cottura del sotto, se compaiono delle belle strisce dorate, sposto la teglia a metà altezza e tengo d'occhio attentamente. Il formaggio sobbolle, le cipolle si abbrustoliscono un poco, la pasta diventa bella ariosa e dorata. E' il momento di togliere, se no si secca.
Appoggio e taglio in quattro pezzi. La pizza è ustionante e profumata, la mangio con le mani dopo aver tagliato una striscetta alla volta.Il giorno dopo, basta scaldarla sulla piastra sul fornello con un coperchio bombato appoggiato sopra, come a ricreare lo stato di calore di un fornetto. Rimane più umida internamente ma è densa e saporita, una bontà.


venerdì 2 marzo 2018

La Santità: Tartare in Purezza


La carne alla tartara a me piace così, in purezza o condita solo con olio sale e pepe e, a parte, senape di Dijone miscelata con una punta di maionese. Ma pochissima!
A volte ci metto il tuorlo dell'uovo, a volte un pochino di cipolletta tritata, e normalmente gli do pure una forma bella, ma questa è andata così. troppa fame, niente fronzoli. 
Radicchio condito col olio extra vergine di oliva e un goccio di aceto balsamico di mele, senape e carne cruda.
Già finita.

giovedì 22 febbraio 2018

Passione Coleslaw


La Coleslaw è una insalata tipica della città di New York, dove è approdata grazie agli immigrati di origine Olandese (in principio New York era conosciuta come New Amsterdam) che la cucinavano già da tempo. Chiamata dagli Olandesi Koolsla, dove Kool sta per cavolo e sla è l'abbreviazione della parola salad, cioè insalata, si crede che sia un piatto di origine medioevale olandese con radici nell'antica Roma, che aveva una versione di insalata di cavolo condita con olio aceto e spezie ma ovviamente senza mayonese. La mayonese arriva intorno al 18 secolo, ma non ci è dato sapere se da subito entra a far parte della ricetta. Approdata a New York, il signor Hellmann (si Richard Hellmann quello della famosa mayonese...) allora proprietario di un delicatessen nella città, erano gli anni '10 del secolo scorso, decide di imbottigliare la mayonese con cui serviva la sua coleslaw e da li, qualche anno dopo chiude bottega e apre una fabbrica. La coleslaw rappresenta, negli Stati Uniti d'America, una insalata che accompagna i panini, gli hamburger, la carne cotta al barbecue e alcuni dati dimostrano che più della metà dei cavoli prodotti negli U.S.A. vanno a finire come ingrediente di questa insalata. 

Io la adoro, come adoro l'insalata di cavolo cappuccio condita con acciughe e aceto, per la sua croccantezza. Infatti non la condisco se non poco prima di mangiarla. 
I cavoli, verde o bianco e rosso li taglio con la mandolina e anche la carota, dopo averla tagliata longitudinalmente in settori piuttosto piccoli. 
Unisco un cucchiaino di maionese, due cucchiaini di senape di Dijone o al miele o aromatizzata all'Estragon o la Dill Senf svedese, la senape all'aneto, e aggiungo un po' di aceto di mele o di succo di limone, o entrambi. Una macinata di pepe nero o bianco, a volte, e a volte semi di sesamo o papavero o di girasole o di zucca, magari tostati brevemente.
E' una insalata sfiziosa, saziante, ottima per appagare anche se si è sotto regime dietetico, volendo si può eliminare la maionese. Mangiata da sola oppure come contorno a carni bianche cotte al vapore o alla griglia, gli da quella bella spinta di gusto. In un sandwich con un pochino di formaggio fresco o di hummus o anche da sola è un pranzetto veloce e leggero oppure una merenda per bambini audaci che vogliono provare cose nuove.
Insieme alle patate bollite, e raffreddate, diventa una insalata un po' più ricca, alla quale si può aggiungere degli straccetti di petto di pollo allo spiedo magari avanzato. Per non abusare troppo del condimento, che tende ad alzare la conta calorica, in alternativa alla mayonese si può utilizzare dello yogurt, magari greco o un mix di greco e un po' di yogurt naturale, anche magro, facendo formare così abbastanza cremina da amalgamare anche le patate e il pollo.
La coleslaw o insalata di cavolo e carote è molto simile alla nostra insalata capricciosa, che però al posto del cavolo utilizza il sedano rapa. Nulla vieta di aggiungere questo alla coleslaw o il cavolo alla capricciosa, con beneficio in vitamine e sapore per entrambe. 
E' gustosa anche condita con solo olio e aceto, anche se perde la sua consistenza cremosa tipica, oppure solo con senape e aceto, che la rende leggera ma saporitissima.
Viva!

domenica 18 febbraio 2018

L'Uovo in Camicia Perfetto


L'uovo in camicia mi fa impazzire. Con la sua morbidezza e delicatezza di sapore dell'uovo alla coque nel tuorlo, con la sua consistenza e gelatinosità dell'uovo sodo nella parte dell'albume, con il suo comportamento da uovo all'occhio di bue senza averne i grassi, è il connubio perfetto delle caratteristiche che preferisco nelle uova

Ma mi fa impazzire, non riesco mai a cucinarlo. O forse si, ho trovato il modo!
In una cocottina foderata di pellicola termoresistente, sguscio il mio ovetto. sul fornello già sobbolle l'acqua, chiudo con un nodino la pellicola e immergo il fagotto nell'acqua, tenendolo per i lembi. Disegno lentamente larghi cerchi nell'acqua fino ad arrivare a creare un vortice. Lascio a vorticare l'ovetto qualche minuto, circa 3/4 minuti, e poi lo tolgo dall'acqua e dalla pellicola depositandolo su una bella fetta di pane abbrustolito, come stamane, oppure tra le accoglienti foglie di una insalata adatta, pasqualina o radicchietto.
Rompo con il coltello e vedo quel magma dorato fuoriuscire dal centro di tanta bontà.
Che bello...

Qui il video: 




domenica 7 gennaio 2018

Nuove Soluzioni per Vecchi Problemi




Il problema della pausa pranzo al lavoro è annoso e ricco di tranelli. Il panino super rapido o il piatto di pasta potrebbero sembrare delle alternative normali, soprattutto in inverno, quando abbiamo bisogno di calorie/calore. Ma c'è un ma. C'è sempre...
Non so se succede a tutti, ma dopo che mangio il fantastico carboidrato, mi assale un torpore e le mie capacità di concentrazione rallentano. Sento il bisogno di dormire, e se sei al lavoro questo non va bene.
Sperimentando ho notato che l'unica cosa che non mi crea questo abbiocco postprandiale, sono le verdure, possibilmente crude, e le proteine, in modica quantità con cotture leggere e senza intingoli, o meglio crude, potendo.
Così mi sto impegando nella formazione in batteria di schiscette fresche e seduttive. Quella di oggi è semplicissima: insalata radicchio e pomodori da condire con una emulsione di olio extra vergine di oliva e aceto di mele. La metto in un contenitore a parte, per non cuocere le foglie di insalata. Agito per emulsionare e verso. E gusto.
Chi ha detto che la semplicità non è affascinante, non sa cosa si perde. Questo tipo di insalata, un radicchio che assomiglia a boccioli di rosa, ha un sapore delicatamente amarognolo e una consistenza carnosa e piena. Il pomodoro fresco e acidulo, granuloso dove c'è la polpa e liquido con i semi che scivolano accarezzando la lingua è il giusto contrappunto.
Buon appetito!

sabato 6 gennaio 2018

Insalate per Pranzi Sani


Continua la saga dell'insalata di foglie di sedano: questa volta è antagonista, in qualità di letto sul fondo della schiscetta nella quale giacciono due fettine di salmone affumicato e un mix di germogli. 
A condire il tutto, racchiuso nel suo scrigno, una emulsione di olio extra vergine di oliva, poco, e aceto di mele. 

Gnam!


giovedì 4 gennaio 2018

La Saga dell'Insalata di Foglie di Sedano

Devo ammetterlo, questa storia delle foglie di sedano sta diventando assuefacente. 
Oggi le ho aggiunte alla crema di piselli, una delizia...
Ogni tanto incontri il gambino del sedano e la sua croccantezza esplosiva è entusiasmante.
Alla crema morbida e dolce aggiungono sapore e piccantezza. E ovviamente freschezza!

lunedì 1 gennaio 2018

Colazioni del Nuovo Anno e Una Nuova Fantastica Insalata Misteriosa


Tradizionalmente, per me, il Primo giorno dell'anno significa fare una colazione pranzo verso mezzogiorno e poltrire sul divano. Ma oggi alle 13,00 devo iniziare il lavoro, quindi ho anticipato un po' tutto. Le tradizioni vanno mantenute.
Ho riscaldato tre cucchiaiate di lenticchie della sera prima, con una fettina di cotechino, ho disposto un po' di salmone affumicato buonissimo con del burro salato ammorbidito a temperatura ambiente. Taglio qualche fettina di pane, e mi dedico alla mia insalata di foglie di sedano verde.
Me la sono inventata ieri sera, perché avevo tutto questo bel fogliame fresco e verde che non mi serviva per la ricetta delle lenticchie. Io odio sprecare le cose, di solito con le foglie di sedano ci faccio una salsina saporita frullandole con olio aceto e una cucchiaiata di maionese e si senape.
Ma non avevo voglia di salsine.
Ho tenuto le foglie e i gambi più teneri, li ho lavati bene e ho tagliato sommariamente, come per una cicoria tagliata larga. Ho condito con pochissimo olio extra vergine di oliva emulsionato con aceto di mele e un pizzico di pepe nero.
L'insalata di foglie di sedano è super croccante, duretta il giusto, saporitissima e con un gusto spiccato e leggermente salato piccante, aromatica e profumata. E sono sicura che fa benissimo.
Preparo delle foglie in più da tenere in un contenitore ermetico in frigorifero. Nei prossimi giorni sarà la mia insalata preferita, sia da sola che unita ad altre foglie o ad un pomodoro tagliato a dadini. 
Sono felice!




domenica 31 dicembre 2017

Ultimo dell'Anno


Oggi è l'ultimo giorno dell'anno, ho lavorato dal mattino e quindi la sera sono libera, ma non ho voglia di festeggiare. Dell'ultimo dell'anno mi piacciono le lenticchie. Me le preparo sempre, anche per me sola, ogni volta cambio ricetta, a volte le faccio con la salsiccia oppure con la pancetta, a volte uso tantissime spezie, indiane o africane. A volte le faccio tradizionali. Quest'anno le ho fatte semplici, carota, sedano e cipolla, alloro un po' di triplo concentrato di pomodoro, un po' di vino rosso per sfumare e acqua per portare a cottura. Alle 18,30 avevo già fame. Alle 20 stavo già gustando il mio piattino di lenticchie, cotechino e una fantastica, croccante, saporitissima, freschissima insalata fatta con le foglie del sedano verde. Che bontà!
Divano e copertina, film e pancia calda. A mezzanotte guardo i fuochi artificiali che mi piacciono sempre moltissimo e mi emozionano, sono proprio dietro la chiesa, sembra di poterli toccare. Penso a quante cose ha visto passare questo anno, ricordi belli e brutti, tristezza ma anche gioia.
Dopo mezzanotte mangio solo qualche cucchiaio di lenticchie per la tradizione, ricevo una telefonata bellissima di una amica molto amata e guardo al nuovo anno con occhi freschi.
L'insalata di foglie di sedano mi è piaciuta così tanto che replico anche per il pranzo del primo dell'anno. Buon anno a tutti!






mercoledì 27 dicembre 2017

Smörgåsbord


Dei viaggi nel nord europa ricordo i paesaggi, il freddo ovviamente, ma il freddo bello che ti fa sentire viva e non quello umido e deprimente che c'è qui, la gente del nord, la semplicità e la schiettezza con cui sembrano vivere. E il cibo. Il cibo del nord europa non è famoso e variegato come quello di altre culture, ma ci sono cose in cui eccellono.
Nel viaggio in traghetto verso l'Islanda, ricordo di aver mangiato solo fettine di pane imburrate con sopra salmone o in alternativa gamberetti, erano deliziose, me ne stavo tutto il giorno sul ponte più alto, le gambe dentro nel sacco a pelo invernale, il mare agitato forza 8/9, l'aria mista al sale, il cielo grigio chiaro.
Ricordo il mercato di Bergen in Norvegia, con queste tartine già preparate dal pescatore che aveva messo questi Smörgåsbord (che letteralmente significa tavola del panino imburrato...) sulla la sua bancarella, la freschezza del pesce, il burro salato, il pane morbido, la gente che faceva la spesa, il sole sulla faccia e l'aria fredda a mordermi le guance.
Ogni volta che mangio salmone e burro su una fetta di pane, c'è tutto il carico di ricordi tattili olfattivi gustativi di quei viaggi.
Ho affettato una ciabattina o meglio un bastoncino francese, il burro salato è già fuori dal frigorifero da un po' così si ammorbidisce. Ho trovato questo salmone lievemente affumicato che non mi da problemi di digestione. Credo sia la vera affumicatura versus l'aroma di affumicato la chiave del mio problema, questo è affumicato leggerissimamente e veramente, niente aromi.
Ho prelevato un po' di senape al miele dal vasetto e qualche rondella dei cetrioli che ho messo via io questa estate, sfruttando la brina del vasetto di cetrioli in agrodolce comprati all'Ikea.
Ho dei germogli freschi, hanno un sapore piccantino buonissimo. Chiudo gli occhi e vedo Bergen, come in una foto panoramica a grandezza naturale nella quale posso girarmi e osservare tutto il mercato. Il sole sulla faccia, l'aria fredda sulle guance.

venerdì 15 dicembre 2017

Una Specie di Ribollita


Ho fatto spesa di verdure biologiche, e tra le varie cose ho acquistato anche del cavolo verza. 
Io adoro la verza, nonostante la puzza che sparge quando la si cuoce, ma ha un sapore buonissimo, carico di ricordi provenienti direttamente dal DNA. Avevo una base di brodo vegetale già pronto in frigorifero. L'ho messo a scaldare e ho aggiunto le foglie esterne del cavolo, volevo una consistenza un po' coriacea e duretta sotto i denti, poi ho aggiunto dei ceci, schiacciandone qualcuno per far addensare leggermente il brodo, qualche pezzo di pane rustico raffermo, l'ho aggiunto solo verso la fine, quando la verza ha raggiunto il grado di cottura giusto, così che il pane rimane un po' duro nel nucleo e si sfalda solo fuori. Una bella spolverata di grana, e una C di olio extra vergine di oliva a crudo.
So benissimo che questa non è la Ribollita, ma le diverse consistenze, il sapore pieno e la sensazione di sazietà mangiandone un bel piatto fumante, me l'ha ricordata.
E pensare che da piccoli, la zuppa era considerata una punizione...

giovedì 7 dicembre 2017

Prima e Dopo il Lavoro


Per avere la carica necessaria al lavoro servono i carboidrati. E un pisolino. A me i carboidrati fanno venire sonno, subito dopo averli mangiati, è una cosa che dovrebbe essere indagata meglio lo so, ma per ora mi adeguo. Mi sono preparata, con un po' di anticipo, questo risottino semplicissimo, con brodo vegetale che avevo già in frigorifero. Siccome il brodo era fatto anche con un po' di verza, ho aggiunto un pochino di cavolo rosso, tagliato finemente, da mangiare crudo insieme al risotto. Una spolverata di pepe e un filo di olio extra vergine di oliva e il gioco è fatto. La croccantezza e freschezza del cavolo si contrappone alla morbidezza calda del risotto, non male...
Ho mangiato presto, per avere il tempo di fare un pisolino e andare al lavoro bella carica. Punto le sveglie per sicurezza e mi godo la pennichella post prandiale in tutta sicurezza.

Dopo il lavoro, sono tornata a casa verso le 11,00, avevo solo un leggero languorino, così ho bagnato una frisella integrale sotto il getto  dell'acqua, una passata velocissima, e l'ho condita con triplo concentrato di pomodoro, origano, qualche cappero e una spolverata di grana. E un filino di olio extra vergine di oliva. Buonanotte!

mercoledì 6 dicembre 2017

Insalate


L'insalata è una forma di arte. Oggi ho messo cavolo rosso, cavolo bianco, mizuna, cavolo nero, pomodoro, carote, zucca, erbette. Ho condito solo con olio extra vergine di oliva e aceto di mele, e ho aggiunto un paio di uova alla coque. 
Gnam!

sabato 2 dicembre 2017

Salad, Salad, Salad!



Quando si prepara una insalata, lavando e tagliando la verdura da intera, conviene prepararne un po' di più e approntare delle "schiscette" per i pranzi al lavoro. L'insalata fresca, intera, da lavare e tagliare è più economica, sana, nutriente di quelle già lavate in busta e soprattutto di quelle già tagliate. Una insalata in busta, già tagliata, ha subito ripetuti lavaggi che l'hanno impoverita di tutte le vitamine, che essendo idrosolubili, se ne sono andate per la maggior parte nell'acqua. Certo anche preparare in anticipo una insalata in contenitore, ne fa perdere in freschezza, ma in proporzione molto minore rispetto ai tempi più lunghi delle insalate lavate e pronte.
Così ho tagliato un po' di cavolo rosso e bianco, carote, zucca crude, mizuna, rucola, cicorino.
Ho sbattuto un cucchiaio di senape al miele con un pochino di olio extra vergine di oliva e un po' di aceto di mele, e ne ho prelevato un po' da mettere in un contenitore piccolino che sta dentro nella insalata in schiscetta come in un nido. 
Mi gusto la mia insalata fresca e croccante e so che i due prossimi pranzi al lavoro saranno sani e freschi.
Una bella soddisfazione!






giovedì 30 novembre 2017

Pranzo e Pausa Pranzo


Per pranzo un bel piatto di spaghetti, per affrontare la giornata lavorativa e la sera, nella paura al lavoro, una insalata gustosissima. 
Ho messo a bollire l'acqua e intanto in un pentolino ho messo a stufare un po' di cipolla con olio extra vergine di oliva. una foglia di alloro e un cucchiaio di purea di umeboshi diluito con un cucchiaino di acqua di cottura della pasta. Nel frattempo lavo l'insalata mizuna e affetto il pomodoro, le carote, la zucca cruda, e le erbette da mettere nella schiscetta per stasera. Un pochino di olio extra vergine di oliva e aceto di mele, nel piccolo contenitore, e stasera non mi resterà che agitarlo e unirlo all'insalata.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco alle cipolle stufate e all'umeboschi che si è ridotta e ha creato una cremina dal caratteristico gusto salatino acidulo.
Una bella spolverata di grana e di pepe nero macinato al momento.
Yum! l'umeboshi rende più digeribile il tutto e sono pronta per andare al lavoro.
La sera, la croccantezza degli ingredienti crudi dell'insalata, si sposa al gusto fresco e piccantino dell'insalata. Ottima!

mercoledì 29 novembre 2017

Voglia di Pizzoccheri


Ogni tanto viene voglia di cibi supernutrienti, caldi e legati a tradizioni o climi o regioni dallo stile ipercalorico, mi vengono in mente le lasagne dei periodi di Natale, certi cibi ipercalorici di regioni abituate a combattere contro il freddo a suon di grassi, e i piatti della tradizione montanara.
Il grasso apporta gusto, oltre che calorie, ed è per questo che rende i cibi più appetitosi e sazianti.
Manteca e ammorbidisce, lega e fonde insieme alimenti che senza il grasso non starebbero amalgamati, creando la differenza tra un assemblamento di ingredienti e una ricetta.
Tradizionalmente, i piatti ricchi di grassi, con la loro lunga e articolata preparazione, sono destinati alle feste o a periodi particolari, non sono piatti per tutti i giorni, ma la grande distribuzione e la pigrizia e non voglia di mettersi a cucinare, a fatto in modo che i piatti "delle Feste" diventassero accessibili senza sforzo, trasformandoli in piatti "di tutti i giorni". Così, se uno ha voglia di pizzoccheri o di lasagne, non deve far altro che andare al supermercato, e trova, magari già caldi e pronti da mangiare, tutta una sequela di lasagne, cannelloni, pizzoccheri, quiche, e tutto ciò che si può preparare solo con grande anticipo se si volesse fare in casa partendo da zero. Sono piatti che portano con se il ricordo di giorni di festa e calore famigliare, quello che viene chiamato "comfort food" e che una sera di fredda umidità autunnale o invernale ha un richiamo quasi irresistibile.

Ecco che così, l'emotività prende il sopravvento, e instaura un meccanismo difficile da rompere, il supermercato diventa la mamma, o la nonna, che ti fa trovare pronto in tavola cibi caldi e confortanti e tu sei fritto.
Ma, ci vuole veramente così tanto per ricreare a casa, in tempi brevi, una portata che racchiuda in sé il sapore del conforto e che nello stesso tempo sia davvero un piatto "per tutti i giorni"?

Il pizzocchero in sé, inteso come formato di pasta e non come ricetta, è una pasta altamente digeribile, saziante ma non particolarmente più calorica rispetto alla pasta di grano duro normale, e si presta, con il suo sapore forse un po' rude ma peculiare e gustoso, a ricette leggere e saporite, a cui apporta novità, calore e "effetto cibo di montagna" senza particolari procedimenti di cottura.

Nel tempo di cottura della pasta.

Ho messo a bollire una pentola di acqua per cuocere la pasta. Nel frattempo ho tagliato a striscioline, le foglie più tenere ed interne di un po' di verza. In un pentolino a parte, ho messo tre spicchi di aglio, sbucciati e schiacciati con la lama del coltello, di piatto, a stufare a fuoco bassissimo in un pochino di burro e tre cucchiaiate di acqua, con foglie di salvia e una bella macinata di pepe nero. Dopo poco ho aggiunto delle foglie di erbette, sciacquate sotto l'acqua corrente e ho messo il coperchio.
Arrivata a bollore l'acqua, ho aggiunto una presa di sale scarsa e i pizzoccheri.
I pizzoccheri cuociono in circa 12 minuti. Quando assaggiandoli, sono ancora al dente, ho scolato pasta e verdura, tenendo un po' di acqua di cottura, e li ho aggiunti nella padella dove stavano stufando erbette, aglio e salvia. Alzo il fuoco, mescolo tutti gli ingredienti di modo che si insaporiscano bene, aiutandomi con l'acqua di cottura della pasta per mantecare. Aggiungo un fiocchetto di burro e una spolverata di grana grattugiato e una bella macinata di pepe nero.
Certo non sono come i pizzoccheri veri, ricchi di formaggio e burro, ma il profumo della verza e l'aroma dell'aglio, del pepe e della salvia, fanno la magia. Il cervello olfattivo è soddisfatto e si imparano gusti nuovi e più semplici.