domenica 26 maggio 2019

Verdure Fermentate un Tesoro Semplice




Come avevo anticipato ho provato a fare le verdure fermentate in casa, seguendo le indicazioni fornite dal dott. Stefano Erzegovesi nel libro "Il Digiuno per tutti".
Avevo in casa, sedano, carote, finocchi e un bellissimo cavolo rosso e ho deciso di fare quattro vasetti, tenendo le verdure separate. Voglio sentire le differenze di sapore che avranno alla fine della fermentazione.
Come prima cosa ho messo a bollire un litro di acqua con 30 gr di sale marino grosso. non iodato, e nel frattempo ho iniziato a pulire, mondare e tagliare a tocchetti, rondelle, julienne qualche costa di sedano, 3 carote, mezzo finocchio e mezzo cavolo rosso, stipandoli nei rispettivi vasetti e premendo bene di modo che siano il più possibile compattati. Ho aggiunto dei semi di kummel (altrimenti detto cumino dei prati o carvi) al vasetto con i bastoncini di carote. E' un esperimento, non so se il sapore aromatico dei semi verrà troppo esaltato con la fermentazione, ma uno dei sapori che preferisco in materia di sottoaceti è quello dei cetrioli in agrodolce chiamati gewürzgurken, che hanno, nella brina di conservazione, aneto e semi di coriandolo per dare loro il tipico sapore, e quindi voglio provare a creare un sapore caratteristico, il dolce delle carote secondo me si sposa bene con l'aromaticità mitteleuropea dei semi di kummel, che infatti si trovano spesso nei pani di segale sudtirolesi e in molte ricette di quelle zone climatiche, non vedo l'ora di assaggiarli, aspettare 20 giorni sarà strenuante...


Una volta messe tutte le verdure nei vasi di vetro (sterilizzati insieme ai rispettivi coperchi con acqua bollente) e raggiunta una temperatura ambiente dell'acqua e sale, quindi di fatto una salamoia al 30%, ho rabboccato con la salamoia i vasi, di modo che quest'ultima superi il livello delle verdure. Ho chiuso con i coperchi avvitandoli bene e ho posizionato i vasi in una teglia (non avevo vassoi) che ho protetto con due strati di pellicola. 
Il tutto va posizionato in un armadietto o comunque al buio per 15/20 giorni. 
Nei prossimi primi 3/4 giorni potrebbero esserci delle fuoriuscite di liquido, Erzegovesi non ne parla ma ho fatto qualche ricerca e l'esperienza del lievito madre fatto in casa di qualche anno fa è ancora un ricordo indelebile nella mia memoria: sono fermenti, traboccano.
Dopo i primi giorni, dove qualcuno suggerisce di svitare leggermente il coperchio per far uscire i gas fermentativi e riavvitare subito, l'esperimento dovrebbe stabilizzarsi, e dopo 15 giorni di riposo al buio e a temperatura ambiente (25 gradi circa) si possono trasferire i vasetti direttamente in frigo e "pescare" queste delizie per creare panini gustosi, contorni croccanti e saporiti, aggiungere sprint alle insalate e ovviamente seguire la "cura" descritta nel libro.
Ogni verdura, fermentata, sarà una fonte di probiotici eccezionale e potente, ed in più ognuna avrà caratteristiche differenti. Solo per fare un esempio: il notevole aumento di calcio biodisponibile che avviene nei cavoli, fonte storica e tradizionale di quei paesi dove il sole scarseggia ma negli orti abbonda questa gustosa verdura sostituta della cicogna. 
La ricetta dei Sauerkraut o crauti acidi, prevede appunto la fermentazione del cavolo cappuccio con una salamoia, e aromi, per modificare le proprietà organolettiche e avviare la produzione di acido lattico così benefico nel combattere la flora batterica patogena. 
Le verdure fermentate vanno consumate così, la cottura ne demolirebbe le proprietà benefiche.  

La salamoia al 30%, se si rispettano le proporzioni (che sono il minimo quantitativo di sale possibile) e ovviamente tutte le scrupolose attenzioni alle norme igieniche, mani e utensili puliti, vasetti e coperchi sterilizzati, verdura lavata e sana, niente foglie o parti molli o sottili, garantisce un ambiente ostile alla crescita di organismi patogeni purtroppo ogni tanto presenti in altre tecniche di conservazione delle verdure, sott'olio per esempio. 
Queste verdure sono gustose e salubri e adatte ad un regime dietetico dimagrante, poiché non hanno grassi ne zuccheri aggiunti. 




sabato 25 maggio 2019

Come Fare il Kefir in Casa



Recentemente ho letto il libro di Stefano Erzegovesi "Il Digiuno per tutti" e l'ho trovato avvincente e molto interessante. Tra i vari argomenti e spunti, di cui parlerò in futuro, ho messo subito in pratica due o tre cose.
Premetto che ho sempre fatto lo yogurt in casa, e che ne sono una ghiotta consumatrice, bianco al naturale o, al limite, quando ho voglia di qualcosa di dolce e fresco, con un po' di frutta tagliata dentro e un cucchiaino di zucchero Mascobado o di miele. Ultimamente la pigrizia ha preso il sopravvento e acquisto direttamente il secchiello da 1 kilo della Mila. 
Utilizzando un cucchiaio perfettamente pulito e prelevando la dose giusta da trasferire in una ciotolina da cui poi mangiarlo, si ottengono due cose importanti: la non contaminazione del prodotto ancora da consumare e un controllo della quantità consumata volta per volta. 
La prima regola vale anche per la marmellata in vasetto, se si preleva il quantitativo voluto tutto in una volta con il cucchiaino lindo, senza mangiarla direttamente dal cucchiaino man mano, magicamente la marmellata non ammuffisce... 

...comunque, oltre allo yogurt ho sempre acquistato anche il kefir, che dalle mie letture dei libri di alimentazione naturale di Nico Valerio, ricordavo benefico e protettivo. Il kefir ultimamente si trova un po' in tutti i supermercati, ma quando ho iniziato io non era così diffuso, così imbattendomi nella ricetta del kefir da fare in casa di Erzegovesi mi ha ripreso il sacro fuoco dell'autoproduzione.

Inoltre il kefir non richiede neanche di possedere la yogurtiera, né i famosi granuli di kefir introvabili, ma procediamo per gradi.

In tutti i passaggi è necessaria attenzione e scrupolosa igiene.

Io sono partita da un kefir fresco, biologico, di capra, acquistato in una missione senza distrazioni da Naturasì. Senza distrazioni perché ogni elemento in più, non previsto nella spesa, è un salasso che non posso ne voglio permettermi. La mission era Kefir e verdure fermentate.

Le verdure fermentate erano per avere una base di partenza per iniziare subito l'introduzione nell'alimentazione, perché voglio autoprodurle in casa, sempre seguendo le indicazioni del dott. Erzegovesi.

Tornata a casa con i miei due elementi, e recuperato del latte fresco intero al supermercato, ho iniziato la produzione del kefir: 
Ho utilizzato una bottiglia del latte, di vetro, da 500 ml, che ho sterilizzato con acqua bollente, e nella quale ho messo circa 3 dita di kefir fresco, ho aggiunto latte freddo fresco, intero, e chiuso con un tovagliolo di carta, fissato con un elastico al collo della bottiglia, tenendo da parte il coperchio a vite che servirà in un secondo tempo.
Ho ondeggiato verticalmente e dolcemente la bottiglia per amalgamare kefir e latte e l'ho riposta, al buio, in un armadietto, dove deve stare a riposare per 48 ore (36 in caso di stagione calda). 

Passato il tempo, ho sterilizzato un piccolo vasetto di vetro, ci ho versato un po' del kefir appena fatto, ho chiuso con i rispettivi coperchi i vasetti e riposto in frigorifero. Il kefir sarà consumabile dopo un giorno di frigorifero. Quello nel vasetto servirà per rifare il kefir nuovamente. Il vasetto non deve essere più aperto fino al momento della nuova produzione.
Il kefir così ottenuto, ha un sapore più rustico e selvatico (credo per via del kefir di capra di partenza) e sicuramente più acidulo del kefir che si trova già pronto in commercio. 
Secondo i dettami de "il Digiuno per tutti" va consumato, un bicchierino (50 gr.) a digiuno ogni mattina.
Se è troppo denso io lo allungo con un pochino di acqua ed è rinfrescante, dissetante e molto gradevole. Per me che amo i sapori acidi è buonissimo.

Perché bere il kefir? 
Perché oltre che buono, fa bene.
Ricchissimo di probiotici amici che arrivano belli vivi e vitali direttamente fino all'intestino (a differenza di quelli dello yogurt che in parte periscono nella fase digestiva dello stomaco) e che soppiantano ed eliminano i batteri patogeni. Migliora la salute delle cellule intestinali e la loro funzione immunitaria, con tutti i benefici che ne conseguono. 


venerdì 24 maggio 2019

Frittata di Pasta e Altri Riciclaggi



Io detesto sprecare, soprattutto le verdure, così cerco di inventarmi delle ricette per utilizzare quello che di solito viene considerato "scarto". I gambi dei finocchi per esempio che sono bellissimi e svettanti, ma un po' coriacei, saltati in padella sono buonissimi.
Ho quindi tagliato a rondelle i gambi di un finocchio e, insieme alla barbetta che solitamente utilizzo a crudo come finitura di un piatto, li ho fatti rosolare lentamente con un pomodorino secco, qualche cappero, un peperoncino e un pochino di olio extra vergine di oliva. Ho aggiunto una falda di tonno sott'olio e ci ho condito una pasta mista (farfalle e spaghetti spezzati).
Come al solito, mi ritrovo con una porzione di pasta in più perché l'abitudine è dura a morire...
... così il giorno dopo mi sono cimentata in una frittata di pasta.
In una pentola bella rovente, antiaderente, unta con un po' di olio, ho versato la pasta che avevo già miscelato con 3 uova sbattute con sale e pepe e un po' di formaggio a cubetti.
Lascio cuocere coperto, a fuoco basso, voglio che si crei una bella crosticina croccante.
Dopo circa 10 minuti giro la frittata con l'aiuto del coperchio e lascio dorare per bene anche l'altro lato.
La servo tiepida, con una insalata di finocchi e un cucchiaino di senape al dragoncello.
Una fetta invece va a finire nella schiscetta per stasera al lavoro.
Buonissima anche fredda!






mercoledì 21 novembre 2018

Avgolemono Soup



La zuppa avgolemono è una zuppa tradizionale greca, il suo nome, che significa uovo e limone, si riferisce ad una salsina onniprensente con la quale si condiscono anche le carni o il pesce e che qui si unisce ad una minestra di riso e le dona un gusto acidulo ma cremoso che porta in se il gusto della Grecia.
Avendo del brodo di pollo già da parte, ho fatto soffriggere, in poco olio extra vergine di oliva, una cipolla, una carota e un gambo di sedano tagliati a dadini, ho unito un paio di foglie di alloro, il cui profumo io adoro e che mi riporta subito alle estati in campeggio da piccola.
Ho unito il riso e il brodo già caldo, in abbondanza perché deve essere una minestra brodosa e non un risotto.
Nel frattempo in cui cuoce il riso, ho preparato la salsina, sbattendo con la frusta un uovo, il succo di un limone, sale e pepe.
Aggiungo un po' di brodo caldo, ma non bollente! alla salsina e continuo a lavorarla come per fare una maionese a mano. Il riso è pronto, incorporo la salsa uovo e limone e servo subito, dopo aver girato per non far rapprendere l'uovo. Deve risultare una cremina densa e non devono strapazzare.
Un filo di olio extra vergine a crudo e si può gustare questo piatto invernale buonissimo e nutriente.




mercoledì 10 ottobre 2018

Le Infinite Varianti dell'Insalata Greca

In questa estate che si prolunga, cerco di continuare il più possibile a gustare l'insalata greca.
Gli ingredienti tradizionali si sanno: cipolla, cetrioli, peperoni, che io metto in infusione da subito sul fondo dell'insalatiera con un pochino di aceto, pomodori maturi, un pizzico di sale, feta spezzata con le dita e origano sbriciolato. Una bella girata di olio extra vergine di oliva.

Nel tempo ho fatto delle varianti, dovute per lo più agli ingredienti che mi trovavo in frigorifero:


con l'insalata riccia e della mozzarella fiordilatte spezzata con le mani...


... con i pomodorini secchi...


...l'insalata greca è la mia preferita, insieme alla panzanella nella quale ogni tanto si trasforma aggiungendo pane raffermo e bagnato con un pochino di acqua freddissima. O con le friselle...
è sempre super gustosa, invitante, nutriente e saziante. 
E porta con sé l'estate. 

mercoledì 3 ottobre 2018

Rostad Lok - Cipolle Fritte dell'Ikea


Chi non ha mai assaggiato le Rostad Lok dell'Ikea, non potrà capire questo post. 
Le Rostad Lok, o meglio cipolle fritte, sono uno strumento che Ikea usa per creare assuefazione e reiterare le visite al loro magazzino nell'intento di accaparrarsi le cipolle fritte e nel frattempo comprare un qualche divano o armadio nuovo. 
Si presentano in un comodo vasetto portatile, e si prestano ad un utilizzo ubiquitario, dalla colazione alle tisana prima di dormire.
Non posso dire di aver cercato di rifarle, sarebbe una bugia, ma, nel mio tentativo di evitare gli sprechi, l'altro giorno, per sfruttare il forno che già stava andando per fare la torta, ho infornato quello che voleva essere una focaccia di cipolle (fatta con i porri perché quelli avevo...) e una pastellina di farina di riso e acqua, un pizzico di sale e un po' di pepe bianco.
Ho utilizzato la paella, ungendola con un filino di olio extra vergine di oliva, e cospargendola con pangrattato, di cui una manciata abbondante è finita anche nell'impasto. 
Ho tagliato con la mandolina il porro, dopo averlo nettato e lavato sotto acqua corrente, facendolo cadere nella pastella. Il risultato è stato più porro che pastella, ma speravo nel miracolo.
Infornato a 180 gradi e ruotata la paella di 180 gradi a metà tempo di cottura, dopo venti minuti è uscita questa schiacciata di porri che emanava un profumino delizioso, croccantina e leggermente abbrustolita.
Tagliatane una fetta appena raggiunta una temperatura calda addentabile, ho scoperto con grandissimo stupore che era buonissima e perfettamente sostituibile alle Rostad Lok, e in più, prensile.
E' stata la mia cena con l'aggiunta di un po' di insalata, e una fetta a pranzo il giorno dopo.
Ottima e leggera, senza gli ingredienti e la cottura insani delle cipolle fritte originali, ho trovato una variante facile e veloce e super versatile. Come le cipolle fritte, si può spezzare per aggiungerla a qualsivoglia pietanza, ma a differenza delle Rostad Lok, può essere mangiata così, a fette, per un pranzo o cena o merenda o snack leggero e gustoso. 
In barba ai Finnici.




P.S. I finnici sono propriamente i popoli estoni e della Finlandia, ma mi piaceva il suono e quindi consideratela una licenza poetica.
Ovviamente io adoro Ikea, la mia casa è per l'80% arredata con i loro mobili svedesi, pratici e versatili. Viva Kallax!

martedì 2 ottobre 2018

Torta di Riso al Limone


A volte la voglia di mangiare qualcosa di dolce è così forte, che mi spinge a cercare ingredienti adatti per fare una torta in casa. Oggi ho provato con la farina di riso.
Ho amalgamato per creare una pastella consistente, farina di riso, qualche cucchiaio di zucchero di canna, una bustina di lievito vanigliato, una bustina di vanillina, un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e un po' di acqua. L'intento era di fare una similfocaccia dolce.
Ho unto il fondo di una teglia e l'ho spolverizzato con pangrattato, ho versato la pastella e ho aggiunto cinque cucchiai di marmellata di limone e una spolverizzata di zucchero di canna, sulla superficie. Come per creare un fiore.
Infornato a 180 gradi per circa 20-25 minuti. La torta non è lievitata molto, ma è gradevole e fondente sotto i denti.
La prossima volta chissà che farina userò?


mercoledì 15 agosto 2018

Soft boiled eggs alle 6 del mattino


In questi giorni di caldo afoso, ringrazio il fatto di aver deciso di prendere una decina di giorni di ferie, a casa. Sono stati giorni che mi hanno reso moltissimo, dedicati alla creatività e all'ordine della casa. Un ordine concettuale che si riflette anche sulle scelte da fare nella vita.
Il pomeriggio e la notte sono i momenti più caldi, giro per casa vestita come una antica greca, peplo e capelli raccolti sotto un turbante di cotone, ho scoperto che sento meno caldo così che a lasciare i capelli liberi.
Mi sveglio presto al mattino, è l'unico momento fresco della giornata e della notte, con il caldo non sto mangiando molto e al mattino mi sveglio affamata.
Navigando su Instagram, ho trovato una ricetta per ottenere delle uova bollite con il tuorlo morbido, ho provato a farle.
Nel video di Emily, si vede cuocere 6 uova alla volta. Lei fa colazione tutte le mattine con verdura e un paio di uova e così le prepara in anticipo, riscaldandole poi nel fornetto al momento di mangiarle.
Porta a bollore una pentola di acqua. Quando bolle, spegne il fuoco, mette le 6 uova, rimette il coperchio e riaccende il fuoco al massimo. Punta il timer su 7 minuti (8 se si trova a Brooklyn) e appena riprende il bollore SPEGNE. A questo punto lascia tutto così finché il timer finisce la sua corsa contro il tempo. Prende la pentola, toglie il coperchio e la mette sotto il getto dell'acqua fredda.
Sguscia le uova subito e poi le tiene in un contenitore ermetico finché non le servono per la colazione.
Queste mattine, svegliata presto da messaggi del passato, ho provato a farle.
Ne ho fatte due, seguendo il procedimento tassativamente. Quando le uova sono cotte e sono sotto il getto dell'acqua fredda, delicatamente crepo il guscio su tutta la superficie, così che l'acqua fredda penetri nella parte sottostante e faciliti la sgusciatura e l'ottenimento di uova lisce e uniformi.
Ho condito della cicoria con un pochino di olio extra vergine di oliva sbattuto con aceto di mele e un filino di senape al miele. Ho della marmellata di limoni da mettere su un paio di fette biscottate.
Nel tempo di cottura delle uova ho spremuto un paio di arance. Ho fatto il tè.
Sorseggio il tè, e mi gusto le uova tiepide che ho insaporito con una macinata di pepe di Sichuan. 
La spremuta profuma l'aria fresca del mattino. Sono le 6, c'è un silenzio irreale e bellissimo, che solo agosto riesce ad ottenere. Leggo i messaggi e rifletto.


Emily Sugars0g (ora sugars0g)



martedì 14 agosto 2018

Koriatiki Salada



Tra le cose più buone del mondo c'è l'insalata greca. Almeno, io la penso così. Mentre le insalate normali, quelle a foglia intendo, mi piacciono si, ma non le considero un piatto, l'insalata greca, con o senza feta, con quella sue bella consistenza croccante e fresca mi da sempre la sensazione di aver mangiato. Oggi l'ho accompagnata con un pochino di stracciatella e un pezzetto di focaccia al rosmarino. Ah, e una fetta di salame.
Ho affettato cipolla rossa, cetriolo e peperoni disponendoli sul fondo di una insalatiera e aspergendoli con aceto di mele. Ho affettato dei pomodori, non freddi di frigorifero, così come le altre verdure, e li ho disposti sopra le altre verdure, un filo di olio extra vergine di oliva, una manciatina di capolini di origano stropiacciati con le dita, qualche oliva di kalamata (finalmente le ho trovate confezionate in vaschette, tra le verdure fresche al Simply!).
Ne prendo un po' per volta e la trasferisco nel piatto, illusa che ne avanzi per sera. Aahahahahahahahah... no.

lunedì 6 agosto 2018

Le Zucchine e La Pasta Ripescata


Mi hanno regalato delle zucchine dell'orto, hanno una forma strana, a virgola. Le ho fatte con la pasta corta, ho tagliato le zucchine a rondelle e le ho rosolate con qualche spicchio di aglio. Le zucchine sono talmente tenere da essere cremose come avocado e hanno un sapore delicato di castagne, le ho gustate lentamente, facendole sciogliere contro il palato. 

P.s. è già la seconda volta che mi succede di assaggiare la pasta per vedere se è pronta, pesco nell'acqua bollente e tiro fuori un maccherone o un pacchero, ne mordo un angolino e, stabilito che è ancora crudina, la ributto nella pentola (cucino per me sola quindi non mi faccio problemi) dopo un po' devo riassaggiare, ripesco nella pentola e...MAGIA! è già la seconda volta che mi capita di ripescare, al primo tentativo, lo stesso maccherone o pacchero che avevo assaggiato.
Questo fatto mi fa pensare...ci deve essere un messaggio nascosto per me in questo accadimento.


giovedì 2 agosto 2018

Il Toast Verace

Io adoro i toast. Classico con le fette di pane a cassetta, il prosciutto cotto e la sottiletta. E' una merenda o un pranzo perfetto. Ma anche una cena, con il tè e due toast. 
Fatto con il pane vero, tipo ciabattina o con altamura affettato sottile, diventa super gustoso. 
Con la crescenza o con la fontina, con il cotto oppure senza, con due fette di pomodoro cosparse leggermente di sale e origano, con ciò che si ha in casa... l'importante è che il pane sia ben tostato.
Io metto le fetta di altamura sulla piastra  e poi le giro e costruisco il toast con l'interno già tostato.
Ahh che bontà!


venerdì 20 luglio 2018

Riso all'Arancia

Una variante di riso in bianco: con il succo di arancia!
Riso basmati cotto in poca acqua, per assorbimento: sciacquo il riso, metto tanta acqua nella pentola fino a sorpassarlo di un dito, un pizzico di sale e lascio sobbollire piano, quando ha assorbito l'acqua è pronto (circa 10/12 minuti).
Aggiungo il succo di un arancia e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva a crudo. Mescolo e servo con scaglie di grana e fette di arancia tagliate a vivo, oppure con la buccia se è senza trattamenti. 
Gnam! 
Questo è un piatto che è sempre confortante, quando non stai tanto bene oppure quando non hai voglia di cucinare ma vuoi qualcosa di caldo e sostanzioso. 
Di solito lo faccio con succo di limone e, il grana, grattugiato, lo unisco al riso. Ha un gusto piacevole e fresco.
Con il succo di arancia diventa più esotico, e può essere utilizzato anche come accompagnamento a piatti della cucina etnica di carne, di pesce o di verdure. 

mercoledì 11 luglio 2018

White Wedding

Nel tentativo, non ben riuscito, di fare delle uova fritte con il bordo del bianco croccante come un pizzo, accompagno con una mozzarellina di bufala e una cucchiaiata di stracciatella in mezzo alle due uova. Pane di altamura e mi sento felice come a un pranzo di matrimonio. 

giovedì 28 giugno 2018

L'Osservazione delle Cose Belle

E' fiorita nuovamente l'orchidea, anzi ben due piantine da vasi diversi. Sembrerebbe che questa sia l'unica pianta con cui riesco ad avere dei risultati soddisfacenti. A no anche i semi dell'avocado piantati nei vasi appesi alle finestre mi crescono bene. L'orchidea è una pianta bellissima, epifita (cioè che in natura vive in simbiosi con altre piante senza essere parassita) che ha bisogno di pochissime cure (un po' di acqua ogni tanto, l'avanzo del tè o della tisana, senza zucchero!) e ripaga con fioriture che durano due o addirittura tre mesi.
Osservare le cose belle nutre. Non solo lo spirito, però magari ci si può gustare qualcosa di buono insieme...
Qui una mini bowl di yogurt con banana, un cucchiaino di miele, fave essicate, semi di girasole e arachidi tostate non salate. 

lunedì 21 maggio 2018

Wallace and Gromit e la Torta Impossibile

Ci sono dei cibi che fanno parte di un immaginario collettivo, magari un po' di nicchia, ma che ogni volta che ci pensi ti viene in mente sempre la stessa cosa. Ogni tanto, verso le 5 di pomeriggio, se prendo una bella tazza di tè mi vengono in mente le usanze inglesi, e fin qui è abbastanza collettivo come immaginario, poi se dopo una fetta di torta mi viene voglia di salato, prendo un po' di formaggio e l'abbinamento è con i crackers, e questo immaginario è un po' meno collettivo, mi torna in mente la puntata "A Grand Day Out" di Wallace e Gromit che, rimasti senza formaggio, decidono di costruire un razzo per andare sulla luna, perché lo sanno tutti che la luna è fatta di formaggio...
Ovviamente Wallace quasi dimentica di portare dietro i crackers e, per il rotto della cuffia riesce a risalire a bordo mentre il razzo sta partendo. Non c'è bisogno di dirlo, hanno anche una bella tazza fumante di tè ciascuno. Gromit è un cane raffinato, lo beve anche lui. 

The Impossible Pie invece è una torta al cocco di origine australiana, la fa una mia amica con una ricetta segreta, ed è una delizia per il palato e l'olfatto. Divina con il tè, piacerebbe molto al cane Gromit che è un vero dandy. Nel mio immaginario l'Australia è come se fosse una Gran Bretagna ai tropici, o giù di li, clima californiano ma usanze da vecchio continente, una mistura perfetta. 

mercoledì 25 aprile 2018

Pollo al Curry e Dahl di Lenticchie Rosse


Mi hanno fatto assaggiare un vitello al curry morbidissimo e dolce così buono che ho voluto riprovare a farlo con dei bocconcini di pollo. 
Per prima cosa affetto una cipolla bianca e la riduco a dadini microscopici, metto un pochino di burro e un po' di acqua nel tegame antiaderente ceramicato e, a fuoco bassissimo, coperto, faccio sudare la cipolla. Nel frattempo taglio una mela a dadini di circa un centimetro per lato, quando la cipolla è diventata dolce, la aggiungo e alzo un pochino il fuoco. Infarino leggermente, con farina di riso, dei cubetti di pollo di circa 2 centimetri per lato, metto un po' di polvere di curry a tostare, verso velocemente il pollo e lo faccio rosolare su tutti i lati. Abbasso il fuoco, in una ciotolina ho preparato del latte di cocco (ma va bene anche latte normale se non ne avete di cocco) in cui ho sciolto benissimo, lavorandolo per non avere grumi, due cucchiai abbondanti di curry di Madras, leggermente piccante.
Verso il latte con il curry e copro. Ogni tanto sollevo il coperchio, osservo le bolle, annuso e do una girata, il pollo cuoce in circa venti minuti, ma se sta li un pochino di più non è un problema, si ammorbidisce e assorbe il curry, l'importante è tenerlo umido e cremoso, se ci fosse bisogno basta aggiungere un pochino di acqua, pochissima per volta. 
Nel frattempo, in una pentola cilindrica ho fatto cuocere del riso Basmati per assorbimento. Lo sformo in un coppapasta e lo spolverizzo con un po' di polvere di curry. In un altra pentola, da circa venti minuti, sobbollono delle lenticcchie rosse decorticate in un po' di brodo vegetale, arrivate a cottura basta girarle vigorosamente e si trasformano in una purea, il Dahl, io preferisco tenerlo un pochino più rustico e granuloso. Adoro la consistenza delle lenticchie e sentire la loro forma sguisciare sulla lingua. 
Servo il pollo con una manciatina di semi di cumino, prelevo un po' di riso, un po' di lenticchie e un po' di pollo e mi gusto il bocconcino saporito.
Ahhh che bontà.