giovedì 30 novembre 2017

Pranzo e Pausa Pranzo


Per pranzo un bel piatto di spaghetti, per affrontare la giornata lavorativa e la sera, nella paura al lavoro, una insalata gustosissima. 
Ho messo a bollire l'acqua e intanto in un pentolino ho messo a stufare un po' di cipolla con olio extra vergine di oliva. una foglia di alloro e un cucchiaio di purea di umeboshi diluito con un cucchiaino di acqua di cottura della pasta. Nel frattempo lavo l'insalata mizuna e affetto il pomodoro, le carote, la zucca cruda, e le erbette da mettere nella schiscetta per stasera. Un pochino di olio extra vergine di oliva e aceto di mele, nel piccolo contenitore, e stasera non mi resterà che agitarlo e unirlo all'insalata.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco alle cipolle stufate e all'umeboschi che si è ridotta e ha creato una cremina dal caratteristico gusto salatino acidulo.
Una bella spolverata di grana e di pepe nero macinato al momento.
Yum! l'umeboshi rende più digeribile il tutto e sono pronta per andare al lavoro.
La sera, la croccantezza degli ingredienti crudi dell'insalata, si sposa al gusto fresco e piccantino dell'insalata. Ottima!

mercoledì 29 novembre 2017

Voglia di Pizzoccheri


Ogni tanto viene voglia di cibi supernutrienti, caldi e legati a tradizioni o climi o regioni dallo stile ipercalorico, mi vengono in mente le lasagne dei periodi di Natale, certi cibi ipercalorici di regioni abituate a combattere contro il freddo a suon di grassi, e i piatti della tradizione montanara.
Il grasso apporta gusto, oltre che calorie, ed è per questo che rende i cibi più appetitosi e sazianti.
Manteca e ammorbidisce, lega e fonde insieme alimenti che senza il grasso non starebbero amalgamati, creando la differenza tra un assemblamento di ingredienti e una ricetta.
Tradizionalmente, i piatti ricchi di grassi, con la loro lunga e articolata preparazione, sono destinati alle feste o a periodi particolari, non sono piatti per tutti i giorni, ma la grande distribuzione e la pigrizia e non voglia di mettersi a cucinare, a fatto in modo che i piatti "delle Feste" diventassero accessibili senza sforzo, trasformandoli in piatti "di tutti i giorni". Così, se uno ha voglia di pizzoccheri o di lasagne, non deve far altro che andare al supermercato, e trova, magari già caldi e pronti da mangiare, tutta una sequela di lasagne, cannelloni, pizzoccheri, quiche, e tutto ciò che si può preparare solo con grande anticipo se si volesse fare in casa partendo da zero. Sono piatti che portano con se il ricordo di giorni di festa e calore famigliare, quello che viene chiamato "comfort food" e che una sera di fredda umidità autunnale o invernale ha un richiamo quasi irresistibile.

Ecco che così, l'emotività prende il sopravvento, e instaura un meccanismo difficile da rompere, il supermercato diventa la mamma, o la nonna, che ti fa trovare pronto in tavola cibi caldi e confortanti e tu sei fritto.
Ma, ci vuole veramente così tanto per ricreare a casa, in tempi brevi, una portata che racchiuda in sé il sapore del conforto e che nello stesso tempo sia davvero un piatto "per tutti i giorni"?

Il pizzocchero in sé, inteso come formato di pasta e non come ricetta, è una pasta altamente digeribile, saziante ma non particolarmente più calorica rispetto alla pasta di grano duro normale, e si presta, con il suo sapore forse un po' rude ma peculiare e gustoso, a ricette leggere e saporite, a cui apporta novità, calore e "effetto cibo di montagna" senza particolari procedimenti di cottura.

Nel tempo di cottura della pasta.

Ho messo a bollire una pentola di acqua per cuocere la pasta. Nel frattempo ho tagliato a striscioline, le foglie più tenere ed interne di un po' di verza. In un pentolino a parte, ho messo tre spicchi di aglio, sbucciati e schiacciati con la lama del coltello, di piatto, a stufare a fuoco bassissimo in un pochino di burro e tre cucchiaiate di acqua, con foglie di salvia e una bella macinata di pepe nero. Dopo poco ho aggiunto delle foglie di erbette, sciacquate sotto l'acqua corrente e ho messo il coperchio.
Arrivata a bollore l'acqua, ho aggiunto una presa di sale scarsa e i pizzoccheri.
I pizzoccheri cuociono in circa 12 minuti. Quando assaggiandoli, sono ancora al dente, ho scolato pasta e verdura, tenendo un po' di acqua di cottura, e li ho aggiunti nella padella dove stavano stufando erbette, aglio e salvia. Alzo il fuoco, mescolo tutti gli ingredienti di modo che si insaporiscano bene, aiutandomi con l'acqua di cottura della pasta per mantecare. Aggiungo un fiocchetto di burro e una spolverata di grana grattugiato e una bella macinata di pepe nero.
Certo non sono come i pizzoccheri veri, ricchi di formaggio e burro, ma il profumo della verza e l'aroma dell'aglio, del pepe e della salvia, fanno la magia. Il cervello olfattivo è soddisfatto e si imparano gusti nuovi e più semplici.

mercoledì 22 novembre 2017

Insalata Orientale con Salsa alla Senape e Uovo


L'altro giorno sono andata a fare la spesa di verdure e frutta dalla Teresa delle Fragole. Ogni volta imparo qualcosa di nuovo sulle insalate e sulle verdure, la frutta e la verdura biologica ha un gusto più acceso e dura di più, ma la differenza soprattutto si sente con le insalate. Ho comprato rucola, tarassaco (che adoro) erbette così tenere da mangiarle anche crude e la mizuna. La mizuna esiste sia rossa che verde, ha un sapore particolare e dona un tocco orientale alle insalate, di fatto è una insalata che proviene dal Giappone, viene chiamata anche senape giapponese ed è parente stretta della rucola, della quale però non condivide il sapore amaro pungente molto forte, ma piuttosto una aromaticità carnosa e leggermente piccante. Io l'ho presa rossa, così da accompagnarsi al rosso dei gambi delle erbette.
Ho tirato fuori dal frigorifero il pomodoro qualche oretta prima, di modo che non sia freddo e si possa gustare appieno il suo sapore di sole. Sono gli ultimi pomodori, arrivati fino a novembre per grazia del clima mite che c'è stato fino ad ora.
Pulisco e spezzetto con le mani le varie erbe tranne il tarassaco, o cicoria matta, che taglio a coltello fine fine. Uso il coltello di ceramica, per non ossidare da subito le verdure.
Nel frattempo un ovetto sta sobbollendo a fuoco lento. Taglio il pomodoro a metà e poi in quarti e ne ricavo dei dadini della dimensione comoda per un boccone. Cospargo il pomodoro con sale nero e in una ciotola sbatto un cucchiaino di senape con olio extra vergine di oliva e aceto di mele. Sbatto forte finché non diventa una emulsione.
L'uovo è pronto, lo voglio a metà strada tra sodo e alla coque. Lo immergo in acqua fredda e rompo il guscio di modo che si creino delle crepe su tutta la superficie, così che l'acqua fredda penetri sotto il guscio e sia più facile sgusciarlo senza rompere il bianco.
Taglio l'uovo a metà e lo insedio nel nido di verdure, verso la mia salsina alla senape e mi ricordo che devo togliere l'uovo per poter condire l'insalata. Alla fine, dopo l'operazione metti e togli, mi gusto in pace questa insalata buonissima con una fetta di pane di Altamura. 
Ahhh che bontà!













giovedì 9 novembre 2017

Zuppa Pavese Orientale ovvero Del Mangiare Insalata Quando Fa Freddo


Ieri è stata una giornata particolare, colazione con té e una fetta di torta alle 11,30 programma di bellezza e riassettata alla casa, un piacevole incontro, merenda alle 17,00 con un sandwich di pane ai 5 cereali spalmato con senape e purea di umeboshi da un lato e feta morbida sull'altro, in mezzo pomodori, julienne di carote e cavolo e qualche fettina di cetriolo sotto agrodolce, fatti sfruttando la brina dei cetrioli-gewürzgurken comprati all'Ikea, e una spolverata di pepe bianco.
Per cena poi non avevo fame e così sono andata alle prove del coro e ho mangiato dopo.
A mezzanotte circa mi sono preparata una zuppa buonissima che ho rifatto anche il giorno dopo, oggi.
Avevo già del brodo pronto, fatto con una base di acqua di cottura dei broccoli, ho messo sul fondo del piatto delle fette di pane ai 5 cereali, e un paio di cialde di riso, quelle per fare gli springroll, spezzate con le mani, a contatto con il brodo caldo diventeranno degli straccetti di noodles. Ho sgusciato un uovo sulle fette di pane e spolverizzato con grana grattugiato e pepe sia bianco che nero. Con il senno di poi, il formaggio si può anche non mettere, se la quantità di zuppa e di verdure è rilevante. 
Ho affettato sottilissimo un pezzo di cavolo bianco e uno di cavolo rosso, e a julienne una carota.
Se avessi avuto dei cipollotti avrei aggiunto anche qualche rondella del loro gambo verde.
Infine ho tritato un mazzetto di prezzemolo, gambi compresi. Ho disposto le verdure nell'insalatiera sopra le fette di pane, ma lasciando libero l'uovo.









Lentamente ho iniziato a versare un mestolo di brodo bollente sopra l'uovo, di modo da cuocere l'albume, che infatti inizia a diventare bianco. Aggiungo un mestolo per volta, perché il brodo a contatto con le verdure fresche tende a perdere la sua qualità bollente in fretta.
Aggiunto tutto il brodo, l'uovo è quasi completamente bianco nell'albume ma il tuorlo è rimasto morbido. Mischi delicatamente gli ingredienti, facendo emergere gli straccetti di noodles ma lasciando l'uovo al centro, ho dato anche una spolverizzata di semi di canapa decorticati, che aggiungono un sapore di nocciola tostata delicato all'insieme. Alla fine rompo il tuorlo dell'uovo, ha una consistenza, morbida ma non più liquida, è buonissimo, lo gusto prelevando pezzetti di pane e formaggio sul quale il tuorlo si adagia vellutatamente.
Ecco la zuppa alla pavese che mi faceva mia mamma da piccola, e amata da mio papà. 
L'aggiunta delle verdure, trasforma in una fusione di sapori e consistenze questa zuppa, le verdure rimangono sode ed è il modo più diffuso in Asia e nel Sud Est Asiatico per gustare i brodi. 
Mi vengono in mente le ricette di ciotole composte da vari ingredienti cotti e crudi, disposti armoniosamente e fittamente, e sui quali viene versato brodo bollente e saporito, come i vari Pho vietnamiti, la Tom Kha Gai thailandese, e l'infinita moltitudine delle zuppe cinesi.
Estremamente digeribili, più fresche, saporite e profumate rispetto al metodo di cottura dei vegetali che vige in occidente, che prevede tempi più lunghi di preparazione e consistenze morbide e uniformi, queste "insalate" calde e brodose, sono una delizia, un conforto e sono velocissime da preparare. 







mercoledì 1 novembre 2017

Zuppa di Cereali



Ho provato talmente tante zuppe che ho perso il conto e la nomenclatura. Questa era buonissima, sicuramente della Colfiorito, con orzo perlato e lenticchie decorticate che cuocendo hanno dato vita alla cremosità che la contraddistingue. L'ho preparata senza pentola a pressione, solo con acqua. A fine cottura una piccola presa di sale e servita con una bruschetta strofinata con aglio da entrambi i lati e irrorata di olio extra vergine di oliva. Una delizia!


mercoledì 25 ottobre 2017

Pasta e Fagioli


Nonostante la lunga estate calda, il corpo sa che siamo in autunno. O perlomeno il mio...
Ecco così un florilegio di zuppe di legumi o cereali, di zuppe di verdure, di creme e vellutate e di paste in brodo. E la pasta e fagioli.
Mi è venuta voglia così, senza avere neanche tutti gli ingredienti in casa, ma è venuta buonissima lo stesso. Forse meno saporosa ma sicuramente più dietetica. 
Non avendo pancetta in frigorifero, ho fatto un leggero soffritto di cipolla con alcune foglie di alloro a crepitare nell'olio extra vergine di oliva e sprigionare il loro sublime profumo aromatico. Ho aggiunto la crosta, lavata e raspata, di parmigiano reggiano. Dopo che la cipolla si è imbiondita e ammorbidita ho aggiunto della zuppa di legumi misti a cui avevo aggiunto dei fagioli borlotti e che avevo ammollato in acqua fredda tutta la notte.
Ho rabboccato con acqua fredda, una sguisciata di triplo concentrato di pomodoro, un cucchiaio di brodo granulare biologico. Chiudo con il coperchio e lascio cuocere per circa 45 minuti a fuoco basso. Passato il tempo, assaggio per constatare se i legumi sono teneri e cotti. Aggiungo una manciata di pasta corta, ci vorrebbero i ditalini rigati ma non li ho, uso delle penne, la voglia di pasta e fagioli non guarda in faccia ai puristi. Calcolo il tempo di cottura della pasta, più un pochino, perché mentre nella paste asciutte mi piace al dente, nelle zuppe con i legumi mi piace più morbida.
Spengo, lascio riposare, di modo che gli amidi della pasta si distribuiscano tra i legumi, legandoli.
Mi servo il mio bel piatto di pasta e fagioli fumante, con una abbondante grattugiata di formaggio, una macinata di pepe e un filo di olio extra vergine di oliva a crudo.
Ahhh, che bontà.




sabato 23 settembre 2017

Hummus di Legumi Misti e Foglie di Sedano


Dopo aver preparato la zuppa di legumi, l'altro giorno, ne ho messo un po' da parte per provare a fare un hummus alternativo. Avevo queste belle foglie di sedano verdi, fresche e croccanti, io detesto buttare la verdura e le foglie di sedano mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni, facendone un pesto per esempio oppure in insalata. Oggi voglio dare all'hummus la spinta fresca piccantina che le foglie di sedano danno, e quindi frullo con il minipimer una bella manciata abbondante di foglie di sedano, 5 mestoli di misto di legumi bolliti, freddi, due cucchiai di tahina, e il succo di un limone. Frullo finchè non diventa una bella crema morbida, aggiusto di succo di limone, e la verso in questo vasetto per tenerla in frigo. La crema è deliziosa, con la freschezza piccante che cercavo e la consistenza vellutata dei legumi. La spalmo in un panino con una manciatina di verdurine tagliate a julienne e ne esce un pranzo da portare al lavoro. Affiancata nel piatto a qualsiasi pietanza asciutta, ne accompagna il sapore, polenta fritta, un po' di tonno, pomodori in insalata, formaggelle fresche, petto di pollo alla piastra, dona a questi piatti una virata di sapore. E' sana, ed è anche un perfetto spuntino spezzafame, proteico, con pochi grassi e molte fibre perfettamente digeribili.
Viva l'hummus!




giovedì 21 settembre 2017

Schiscette Prêt-à-Porter: Per Mangiare Sano Ci Vuole Premeditazione


Dopo aver messo in ammollo ieri pomeriggio la zuppa di legumi, stamattina mi appresto a cucinarla.
Ho tenuto via una crosta di parmigiano reggiano, lavata e raschiata, che mi è servita ieri per insaporire leggermente il grano saraceno. Ora la metto nella pentola a pressione e con i 45 minuti di cottura richiesti dai legumi diventerà morbida e lavorabile. 
Sciacquo molto bene i legumi e li travaso nella pentola a pressione, ho usato la zuppa di legumi Colfiorito a cui ho aggiunto dei fagioli neri che mi erano avanzati. Aggiungo acqua fino al segno, 3 foglie di alloro e 3 chiodi di garofano. Accendo sotto la pentola chiusa con il suo coperchio e aspetto che inizi il sibilo. Appena inizia a fischiare, sposto la pentola su un fornello più piccolo e abbasso la fiamma. Punto il timer a 45 minuti, intanto mi dedico ad altre cose. 
Alla fine del tempo previsto, spengo la fiamma e lascia sfiatare la pentola senza alzare la valvola.
E' mezzogiorno, la pressione è uscita tutta, controllo comunque alzando la valvolina, e apro il coperchio. I fagioli sono morbidi e cotti al punto giusto, appena prima di sfaldarsi. L'acqua è stata quasi assorbita tutta, quella rimasta è cremosa, per via delle lenticchie decorticate e dei piselli spezzati che si sono sciolti completamente. Con il mestolo cerco il mio pezzo di crosta di formaggio, è morbido e denso, l'interno oppone ancora la giusta resistenza. Lo taglio a striscioline usando una forbice, e poi a quadretti. Li deposito nel piatto, sembrano ciccioli, aggiungo un po' di zuppa, una spolverata di canapa sativa decorticata e un filo leggerissimo di olio extra vergine di oliva. 
Lascio riposare il piatto, mentre trasbordo la zuppa rimasta in un contenitore ermetico, quando si sarà raffreddata la metterò in frigorifero per i prossimi giorni. Lascio un pochino di zuppa sul fondo della pentola, circa una porzione, e la passo con il minipimer per ottenere una vellutata, anche questa finisce in un vasetto e poi in frigo.
La zuppa è ottima, calda, nutriente e saziante.
Per stasera al lavoro, ho già preparato un contenitore con l'insalata di pomodori e tonno affiancata a una manciata di grano saraceno risottato, potrò gustarlo stasera in pausa al lavoro, mangiandone così tenendoli separati oppure mischiandoli per ottenere una specie di insalata taboulè. 
Per mangiare sano, ci vuole premeditazione. E organizzazione e voglia.



mercoledì 20 settembre 2017

Zuppe di Legumi e Cereali: Work in Progress


E' qualche giorno che mi nutro a zuppe di legumi e cereali, ho fatto una piccola scorta scegliendo diverse marche e composizioni e le cucino con la pentola a pressione così da averne una porzione subito e un paio di porzioni per i pranzi o le cene successive. Oggi ho messo a bagno la zuppa di legumi che, a differenza delle altre che ho finora provato, richiede l'ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore. Nel frattempo ho preparato per pranzo del grano saraceno, cotto a risotto, con il brodino avanzato dalle lenticchie che ho preparato per cena qualche giorno fa. 
Le lenticchie le ho preparate con carota, cipolla e sedano, un pochino di salciccia e spezie e le ho cucinate nella pentola di ghisa. Una spruzzata di vino rosso, acqua fino a coprirle e sopravanzarle di 4 dita, così, dopo 40 minuti di cottura, ho prelevato il brodo di cottura e l'ho messo da parte, mentre le lenticchie le abbiamo mangiate asciutte. 
Oggi ho tagliato i gambi verdi di due porri a striscioline finissime, ho aggiunto il grano saraceno, il brodo di lenticchie e ho fatto cuocere a fuoco sommesso, con il coperchio, per un quarto d'ora circa.
Il grano saraceno viene annoverato tra i cereali anche se non ne fa parte, poiché è una poligonacea, come il rabarbaro e il romice. Questo lo differenzia soprattutto negli effetti dai cereali veri e propri, le graminacee, poiché non contiene glutine e altre sostanze scatenanti allergie in chi allergico alle graminacee e quindi a frumento, farro, etc.
Il Grano saraceno ha un sapore particolare, un po' rustico, come i pizzoccheri e la polenta taragna, sazia moltissimo, è diuretico e sgonfia invece di gonfiare come la maggior parte dei cereali invece fa.
Mi gusto il mio grano saraceno risottato, al quale ho aggiunto solo un filo d'olio extra vergine a crudo alla fine e metto via l'insalata di pomodoro, tonno e ceci, che pensavo di mangiare come secondo.
A posto così.






domenica 17 settembre 2017

Buon compleanno!

Era dieci anni fa, che iniziavo a scrivere questo blog e l'altro. Ho iniziato per caso, più per la voglia di scrivere, non sapendo se sarebbe durata, cambiando spesso tipologia di post in Femmina Folle, e alternando lunghi momenti di silenzio in entrambi. Una golosa a Dieta ha visto le sperimentazioni delle ricette della dieta che ho seguito. L'euforia del raggiungere un obiettivo di peso più sano, gli alti e bassi del cercare di mantenerlo, il recupero dei chili persi, per mutamenti di vita e di lavoro e di incapacità di adeguarsi.
Quello che mi è rimasto, leggendo i post passati, è la curiosità verso il cibo e la voglia di sperimentare. Quello che vorrei riavere è la caparbietà nel perseguire un obbiettivo di dimagrimento anche senza tutti gli aiuti che ricevetti la prima volta.
Sono cambiata, la mia conformazione fisica non è come prima, il grasso riacquisito si è posizionato in altri punti e tutto sommato non mi dispiaccio anche così. Certo la vita è più difficile, è come dover fare tutto, con due confezioni da 6 di acqua da un litro e mezzo addosso come uno zainetto.

Gli ormoni, la vita, la solitudine. Le abitudini, la stanchezza, le responsabilità. 
Il non voler pensare sempre, il traccheggiare attraverso la quotidianità, la paura.
La procrastinazione in realtà. 
Il difetto più grande, che ho, nell'ambito della presa di coscienza e della salute. 
Ma non mi arrendo.




Salmone ai Semi di Kummel


Dopo tanto tempo cucino pesce, ho preso un trancio di salmone, lo deposito in un padellino dove già si sono ammorbiditi dei pomodorini tagliati a metà. Appoggio il pesce e lo cospargo di semi di kummel, copro con il coperchio e dopo circa 8/10 minuti, il trancio è pronto, profumato e gustoso.
Condisco con solo un goccino di olio extra vergine di oliva. Me lo gusto con calma, il pesce si rompe in falde perfette, le passo leggermente nel sughino dei pomodorini e dritto in bocca.
Yum!


mercoledì 30 agosto 2017

Vellutata di Cannellini e Barbabietola


Ho già parlato di queste vellutate qui sono comode ma facilmente riproducibili con un po' di organizzazione e pazienza. I risultati però, sia dal punto di vista economico che di produzione, ripagheranno la fatica.
Questa vellutata si ottiene mettendo a bagno la notte prima dei fagioli cannellini secchi, e cuocendoli con la pentola a pressione il giorno dopo, volendo anche con sedano carota e cipolla. Una volta cotti, si frullano nella stessa pentola, togliendo eventualmente il brodo in eccesso (e conservandolo per altre preparazioni) aggiungendo qualche tocchetto di barbabietola cotta al forno e sbucciata.
Il colore magnifico e il sapore dolce acidulo che dona la barbabietola fanno di questa vellutata un piatto da porgere agli ospiti quando si vuole stupire con gli effetti speciali. 
Qui ho spolverizzato con pepe bianco finissimo e l'immancabile "C" di olio extra vergine di oliva a crudo.