giovedì 4 gennaio 2018

La Saga dell'Insalata di Foglie di Sedano

Devo ammetterlo, questa storia delle foglie di sedano sta diventando assuefacente. 
Oggi le ho aggiunte alla crema di piselli, una delizia...
Ogni tanto incontri il gambino del sedano e la sua croccantezza esplosiva è entusiasmante.
Alla crema morbida e dolce aggiungono sapore e piccantezza. E ovviamente freschezza!

lunedì 1 gennaio 2018

Colazioni del Nuovo Anno e Una Nuova Fantastica Insalata Misteriosa


Tradizionalmente, per me, il Primo giorno dell'anno significa fare una colazione pranzo verso mezzogiorno e poltrire sul divano. Ma oggi alle 13,00 devo iniziare il lavoro, quindi ho anticipato un po' tutto. Le tradizioni vanno mantenute.
Ho riscaldato tre cucchiaiate di lenticchie della sera prima, con una fettina di cotechino, ho disposto un po' di salmone affumicato buonissimo con del burro salato ammorbidito a temperatura ambiente. Taglio qualche fettina di pane, e mi dedico alla mia insalata di foglie di sedano verde.
Me la sono inventata ieri sera, perché avevo tutto questo bel fogliame fresco e verde che non mi serviva per la ricetta delle lenticchie. Io odio sprecare le cose, di solito con le foglie di sedano ci faccio una salsina saporita frullandole con olio aceto e una cucchiaiata di maionese e si senape.
Ma non avevo voglia di salsine.
Ho tenuto le foglie e i gambi più teneri, li ho lavati bene e ho tagliato sommariamente, come per una cicoria tagliata larga. Ho condito con pochissimo olio extra vergine di oliva emulsionato con aceto di mele e un pizzico di pepe nero.
L'insalata di foglie di sedano è super croccante, duretta il giusto, saporitissima e con un gusto spiccato e leggermente salato piccante, aromatica e profumata. E sono sicura che fa benissimo.
Preparo delle foglie in più da tenere in un contenitore ermetico in frigorifero. Nei prossimi giorni sarà la mia insalata preferita, sia da sola che unita ad altre foglie o ad un pomodoro tagliato a dadini. 
Sono felice!




domenica 31 dicembre 2017

Ultimo dell'Anno


Oggi è l'ultimo giorno dell'anno, ho lavorato dal mattino e quindi la sera sono libera, ma non ho voglia di festeggiare. Dell'ultimo dell'anno mi piacciono le lenticchie. Me le preparo sempre, anche per me sola, ogni volta cambio ricetta, a volte le faccio con la salsiccia oppure con la pancetta, a volte uso tantissime spezie, indiane o africane. A volte le faccio tradizionali. Quest'anno le ho fatte semplici, carota, sedano e cipolla, alloro un po' di triplo concentrato di pomodoro, un po' di vino rosso per sfumare e acqua per portare a cottura. Alle 18,30 avevo già fame. Alle 20 stavo già gustando il mio piattino di lenticchie, cotechino e una fantastica, croccante, saporitissima, freschissima insalata fatta con le foglie del sedano verde. Che bontà!
Divano e copertina, film e pancia calda. A mezzanotte guardo i fuochi artificiali che mi piacciono sempre moltissimo e mi emozionano, sono proprio dietro la chiesa, sembra di poterli toccare. Penso a quante cose ha visto passare questo anno, ricordi belli e brutti, tristezza ma anche gioia.
Dopo mezzanotte mangio solo qualche cucchiaio di lenticchie per la tradizione, ricevo una telefonata bellissima di una amica molto amata e guardo al nuovo anno con occhi freschi.
L'insalata di foglie di sedano mi è piaciuta così tanto che replico anche per il pranzo del primo dell'anno. Buon anno a tutti!






mercoledì 27 dicembre 2017

Smörgåsbord


Dei viaggi nel nord europa ricordo i paesaggi, il freddo ovviamente, ma il freddo bello che ti fa sentire viva e non quello umido e deprimente che c'è qui, la gente del nord, la semplicità e la schiettezza con cui sembrano vivere. E il cibo. Il cibo del nord europa non è famoso e variegato come quello di altre culture, ma ci sono cose in cui eccellono.
Nel viaggio in traghetto verso l'Islanda, ricordo di aver mangiato solo fettine di pane imburrate con sopra salmone o in alternativa gamberetti, erano deliziose, me ne stavo tutto il giorno sul ponte più alto, le gambe dentro nel sacco a pelo invernale, il mare agitato forza 8/9, l'aria mista al sale, il cielo grigio chiaro.
Ricordo il mercato di Bergen in Norvegia, con queste tartine già preparate dal pescatore che aveva messo questi Smörgåsbord (che letteralmente significa tavola del panino imburrato...) sulla la sua bancarella, la freschezza del pesce, il burro salato, il pane morbido, la gente che faceva la spesa, il sole sulla faccia e l'aria fredda a mordermi le guance.
Ogni volta che mangio salmone e burro su una fetta di pane, c'è tutto il carico di ricordi tattili olfattivi gustativi di quei viaggi.
Ho affettato una ciabattina o meglio un bastoncino francese, il burro salato è già fuori dal frigorifero da un po' così si ammorbidisce. Ho trovato questo salmone lievemente affumicato che non mi da problemi di digestione. Credo sia la vera affumicatura versus l'aroma di affumicato la chiave del mio problema, questo è affumicato leggerissimamente e veramente, niente aromi.
Ho prelevato un po' di senape al miele dal vasetto e qualche rondella dei cetrioli che ho messo via io questa estate, sfruttando la brina del vasetto di cetrioli in agrodolce comprati all'Ikea.
Ho dei germogli freschi, hanno un sapore piccantino buonissimo. Chiudo gli occhi e vedo Bergen, come in una foto panoramica a grandezza naturale nella quale posso girarmi e osservare tutto il mercato. Il sole sulla faccia, l'aria fredda sulle guance.

venerdì 15 dicembre 2017

Una Specie di Ribollita


Ho fatto spesa di verdure biologiche, e tra le varie cose ho acquistato anche del cavolo verza. 
Io adoro la verza, nonostante la puzza che sparge quando la si cuoce, ma ha un sapore buonissimo, carico di ricordi provenienti direttamente dal DNA. Avevo una base di brodo vegetale già pronto in frigorifero. L'ho messo a scaldare e ho aggiunto le foglie esterne del cavolo, volevo una consistenza un po' coriacea e duretta sotto i denti, poi ho aggiunto dei ceci, schiacciandone qualcuno per far addensare leggermente il brodo, qualche pezzo di pane rustico raffermo, l'ho aggiunto solo verso la fine, quando la verza ha raggiunto il grado di cottura giusto, così che il pane rimane un po' duro nel nucleo e si sfalda solo fuori. Una bella spolverata di grana, e una C di olio extra vergine di oliva a crudo.
So benissimo che questa non è la Ribollita, ma le diverse consistenze, il sapore pieno e la sensazione di sazietà mangiandone un bel piatto fumante, me l'ha ricordata.
E pensare che da piccoli, la zuppa era considerata una punizione...

giovedì 7 dicembre 2017

Prima e Dopo il Lavoro


Per avere la carica necessaria al lavoro servono i carboidrati. E un pisolino. A me i carboidrati fanno venire sonno, subito dopo averli mangiati, è una cosa che dovrebbe essere indagata meglio lo so, ma per ora mi adeguo. Mi sono preparata, con un po' di anticipo, questo risottino semplicissimo, con brodo vegetale che avevo già in frigorifero. Siccome il brodo era fatto anche con un po' di verza, ho aggiunto un pochino di cavolo rosso, tagliato finemente, da mangiare crudo insieme al risotto. Una spolverata di pepe e un filo di olio extra vergine di oliva e il gioco è fatto. La croccantezza e freschezza del cavolo si contrappone alla morbidezza calda del risotto, non male...
Ho mangiato presto, per avere il tempo di fare un pisolino e andare al lavoro bella carica. Punto le sveglie per sicurezza e mi godo la pennichella post prandiale in tutta sicurezza.

Dopo il lavoro, sono tornata a casa verso le 11,00, avevo solo un leggero languorino, così ho bagnato una frisella integrale sotto il getto  dell'acqua, una passata velocissima, e l'ho condita con triplo concentrato di pomodoro, origano, qualche cappero e una spolverata di grana. E un filino di olio extra vergine di oliva. Buonanotte!

mercoledì 6 dicembre 2017

Insalate


L'insalata è una forma di arte. Oggi ho messo cavolo rosso, cavolo bianco, mizuna, cavolo nero, pomodoro, carote, zucca, erbette. Ho condito solo con olio extra vergine di oliva e aceto di mele, e ho aggiunto un paio di uova alla coque. 
Gnam!

sabato 2 dicembre 2017

Salad, Salad, Salad!



Quando si prepara una insalata, lavando e tagliando la verdura da intera, conviene prepararne un po' di più e approntare delle "schiscette" per i pranzi al lavoro. L'insalata fresca, intera, da lavare e tagliare è più economica, sana, nutriente di quelle già lavate in busta e soprattutto di quelle già tagliate. Una insalata in busta, già tagliata, ha subito ripetuti lavaggi che l'hanno impoverita di tutte le vitamine, che essendo idrosolubili, se ne sono andate per la maggior parte nell'acqua. Certo anche preparare in anticipo una insalata in contenitore, ne fa perdere in freschezza, ma in proporzione molto minore rispetto ai tempi più lunghi delle insalate lavate e pronte.
Così ho tagliato un po' di cavolo rosso e bianco, carote, zucca crude, mizuna, rucola, cicorino.
Ho sbattuto un cucchiaio di senape al miele con un pochino di olio extra vergine di oliva e un po' di aceto di mele, e ne ho prelevato un po' da mettere in un contenitore piccolino che sta dentro nella insalata in schiscetta come in un nido. 
Mi gusto la mia insalata fresca e croccante e so che i due prossimi pranzi al lavoro saranno sani e freschi.
Una bella soddisfazione!






giovedì 30 novembre 2017

Pranzo e Pausa Pranzo


Per pranzo un bel piatto di spaghetti, per affrontare la giornata lavorativa e la sera, nella paura al lavoro, una insalata gustosissima. 
Ho messo a bollire l'acqua e intanto in un pentolino ho messo a stufare un po' di cipolla con olio extra vergine di oliva. una foglia di alloro e un cucchiaio di purea di umeboshi diluito con un cucchiaino di acqua di cottura della pasta. Nel frattempo lavo l'insalata mizuna e affetto il pomodoro, le carote, la zucca cruda, e le erbette da mettere nella schiscetta per stasera. Un pochino di olio extra vergine di oliva e aceto di mele, nel piccolo contenitore, e stasera non mi resterà che agitarlo e unirlo all'insalata.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco alle cipolle stufate e all'umeboschi che si è ridotta e ha creato una cremina dal caratteristico gusto salatino acidulo.
Una bella spolverata di grana e di pepe nero macinato al momento.
Yum! l'umeboshi rende più digeribile il tutto e sono pronta per andare al lavoro.
La sera, la croccantezza degli ingredienti crudi dell'insalata, si sposa al gusto fresco e piccantino dell'insalata. Ottima!

mercoledì 29 novembre 2017

Voglia di Pizzoccheri


Ogni tanto viene voglia di cibi supernutrienti, caldi e legati a tradizioni o climi o regioni dallo stile ipercalorico, mi vengono in mente le lasagne dei periodi di Natale, certi cibi ipercalorici di regioni abituate a combattere contro il freddo a suon di grassi, e i piatti della tradizione montanara.
Il grasso apporta gusto, oltre che calorie, ed è per questo che rende i cibi più appetitosi e sazianti.
Manteca e ammorbidisce, lega e fonde insieme alimenti che senza il grasso non starebbero amalgamati, creando la differenza tra un assemblamento di ingredienti e una ricetta.
Tradizionalmente, i piatti ricchi di grassi, con la loro lunga e articolata preparazione, sono destinati alle feste o a periodi particolari, non sono piatti per tutti i giorni, ma la grande distribuzione e la pigrizia e non voglia di mettersi a cucinare, a fatto in modo che i piatti "delle Feste" diventassero accessibili senza sforzo, trasformandoli in piatti "di tutti i giorni". Così, se uno ha voglia di pizzoccheri o di lasagne, non deve far altro che andare al supermercato, e trova, magari già caldi e pronti da mangiare, tutta una sequela di lasagne, cannelloni, pizzoccheri, quiche, e tutto ciò che si può preparare solo con grande anticipo se si volesse fare in casa partendo da zero. Sono piatti che portano con se il ricordo di giorni di festa e calore famigliare, quello che viene chiamato "comfort food" e che una sera di fredda umidità autunnale o invernale ha un richiamo quasi irresistibile.

Ecco che così, l'emotività prende il sopravvento, e instaura un meccanismo difficile da rompere, il supermercato diventa la mamma, o la nonna, che ti fa trovare pronto in tavola cibi caldi e confortanti e tu sei fritto.
Ma, ci vuole veramente così tanto per ricreare a casa, in tempi brevi, una portata che racchiuda in sé il sapore del conforto e che nello stesso tempo sia davvero un piatto "per tutti i giorni"?

Il pizzocchero in sé, inteso come formato di pasta e non come ricetta, è una pasta altamente digeribile, saziante ma non particolarmente più calorica rispetto alla pasta di grano duro normale, e si presta, con il suo sapore forse un po' rude ma peculiare e gustoso, a ricette leggere e saporite, a cui apporta novità, calore e "effetto cibo di montagna" senza particolari procedimenti di cottura.

Nel tempo di cottura della pasta.

Ho messo a bollire una pentola di acqua per cuocere la pasta. Nel frattempo ho tagliato a striscioline, le foglie più tenere ed interne di un po' di verza. In un pentolino a parte, ho messo tre spicchi di aglio, sbucciati e schiacciati con la lama del coltello, di piatto, a stufare a fuoco bassissimo in un pochino di burro e tre cucchiaiate di acqua, con foglie di salvia e una bella macinata di pepe nero. Dopo poco ho aggiunto delle foglie di erbette, sciacquate sotto l'acqua corrente e ho messo il coperchio.
Arrivata a bollore l'acqua, ho aggiunto una presa di sale scarsa e i pizzoccheri.
I pizzoccheri cuociono in circa 12 minuti. Quando assaggiandoli, sono ancora al dente, ho scolato pasta e verdura, tenendo un po' di acqua di cottura, e li ho aggiunti nella padella dove stavano stufando erbette, aglio e salvia. Alzo il fuoco, mescolo tutti gli ingredienti di modo che si insaporiscano bene, aiutandomi con l'acqua di cottura della pasta per mantecare. Aggiungo un fiocchetto di burro e una spolverata di grana grattugiato e una bella macinata di pepe nero.
Certo non sono come i pizzoccheri veri, ricchi di formaggio e burro, ma il profumo della verza e l'aroma dell'aglio, del pepe e della salvia, fanno la magia. Il cervello olfattivo è soddisfatto e si imparano gusti nuovi e più semplici.

mercoledì 22 novembre 2017

Insalata Orientale con Salsa alla Senape e Uovo


L'altro giorno sono andata a fare la spesa di verdure e frutta dalla Teresa delle Fragole. Ogni volta imparo qualcosa di nuovo sulle insalate e sulle verdure, la frutta e la verdura biologica ha un gusto più acceso e dura di più, ma la differenza soprattutto si sente con le insalate. Ho comprato rucola, tarassaco (che adoro) erbette così tenere da mangiarle anche crude e la mizuna. La mizuna esiste sia rossa che verde, ha un sapore particolare e dona un tocco orientale alle insalate, di fatto è una insalata che proviene dal Giappone, viene chiamata anche senape giapponese ed è parente stretta della rucola, della quale però non condivide il sapore amaro pungente molto forte, ma piuttosto una aromaticità carnosa e leggermente piccante. Io l'ho presa rossa, così da accompagnarsi al rosso dei gambi delle erbette.
Ho tirato fuori dal frigorifero il pomodoro qualche oretta prima, di modo che non sia freddo e si possa gustare appieno il suo sapore di sole. Sono gli ultimi pomodori, arrivati fino a novembre per grazia del clima mite che c'è stato fino ad ora.
Pulisco e spezzetto con le mani le varie erbe tranne il tarassaco, o cicoria matta, che taglio a coltello fine fine. Uso il coltello di ceramica, per non ossidare da subito le verdure.
Nel frattempo un ovetto sta sobbollendo a fuoco lento. Taglio il pomodoro a metà e poi in quarti e ne ricavo dei dadini della dimensione comoda per un boccone. Cospargo il pomodoro con sale nero e in una ciotola sbatto un cucchiaino di senape con olio extra vergine di oliva e aceto di mele. Sbatto forte finché non diventa una emulsione.
L'uovo è pronto, lo voglio a metà strada tra sodo e alla coque. Lo immergo in acqua fredda e rompo il guscio di modo che si creino delle crepe su tutta la superficie, così che l'acqua fredda penetri sotto il guscio e sia più facile sgusciarlo senza rompere il bianco.
Taglio l'uovo a metà e lo insedio nel nido di verdure, verso la mia salsina alla senape e mi ricordo che devo togliere l'uovo per poter condire l'insalata. Alla fine, dopo l'operazione metti e togli, mi gusto in pace questa insalata buonissima con una fetta di pane di Altamura. 
Ahhh che bontà!













giovedì 9 novembre 2017

Zuppa Pavese Orientale ovvero Del Mangiare Insalata Quando Fa Freddo


Ieri è stata una giornata particolare, colazione con té e una fetta di torta alle 11,30 programma di bellezza e riassettata alla casa, un piacevole incontro, merenda alle 17,00 con un sandwich di pane ai 5 cereali spalmato con senape e purea di umeboshi da un lato e feta morbida sull'altro, in mezzo pomodori, julienne di carote e cavolo e qualche fettina di cetriolo sotto agrodolce, fatti sfruttando la brina dei cetrioli-gewürzgurken comprati all'Ikea, e una spolverata di pepe bianco.
Per cena poi non avevo fame e così sono andata alle prove del coro e ho mangiato dopo.
A mezzanotte circa mi sono preparata una zuppa buonissima che ho rifatto anche il giorno dopo, oggi.
Avevo già del brodo pronto, fatto con una base di acqua di cottura dei broccoli, ho messo sul fondo del piatto delle fette di pane ai 5 cereali, e un paio di cialde di riso, quelle per fare gli springroll, spezzate con le mani, a contatto con il brodo caldo diventeranno degli straccetti di noodles. Ho sgusciato un uovo sulle fette di pane e spolverizzato con grana grattugiato e pepe sia bianco che nero. Con il senno di poi, il formaggio si può anche non mettere, se la quantità di zuppa e di verdure è rilevante. 
Ho affettato sottilissimo un pezzo di cavolo bianco e uno di cavolo rosso, e a julienne una carota.
Se avessi avuto dei cipollotti avrei aggiunto anche qualche rondella del loro gambo verde.
Infine ho tritato un mazzetto di prezzemolo, gambi compresi. Ho disposto le verdure nell'insalatiera sopra le fette di pane, ma lasciando libero l'uovo.









Lentamente ho iniziato a versare un mestolo di brodo bollente sopra l'uovo, di modo da cuocere l'albume, che infatti inizia a diventare bianco. Aggiungo un mestolo per volta, perché il brodo a contatto con le verdure fresche tende a perdere la sua qualità bollente in fretta.
Aggiunto tutto il brodo, l'uovo è quasi completamente bianco nell'albume ma il tuorlo è rimasto morbido. Mischi delicatamente gli ingredienti, facendo emergere gli straccetti di noodles ma lasciando l'uovo al centro, ho dato anche una spolverizzata di semi di canapa decorticati, che aggiungono un sapore di nocciola tostata delicato all'insieme. Alla fine rompo il tuorlo dell'uovo, ha una consistenza, morbida ma non più liquida, è buonissimo, lo gusto prelevando pezzetti di pane e formaggio sul quale il tuorlo si adagia vellutatamente.
Ecco la zuppa alla pavese che mi faceva mia mamma da piccola, e amata da mio papà. 
L'aggiunta delle verdure, trasforma in una fusione di sapori e consistenze questa zuppa, le verdure rimangono sode ed è il modo più diffuso in Asia e nel Sud Est Asiatico per gustare i brodi. 
Mi vengono in mente le ricette di ciotole composte da vari ingredienti cotti e crudi, disposti armoniosamente e fittamente, e sui quali viene versato brodo bollente e saporito, come i vari Pho vietnamiti, la Tom Kha Gai thailandese, e l'infinita moltitudine delle zuppe cinesi.
Estremamente digeribili, più fresche, saporite e profumate rispetto al metodo di cottura dei vegetali che vige in occidente, che prevede tempi più lunghi di preparazione e consistenze morbide e uniformi, queste "insalate" calde e brodose, sono una delizia, un conforto e sono velocissime da preparare.