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venerdì 15 dicembre 2017

Una Specie di Ribollita


Ho fatto spesa di verdure biologiche, e tra le varie cose ho acquistato anche del cavolo verza. 
Io adoro la verza, nonostante la puzza che sparge quando la si cuoce, ma ha un sapore buonissimo, carico di ricordi provenienti direttamente dal DNA. Avevo una base di brodo vegetale già pronto in frigorifero. L'ho messo a scaldare e ho aggiunto le foglie esterne del cavolo, volevo una consistenza un po' coriacea e duretta sotto i denti, poi ho aggiunto dei ceci, schiacciandone qualcuno per far addensare leggermente il brodo, qualche pezzo di pane rustico raffermo, l'ho aggiunto solo verso la fine, quando la verza ha raggiunto il grado di cottura giusto, così che il pane rimane un po' duro nel nucleo e si sfalda solo fuori. Una bella spolverata di grana, e una C di olio extra vergine di oliva a crudo.
So benissimo che questa non è la Ribollita, ma le diverse consistenze, il sapore pieno e la sensazione di sazietà mangiandone un bel piatto fumante, me l'ha ricordata.
E pensare che da piccoli, la zuppa era considerata una punizione...

lunedì 24 aprile 2017

L' Avena che Da Coraggio


Così iniziava il capitoletto dedicato all'avena nel libro di Nico Valerio "L'Alimentazione Naturale", un libro bellissimo, interessantissimo e completo, che ho riletto parecchie volte e che consulto spesso.
L'avena da coraggio, secondo Valerio, per via della peculiarità dell'energia che fornisce, una energia che spinge all'attività, alla voglia di cimentarsi, in passato per i guerrieri nordici, ora per gli sportivi.
Una energia che smuove dalla staticità. Intendiamoci, il libro di Nico Valerio è molto scientifico, ma attraverso le righe, chi come me, vede dei collegamenti alla sfera psichica ed emotiva, ai simboli e agli archetipi comuni che l'umanità condivide anche se nati in luoghi diversi e separati dalla storia e dall'impossibilità di avere contatti, ci sono delle affinità, delle energie sottili e diverse a seconda del cibo che si mangia e che guarisce e stimola una caratteristica o l'altra del nostro organismo e della nostra psiche.
Così come credo che se ci si sa ascoltare, scremando la mente dagli stimoli esterni, ed avendo cultura e curiosità per i cibi intesi come ingredienti, la cura ci viene suggerita dal corpo stesso. La voglia di un certo cibo, intendendo per cibo ciò che la natura dona e non l'agglomerato industriale, indica che il corpo ha bisogno di quel particolare elemento che in quel cibo è presente in quantità.
Per far si che questo meccanismo di autocura possa avvenire, bisogna aver assaggiato più cose possibili, forse studiato, ma comunque essersi avvicinati alla alimentazione naturale con voglia di sperimentare. 
In questi giorni di riposo forzato, mi sono rotta il gomito, ho sfruttato i momenti di cimento culinario per preparare più cose, così da avere degli "aiutocuochi" o semplicemente delle porzioni in più di cibo salutare per quando non ho voglia di farlo o mi prende la fame improvvisa. Per non cadere nei cibi pronti, anche perché non potendo guidare non posso andare a fare la spesa, mi preparo dei pranzetti pronti, gustosi e salutari, fatti da me.

L'altro giorno ho messo a mollo l'avena, dalle 3 ore ad una notte, e poi l'avevo cotta con porri e un po' di verza, tagliati a fettine, in pentola a pressione per circa 20 minuti. Ne avevo mangiato un piatto e il resto l'avevo messa via in un vaso a chiusura ermetica, in frigorifero. Oggi ho fatto stufare degli spinaci, con pochissima acqua, quella che rimane sulle foglie dopo averle sciacquate, in una pentola antiaderente, coperti con un coperchio bombato. Gli spinaci si restringono e fanno la loro acqua, che ho utilizzato per aggiungerla alla minestra di avena per mangiarla oggi. Me ne rimane ancora una porzione e ho del brodo ottenuto dalla crema di zucca, sedano rapa e curcuma, di cui trovate la ricetta qui. Ogni volta, così, sembra una zuppa diversa, solo cambiando il liquido per scaldarla.
L'avena ha un sapore buonissimo, delicato ma peculiare suo. Quello però che me la fa piacere tantissimo è la consistenza dei chicchi, che sembrano esplodere di sapore e sodezza sotto i denti. All'inizio li senti lisci e lucidi con la lingua e poi li addenti ed esplodono con un pop di gustosità sopraffina. Rilasciano un amido dolce ma non dolciastro che rende la zuppa cremosa e raffinata.
Basta un filo sottile di olio extra vergine di oliva, e una presa di formaggio grattugiato per ristabilire il giusto contrasto salato.
Molto proteica e bassa di carboidrati, ricca di vitamine e sali minerali per la ricostruzione di muscoli e ossa, abbassa il colesterolo, stimola la tiroide, soddisfa, riempe senza gonfiare, fa benissimo ed è buona.
Mi sento già meglio.


In queste foto il brodo ottenuto facendo la vellutata di zucca, sedano rapa e curcuma, la vellutata stessa e una porzione ancora di zuppa di avena.
Qui sotto invece il prezioso libro, usurato dal tanto sfogliarlo...760 pagine di nozioni, ricette, spunti, sugli ingredienti dell'alimentazione naturale.

giovedì 11 febbraio 2016

Zuppa di Sfiletti di Verde di Porro alla Cipolla e Cipollotti con Trippa di Grana Padano


Per la serie - le vitamine sono nella buccia - stasera tornando a casa con la spesa, la macchina tutta odorosa dei porri freschi appena comprati, ho pensato ad una zuppa per sfruttarne la parte verde. 
Io odio gli sprechi, e poi...è così gustosa!
Ieri sera avevo messo su già del sedano, carote e cipolla per fare un brodo con la pentola a pressione. Ci avevo aggiunto dei petti di pollo, due croste di grana padano, pulite e lavate, cannella, chiodi di garofano, anice stellato e pepe in grani perché volevo ottenere un sapore lievemente asiatico. Un pizzico di sale alle erbe e ho calcolato venti minuti di cottura dal sibilo. 
Quindi, con il brodo già pronto, ho tagliato a strisce sottili il verde dei porri e li ho messi a rosolare brevemente in un tegame con uno spiccio di aglio tritato e un cucchiaino scarso di olio extra vergine di oliva. Una volta rosolati, ho aggiunto un cucchiaio di farina di grano saraceno, mi serve per rendere la zuppa densa come una zuppa di cipolle, ma non voglio usare farina di frumento.
Faccio tostare e aggiungo la cipolla che ho usato per il brodo, intera, tagliandola a pezzettini e le due croste di grana, ormai morbide, tagliandole a striscette. 
Tagliate così hanno l'aspetto della trippa.
Aggiungo il brodo e copro, abbassando il fuoco al minimo. Calcolo circa 10 minuti/un quarto d'ora di cottura.
Nel frattempo riscaldo il petto di pollo e le due carote, aggiungendo acqua al brodo e dando un minuto di cottura dal sibilo della pentola a pressione.
Servo la zuppa di verde di porri, cospargendola con anelli di gambi di cipollotti e un filo di olio extra vergine di oliva. La zuppa è venuta ancora più buona di come la immaginavo, la cipolla bollita si è completamente disfatta, creando una texture densa, i filetti di porro sono al giusto punto di cottura, morbidi ma ancora sodi sotto i denti e gli anelli dei gambi verdi dei cipollotti sono aromatici, freschi e leggermente stridenti, qualità dovuta alla loro forma tubolare, asciutta fuori e scivolosa dentro.
Il loro profumo è inebriante. 
Quando addento i pezzetti di Grana, sciolto e per metà sodo, ha un sapore buonissimo, formato dal gusto e dalla consistenza, un sapore che in parte si è diffuso al brodo della zuppa e concentrato nella striscia che sembra trippa, ma non lo è.

Ne mangio due scodelle, e poi procedo con le due carote, che ho tagliato e cosparso con due senapi diverse, Dijon e Dill, all'aneto, e una parte dei petti di pollo, spolverizzati di pepe nero macinato al momento, fiocchi di sale affumicato e anelli di cipollotti. 
Anche le ricette dietetiche possono essere gustose. Soddisfatta. 






giovedì 4 febbraio 2016

Zuppa di Lenticchie e Pizzoccheri


Dopo l'infilata di primi, dopo aver passeggiato tra i vecchi post di quando ho iniziato la dieta, ieri ho deciso di preparare delle lenticchie, ne ho mangiate un po' asciutte, sia da sole che con la polenta taragna e oggi, con le poche lenticchie rimaste, ci ho riaggiunto il brodo che avevo tolto e, in pentola a pressione, le ho preparate con una manciata di pizzoccheri. 
La pasta di grano saraceno ha un sapore tutto suo, rustico e pieno, cucinata semplicemente con un condimento leggero oppure fatta in brodo, regge sempre e da soddisfazione.
In pentola a pressione cuoce in 7 minuti dal sibilo, contro i 15 scritti sulla confezione, di cottura normale. Rimane al dente ed è super saziante ma non gonfia. Anzi, su di me, ha una azione diuretica.

Le lenticchie le avevo fatte con una grossa cipolla tagliata a fette per il lungo, molte foglie di alloro e chiodi di garofano, acqua, tanta perché voglio anche un brodo da bere caldo, un cucchiaio di musaman curry. Venti minuti di cottura dal sibilo della pentola a pressione, lenticchie di Rodi, piccole, che non hanno bisogno di ammollo.
Una volte pronte, avevo prelevato tutto il brodo e le avevo fatte asciugare ulteriormente a fuoco vivo.
Fatte così risolvono le crisi di fame. E il brodo si può bere da solo oppure utilizzare per un risotto o, come oggi, per fare una zuppa.

Adoro le ricette multitasking!