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martedì 5 maggio 2020

Formaggio Fresco alle Erbe Fini


Ogni tanto mi piace fare del formaggio fresco in casa, partendo dal latte fresco intero, lo faccio cagliare con succo di limone filtrato, oppure con una eguale quantità di yogurt.
Tutto va eseguito nella più scrupolosa igiene e lasciando cagliare un paio d'ore in un pentolino d'acciaio coperto con un piatto.
Passato questo tempo si può mettere a scolare la cagliata, io uso il colino cinese, mi piace la forma che dona alla fine e ha dei buchini abbastanza sottili da far colare il siero (che recupero per utilizzarlo in minestre) appoggiando il colino sopra un pentolino del latte che sembra fatto apposta per la sua misura. Copro con un panno inumidito.
In alternativa si può far colare la formaggella utilizzanto un panno che non lasci pelucchi, a trama molto fitta, inumidito e strizzato. Si adagia il panno in uno scolapasta, si versa la cagliata e poi si appende il fagotto sopra il lavandino, ponendo un contenitore a raccogliere lo sgocciolamento. Utilizzando una molletta per il bucato si può appendere allo scolapiatti se lo si ha sopra il lavandino. Dopo qualche ora, la formaggella sarà più o meno compatta a seconda del metodo utilizzato, e a quel punto si può gustare così, in purezza, oppure trasferirla in un vasetto di vetro avendo cura di separarla dall'atmosfera con un filo di olio. 
Oppure si può lavorare con una spatola ed aggiungerci altri ingredienti per aromatizzarla.
Io questa volta ho voluto provare a farne un formaggino che amo molto il "tartare":
ho tritato finemente uno spicchio di aglio, un mazzettino di prezzemolo, e li ho aggiunti al mio formaggetto con sale, pepe bianco e pepe nero macinati al momento e un goccino di olio extra vergine di oliva. Ottenuto un fromage aux fines herbes lo utilizzo semplicemente su crostini o nelle tartine, o come accompagnamento e guarnizione di un risotto alla zucca, per dare una spinta inversa al gusto dolce tipico di questo risotto.

lunedì 21 maggio 2018

Wallace and Gromit e la Torta Impossibile

Ci sono dei cibi che fanno parte di un immaginario collettivo, magari un po' di nicchia, ma che ogni volta che ci pensi ti viene in mente sempre la stessa cosa. Ogni tanto, verso le 5 di pomeriggio, se prendo una bella tazza di tè mi vengono in mente le usanze inglesi, e fin qui è abbastanza collettivo come immaginario, poi se dopo una fetta di torta mi viene voglia di salato, prendo un po' di formaggio e l'abbinamento è con i crackers, e questo immaginario è un po' meno collettivo, mi torna in mente la puntata "A Grand Day Out" di Wallace e Gromit che, rimasti senza formaggio, decidono di costruire un razzo per andare sulla luna, perché lo sanno tutti che la luna è fatta di formaggio...
Ovviamente Wallace quasi dimentica di portare dietro i crackers e, per il rotto della cuffia riesce a risalire a bordo mentre il razzo sta partendo. Non c'è bisogno di dirlo, hanno anche una bella tazza fumante di tè ciascuno. Gromit è un cane raffinato, lo beve anche lui. 

The Impossible Pie invece è una torta al cocco di origine australiana, la fa una mia amica con una ricetta segreta, ed è una delizia per il palato e l'olfatto. Divina con il tè, piacerebbe molto al cane Gromit che è un vero dandy. Nel mio immaginario l'Australia è come se fosse una Gran Bretagna ai tropici, o giù di li, clima californiano ma usanze da vecchio continente, una mistura perfetta.