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venerdì 9 settembre 2016

Base per Panzanella con Pane Burro e Alici



La Panzanella è un piatto molto estivo tipico della Toscana della zona di Lucca, delle Marche e del Salento, dove al posto del pane raffermo si usano le deliziose friselle Pugliesi.
Io la adoro, la preparo sempre con cipolle, cetrioli e peperoni, che lascio a bagno nell'aceto che servirà da condimento, intanto che faccio il resto delle cose. L'aceto, stasera l'ho usato bianco di mele, rende digeribile i tre ingredienti di più difficile digestione e farà, insieme all'olio e a un pochino di acqua, il sughetto in cui il pane o la frisella si andrà ad inzuppare.
Sopra il malefico trittico di verdure indigeribili, affetto un pomodoro ben maturo e gli sbriciolo sopra un pochino di sale, aggiungo un cipollotto, e qualche oliva nera. Due cucchiaiate di acqua fredda gelata e un giro di olio extra vergine di oliva. Stasera ho del pane fresco rustico, lievitato con lievito di frumento, su cui ho spalmato un velo di burro e disposto gli ultimi filetti di alici sott'olio. Non è un caso che si dica a burro e alici per indicare una cosa sopraffina anche se semplice, il connubio è perfetto, il burro morbido e delicato, le alici carnose e saporite, l'olio delle alici salatino che imbeve il pane dove non c'è il burro...una bontà.
Aggiungo una frisella spezzata alla mia panzanella, giro per far insaporire il pane con il condimento e la cena è fatta. Ho ancora un pezzo di focaccia alle cipolle e provo un pezzetto di mozzarella.
La panzanella è fresca, croccante e succosa, i pezzi di frisella oppongono resistenza ai denti dove sono rimasti più duri e sono gustosi per il sughetto olio aceto e acqua.
Bello mangiare così.






giovedì 26 febbraio 2015

Insalata di Cavolo Purpureo, Filetti di Sardine e Aringhe Marinate



...forse non l'ho mai detto...ma il cavolo cappuccio mi fa impazzire!
Oggi ho quello viola, lo taglio a fettine e lo scaravento nell'insalatiera. Aggiungo dei filetti di sardine lavorate come alici, un pochino del loro olio (di oliva) e gli ultimi pezzi di una aringa marinata comprata all'Ikea. Una spruzzata con aceto balsamico di mele, giro e mi gusto una delle mie insalate preferite.
Il cavolo è croccante e delizioso, le sardine acciugate sono apprezzabili e nelle composizioni possono sostituire degnamente le alici, che riservo a protagoniste in altri piatti. L'aringa dona quel gusto agrodolce e ha la carne morbida che contrasta con il duretto del cavolo cappuccio e l'aceto toglie l'amaro. Yum!
Il colore purpureo del cavolo indica che contiene un alto tasso di antocianine, protettrici dei capillari, e delle vie urinarie.
Ogni giorno si dovrebbero mangiare verdure crude che coprano tutti i colori dell'arcobaleno, assicurandosi così l'apporto del più ampio ventaglio di vitamine, sali minerali e sostanze benefiche.
Per la cromoterapia ogni cibo è collegato, per il colore che ha, ad un organo elettivo:

Colore                                               Organo/ghiandola
Rosso                                                Fegato
Arancione                                          Tiroide, ghiandole mammarie
Giallo limone                                      Pancreas, Timo
Verde                                                 Ipofisi
Viola                                                   Milza
Magenta                                            Prostata, surrenali
Scarlatto                                            Testicoli, ovaie
Dalla cromoterapia alla Medicina Tradizionale Cinese, il passo, nella mia mente, è brevissimo, si aprono tanti file e mi si chiariscono molte cose...
Colore                 Organo/ghiandola                                        Emozione                     Elemento
Rosso                 Cuore, triplice riscaldatore                               Gioia                              Fuoco
Giallo                  Stomaco, milza                                                 Preoccupazione           Terra
Bianco                 Polmoni, pelle, organi genitali                         Tristezza                       Metallo
Nero                    Reni, vescica                                                   Paura                            Acqua
Verde                  Fegato, cistifellea                                             Rabbia                          Legno

venerdì 20 febbraio 2015

...a burro e alici


Si parla di cibo e scaturiscono le voglie. Mentre sento raccontare una variante dell'aglio, olio e peperoncino, con l'acciuga, mi si materializza in un angolo della mente un crostino burro e alici, come se fosse un pensiero a voce alta sento l'altro descriverlo. Magia!


Metto a bollire l'acqua per la pasta e comincio a tagliare a fettine, sottili come un velo, tre spicchi di aglio. Li adagio in un padellino con poco olio extra vergine di oliva, tre peperoncini di Cayenna e due thailandesi, spezzati, metto dentro semi e tutto. Accendo il fuoco più piccolo, bassissimo.
Prelevo due filetti di acciuga e li unisco all'aglio che sta diventando croccante come delle piccole chips e delicatamente profumato.
Prendo una frisella, a me piace così, secca e non ammollata con l'acqua, ne strofino un semicerchio con uno spicchio di aglio. Le creste ruvide del pane spappolano l'aglio e lo trasformano in una crema morbida e aromatica.
La metà non strofinata la spalmo con burro fresco e la guarnisco con filetti di acciughe e un pochino del loro olio. Sulla metà strofinata spalmo del burro che ho lavorato con aglio e prezzemolo tritati finissimi e un filo di olio extra vergine di oliva.
Cospargo la metà prezzemolata con pepe nero macinato al momento.
L'acqua bolle, butto la pasta, reginette, ho solo quelle. Verso mezzo bicchiere di Morellino di Scansano e addento la frisella.
Ne tengo un po' per dopo, perché è ora di scolare la pasta e farla saltare con l'aglio, olio e peperoncino. Le due acciughe si sono disciolte nell'olio.
Il piccante è una staffilata alla lingua, buonissimo. Il burro della frisella sembra lenire, ma è solo temporaneo.
Le luci soffuse, la televisione un quadrato di colore dal quale proviene un sommesso parlottare, Earl Hines suona in sottofondo.
Mi piace mangiare così.