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giovedì 22 maggio 2025

Paccheri alle Zucchine e Menta


I paccheri sono un formato di pasta non facile da fare, tempi di cottura piuttosto lunghi, difficoltà nel mangiarli (sono grandi!) e di solito vengono conditi con sughi di lunga digestione. Però, però a me piacciono, perché sono sempre un po' al dente e proprio perché sono grandi. Oggi li ho fatti semplicemente con un sugo di zucchine rosolate in padella con uno spicchietto di aglio e a crudo olio, formaggio, pepe e foglie di menta. Li ho serviti con porri e cipollotti stufati a lato, un po' li mangio insieme e un po' come contorno. La menta dona a tutti indistintamente.


Paccheri alle zucchine e menta, porri e cipollotti stufati

domenica 30 marzo 2025

Le Insalate dell'Amore

 

Sono rimasta senza insalata, con questo nuovo modo di mangiare, antipasto di verdure crude o insalata e poi main course con verdure cotte e carne o pesce o uova o pasta, l'insalata sparisce in un attimo. Così visto che sarebbe venuto a trovarmi un amico, gli ho chiesto se poteva portarmi in dono dell'insalata.
Mi ha portato Iceberg, Chioggia e Rucola, così per qualche giorno sono a posto!
Ho preparato la mia bella Iceberg fresca e croccante come prima cosa e poi zucchine e broccolo al vapore e petto di pollo con una spolverata di jalapeno secco. Un filo di olio extra vergine di oliva e il pranzo è pronto. 




lunedì 3 marzo 2025

Polenta alla Veneta con Chioggia




Avevo già pronta della polenta taragna fatta il giorno prima, mi piace farla alla venata, questa volta oltre che con le cipolle anche con la Chioggia. Le ho fatte rosolare a fuoco basso in padella con un pochino di olio, così che si crei la crosticina sui cubotti di polenta e che la cipolla e la Chioggia appassiscano e diventino dorate. Alla fine una spolverata di formaggio grattugiato e le ho servite con zucchine e radici amare rosolate, pak choi al vapore e come antipasto una bella insalata verde fatta con la catalogna. Adoro mangiare così.

 

venerdì 14 maggio 2021

Merluzzo all'Air Fryer con Zucchine all'aglio Nero


Oggi avevo deciso di mangiare pesce, e nello specifico di riprovare con il merluzzo, che non è tra i miei pesci preferiti, ma mi sono dimenticata di tirarlo fuori dal freezer ieri sera, quindi da stamattina il blocchetto è ancora piuttosto congelato. Siccome volevo cucinarlo utilizzando l'air fryer ma non ho ancora capito se da congelato riesce poi a cuocerlo bene, prima l'ho messo nella pentola antiaderente già calda e ho coperto. Mano a mano perdeva la sua acqua e quando mi è sembrato più morbido ma ancora crudo, l'ho passato nell'air fryer avendolo prima spennellato con un po' di olio, e cosparso di Tandoori Masala e alga Wakame essiccata. Ho dato 18 minuti di cottura a 180 gradi.
Ho lavato la pentola e ho messo a cuocere le zucchine tagliate a rondelle, con un cucchiaino di olio evo e uno spicchio di aglio nero sminuzzato. Giusto il tempo di cottura del pesce e anche le zucchine erano pronte. Ho impiattato e dato una bella macinata di pepe nero Tellicherry. 
Il merluzzo continua a non essere il mio pesce preferito ma nell'air fryer è diventato croccantino fuori/morbido dentro. L'alga wakame ha dato quel twist croccante e salatino che si sposava bene.

Nel pomeriggio ho commesso una trasgressione alla dieta. Ho cotto una mela Pinova, tagliata a metà, a vapore. Con la sola aggiunta di un paio di chiodi di garofano, acqua e un pezzetto di cannella. L'ho gustata con un cucchiaio di mascarpone, qualche pistacchio, due albicocche disidratate e un dattero ridotti a straccetti. Di tutto l'insieme, incredibile ma vero, l'unico ammesso è il mascarpone, seguito al secondo posto dai pistacchi (che invece sono previsti al mattino a colazione). 
Credo sia la seconda volta che la mela rappresenti una cosa peccaminosa nella sua storia. 

martedì 4 maggio 2021

Arrosto di Tacchino con Zucchine al Pesto di Nocciole e Wrap di Cavolo Cappuccio


Avevo qualche foglia di basilico fresco e erroneamente ricordavo che per fare il pesto in casa ce ne volessero 14. Così ho iniziato a pestare nel mortaio giapponese (non adatto perché è scanalato invece che liscio) un piccolo pezzetto di aglio e nocciole Piemonte (non avevo pinoli in casa) aggiungo il mio cucchiaio di olio a disposizione, un cucchiaio di pecorino grattugiato e le foglie di basilico, chissà perché nella mia mente erano sufficienti a creare un pesto verde clorofilla e bello denso come piace a me. Ovviamente il risultato non è stato quello desiderato, perché confrontandomi poi con una amica che ha vissuto in Liguria per molto tempo le foglie dovevano essere 40 e non 14. Questione di assonanze numeriche. Vabbè questo pesto di nocciole Piemonte, lievemente aromatizzato al basilico, mi è servito per aggiungere il sapore che volevo alle zucchine saltate in padella e poi portate a cottura morbida con un pochino di acqua. Niente olio ne aglio in cottura perché erano già nel pesto. 
Le ho servite accompagnate dalle ultime fette intere di arrosto di fesa di tacchino. Buonissimo!



Il giorno dopo continua la saga keto wrap: 
A pranzo non ho raggiunto la quota di 200 g di ortaggi e quindi ho compensato con lo spuntino del pomeriggio, ho preso due foglie di cavolo cappuccio, le ho spalmate con un velo di senape di Dijone e ho sistemato gli ultimi rimasugli dell'arrosto di tacchino da un kg emmezzo che, tra pranzi, cene e spuntini è durato quasi una settimana. Fantastico!


venerdì 30 aprile 2021

Spadellata di Zucchine con Primosale di Capra


Ho sempre considerato il primosale come un formaggio insulso. Come mi sbagliavo! Il primosale di capra è un formaggio con un caratterino ben preciso che gratifica e si presta ad essere addobbato con spezie diverse e a dare riscontri variegati. Qui l'ho spolverato con pepe Tellicherry una qualità di pepe nero molto intensa e forte e il 4 bacche rosse, l'altra metà con un mix di spezie per il Tandoori. 
Ad accompagnare questa cenetta gustosa, 200 g di zucchine spadellate velocemente in una pentola antiaderente già calda, con la metà del cucchiaio di olio, aglio a fettine e peperoncino spezzato che già stavano rosolando. Quando diventano appena morbide e rosolate, le servo nel piatto, adorno con foglie di basilico fresco e faccio cadere a goccia la restante metà cucchiaio dell'olio extra vergine di oliva su formaggi e zucchine.
Buon appetito!




giovedì 31 dicembre 2020

La Mia Collezione di Peperoncini Piccanti e la Scala di Scoville


A Natale ho ricevuto in regalo una collezione di peperoncini piccanti. Il mio amore per i cibi piccanti è abbastanza noto a tutti e questo regalo soddisfa sia questa inclinazione sia la mia curiosità e voglia di comparazione dei vari sapori. Così l'altra sera ho cucinato degli spaghetti aglio e olio e ho proceduto all'assaggio dei vari peperoncini separatamente, in ordine di piccantezza. 

I livelli di piccantezza dei peperoncini seguono i criteri della Scala di Scoville o Scoville Heat Unit (SHU) che viene determinata dalla quantità di capsaicina contenuta nei peperoncini. In origine la determinazione di piccantezza era affidata all'assaggio, da parte di un gruppo di persone, di una soluzione del peperoncino da testare diluita in acqua e zucchero finché non fosse più percettibile il "bruciore" tipico della capsaicina. Inventore di questo test detto Scoville Organoleptic Test (SOT) è stato Wilbur Scoville nel 1912. In seguito ai progressi tecnologici il grado di piccantezza ora si misura con diversi test, tra cui il High Performance Liquid Chromatography (HPLC) detto anche Metodo Gillet, che ha una percentuale di errore del 12% rispetto alla percentuale del test di Scoville che è del 20%. I risultati della cromatografia HPLC vengono poi convertiti, per convenzione, nei gradi della Scala Scoville, dove il valore più alto rappresentato, dalla capsaicina pura, è stato determinato con il numero 16.000.000. 
Ogni anno vengono coltivati peperoncini con l'intento di superare il primato di piccantezza, detenuto fino a qualche tempo fa dal peperoncino Trinidad Scorpion Moruga, che ho avuto modo di assaggiare sotto forma di Crema di Scorpion Red prodotto da Goloserie Mediterranee (Sima Bio Srls di Ionadi in provincia di Vibo Valentia) che coltiva, raccoglie e produce creme di peperoncino di varie tipologie e altre prelibatezze ottenute con i prodotti delle loro coltivazioni. In quella occasione, dove ho potuto assaggiare salendo in ordine di piccantezza le loro creme di peperoncino tra cui alcuni Habanero, il Naga Morich e lo Scorpion, ho poi portato a casa la Crema di Habanero Chocolate, una meraviglia profumata, la loro salsina Piccantino dove il classico peperoncino piccante calabrese si sposa con acciughe, aglio e origano, una marmellata di limoni profumatissima e una marmellatina di cipolle di Tropea da gustare con i formaggi. Le creme di peperoncino sono formate dal peperoncino in questione (ne coltivano di diversi, con diversi gradi di piccantezza Carolina Reaper, Naga Morich, Habanero Red, Scorpion Red e Yellow, Habanero, Habanero Chocolate etc.) con sale e olio di oliva. Di alcuni ne basta la punta di un coltello perché sono potentissime. Qui il link al loro sito www.goloseriemediterranee.it  

Da qualche tempo lo Scorpion Moruga (2.000.231 gradi della Scala Scoville) originario di Trinidad e Tobago è stato detronizzato dal Carolina Reaper (1.569.300 - 2.000.200) ottenuto nella Carolina del Sud da incrocio tra Naga Morich e Habanero Rosso e portato alla luce dei riflettori nel 2011.
Sopra il Carolina Reaper, che rimane al momento il peperoncino "mangiabile" più piccante al mondo, nella scala Scoville si posiziona il Dragon's Breath (2.480.000 - 2.723.058) coltivato nel Galles il cui ingerimento può provocare shock anafilattico e reazioni allergiche e il cui olio essenziale è oggetto di studio per essere usato come anestetico, e il micidiale Pepper X (3.180.000) creato dallo stesso papà del Carolina Reaper, il signor Ed Curry proprietario della PuckerButt Pepper Company di Fort Mill nella Carolina del Sud. In attesa di essere decretato il peperoncino più piccante al mondo dal Guiness dei Primati, che continua a mantenere al primo posto il Carolina Reaper, il peperoncino Pepper X non è praticamente commestibile per il suo grado di piccantezza così elevato da superare anche quello degli spray al peperoncino in uso presso la Polizia degli Stati Uniti d'America che ha un grado nella scala Scoville di 2.500.000 - 5.300.000. 

Tra i miei peperoncini preferiti il Thai Pepper (chiamato anche Thai Dragon) arrivatomi direttamente dalla Thailandia la cui tipica forma snella e allungata, lo differisce dal Cayenna, varietà da cui ha origine. Molto aromatico e fruttato in Thailandia viene usato sia verde che a piena maturazione quando diventa rosso. Anche quando viene fatto essiccare, mantiene quel suo fantastico sapore molto piccante che lo pone sopra al Cayenna (30.000 - 50.000) da cui deriva, e gli fa raggiungere i 50.000 - 150.000 gradi nella scala Scoville. 

Il fantastico e sempre amato Peperoncino di Cayenna, originario della Guyana Francese che quando viene tostato in forno e macinato fino ad ottenerne una polvere prende il nome di Pepe di Cayenna.
La salsa Tabasco, ottenuta dalla omonima varietà di peperoncino (30.000 - 50.000). 
Peperoncino Calabrese (15.000 - 30.000) grande, essiccato e raccolto in trecce, che si può gustare anche tostandolo leggermente in forno e servendolo cosparso di olio e un pizzico di sale.  

Nel kit di degustazione della Montosco regalatomi da mio fratello Marco e Laura troviamo invece i peperoncini secchi tritati grossi:
Jalapeno (2.500 - 8.000) originario del Messico, verde, erbaceo con una piccantezza acerba che odorandolo prende alla gola.
Chipotle (5.000 - 8000) tipico e unico prodotto Messicano rosso scurissimo quasi marrone, ottenuto generalmente da peperoncini Jalapeno che subiscono un processo di affumicatura, ha odore e sapore di affumicato quasi di salsa barbeque.
Amando (30.000 - 50.000) varietà nata nel 1990 dal peperoncino Cayenna originario dell'America è ad oggi il più coltivato in Italia, rosso brillante classico, profumo non rivelatore, leggermente aromatico di peperone, bello piccante. Il classico per la aglio, olio e peperoncino.
Habanero (100.000 - 350.000) Coltivato nelle isole caraibiche, rosso spento quasi argilla, profumo e sapore inconfondibile quasi acetoso
Avere a disposizione diverse tipologie di spezie e di peperoncini, permette di variare il sapore della più semplice pasta o portata di cibo. Aggiungendo quel tocco che sollecita i sensi.
Come in questa pasta mista integrale con zucca e zucchine, aglio, olio, e filetto di tonno sott'olio a cui ho aggiunto una bella presa di peperoncino. Evviva!



domenica 6 dicembre 2020

Ragù alle Verdure dell'Orto


Ogni tanto mi piace preparare il ragù di verdure, più che altro per la soddisfazione che mi da tagliare a cubetti regolari la verdura. La domenica mattina è perfetta per farlo, fuori c'è un silenzio interrotto solo dal chiacchiericcio delle persone uscite da messa che si sono soffermate nella piazzetta sotto casa.
Oggi lo preparo con aglio, sedano, tantissima carota e zucchine. Faccio rosolare le verdure brevemente con poco olio extra vergine di oliva nella pentola antiaderente a triplo fondo e aggiungo pelati e foglie di basilico. Lascio cuocere coperto per un'oretta abbondante, a fuoco minimo. Sul fuoco più piccolo che ho. 
All'ora di pranzo, metto un po' di acqua con pochissimo sale nella pentola antiaderente sottile, quella che cuoce tutto subito. Metto subito la pasta a freddo, orecchiette pugliesi, l'acqua arriva appena a coprirle, il fuoco altissimo, quello più grande che ho, e giro per far inumidire bene tutti i pezzi di pasta.
Inizia a bollire e abbasso un pochino. Quando l'acqua è assorbita per due terzi metto qualche mestolo di sugo, prelevando al contempo un po' di acqua di cottura della pasta per metterla nella pentola del ragù. Spengo il sugo, che lascio raffreddare per poterlo mettere in frigorifero  in un contenitore di vetro. 
Ne ho fatto in abbondanza proprio per tenerne da parte un po'.
La pasta cuoce nel ragù che mano a mano si addensa e grazie all'amido rilasciato dalla pasta nell'acqua di cottura crea una cremina morbida che lega la pasta al sugo. Il difetto del ragù di verdure infatti è quello di rimanere un po' slegato, perché ha pochissimi grassi ed è alto in idratazione. 
Continuando a muovere la pasta, con il famoso movimento di polso tipico degli chef, si ha davvero una amalgama cremosa e avviluppante.
Impiatto e cospargo con una bella macinata di pepe nero in grani, tre sorsi di vino rosso per accompagnare e il pranzo della domenica è fatto. 





venerdì 15 maggio 2020

Il Futuro è Pesce


Il pesce mi piace molto, ma non mi piace cucinarlo. O meglio non mi piace l'odore di pesce, sia cucinato, in casa, che quello che si sente a volte passando davanti a certi banchi del pesce al chiuso. All'aperto nessun problema! Dovrei vivere al mare, con una griglia infinita sempre accesa...
Per poter aumentare il consumo di pesce, e fare un piatto unico molto soddisfacente senza molto sbattimento, ho optato per:
- tranci o filetti di pesce, così da avere meno scarto possibile e non doverlo pulire. Per ora va così poi posso sempre fare l'upload ai pesci interi, quelli a forma di pesce per intenderci.
- utilizzo di una sola pentola, più una di supporto per tenere al caldo le verdure. Perchè cucino in sequenza prima le verdure, che poi sposto perchè non mi piace che sappiano di pesce, ma utilizzo la stessa pentola per cucinare il pesce, perchè mi piace sappia un po' di verdure. Poi sarà più chiaro, prometto.
- cucinare in padella, coperta, per limitare al massimo lo spargersi di odore di pesce in casa e per fare una cottura più rapida e che consumi meno. Niente forno, per ora.
- cucino in sequenza, le verdure di accompagnamento e poi il pesce così ho un bel piatto unico molto saziante.

Dunque, per prima cosa ho acquistato una serie di trancetti e filetti di pesce da mettere in freezer e tirare fuori qualche ora prima di cena. Fino ad ora ho provato salmone, e questa combo di filetti di sgombro con filetti di orata, troppo poco da soli, giusta quantità insieme.
Ho preso anche della trota salmonata e dei calamari medi, per i prossimi esperimenti.
L'unica accortezza è studiare i tempi di cottura, per lo sgombro ci vuole un po' di più, si capisce dallo spessore, l'orata è meno carnosa.
Grazie alla spesa settimanale dal fruttivendolo sotto casa il venerdì, ho sempre verdura da cuocere, pomodorini, aglio o porri o cipollotti e qualche patata.

La prima volta che ho sperimentato questa procedura in sequenza, ho utilizzato una padella principale, un semi-wok antiaderente, fondo sottile che si scalda subito e tantissimo, rischiando a volte di bruciare le cose e una pentola di supporto. Entrambe con il loro coperchio.
Ho scaldato la semi wok e con una goccia infinitesimale di olio extravergine di oliva, ho fatto rosolare a fuoco molto vivace sulla fiamma più grande del fornello, delle patate tagliate a fette di circa mezzo centimetro di spessore, porro tagliato a rondelle e, dopo un po', pomodorini tagliati a metà e messi con la parte tagliata in giù, così da fare quasi un confit rapido in padella. Copro e controllo, ma non smuvo molto perchè voglio che si crei una bella crosticina sulle patate, che i porri abbrustoliscano e i pomodorini si asciughino diventando grinzosi e concentrati nel sapore. Aggiungo qualche oliva di Gaeta.
Quando le verdure sembrano quasi pronte, accendo a fianco, sul fuoco piccolo che si usa per il caffè, la mia fidata pentola antiaderente con triplo fondo in acciaio, che mantiene benissimo il calore e non necessità di condimenti davvero. Ci trasferisco le verdure, che si asciugheranno ancora un po' a tutto vantaggio di croccantezza delle patate e di condensazione del sapore nei pomodorini. E copro, lasciando a fuoco bassissimo.
Trattengo qualche pomodorino e qualche rondella di porro nel semi wok, alzo la fiamma al massimo e metto i tranci di salmone. Rosolano coperti, prima dalla parte della carne e poi dalla parte della pelle e non c'è bisogno di aggiungere nulla. Controllo la cottura, il salmone si sfalda in falde perfette e di un rosa tenero. Riunisco in unico piatto e assaggio il paradiso. L'esperienza è così esaltante che mi dimentico di fare le foto. Mannaggia.

Ci riprovo dopo qualche giorno.
Questa volta rondelle di porri, pomodorini, come sopra, ma zucchine al posto delle patate.
Niente olive, voglio tenere il sapore delicato delle zucchine e poi anche i pesci scelti questa volta, sono filetti di sgombro e di orata e voglio sentire il sapore abbastanza in purezza.
Seguo lo stesso procedimento, di cottura forte delle verdure nel semi wok e poi il trasferimento nell'altra pentola al calduccio a croccantare.
Questa volta, per cuocere i pesci, aggiungo un filino di olio extravergine di oliva e cospargo i filetti di pangrattato. Metto prima lo sgombro, che ha la carne più spessa, rosolo prima la parte della carne e poi giro dalla parte della pelle. A questo punto aggiungo l'orata, sempre con lo stesso sistema, prima dalla parte della carne, più velocemente poi giro dalla parte della pelle. Cuocio a fuoco medio alto, coperto, rispetto al salmone ci vuole meno tempo e non c'è quasi odore di pesce in casa. Ottimo!
Riunisco le verdure e il pesce in unico piatto, faccio un paio di foto e assaggio.
La combinazione di sapori è davvero deliziosa, lo sgombro ha una carne un pochino più asciutta, forse avrebbe bisogno di una marinatura oppure di una maionese fluidissima e diluitissima con una citronette, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, il succo di mezzo limone o lime, un cucchiaino di maionese, e una veloce sbattitura così da ottenere una salsina cremosa ma molto molto fluida. 
Il risultato di questo modo di mangiare e che ora voglio mangiare sempre pesce!

Il giorno dopo una cena così, si ha la sensazione di essere asciutti e tonici.
Il pesce fa bene, mangiamo più pesce! 

venerdì 27 marzo 2020

Instarecipe: Omelette Courgettes

https://www.instagram.com/p/B-PgpklgNWR/?igshid=1nbklakobleku

Omelette. Stufare brevemente le zucchine a rondelle in olio evo e aglio sottile soffritto, e metterle da parte. Sbattere, pochissimo, due uova e un po' di yogurt in una scodella, versare in padella e far rapprendere, mantenendo la parte superiore molto morbida (baveuse) metterci le zucchine, lo yogurt, il cipollotto a rondelle e chiudere l'omelette. Cospargere con le rondelle dei gambi dei cipollotti.

martedì 17 marzo 2020

Instarecipe: Riso al Curry Super Rapido e Interdipendenza


https://www.instagram.com/p/B91ScrfohCW/?igshid=q6dct81p4p4a

Oggi mi sento un genietto del male... da tempo avevo perso l'ispirazione per scrivere su questo blog, perché, colpevole un cambio di ritmo di vita, spesso ciò di cui ho bisogno è mettere sotto i denti qualcosa di rapido, il più possibile sano e gustoso ma senza complicazioni.
Così giorno dopo giorno ho fatto ricettine veloci, magari pubblicando su instagram la foto del piatto, ma sterilmente, senza spunti.
E ciò mi disturbava in parte.
Ieri è stata una giornata particolare, dove ho dovuto mettere in moto molta interdisciplinarità per risolvere un problema nato come prettamente informatico e che poi si è rivelato spunto di riflessione più globale.

Interdipendenza è la parola chiave.

L'interdipendenza è quella qualità che ti permette, secondo Riccardo Agostini, di fondare una relazione amorosa sana e con più ampie possibilità di durata nel tempo. Per una spiegazione molto chiara, esemplificativa e con lo stile di Riccardo empatico, umano, ma molto diretto, rimando al suo canale Youtube di crescita personale. Spulciando tra i microvideo si possono trovare risposte illuminanti sugli abitanti di Marte e di Venere e i problemi di comunicazione tra loro, nonché spunti per diventare più completi in sé e per sé.

Ma l'interdipendenza è una chiave che si può applicare a molti frangenti della nostra vita.
Così stamattina, mi si è accesa una lampadina. Invece di lavorare parallelamente su due canali diversi, a discapito sia dell'uno che dell'altro ho deciso di apportare delle modifiche di comportamento e dei momenti di interdipendenza di un canale nell'altro, così da creare una coppia dove ognuno mantiene le sue peculiarità, ma apporta valore aggiunto all'altro.

Nasce così in questo blog, da oggi, un filone che chiamerò Instarecipe: seguito dal titolo e da un semplice rimando alla pubblicazione su intstagram di queste "non-ricette", questi spunti di abbinamento, di ciò che magari ho trovato gustoso in giro. E per converso, sul profilo Instagram troverò il modi di rimandare a quello che pubblico sul blog, anche fosse solo una considerazione o una ricetta mentale.

Felice appetito!








lunedì 6 agosto 2018

Le Zucchine e La Pasta Ripescata


Mi hanno regalato delle zucchine dell'orto, hanno una forma strana, a virgola. Le ho fatte con la pasta corta, ho tagliato le zucchine a rondelle e le ho rosolate con qualche spicchio di aglio. Le zucchine sono talmente tenere da essere cremose come avocado e hanno un sapore delicato di castagne, le ho gustate lentamente, facendole sciogliere contro il palato. 

P.s. è già la seconda volta che mi succede di assaggiare la pasta per vedere se è pronta, pesco nell'acqua bollente e tiro fuori un maccherone o un pacchero, ne mordo un angolino e, stabilito che è ancora crudina, la ributto nella pentola (cucino per me sola quindi non mi faccio problemi) dopo un po' devo riassaggiare, ripesco nella pentola e...MAGIA! è già la seconda volta che mi capita di ripescare, al primo tentativo, lo stesso maccherone o pacchero che avevo assaggiato.
Questo fatto mi fa pensare...ci deve essere un messaggio nascosto per me in questo accadimento.


sabato 22 luglio 2017

Radiatori alle Zucchine Caramellizzate


Ogni tanto mi imbatto in ricette lette su internet che si insinuano come un tarlo e poi dopo qualche giorno cerco di ritrovarle per poterle fare. E non le trovo più. L'altra notte leggevo di questa ricetta in cui le zucchine dovevano cuocere ben 45 minuti e ho pensato, che pappa... (a me la verdura piace bella soda e soprattutto le zucchine sono legate ad un ricordo di quando ero piccola, quando mia nonna, che era scarsa in cucina, le aveva fatte bollire a pezzi in un bel po' di acqua ed era venuta fuori una pappa immonda...) 
Comunque, leggo di questa ricetta e mi si installa il bug mentale.
Dopo qualche giorno cerco di recuperarla, fortunatamente ricordo dove l'ho letta, sulla pagina di Sara Porro (che scrive per Dissapore) e che ne elogiava la bontà. Siccome Sara Porro scrive bene, ironica e dettagliata e si avvicina ai miei gusti culinari, ho rintracciato la fonte. Che è Bon Appetit.

La ricetta di Bon Appetit è la variante di un giornalista a una ricetta apparsa qualche tempo prima.
O cosi mi sembra di aver capito...
Di fatto le zucchine, tagliate a pezzi piccoli presumo, cuocono a fuoco basso per 45 minuti, dopo aver rosolato con aglio e olio di oliva. Nei 45 minuti si opera il processo di caramellizzazione che rende le zucchine cremose all'interno e deliziosamente abbrustolite fuori. Miscelandole con un po' di acqua di cottura della pasta e con la pasta stessa, dovrebbe crearsi una crema vellutata e morbidissima che avvolge la pasta. Ah dimenticavo, con l'aiuto di un po' di formaggio ovvio. Grattugiato.
Le mie zucchine non sono venute proprio così, forse il tegame era troppo sovradimensionato rispetto alla quantità di zucchine, ne ho usate 3, o forse ho sbagliato qualcosa. 
Ma è venuto un bel piatto di pasta gustoso, diverso dal mio solito sugo con le zucchine. Ottimo anche se un pochino indigeribile alla lunga.
Ho tagliato 3 spicchi di aglio verticalmente a metà così da individuarli subito e poterli togliere a fine cottura. Messi a sfrigolare nell'olio extra vergine di oliva e aggiunto 3 zucchine tagliate a mezze rondelle. Rosolato velocemente, abbassato il fuoco, aggiunto man mano un pochino di acqua per mantenere la giusta umidità per far accadere la caramellizzazione. 
Una volta che la pasta, radiatori della Rummo, era quasi pronta, l'ho scolata e tenuto via un pochino di acqua di cottura. Ho messo la pasta e l'acqua nel tegame, alzato la fiamma e mantecato la pasta con le zucchine. Qualche foglia di basilico fresco e la pasta era pronta. Non ho messo il formaggio, volevo sentire bene il sapore così, in purezza.




domenica 26 marzo 2017

Pasta alla Zia Elsa


La prima volta che ho mangiato una pasta con le zucchine così buona, me l'aveva fatta mia zia Elsa, la sorella di mia mamma. Fino ad allora le zucchine erano sempre state in fondo alle mie preferenze, di solito stracotte e molli, acquose, per niente appetibili. Con pochi gesti, in quella sintesi di praticità che poi ho cercato di applicare alla mia cucina, la zia Elsa aveva messo tutto a freddo in una capace padella, aglio sbucciato e schiacciato, un giro di olio extra vergine di oliva, zucchine tagliate a rondelle sottili, come se piovesse. Fuoco medio alto e zucchine tutte belle distese, le aveva fatte abbrustolire da un lato e poi, girandole, anche dall'altro. Cottura veloce, zucchina saporita e ancora bella soda. Nel frattempo la pasta era pronta, pasta corta di solito, scolata e ripassata velocemente in padella con le zucchine, qualche foglia di menta fresca, una bella grattugiata di grana padano o parmigiano reggiano e una macinata di pepe nero.
Il paradiso sotto forma di zucchina.
Oggi ho usato le penne Rummo, non avevo menta ne basilico (un'altra variante possibile) ma la pasta con le zucchine ha mantenuto la sua promessa. 
N.B. Le zucchine devono essere tante. Ma tante tante! Più zucchine che pasta, dalle foto non si capisce.
Buon appetito!

sabato 25 marzo 2017

Tutto Quello Che Potrebbe Succedere ad Un Coroncina Party


Tra le tante cose che ho imparato con il mio nuovo lavoro da receptionist di un centro benessere è saper mettere a frutto ogni occasione di tempo libero ed essere sempre pronta per un piano B. 
Quando per gli altri è lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdi, sabato o domenica o un giorno festivo, per noi è Nonsodì, finisci il turno e ti organizzi con chi è presente per passare del tempo piacevole e rilassante. 
Così, dopo aver lavorato fino alle 17,00 circa mi trovo con Beatrice, obbiettivo "Coroncina Party":
lei ha già preparato una fantastica torta salata con ripieno di zucchine e ricotta e una crostata con la marmellata di mirtilli da far svergognare Nonna Papera, ci piazziamo in giardino, con un telo mare enorme e le nostre coroncine di fiori in testa, costume e cocktail, assaggio una fettina di torta ai mirtilli, ci godiamo il sole e ci rilassiamo. Mentre stiamo chiacchierando mollemente, sento un rumore sommesso partire da un angolo del giardino, un rumore a metà tra elettrico e di motore. "Non ti preoccupare - mi fa Bea - è solo Ambrogio il robot che taglia il prato che è partito a fare il suo giro."
Vedo "Ambrogio" che trotterellando si dirige verso l'altro lato della casa e ricominciamo a chiacchierare sdraiate al sole. Dopo un po' di tempo, quando Ambrogio era ormai un vago ricordo sepolto dal ciarlare e dagli autoscatti, ecco che ricompare, fa una piccola svolta ed inizia a puntare verso di noi...Terrore al Coroncina Party! in un millesimo di secondo mi ritrovo da sdraiata a posizione eretta con piattino della torta e bicchiere da cocktail in mano, pronta a schizzare via, Ambrogio punta verso il telo mare a velocità relativamente impressionante, con le sue cesoiette in fibrillazione non gli sembra vero di assaggiare qualcosa di diverso dalla solita erba, torno indietro a piedi nudi, recupero con gesto circense telo e ciabatte e faccio appena in tempo a schivare le sue ganasce. Ce ne stiamo lì, sull'impiantito con Ambrogio che si dirige verso di noi, le piastrelle non sono territorio suo e quindi desiste. Nella prossima oretta il prato è il suo regno, quindi decidiamo di cucinare, d'altronde il terrore ci ha messo appetito...
Mettiamo su l'acqua per la pasta e guardando in frigorifero decidiamo per una ricetta tutta P:
peperoni, pancetta, pomodorini, peperoncino, e parmigiano. Ci fossero state le penne invece degli spaghetti avremmo fatto la Pasta alle 6P.
In un tegame dove ho già messo dei cubetti di pancetta a sfrigolare, aggiungo mezzo peperone giallo e mezzo peperone rosso tagliato a listarelle, devono abbrustolire con un filo di olio extra vergine di oliva. Nel frattempo taglio a metà dei pomodorini e li metto con la parte tagliata a contatto con il fondo del tegame dove stanno cuocendo i peperoni. La dolcezza dei peperoni aiuta a caramellizzare leggermente i pomodorini. Quando hanno raggiunto un aspetto asciugato, li giro per abbrustolire la pellicina. La pasta è quasi pronta, la scoliamo, e facciamo saltare in padella, una bella sbriciolata di peperoncino secco piccante e una grattata di parmigiano. 
Alla faccia di Ambrogio, ci gustiamo la pasta, il tramonto tinge di rosa l'aria, il caldo è piacevole, e il silenzio di ferragosto quasi divino.
Dopo la pasta, ci gustiamo una fetta di torta salata, tiepida al punto giusto, Beatrice l'ha preparata in anticipo, così che ha perso l'umidità ed è ritornata croccante fuori e morbida dentro. Ecco la sua ricetta:
Come prima cosa ha soffritto in una capace padella, della cipolla di Tropea a cui ha aggiunto delle zucchine tagliate a julienne, una volta portata a cottura, non devono più rilasciare liquidi, le incorpora con una bella dose di ricotta, tanto formaggio grattugiato e un uovo. A volte ci aggiunge emmenthal a cubetti o straccetti di sottilette. Stende la pasta sfoglia, adagiandola in una tortiera, la bucherella, farcisce con il ripieno e ripiega i bordi per fare una bella cornice. Inforna a 180 gradi per 25 minuti/mezz'oretta. La sforna e la lascia raffreddare per bene prima di trasferirla in un piatto. Al momento di servirla, se non c'è un caldo di ferragosto, la riscalda un pochino nel forno. 
Tanta roba! 

Tra le risa, le chiacchiere, le riflessioni, i cocktail e il buon cibo finiamo questa giornata diversa dalle altre. La notte è calata, alla luce della luna facciamo un incantesimo, scriviamo i nostri desideri su un bigliettino e li bruciamo alla fiamma di una candela. Una pesca noce è caduta proprio ai nostri piedi, teniamo il seme della pesca, e con la cenere dei nostri biglietti lo seminiamo in giardino.

Buonferragosto.

martedì 24 maggio 2016

Riso Orientale alle Chips di Verdure e Patate al Wasabi e Zucchine con Catalogna


























Ho trovato questo misto di tre risi orientali della Colfiorito natura, pronto in 10 minuti, fatto con riso Thai rosso, riso Thai integrale e riso Thai profumato, con l'aggiunta di grano saraceno.
Mentre stava cuocendo ho pensato di accompagnarlo con una zucchina saltata brevemente in padella insieme a delle foglie di catalogna, e mentre cercavo i semi di basilico santo da mettere sulle zucchine, ho trovato un avanzino di patatine al wasabi e di quelle barbabietola, carota, pastinaca. Così ho aggiunto le chips al piatto e... sorpresa! si sposano benissimo con la morbidezza un po' insipida del riso.
Le patatine donano croccantezza, movimento e sapore, nonché colore, al riso e alle zucchine.
Le zucchine sono un misto di dolce e amaro dato dalla catalogna, il riso è caldo, morbido e delicato, le chips di barbabietola, carota e pastinaca hanno tre gradi di dolcezza diversi, la pastinaca è anche leggermente aromatica, mentre le patatine al wasabi...beh sono esplosive! e hanno un colore verde radioattivo bellissimo.
A volte basta pochissimo per trasformare un piatto un po' anonimo e che potrebbe essere percepito punitivo dietetico, in una pietanza stuzzicante.

martedì 2 febbraio 2016

Penne alle Zucchine

Quando ti rendi conto che hai fame, e che finiresti il pacchetto di patatine, senza peraltro essere soddisfatta, allora è meglio farsi un piatto di pasta.
In bianco, al sugo o con una verdurina saltata in padella, la pasta gratifica, sazia e ti evita di pasticciare con altre cose meno salutari.
Ho afferrato una zucchina che avevo in frigo, e l'ho fatta andare velocemente in padella, con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno spicchio d'aglio vestito. La zucchina a rondelle cuoce subito, io la volevo bella soda, quindi non l'ho fatta abbrustolire come faccio per un altra ricetta. 
Avessi avuto delle foglie di menta fresca, sarebbe stato fantastico, invece ho preso un bel mazzetto di prezzemolo e l'ho tagliuzzato con la forbice sopra le zucchine, a freddo, gambi compresi.
Una bella grattugiata di formaggio Grana e mi gusto le penne ancora al dente. 
Gran soddisfazione con poco impegno. Ah.

venerdì 29 gennaio 2016

Noodles di Riso con Zucchine, Piselli e Gamberetti


Dopo che mi hanno rivelato un trucchetto sulla differenza tra la cottura degli spaghetti di riso e quelli di soia, ho voluto fare subito un esperimento.
Premesso che preferisco gli spaghetti di soia a quelli di riso, ho trovato questi noodles di riso che invece mi piacciono. La differenza nella cottura degli uni e degli altri è nella sequenza acqua calda/acqua fredda. Mentre per gli spaghetti di soia, prima ci vuole l'ammollo in acqua fredda, 10 minuti circa e poi la scottata con l'acqua bollente, per quelli di riso è il contrario, prima 10 minuti in acqua bollente e poi un ammollo di 5 minuti in acqua fredda. A questo punto si possono saltare in padella con i condimenti prescelti, o unirli ad una zuppa, oppure metterli in un contenitore e in frigorifero per usarli dopo. Ma con la velocità di preparazione che li contraddistingue, non ha molto senso...
Ho messo su l'acqua, senza sale, e mentre raggiungeva il bollore ho messo una cipolla di Tropea e una zucchina tagliata a rondelle a soffriggere in una padella con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva.
Quando la cipolla e la zucchina sono diventate belle dorate, ho aggiunto dei piselli novelli e i gamberetti e ho alzato il fuoco. Nel frattempo i noodles sono finiti a bollire per 10 minuti e poi a bagno nell'acqua fredda.
Quando i piselli e i gamberetti sono diventati teneri, in pochissimi minuti, ho aggiunto i noodles e fatto saltare.
La pasta asiatica è molto liscia e non aderisce bene ai sughetti... con il rischio di rimanere "a parte" e un po' insapore. Ho spruzzato leggermente con un cucchiaino scarso di nuoc nam e ho servito con un pochino di salsa di ostriche.
Una spolverata di pepe nero di Sichuan e di fieno greco macinati al momento.
Gustoso e sano, buoni!