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mercoledì 1 aprile 2020

La Spesa Vegetale










Ogni venerdì, sotto casa mia, arriva un fruttivendolo. In passato mi è stato utile quando mi ero rotta il gomito e non potevo guidare per andare a fare la spesa.
Scendevo, sceglievo qualche cosa di facile da cucinare con una mano sola e l'omino gentilmente mi portava il sacchetto fino alla porta di casa.
A 50 metri.

Da un mese, in questo periodo, non ci si può spostare molto, per altri motivi.
C'è in giro un virus molto aggressivo che ha costretto le autorità a prendere provvedimenti eccezionali, tra le quali il rimanere chiusi in casa il più possibile.
Si può uscire solo per le cose davvero necessarie, farmacia e spesa, muovendosi all'interno del proprio comune. Siamo tutti in zona rossa.
Così, complice anche la non intenzione di fare la coda, in mascherina, al supermercato, dove fanno entrare poche persone alla volta, il 20 marzo sono scesa a vedere cosa aveva il fruttivendolo.
Mi ha dato una cassetta, che ho tenuto in casa per mettere le spese successive, io gli do la mia borsa e lui, con mani guantate mette dentro le cose che scelgo, a distanza.
Questa esperienza settimanale è molto rilassante, scendo così come sono vestita in casa, con il mio bigliettino della spesa e poi mi faccio ispirare guardando la verdura. Mano a mano le spese sono diventate sempre più verdi e fresche e la mia creatività è stata stimolata.
Certo, acquistare così, oggi come oggi, è più caro e richiede un dispendio di tempo che in giorni normali molti non possono permettersi. Ma finito questo periodo di quarantena e isolamento forzato, economia permettendo, mi piacerebbe tornare a fare la spesa così.
Ho trovato anche un mulino che vende ogni tipo di farina macinata in loco con un mulino a pietra e ci sono cascine che organizzano mercati con i loro prodotti.
E' una riscoperta di tempi più morbidi e accurati, che mi hanno riportato con la mente all'infanzia, quando mia mamma la spesa la faceva al mercato e il supermercato era un appuntamento sporadico, solo per acquistare quelle cose che non hanno un criterio di freschezza e provenienza.

Scegliere con calma la verdura e la frutta, parlando con il fruttivendolo, o il macellaio o il panettiere, rappresenta un recupero dei rapporti umani, dello scambio di consigli su come cucinare gli ingredienti, una condivisione di esperienze e l'instaurarsi di un rapporto di fiducia.

Bizzarramente tutte le volte la spesa è costata la stessa identica cifra, ma visivamente sembra aumentata in volume e rigogliosa colorata natura.

venerdì 6 febbraio 2015

Riso alla Persiana


A volte ricordo perfettamente i sapori di certi cibi. E impigliato al ricordo del sapore rimane il ricordo del momento, dove come quando con chi. Ero in viaggio per la Thailandia, scalo di sei ore nell'aereoporto di Dubai. Giro per i corridoi scintilllanti, nei bagni enormi e pieni di specchi osservo donne dal profumo meraviglioso spogliarsi di tuniche bianche e apparire bellissime, truccate e ingioiellate, la pelle liscia come seta, sandali d'oro, piedi smaltati, capelli lucidissimi e profumati. Le osservo incantata, voglio essere anche io così. Ad un certo punto, tornata ai nostri posti, affamata e stanca, arrivano le hostess del nostro aereo. Come un plotone scortano un cuoco vestito di bianco con tanto di toque che spinge un carrello d'acciaio fumante. Ci servono in piatti di ceramica candida e posate metalliche lucenti, un riso giallo zafferano con uvette, mandorle e pezzetti di carne arrostita buonissima.
Assaggio ogni singolo bocconcino e poi li unisco. E' una fusione magica di sapori.
Oggi mi andrebbe, più di altri giorni, di essere in viaggio.
Metto due manciate di riso Thaibonnet in acqua, che lo copra di un dito e accendo il fuoco.
Sciolgo due bustine di zafferano in mezzo bicchiere di acqua calda, e lo sbatto con la forchetta. Lecco i rebbi, adoro lo zafferano, il suo profumo e il suo sapore.
Mentre il riso cuoce per assorbimento, in un padellino ceramicato tostano dei semi di girasole, il profumo ne preannuncia il sapore.
Scodello il riso in un piatto largo, aggiungo una manciata di uvetta, e lo zafferano diluito. Giro delicatamente il riso e spargo quattro fiocchetti di burro sulla superficie.
Copro con un canovaccio pulito e dopo qualche minuto impiatto il mio riso cospargendolo di semi di girasole e una macinata di pepe nero.




Ovviamente non ha nulla a che fare con il riso di Dubai...ma è delicato e profumato. Morbido d'uvetta e croccante di semi.
Sogno il viaggio, fuori nevica.