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domenica 25 marzo 2012

Pecora al Limone e Zenzero nel Sacchetto


Ho trovato, per la prima volta, al supermercato, la carne di pecora. Forse non ho mai guardato bene prima....comunque, ha un costo basso e ho voluto provarla. Ho pensato che poteva essere meno tenera dell'agnello, quindi ho deciso di cucinarla nel sacchetto dietetico, con il succo di due limoni, aggiungendo anche le calotte spremute, qualche fettina di zenzero, salvia e rosmarino. Chiuso il sacchetto, tagliati i due angoli, e infornato a 200° per 1 ora circa. Niente olio, la carne ha gia' delle parti grasse sue. Fuori dal sacchetto, sulla paella che uso per fare queste cotture, ho appoggiato due peperoni interi. A meta' cottura ho girato peperoni e sacchetto a pancia in giu', cosi da abbrustolire anche l'altro lato. Ho tolto i peperoni e lasciati raffreddare un pochino prima di spellarli e condirli con paprika dolce, due cucchiaini di olio extra vergine di oliva, aceto balsamico e qualche cimetta di broccolo al vapore che avevo gia' in frigo.

Ho tolto la paella in cui stava il sacchetto con la carne di pecora, e ho inclinato la padella sopra il lavandino, per far uscire dai due angoli tagliati del sacchetto, il grasso prodotto dalla carne. Ho squarciato il sacchetto e impiattato i pezzi di carne. Mancava giusto un pizzico di sale. Buonissima!

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domenica 15 maggio 2011

Agnello al forno nel sacchetto

Stasera ho preparato di nuovo l'agnello nel sacchetto dietetico.



Questa volta ci ho messo: l'agnello a pezzi lavato, tre cipolle tagliate in quarti, tre spicchi di aglio spellati, salvia e rosmarino, un cucchiaio scarsissimo di olio extra vergine di oliva, il succo di un limone e il limone. Ho chiuso con l'apposito fermaglio in dotazione e ho massaggiato. Quando il forno aveva raggiunto quasi i 200 gradi l'ho messo dentro per un' ora di cottura. Ottimo, come sempre.
A parte ho preparato un finocchio e un peperone giallo tagliati sottili con la mandolina  e conditi leggermente con olio extra vergine di oliva, dolceagro e sale.
Buonissimi! E il forno? Perfetto e pulito. Yeahhhh!


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domenica 24 aprile 2011

Agnello al Limone e Carciofi Light

Buona Pasqua! E' una settimana che ho voglia di mangiare l'agnello con i carciofi... Oggi per Pasqua ero invitata fuori a pranzo, l'ho ordinato al ristorante ma... uffa non era come me lo aspettavo! L'agnello un po' duretto fatto in padella con un sughetto buono ma un po' troppo unto e i carciofi...pastellati e fritti! Nooooo! Ho pensato: "Perchè non vivo a Roma?! Abbacchio e Carciofi alla Giudia, in porzioni UMANE!"  Tornata a casa, dopo una salutare pennichella sul balcone, ho deciso di farlo io. Meno male che in settimana avevo comprato una spalla di agnello con le costine, me l'ero fatta dividere in pezzi e suddividere in 3 pacchetti, e li avevo messi in freezer. Meno male che avevo comprato anche 4 carciofi... Meno male che ieri ho tolto un pacchetto dal freezer e l'ho trasferito in frigorifero... così ho potuto cucinare l'agnello (e i carciofi) come voglio io!
Agnello al Limone in forno nel Sacchetto
Ho lavato i pezzi di agnello sotto l'acqua corrente, li ho sistemati nel sacchetto con un po' di rosmarino, salvia e alloro. Ho tagliato un limone in quattro rondelle e le ho aggiunte dopo averne spremuto il succo sulla carne... chiuso con l'apposito fermaglio in dotazione, a cinque centimetri dal contenuto, massaggiato e messo in forno già caldo (appoggiato su una teglia) a non più di 200 gradi per 45 minuti. Ho tagliato i due angoli in fondo del sacchetto, perché voglio che cuocia "arrosto".
...nel frattempo ho iniziato a pulire i carciofi...
Carciofi in Padella all'Aglio e Rosmarino 
... per prima cosa ho tagliato i gambi (la parte che più mi piace) li ho pelati e tagliati a tocchetti, una sciacquata e dritti in padella... poi ho sfogliato i carciofi togliendo le foglie più coriacee, ho tagliato via la punta dove ci sono le spine, li ho tagliati in quarti e pulito della peluria interna, sciacquati e tagliati ancora a metà (quindi in ottavi) e dritti in padella... Ho spellato 3 spicchi di aglio, tagliati a fettine, aggiunte ai carciofi, un giro di olio extra vergine di oliva, un pochino di acqua e ho lasciato cuocere per circa 20 minuti, coperto a fuoco medio.

Ho tolto dal forno il sacchetto con l'agnello, come al solito il forno è perfettamente pulito e non puzzoso, ho squarciato il sacchetto e ho trasferito l'agnello, i limoni e il sughetto nella padella dei carciofi, ho dato una girata e servito. La carne era morbida come il burro... BUONISSIMA!
 ...e i carciofi? Con il sughetto dell'agnello hanno preso un non so che: SPETTACOLO!

mercoledì 22 settembre 2010

Arrosticini

 
Buoni!
Gli Arrosticini sono un piatto tipico degli Abruzzi, cubetti di carne di agnello infilzati stretti stretti su uno spiedino, si comprano già preparati e si cuociono sulla griglia, potendo, o sulla piastra. Io li ho serviti accompagnati da un patè di carciofi e olive taggiasche, li ho salati solo quando cotti, altrimenti diventano duri, un po' di pepe e una spruzzata di succo di limone, per chi non sopporta molto il gusto dell'agnello (che a me piace). A parte insalata indefinita, arrivatami fresca dall'orto di un amico, lavata e tagliata. Cena fatta!

mercoledì 15 settembre 2010

Spaghetti di soia con arrosticini

Non avevo voglia di cucinare stasera, ogni tanto mi prende la pigrizia...così ho comprato al supermercato degli spaghetti di soia già pronti, solo da scaldare. Arrivata a casa ho guardato la triste vaschetta e mi sono inventata una variante.
Spaghetti di soia con arrosticini
Nel wok già bello caldo ho versato il liquido (penso salsa di soia) che ho trovato sul fondo della vaschetta dei miei spaghetti già pronti, ho pescato dal frigorifero i tre spiedini di arrosticini avanzati, ho tolto i cubetti di carne cruda dagli spiedini e li ho messi a saltare nel wok, con il coperchio. Quando i cubetti di carne sono diventati marroncini, ho aggiunto gli spaghetti di soia alle verdure e ho mosso il tutto velocemente con le bacchette. Ho preso gli ultimi germogli di lenticchie che avevo in frigo e li ho versati sul tutto, ho spento subito non voglio che cuociano. Ho dato una girata ancora e poi ho impiattato. Un pochino di salsa di ostriche e un pizzico di semi di sesamo.
Ottimi!

venerdì 6 marzo 2009

La ricetta del lupo per cucinare l'agnello

Ieri sera mi sono fermata a fare una microspesa e al macellaio che mi stava tagliando a libro il petto di pollo ho chiesto cos'è il Bottaggio (l'ho visto scritto lì, vicino a pezzi di cotenna e piedini di maiale). Gentile come sempre mi ha risposto "è una parte della dote del maiale..." ho imparato così che il Bottaggio è composto da cotenna, piedini, orecchie e codino del maiale, è un termine che deriva dal lombardo, una buona percentuale dei nomi dei tagli di macelleria che si usano in italiano derivano dal lombardo, e che viene usato ancora oggi sulle bolle di consegna, il musino del maiale, che fa parte della dote, non rientra nel Bottaggio ed è segnato da solo sulle bolle.

Il Bottaggio serve per fare la Cassoeula, ma anche altri piatti della tradizione del nord Italia. Il mio macellaio di fiducia non mette il piedino nella Cassoeula ma lo usa invece per fare il brodo con le verdure, viene molto saporito e con una consistenza piacevolmente densa.
Mentre commentavo che si impara sempre qualcosa a chiedere, ho notato delle costolette di agnello e gli ho domandato in quanto tempo cuocevano (stavo già pensando di farle alla piastra per cena) e così mi ha omaggiato della sua ricetta, che riesce sempre, chiudendo con un "accompagnato da un bel bicchiere di spumante, a lume di candela, concluda lei come deve finire la serata... con quegli occhi bellissimi!" l'ho ringraziato e tutta ringalluzzita sono passata anche a prendere una bottiglia di Pilsner per la ricetta.
Anche il macellaio aveva dei begli occhi, di un turchese intenso, quasi blu, che spuntavano sotto sopracciglia brizzolate da lupo.
Scottadito d'agnello del lupo
In una padella antiaderente versare un cucchiaino di olio extra vergine di oliva (per chi non è a dieta, anche cubetti di lardo che si scioglieranno in cottura...) accendere il fuoco al massimo e utilizzando un pezzetto di carne ungere bene con l'olio tutta la padella. Mettere le costolette di agnello in padella (circa 10 pezzi per due persone) cospargere con salvia, rosmarino e alloro spezzati grossolanamente e coprire con un coperchio. Dopo 10 minuti di cottura, tenendo fermo il coperchio, spadellare di modo da far saltare i pezzi di carne, togliere il coperchio, girare i pezzi con la parte già rosolata verso l'alto, abbassare il fuoco al minimo e aggiungere due cucchiai di birra, non di più, deve avere solo un leggero sapore aromatico e amarognolo, il risultato finale non deve sapere ne odorare di birra! Cuocere ancora per altri 10 minuti, la birra deve asciugarsi. Spegnere e mentre la carne riposa i doverosi 2 minuti cospargere con pepe nero macinato fresco e qualche granello di sale.

Grazie al macellaio dagli occhi blu, che mi ha dato una ricetta dietetica strepitosa e che mi ha tirato su di morale dopo una giornata agitata e tensiva. E' proprio vero allora che le lacrime fan gli occhi belli...

La foto del lupo è di Joel Sartore quella dell'agnello è mia, come al solito.

giovedì 10 luglio 2008

La tajine e il macellaio marocchino

Ad ottobre dell'anno scorso, passando in macchina per una strada vicino a casa avevo notato una macelleria marocchina con una vetrina piena di oggetti di artigianato tra cui delle Tajine. Non è che ho la Supervista, la Tajine è riconoscibile a colpo d'occhio per chi sa cos'è. Con il suo coperchio a forma di cono è impossibile non notarla.

Per il mio compleanno di quest'anno, a febbraio, avevo deciso di cimentarmi in una Cena Marocchina, e quindi ecco la scusa per comprare la pentola apposta. Tajine è sia il nome del contenitore che del contenuto (un po' come per la Paella) è una pentola normalmente di terracotta, con la base fatta come un piatto a bordo leggermente più alto che funge da pentola e con un coperchio a forma di cono. Ci si cucina carne, pesce o verdure da accompagnare al cous cous. E si porta direttamente a tavola, vista la sua bella forma. Di ritorno dal lavoro, quindi, faccio una deviazione e procedo all'acquisto della Tajine, della carne di agnello macellata alla maniera marocchina, ai limoni conservati (che non avevo mai provato) e di spezie, cous cous non precotto, olive (forse dalle foto che ogni tanto pubblico si è capito che sono una delle mie passioni) tra le altre c'erano anche delle olive di colore quasi rosa, buonissime.
Dopo circa 1 ora 1/2 di chiacchiere su svariati argomenti con il macellaio marocchino, riesco a tornare a casa. Non senza lo spargifiamma artigianale per non rompere il coccio. Qualcuno si chiederà come ho fatto a preparare la cena per tempo... conoscendo la proverbiale loquacità dei commercianti nordafricani, ci sono andata la sera prima. E ho fatto bene perché la Tajine va messa a bagno in acqua fredda tutta la notte, prima del suo primo utilizzo.
Va bè con ricetta imparata dal macellaio, la sera dopo ho preparato una Tajine di agnello e verdure che era uno spettacolo. Le foto fatte con il telefono cellulare non rendono giustizia.

La carne era di una morbidezza assoluta, i limoni mi hanno lasciato perplessa, al piatto hanno conferito un sapore etnico veramente gustoso ma, forse non sono stata abbastanza attenta durante la spiega, non erano molto mangiabili, per il sapore bizzarro, aspro e salatissimo insieme. (E dire che il Margarita è il mio cocktail preferito proprio per il connubio limone/sale).

Purtroppo la bella storia ha un brutto finale. La parte inferiore della Tajine non ha resistito alla cottura e si è rotta. Come una debuttante al ballo che si azzoppa irrimediabilmente al primo Valzer. E' rimasto solo il coperchio. Dopo qualche mese senza costrutto in giro per la cucina ho provato ad usarlo sulla più prosaica padella antiaderente che uso sempre. La misura corrisponde. E puf... la magia si è ripetuta. Si perché questo coperchio permette di cuocere in meno tempo e senza quasi aggiunta di acqua. I cibi cotti così sono più saporosi e sodi. Adesso ho una missione, trovare una pentola della misura del coperchio, bella da portare a tavola ma che resista alla cottura, per riformare la coppia. Pensavo ad un materiale ipertecnologico, un po' spaziale... troppo azzardato?
Ecco che allora ho ripescato il cono magico per queste melanzane da dieta:
Melanzane soffritte alla fine
Ho lavato e sbucciato a righe 1 melanzana, l'ho tagliata a fette di circa 1 cm e le ho messe a cuocere nella padella antiaderente già calda senza niente, coprendole con il coperchio della Tajine. Le ho girate per farle cuocere anche dall'altro lato e poi le ho tenute da parte per finire le fette rimaste. Nel frattempo o tritato grossolanamente del prezzemolo. Ho rimesso le fette tenute da parte con quelle che avevano finito di cuocere, ho sparso il prezzemolo, spento il fuoco e versato 2 cucchiaini di olio extra vergine d'oliva e un poco di aglio secco tritato, ho girato con il cucchiaio di legno in modo da far prendere prezzemolo, aglio e olio a tutte le fette di melanzane, da ogni lato.
Ho trasferito il tutto in una ciotola e ho macinato sopra del pepe nero fresco.
Il coperchio della Tajine in questo caso ha accellerato di molto il tempo di cottura e ha mantenuto morbide le melanzane, come il risultato di una caponata. Probabilmente è proprio la forma a cono che raccoglie il vapore e lo fa fuoriuscire da un buco posto in alto a permettere questa cottura.
Nella stessa padella... già calda
Pollo alla senape e limone
Ho trasferito le fette di petto di pollo che avevo fatto marinare una mezzoretta in succo di limone e senape di Djione (il succo di due limoni e due cucchiaini di senape, per 4 fette di petto di pollo).
Coperto con il coperchio della Tajine ho fatto addensare il sugo, girando un paio di volte le fette. A pollo cotto l'ho trasferito in una ciotola e l'ho spruzzato con qualche goccia di salsa Worcestershire e 2 cucchiaini di olio extra vergine di oliva.
Poi ho tagliato il melone a metà orizzontalmente, mezzo l'ho messo via e mezzo l'ho tagliato a fette circolari. La calottina l'ho incisa con dei tagli a scacchiera. Ho tagliato in 4 spicchi una pesca noce gialla e l'ho posizionata nei buchi del melone, ho spolverizzato il tutto con pepe nero macinato al momento. Da qualche parte ho sentito che il pepe nero esalta il gusto dolce del melone, così ho deciso di provare.
Ho pulito tutto (così dopo mi godo la cena più rilassata) e ho gustato melanzane e pollo tiepidi, accompagnando con olive nere kelemata piccanti, una delizia. E il melone. Non male...