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lunedì 6 gennaio 2025

Obatzda



Ho trovato questo pezzo sull'Obatzda cercandone informazioni su internet, direi che non avrei saputo scrivere meglio: 



Obatzda
Questo fine settimana, rovistando nel frigorifero ho scovato un bel Camembert della Normandia scaduto da una settimana. Perfetto!!! È da un sacco di tempo che non faccio un’ Obatzda. Una settimana è forse ancora un po’ presto, ma dopo una rapida pressione del dito sul formaggio, che si offre tenero e molliccio, decido che va bene così.

L’ Obatzda è un’ istituzione in Baviera, onnipresente in tutti i Biergarten della regione, e ovviamente ormai conosciuto in tutto il mondo.

La preparazione è molto semplice.

Procuratevi un Camembert da 250 g, possibilmente già mooolto maturo. Se non lo trovate abbastanza molle, lasciatelo maturare a casa vostra, anche fuori dal frigo (è più veloce).

Per capirci, il formaggio deve essere assai molle al tatto, e cremoso all’interno.

Bene, lo mettete in una ciotola con una bella noce di burro morbido, due belle cucchiaiate di formaggio fresco (tipo ricotta, stracchino o squaquerone), una cipolla sminuzzata finissima, sale, pepe, una bella spruzzatona abbondante di paprika, un pochettino di cumino* e 4 cucchiai di Weißbier (Hefeweizen).

Adesso con una forchetta schiacciate il tutto per 10 minuti buoni, finché vi si materializzerà sotto agli occhi un’amalgama color salmone dall’intenso aroma di cipolla.

Fatto è il vostro Obatzda, che accompagnerete ad anelli di cipolla, Brezeln o Salzstangen, pane nero, e tanta ma tanta birra.

Prosit!!!


* cumino (Carum Carvi) detto anche Carvi, Kummel o Cumino dei Prati, Comino o Anice dei Vosgi,  tipico della cucina Mitteleuropea, appartenente alla stessa famiglia del finocchio e dell'anice verde e dal sapore come questi aromatico, fresco ma pungente e che si trova spesso nei pani di segale tipici dei paesi Scandinavi o del Sud Tirolo, da non confondersi con il cumino (Cuminum Cyminum) tipico della cucina indiana appartenente alla stessa famiglia dell'anice verde e del finocchio ma dal sapore tipicamente "esotico" e che fa parte integrante delle spezie che vengono utilizzate per creare i curry indiani.

Chi si riconosca nel pezzo di cui sopra, mi scriva così da poterlo citare, poiché non trovo più la fonte.

mercoledì 10 ottobre 2018

Le Infinite Varianti dell'Insalata Greca

In questa estate che si prolunga, cerco di continuare il più possibile a gustare l'insalata greca.
Gli ingredienti tradizionali si sanno: cipolla, cetrioli, peperoni, che io metto in infusione da subito sul fondo dell'insalatiera con un pochino di aceto, pomodori maturi, un pizzico di sale, feta spezzata con le dita e origano sbriciolato. Una bella girata di olio extra vergine di oliva.

Nel tempo ho fatto delle varianti, dovute per lo più agli ingredienti che mi trovavo in frigorifero:


con l'insalata riccia e della mozzarella fiordilatte spezzata con le mani...


... con i pomodorini secchi...


...l'insalata greca è la mia preferita, insieme alla panzanella nella quale ogni tanto si trasforma aggiungendo pane raffermo e bagnato con un pochino di acqua freddissima. O con le friselle...
è sempre super gustosa, invitante, nutriente e saziante. 
E porta con sé l'estate. 

mercoledì 25 aprile 2018

Pollo al Curry e Dahl di Lenticchie Rosse


Mi hanno fatto assaggiare un vitello al curry morbidissimo e dolce così buono che ho voluto riprovare a farlo con dei bocconcini di pollo. 
Per prima cosa affetto una cipolla bianca e la riduco a dadini microscopici, metto un pochino di burro e un po' di acqua nel tegame antiaderente ceramicato e, a fuoco bassissimo, coperto, faccio sudare la cipolla. Nel frattempo taglio una mela a dadini di circa un centimetro per lato, quando la cipolla è diventata dolce, la aggiungo e alzo un pochino il fuoco. Infarino leggermente, con farina di riso, dei cubetti di pollo di circa 2 centimetri per lato, metto un po' di polvere di curry a tostare, verso velocemente il pollo e lo faccio rosolare su tutti i lati. Abbasso il fuoco, in una ciotolina ho preparato del latte di cocco (ma va bene anche latte normale se non ne avete di cocco) in cui ho sciolto benissimo, lavorandolo per non avere grumi, due cucchiai abbondanti di curry di Madras, leggermente piccante.
Verso il latte con il curry e copro. Ogni tanto sollevo il coperchio, osservo le bolle, annuso e do una girata, il pollo cuoce in circa venti minuti, ma se sta li un pochino di più non è un problema, si ammorbidisce e assorbe il curry, l'importante è tenerlo umido e cremoso, se ci fosse bisogno basta aggiungere un pochino di acqua, pochissima per volta. 
Nel frattempo, in una pentola cilindrica ho fatto cuocere del riso Basmati per assorbimento. Lo sformo in un coppapasta e lo spolverizzo con un po' di polvere di curry. In un altra pentola, da circa venti minuti, sobbollono delle lenticcchie rosse decorticate in un po' di brodo vegetale, arrivate a cottura basta girarle vigorosamente e si trasformano in una purea, il Dahl, io preferisco tenerlo un pochino più rustico e granuloso. Adoro la consistenza delle lenticchie e sentire la loro forma sguisciare sulla lingua. 
Servo il pollo con una manciatina di semi di cumino, prelevo un po' di riso, un po' di lenticchie e un po' di pollo e mi gusto il bocconcino saporito.
Ahhh che bontà.


giovedì 30 novembre 2017

Pranzo e Pausa Pranzo


Per pranzo un bel piatto di spaghetti, per affrontare la giornata lavorativa e la sera, nella paura al lavoro, una insalata gustosissima. 
Ho messo a bollire l'acqua e intanto in un pentolino ho messo a stufare un po' di cipolla con olio extra vergine di oliva. una foglia di alloro e un cucchiaio di purea di umeboshi diluito con un cucchiaino di acqua di cottura della pasta. Nel frattempo lavo l'insalata mizuna e affetto il pomodoro, le carote, la zucca cruda, e le erbette da mettere nella schiscetta per stasera. Un pochino di olio extra vergine di oliva e aceto di mele, nel piccolo contenitore, e stasera non mi resterà che agitarlo e unirlo all'insalata.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco alle cipolle stufate e all'umeboschi che si è ridotta e ha creato una cremina dal caratteristico gusto salatino acidulo.
Una bella spolverata di grana e di pepe nero macinato al momento.
Yum! l'umeboshi rende più digeribile il tutto e sono pronta per andare al lavoro.
La sera, la croccantezza degli ingredienti crudi dell'insalata, si sposa al gusto fresco e piccantino dell'insalata. Ottima!

giovedì 15 dicembre 2016

Un Risotto dal Sapore Delizioso


Questa mattina mentre spulciavo il web, mi sono imbattuta in un articolo sui 5 errori da evitare per fare un buon risotto. Contenta perché, a parte uno, io non ne ho mai commessi, mi è venuta voglia di risotto. 
Così ho messo a scaldare il brodo di pollo che avevo in frigorifero (1 errore: brodo freddo, acqua al posto del brodo) e ho cominciato a tagliare a cubetti microscopici una grossa cipolla. 
Ho messo cipolla, un pezzo di burro e un pochino di olio extra vergine di oliva nella mia padella di alluminio professionale. Ho acceso il fuoco al minimo. La cipolla deve rosolare senza annerirsi. (2 errore: il soffritto, non farlo, farlo a pentola già calda, farlo abbrustolire, o farlo con liquidi invece che grassi, la cipolla si lessa e ha tutto un altro sapore). Mentre la cipolla rosola piano, e il brodo si sta scaldando, penso a come fare per non incappare nel solo "errore" che commetto, cioè di non togliere il soffritto mentre si fa tostare il riso.
Ci ho provato, ma è davvero uno sbattimento, o forse non ho usato uno strumento adatto, magari un cucchiaio più largo e piano così da raccogliere tutta la cipolla in poche prese...
Comunque, raggiunto un grado di rosolatura morbida della cipolla, aggiungo il riso. Vialone nano, due pugni a persona più uno per la pentola. Io devo farci il pranzo e la schiscetta, quindi cinque pugni.
Miscelo il riso alla cipolla e alzo la fiamma, continuo a girare rapidamente per far tostare il riso (3 errore: non tostare) i chicchi devono diventare lucidi e brillanti come piccole perle. Per questo si dice anche "far brillare" il riso. La tostatura deve essere, a fuoco alto, veloce ed uniforme, quindi bisogna muovere continuamente il riso ed evitare di bruciacchiare la cipolla.
E' arrivato il momento di sfumare (4 errore: non sfumare, usare qualcosa che non sia alcolico per sfumare) non ho vino in casa, e non voglio usare il cognac perché voglio un sapore non aromatico, idea... due spruzzate lievi di aceto di mele. Muovo velocemente, abbasso il fuoco e aggiungo il brodo caldo. 
...e una bella crosta di parmigiano reggiano, grattata sulla crosta con la lama del coltello per togliere il primo strato e sciacquata. Giro il riso di modo che il brodo si distribuisca bene anche sul fondo.
Aggiungo ancora un po' di brodo in superficie e lascio cuocere senza più toccare.

Il vialone nano ci mette circa 17', ma bisogna assaggiare a 15', perché il riso continua a cuocere ancora un po' anche dopo aver spento. Quando il chicco è cedevole sotto i denti ma nel cuore è ancora leggerissimamente al dente, quando il brodo è quasi completamente assorbito ma fa ancora un po' di onda, tolgo la pentola da sopra il fornello e dopo un minuto o due aggiungo un pezzetto di burro e una bustina di zafferano. E inizio a girare.
Giro delicatamente prendendo il riso da sotto e portandolo in su, il burro si scioglie, lo zafferano si stempera e pian piano ogni cucchiaiata di riso prende quel bellissimo colore giallo sole e quell'aspetto morbido e cremoso che la mantecatura dona (5 errore: non mantecare). Copro con il coperchio e lascio riposare due minuti.

Impiatto il mio risotto e dopo una rapida serie di foto (3 più un paio con il cellulare) mi appresto all'assaggio. 
Il profumo dello zafferano è delicato, il risotto è morbidissimo e cremoso, con il sapore dolce della cipolla che si contrappone al fresco acidulo dell'aceto di mele. Un risotto assuefacente, ottimo anche in una sera d'estate, mangiato tiepido o a temperatura ambiente. 
Credo che lo rifarò ancora, l'aceto di mele è stata una vera delizia!




giovedì 13 ottobre 2016

Fusilli Giganti Trafilati al Bronzo con Sugo di Pomodorini e Cipolla


L'altra sera ero ad un compleanno, e ho visto passare un piatto di fusilli giganti, conditi con 'nduja e pomodoro, e ho capito che avevo sbagliato ad ordinare... così, facendo la spesa, ho comprato questi fusilli giganti trafilati al bronzo. Una Volta a casa ho preparato un sughetto di pomodoro fresco tagliato a concassé, cipolla e peperoncino secco sbriciolato, fatti rosolare in padella a fuoco bassissimo con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Una cucchiaiata di acqua di cottura della pasta, due centimetri di doppio concentrato di pomodoro, e una volta scolata la pasta, la faccio saltare brevemente in padella per distribuire bene il sugo sui fusilloni. Una spolverata di grana ed è pronto. Buonissimo!


mercoledì 5 ottobre 2016

Voglia di Cucinare




Oggi ho trascorso una giornata a riorganizzare gli spazi in cucina, e mi è tornata impellente la voglia di cucinare, ho riordinato il frigorifero e ho impostato un po' di piatti per i prossimi giorni. 
Come prima cosa ho tagliato le foglie del sedano verde e una cipolla e due carote, le ho messe in pentola a pressione con qualche pezzo di croste di grana, pulita e lavata, il misto di legumi e cereali che mi piace tanto e molta acqua con brodo granulare iposodico Sohn. L'intenzione è di ottenere del brodo da mettere a parte per un eventuale risotto o minestra e una zuppa bella densa, da suddividere in porzioni e personalizzare di volta in volta, con aggiunta di ceci oppure con concentrato di pomodoro e origano o con un battuto di prezzemolo e aglio, o con la pasta di curcuma e spezie preparata per il Golden Milk.
In venti minuti di cottura a pressione è pronta.
Ne vengono fuori 5 porzioni abbondanti, bene!
In un altra padella stanno rosolando dei finocchi da cuocere, e sul tagliere c'è peperone e cetriolo tagliati e pronti per la marinatura, ma queste ricette le trovate qui.
Ho messo a bagno delle lenticchie piccole umbre biologiche e dei semi di alfa alfa, il germogliatore è li pronto per accoglierle.
Assaggio la zuppa la sera, è densa e consistente, ottima!



Con triplo concentrato di pomodoro e origano


Con curcuma e spezie del golden milk e ceci giganti

venerdì 9 settembre 2016

Base per Panzanella con Pane Burro e Alici



La Panzanella è un piatto molto estivo tipico della Toscana della zona di Lucca, delle Marche e del Salento, dove al posto del pane raffermo si usano le deliziose friselle Pugliesi.
Io la adoro, la preparo sempre con cipolle, cetrioli e peperoni, che lascio a bagno nell'aceto che servirà da condimento, intanto che faccio il resto delle cose. L'aceto, stasera l'ho usato bianco di mele, rende digeribile i tre ingredienti di più difficile digestione e farà, insieme all'olio e a un pochino di acqua, il sughetto in cui il pane o la frisella si andrà ad inzuppare.
Sopra il malefico trittico di verdure indigeribili, affetto un pomodoro ben maturo e gli sbriciolo sopra un pochino di sale, aggiungo un cipollotto, e qualche oliva nera. Due cucchiaiate di acqua fredda gelata e un giro di olio extra vergine di oliva. Stasera ho del pane fresco rustico, lievitato con lievito di frumento, su cui ho spalmato un velo di burro e disposto gli ultimi filetti di alici sott'olio. Non è un caso che si dica a burro e alici per indicare una cosa sopraffina anche se semplice, il connubio è perfetto, il burro morbido e delicato, le alici carnose e saporite, l'olio delle alici salatino che imbeve il pane dove non c'è il burro...una bontà.
Aggiungo una frisella spezzata alla mia panzanella, giro per far insaporire il pane con il condimento e la cena è fatta. Ho ancora un pezzo di focaccia alle cipolle e provo un pezzetto di mozzarella.
La panzanella è fresca, croccante e succosa, i pezzi di frisella oppongono resistenza ai denti dove sono rimasti più duri e sono gustosi per il sughetto olio aceto e acqua.
Bello mangiare così.






mercoledì 4 marzo 2015

Tutto il Colore Che C'e'


Ho comprato i cetrioli perché avevo voglia di Cucumber Sandwiches. Peccato che non avevo il pane...vabbè questa volta mi faccio una insalata con la mozzarella fiordilatte.
Per prima cosa immergo la mozzarella in acqua molto calda.
Metto un cetriolo, lavato, pelato a strisce, affettato con la mandolina, a bagno in aceto, ho quello agli agrumi, è un po' scuretto ci vorrebbe bianco, e lo lascio li.
Affetto il mezzo peperone rosso lasciato quando ho fatto la paella, e un pezzo di cipolla, li metto nell'insalatiera con una spruzzata di aceto balsamico di mele, così intanto diventano più digeribili.
Lavo qualche foglia di insalata, un  po' verde e un po' rossa, le spezzo con le mani e le adagio nell'insalatiera.
Ho qualche oliva nera avanzata, le posiziono sulle foglie rosse, mi piace quella sorta di nuance che creano insieme, il nero non completamente nero delle olive, il rosso del radicchio che contiene una punta di nero.
Affetto i due pomodori che ho messo a scaldare un pochino insieme alla mozzarella. Li affetto più sottili che posso, dove riesco tolgo la pelle, sono maturi ma incolori, granulosi e scaldandoli dovrebbero avere un po' più di sapore. Li cospargo con una presa di sale grosso che sbriciolo tra le dita.
Un filo di olio extra vergine di oliva, sui pomodori.
Prendo la mozzarella e la straccio con le mani, la dispongo sui pomodori e la condisco con solo origano. La straccio con le mani per non schiacciare gli alveoli con la lama del coltello, lasciati ariosi il latte rimane dentro e la mozzarella è più morbida e delicata, l'immersione in acqua calda le ha risvegliato il sapore che non si sarebbe percepito se mangiata fredda di frigorifero.

L'insalata di verdure crude dovrebbe coprire tutto lo spettro di colori dell'arcobaleno, dal bianco delle agliacee al viola (se possibile) o al rosso scuro di alcune insalate in foglia, passando per il giallo di peperoni o zucca cruda, l'arancio delle carote, il bianco verde chiaro di finocchi o cetrioli, il verde scuro di alcune verdure a foglia o dei peperoni, il rosso dei pomodori... così facendo si cerca di avere il maggior ventaglio di vitamine, sali minerali e componenti vitali essenziali in un piatto, aiutati dalla corrispondenza colore/contenuto che la frutta e la verdura hanno.

Mangio l'insalata pescandola da sotto. Non amo molto le insalate in foglia insieme alle verdure, ma fanno volume e me le hanno gentilmente regalate. Le gusto con i filetti di peperone e le olive.
Aggiungo qualche rondella di cetriolo, sono freschi, acidini e croccanti, donano sapore anche senza mettere olio sulle due insalate.
Spizzico tra la mini caprese e l'insalata simil greca. A posto così.







lunedì 5 gennaio 2015

Reginette alla Balcanica Bea



Per questa ricetta ci vorrebbe una pasta corta, tipo penne rigate o sedanini rigati, ma in casa non ne avevo e non è che la prima delle sostituzioni questa sera.
A Bea non piacciono i gamberetti, ma adora il bacon. La prima delle sostituzioni l'ha pensata lei.
Dal canto mio, non avendo panna, che andrebbe aggiunta verso la fine, giusto per scaldarla un attimo, ne ho creato la grassa cremosità mettendo a soffriggere una cipolla bionda tagliata a dadini microscopici in poco olio extra vergine di oliva e un po' di latte. Fiamma alta per far prendere il bollore e poi bassa con sopra il coperchio per stufare.
Nel frattempo l'acqua per la pasta procede verso il bollore.
Quando la cipolla è morbida e il latte è diventato una cremina densa, aggiungo una nocciola di triplo concentrato di pomodoro (o passata di pomodoro, giusto un cucchiaio) deve far virare al rosa la cipolla, mescolo velocemente e spruzzo con un pochino di vodka, alzo la fiamma e faccio evaporare sempre mescolando.
In un altro pentolino, o nello stesso, mettendo in un piatto caldo a parte la cipolla panna e vodka, metto un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e la pancetta dolce a cubetti. Deve sfrigolare finché è bella croccante.
Nel frattempo la pasta cuoce. E il piatto nella quale verrà servita è vicino ai fornelli per diventare caldo.
Riunisco la cipolla con la sua cremina nella padella della pancetta, unisco una nocciola di burro, scolo la pasta e velocemente la salto con la cipolla e la pancetta.
Prelevo la pasta e la posiziono nel piatto, una macinata di pepe nero fresco e la cena è pronta.
La pancetta è a tratti croccanti e a tratti morbida e carnosa. La cipolla delicata e dolce, si scioglie in bocca unendosi alla cremosità della panna. Della vodka si sente il profumo rarefatto e niente più.
Ottima!







mercoledì 17 dicembre 2014

Fegato e Croazia

























Quando da bambina andavo in vacanza in Yugoslavia, mangiavamo rasnici e cevapcici accompagnati da salsa Ajvar, patatine fritte buonissime e cipolla bianca cruda affettata. Il sapore della cipolla cruda mi piace tantissimo, ora, all'epoca no, ma è un classico. Stasera avevo voglia di fegato e nello stesso tempo di quel piatto della cucina croata. Non avendo Ajvar in casa (prima o poi mi deciderò a farla) ho affettato sottilissimo mezzo peperone rosso e una cipolla dorata bella acre e piccantina, mentre nella padella sfrigola velocemente il fegato in burro e salvia. Il fegato è buono quando rimane ancora rosa dentro, morbido e delicato nel suo gusto amarognolo. Lo metto nel piatto e ci macino sopra sale grosso e pepe nero. Un tuffo nei ricordi. Buonissimo..

giovedì 28 agosto 2014

Crema di Porri

Ho preparato questa crema di porri da mangiare fredda, tagliando e affettando sia la parte verde che la parte bianca di due porri, facendoli cuocere in pentola a pressione per 7 minuti con solo poca acqua e un cucchiaino di brodo granulare iposodico sohn. Frullata e servita con foglie di menta spezzettate, peperoncino, pepe, formaggio e olio extravergine di oliva.
A parte ho preparato una insalata di pomodori e cipolla con basilico fresco. Era così invitante che ne ho messo un po' nella crema di porri. Yum!




Per finire ho affettato una pera e l'ho servita con scaglie di grana, e una macedonia con pere pesche e banana sia fresca che essiccata.



giovedì 27 marzo 2014

L'ultima Pasta e l'Insalata Matta



L'ultima pasta prima di rimettermi a regime. Ultimamente sto avendo grossi problemi di intolleranza ad alcuni alimenti. Dolori articolari, stanchezza. malditesta, rush...insomma tutti segnali che devo depurarmi. Oggi però è partita male, o meglio è finita. Sento il bisogno di un cibo che conforti e che riempia, poi, da domani, vita nuova.
Le reginette sono una delle mie paste preferite. Hanno i vantaggi della pasta lunga e di quella corta insieme. La consistenza spessa e carnosa è una delizia sotto i denti, il vezzoso bordo a ruches cattura il sugo e lo sprigiona in bocca, accarezzando il palato, l'arrotolarle intorno alla forchetta è un gesto che ci accompagna dall'infanzia e che gratifica, fa casa.
Ho affettato quattro spiccchi di aglio, sottili sottili, e li ho messi in un padellino con un filino di olio extra vergine di oliva. Scelgo il fuoco più piccolo e lo lascio al minimo, non voglio che l'olio bruci, voglio l'aglio croccantino.
Ultimamente ho una propensione per l'aglio, tanto, che mi fa chiedere se è segnale di qualcosa...dovrò indagare più a fondo.
Quando l'aglio è diventato come voglio io, aggiungo una presa di chili piccante e lo faccio rapidamente tostare, aggiungo un po' di triplo concentrato di pomodoro e lo stempero con poca acqua di cottura della pasta. Spezzo qualche peperoncino piccante nel sugo e ci metto un po' di foglie di basilico. Scolo le reginette, le faccio saltare in padella e poi verso il tutto in una ciotola che ho tenuto li vicino ai fornelli per farla diventare calda. Un'ultima foglia di basilico, un po' di grana e mi gusto la mia pasta.
Il domani arriva subito la sera stessa.
Mentre sorrido all'idea di come ero triste stamattina e invece di che ottimo umore sono stasera, affetto la cicoria biologica, altrimenti detto tarassaco o dente di leone o insalata matta, e lo metto in una ciotola, ci sono anche i boccioli dei fiori, aggiungo un pomodoro cuore di bue a cubetti, cipolla bianca affettata e infusa in aceto balsamico qualche minuto, olive nere greche condite e un pezzo di quartirolo stagionato. 
Una macinata di pepe nero, un filo di olio extra vergine di oliva e servo per due.
La lezione di danza mi ha caricato, gli occhi mi brillano, dono baci di cipolla, la vita è bella.