praticamente non sta a dieta, ma impegnandosi...ricette sane, ricette mentali, qualche tentazione ogni tanto.
martedì 11 maggio 2021
Arrosto di Vitello
martedì 22 dicembre 2020
La Tajine Marocain
Tempo di caldaie e di storie di caldaisti. Questa in particolare racconta del caldaista che maldestramente fece cadere il coperchio della mia Tajine preferita, che si ruppe irrimediabilmente, del caldaista successivo che con occhio di falco individuò la mia padella in alluminio triplo fondo professionale, con il quale chiacchierai amabilmente di cibo e di come dopo anni di orfanato da Tajine, che usavo molto, finalmente ho trovato un negozio marocchino che vende verdura e frutta esotica e che in vetrina sotto natale aveva una bella Tajine in terracotta. Ah, e di come per pura fortuna, il coperchio della mia nuova Tajine sia della misura esatta della pentola di ghisa, così da permettermi di utilizzare quella come base, più sicura e più capiente, e riprendere a cucinare con questo fantastico metodo di cottura.
Perché le cose cucinate sotto il coperchio della Tajine, sono molto più buone.
Ma andiamo in ordine: la prima cosa da fare assolutamente, una volta acquistata una Tajine di terracotta è farle il trattamento. Pena vederla creparsi al primo utilizzo sulla fiamma del fornello.
Che cos'è una Tajine? Con il termine Tajine si identifica, come spesso accade in cucina, sia la tipologia di pentola che il risultato di ciò che ci si cucina dentro quella speciale pentola. Così una Tajine di agnello e verdure, tipica della cucina marocchina, sarà cucinata in una Tajine, solitamente fatta in terracotta.
Diffusa nella cucina araba nord africana dell'ovest, la Tajine arriva dalla cultura berbera e dal Maghreb, e solitamente viene utilizzata per cucinare direttamente sulle braci di legna. Tradizionalmente è fatta in terracotta, smaltata esternamente ma non completamente, per permettere quel tipo di cottura lenta che appartiene anche alla nostra tradizione delle cotture nel coccio.
Ma la Tajine nasconde un segreto proprio nella sua forma. Il coperchio conico infatti, una volta creatasi la condensa, la fa ripiovere uniformemente sul cibo in cottura, mantenendo i sapori all'interno della cappa, e aiutando a cuocere più velocemente i cibi ma come se fossero cotti in tempi lunghissimi. Praticamente una pentola a pressione arcaica.
Per fare in modo che questa pentola possa resistere alla cottura sulla fiamma diretta del fornello, è necessario acquistare uno spargifiamma e soprattutto fare il pretrattamento.
Il pretrattamento delle pentole di terracotta prevedere di immergerle completamente, per 24 ore, in acqua fredda. E questa fase, con la forma conica del coperchio, è piuttosto difficile. Ho dovuto mettere la Tajine in una tinozza dai bordi molto alti, appoggiata sul piatto della doccia, e per sicurezza ho tenuto immerso il coperchio prima in un verso e poi nel verso contrario per il doppio delle ore previste. Già una volta avevo incautamente crepato una Tajine, messa direttamente sul fuoco e non volevo si ripetesse l'infausto incidente.
Dopo le 24 ore di immersione, è necessario far asciugare la pentola e il coperchio appogiandoli in modo che rimangano sollevati, così da far asciugare bene anche l'interno. L'asciugatura prenderà altre 4/5 ore circa. A questo punto bisogna adottare una mentalità aperta e fiduciosa: nei testi è scritto che tutte le parti della pentola e del coperchio, sia quelle smaltate che quelle lasciate a vivo vadano strofinate con uno spicchio di aglio tagliato a metà. Questo perché, sempre secondo le scritture, l'aglio disinfetta e "sigilla" la terracotta. Si lascia assorbire una mezz'oretta ancora e poi si strofina di nuovo tutte le parti con un pezzo di carta imbevuto con un goccino di olio di oliva. Altra mezz'oretta di assorbimento e a questo punto la pentola è pronta per essere utilizzato, dopo averla sciacquata.
Questo trattamento va fatto solo una volta, prima di mettere in uso la pentola. Se è prevista una cottura nel forno è necessario idratare la terracotta immergendola in acqua fredda per almeno un ora prima di usarla.
Nel caso non si usasse per parecchio tempo la pentola, va reidratata per un paio di ore. Per pulirla non vanno usati detersivi, se non pochissimo detersivo per i piatti a mano diluitissimo. Non si può mettere in lavastoviglie, non bisogna sottoporla a sbalzi termici, e dopo averla usata per cuocere è necessario lasciarla raffreddare prima di lavarla. Nel caso ci fossero crosticine di cibo sarà sufficiente mettere un pochino di acqua alla stessa temperatura della pentola e lasciarle in ammollo.
Se si utilizza anche la parte sottostante per cuocere, oltre alla necessità di uno spargifiamma, bisogna utilizzare il fornello più piccolo e meno potente possibile, ricordandosi di ungere con un pochino di olio il fondo prima di mettere i cibi e mettere un po' di acqua se nella ricetta non sono previste verdure.
A volte la base della Tajine in terracotta non è adatta comunque alla cottura e serve solo per portare in tavola i cibi, per questo le Tajine moderne hanno la pentola sotto in materiale antiaderente o in ghisa e spesso il cono è in ceramica. Ma il fascino e il sapore donato dalla terracotta è tutta un'altra cosa.
Per evitare di spezzare la base di terracotta in cottura, nonostante tutto il pretrattamento fatto, ho deciso di utilizzare la mia pentola di ghisa, sulla qualche il coperchio a cono della Tajine, chiude perfettamente. La cottura non è a vapore, il coperchio non ha buchi di sfiato, la Tajine è smaltata solo in parte proprio perché la parte non smaltata fa traspirare. Sull'apice del cono, c'è un incavo che serve per impugnare il coperchio nelle manovre di controllo del cibo in cottura, ma anche per accogliere circa una tazzina da caffè di acqua. Di conseguenza quando si impugna bisogna stare attenti a non scottarsi con quell'acqua. Nel caso la condensa che si crea all'interno facesse sobbollire il coperchio alzandolo, sarà sufficiente frapporre uno stecchino o il manico di un cucchiaino tra il coperchio della Tajine e la base.
Tutte queste regole potrebbero sembrare complicate e scoraggiare dall'uso di questa pentola, ma una volta interiorizzate perché se ne è compreso il motivo, la Tajine ripaga con ottimo cibo, succulento e saporito, che rimanda direttamente ai sapori del cibo genuino di una volta.
La Tajine è una pentola per cotture lente, stracotti e spezzatini, stufati e arrosti non aggressivi. Nel calcolo dei tempi di cottura vanno sempre aggiunti circa 15 minuti iniziali, che è il tempo che ci vuole alla pentola per scaldarsi, e va tenuto conto che la cottura continua anche dopo aver spento il fuoco per almeno altrettanti 15/20 minuti ancora.
Chi ha la possibilità di fare un fuoco di legna, potrebbe trovare posto per la Tajine appoggiata tra le braci, facendo tornare al suo originario utilizzo questa pentola antica. La forma del coperchio richiama infatti la Lekanis in uso nell'antica grecia.
Le prime volte ci sarà un intenso odore di terracotta, ma poi più si cucina più le pietanze vengono buone. Va usata!
Oltre alle cotture lente di carni, può essere usata per cuocere il riso pilaf , il cous cous, fregola sarda, verdure e pesce a tranci piuttosto grandi.
Il riso pilaf per esempio, un piatto di origine turca il cui nome vuol dire bollito (ma la parola arriva dal greco pilaou), utilizza lo stesso metodo di cottura del cous cous, per assorbimento. Una cottura lenta che aggiunge sapore e profumo al cereale, rendendolo adatto ad accogliere sughetti e cibi succulenti.
Per fare un ottimo riso Pilaf, bisogna rosolare nel burro una cipolla tagliata finissima, a fuoco lento finchè diventa traslucida, a questo punto si aggiunge, a fuoco spento, il riso sciacquato e si mescola per insaporire. Si livella il riso e si aggiunge brodo o acqua calda salata oltrepassando il riso di 1 centimetro. La proporzione tra riso e liquido e 1 a 2, per ogni parte di riso ci vuole il doppio di acqua o brodo.
Trasferire la Tajine nel forno già caldo, statico a 190 gradi, per circa 35 minuti. Se non si possiede una Tajine, basterà coprire con un foglio di alluminio o un coperchio. In alternativa, con la Tajine si può cuocere direttamente sul fornello, a fiamma bassissima. Il riso non va più toccato fino a fine cottura. Una volta assorbita l'acqua o il brodo, si sgrana il riso e si serve accompagnamento.
Al burro e cipolla si può aggiungere cannella e/o chiodi di garofano, al brodo invece si può aggiungere zafferano, in questa caso diventa come la ricetta del riso persiano. Il riso così cucinato si conserva coperto in frigorifero per due giorni, prima di servirlo va ripassato in padella con una noce di burro.
Una cosa importante da tenere a mente è che il cibo nella Tajine cuoce dal centro verso i bordi, Di conseguenza è meglio posizionare i pezzi più grossi e lunghi sia di verdura oppure la carne o il pesce, al centro e mettere le verdure più delicate che richiedono meno cottura tutte intorno.
Nella cucina magrebina sono varie le ricette che sfruttano la capacità della Tajine di rendere i cibi sempre più saporiti e gustosi man mano che viene usata. Ognuna di queste ricette assume un nome diverso:
Mquali è un piatto a base di pollo, limone e olive nere, profumatissimo, dove spesso vengono usati i limoni conservati sotto sale tipici della cucina della zona del Maghreb.
Kefta che unisce morbide polpettine di carne di manzo cotte in una salsa di pomodoro e spezie.
Mrouzia, un piatto composto di carne di agnello cotto con prugne e mandorle.
Ricette a base di pesce e verdure, dalle cotture più veloci ma che riescono a concentrare sapore e morbidezza.
Contorni di verdura o frutta come le carote caramellate, che uniscono spesso il sapore dolce con la frutta secca, a pietanze di carne o di pesce.
La Tajine permette alle spezie come cannella, cumino, coriandolo, zenzero, curcuma di amalgamarsi nella cottura umida e lenta ai sapori della carne e delle verdure. Impregnandole e profumandole, rendendo anche una semplice ricetta che si cucina quasi da sola, una sinfonia di profumi e sapori che si trovano in piatti più elaborati e complessi da comporre.
Una volta capita la potenzialità della Tajine, diventerà una pentola amica che sveltisce e fa da sola anche le cotture più lunghe e laboriose. Donando sempre di più una gustosa libertà.
lunedì 9 febbraio 2015
Agnello Marinato alla Senape e Patate in Tajine
Ed è così che in venti minuti circa, sollevi il coperchio magico e appare un agnello con patate arrosto, tenero il primo morbide dentro e croccanti fuori le seconde.
Abracadabra.
mercoledì 15 gennaio 2014
Filetti di Platessa agli Agrumi e Profumo di Sicilia
Ieri sera ero di fretta e ho fatto l'errore di mangiare due pezzetti di pizza. Non farò la lista dei malesseri che mi ha provocato fino al giorno dopo, ma decisamente la pizza me la devo scordare.
Cosi stasera ho cucinato un po' di polenta di grano saraceno, che per me è un toccasana, mischiandola con un po' di quella di mais bianco. La polenta di mais ha bisogno di circa 35 minuti di cottura, si versa a pioggia in acqua a bollore, leggermente salata, stando attenti a non fare grumi. Io uso la pentola del Tajine, così, quando è bella liscia e omogenea, aggiungo un pochino di acqua, metto il coperchio, e la lascio andare senza più girarla. Mi piace morbida.
Nella padella antiaderente ceramicata ho messo il succo di un'arancia e di un limone, e i filetti di platessa. Quando la polenta è quasi pronta, accendo sotto il pesce, cuoce rapidamente, tolgo i filetti e li tengo in un piatto, alzo la fiamma e faccio evaporare il sugo che, contenendo gli zuccheri dell'arancia, caramellizza leggermente. Rimetto i filetti nella padella e li insaporisco girandoli sui due lati.
Metto il pesce accanto a un po' di polenta, su tutto spargo il pepe macinato fresco, le sommità fiorite dell'origano di Sicilia e un filo di olio extra vergine di oliva. Ho tagliato a cerchi un peperone rosso e preparato una concassé di pomodoro con sale rosa e pochissimo olio extra vergine di oliva.
La polenta si abbina meglio con il pomodoro, mentre l'unione del sapore dolce del peperone crudo con l'aspro del pesce è una bomba per il palato. Il pesce è aspro, carnoso, fresco e pulisce la bocca e così il peperone che scrocchia succoso sotto i denti. Buonissimo.
I malesseri sono passati e sto bene.
martedì 18 dicembre 2012
Chi ben comincia...



Stamattina mi sono messa all'opera subito. Ho fatto colazione con l'ultima porzione di yogurt e quindi dopo aver lavato accuratamente il vaso ne ho impostato subito un'altro. Ho utilizzato il vasetto di yogurt prelevato all'inizio e tenuto in frigorifero chiuso ben bene, Ho aggiunto qualche fermento lattico che ho da far fuori e ho messo la yogurtiera al lavoro, utilizzando una presa lontana da elementi che creino vibrazioni (tipo il frigorifero). Non so se c'entra, ma ho notato che lo yogurt così risulta più compatto.

Poi ho messo a cuocere i piselli spezzati. Non mi sono azzardata ad usare la pentola a pressione, visti i risultati dell'altro giorno con le lenticchie decorticate. Ho sciacquato sotto l'acqua corrente fredda i piselli (circa un duecento grammi, metà confezione) e le ho messe nella tajine con un litro scarso di acqua. Copro e lascio cuocere 25 minuti a fuoco lento. Credo che li condirò con un pochino di sale e olio, magari schiacciandoli un pochino come per farne una purea.

P.S. Il purèe di piselli si vede spesso nei Simpsons. E' quella cosa verde che Marge serve insieme all'arrosto o alle costolette...tutte le volte che la vedo mi viene voglia.

Mentre scrivevo, la nebbia si insinuava dalla finestra della camera da letto, lasciata aperta per far prendere aria al letto e i piselli spezzati hanno assorbito tutta l'acqua. Il timer segna solo 46 secondi mancanti...anche la tajine non scherza in fatto di saper porre termine alle cotture in tempo perfetto...
Assaggio i piselli che sono perfettamente al dente. Sullo sfondo lo smashpotatoes che oltre alle patate serve a ridurre in purèe anche altre verdure e legumi.

domenica 9 dicembre 2012
Riso ai Gambi di Finocchio al Limone

Cena pura stasera. Qualche fetta di Bresaola Chiavennasca, mezzo finocchio e mezzo peperone tagliati a striscioline e conditi con aceto di mele, olio extra vergine di oliva e Ras el Hanout.

Due gallette di riso e mais con triplo concentrato di pomodoro, peperoncino e olio.

E riso jasmin, cotto per assorbimento, a cui ho aggiunto i gambi e le foglie del finocchio, tagliati e nettati, e un pizzico di sale. Quando e' cotto condisco il riso con succo di limone e un filo di olio.
Buonissimo!

lunedì 19 novembre 2012
Di fretta

Colazione con pane biologico di semola rimacinata di grano duro "senatore cappelli", pasta madre e uvetta, con marmellata di arance amare e cappuccino...tentativi di disegno sulla schiuma

Innaffio i germogli...le lenticchie al secondo giorno

...e i semi di lino dorato non so piu' dopo quanti giorni...mi mangio i tre germogli in croce e butto il resto...

Pranzo polentina di mais bianco sulla quale ho appoggiato, quando pronta, qualche asparago surgelato, dal freezer alla padella, rimetto coperchio della tajine e dopo pochi minuti gli asparagi son belli caldi e sodi. Li condisco con olio e limone e ci associo un po' di carne in gelatina, in memoria della vecchia dieta.

La sera esperimento di pizzetta gigante, stendendo la pasta sfoglia sulla placca del forno, bucandola con la forchetta come da istruzioni e spalmandola di doppio concentrato di pomodoro miscelato con origano sbriciolato. Capperi sparsi, un angolino con filetti di acciuga e un angolino con quartirolo a cubetti. Attenzione, cuoce subito!


domenica 18 novembre 2012
Fegato alla Veneziana Destrutturato con Broccoli Crudi e Cotti

Ogni tanto mi prende una voglia di fegato, probabilmente il mio corpo mi segnala l'abbassamento di rame e del ferro (la stessa smania mi viene per la carne rossa cruda e gli spinaci)...
Cosí mi sono comprata due bischecchine di fegato di manzo.
Lo voglio fare alla veneziana ma leggero e dietetico.
Sbuccio e affetto verticalmente, come prescrive l'ayurveda per mantenere il contatto cielo terra, la cipolla.

La metto in padella con mezzo cucchiaino di olio extra vergine di oliva, una foglia di alloro e qualche fogliolina di salvia. Aggiungo un po' di acqua, poca, e copro. Lascio sudare a fuoco lento, aggiustando di acqua per una buona mezzoretta.

Quando sono morbide, alzo il fuoco, e le sfumo un attimo con un cucchiaio di vino bianco. Riabbasso e continuo la cottura. Diventano color nocciola e dolci e sono pronte. Le metto in un piatto che ho mantenuto al caldo e le ripongo al calduccio.
Alzo il fuoco, e usando la stessa padella dalla quale ho tolto le cipolle, metto un cucchiaino scarso di olio extra vergine di oliva e ci schiaffo dentro le due bistecche di fegato, sciaquate e tamponate. Dopo pochissimi minuti giro con una pinza le bistecche, stando attenta a non bucarle. Quando si e' creata la crosticina anche sul secondo lato, aggiungo un cucchiaio scarso di vino bianco e lo lavoro velocemente per staccare il fondo di cottura. Tolgo le bistecche e le affianco alle cipolle, verso il fondo bruno su entrambi, un po' di pepe bianco, sale e olio extra vergine di oliva.

Nel mentre che cuocevano le cipolle ho nettato un broccolo. Del broccolo la parte che preferisco e' il gambo, li scelgo apposta con piu' gambo che infiorescenze...lavo il broccolo e riduco in cimette la parte fiorita e a meta' un pezzo di gambo, li posiziono, insieme a tre patate piccole sbucciate, nel cestino per cuocere a vapore, che metto nella Tajine con un po' di acqua sul fondo. Controllo e prelevo le cimette appena sono sode, lasciando gambo e patate ancora un po'.


Condisco le cimette con paprika e semi di sesamo, un giro di olio e tengo al caldo. Dopo un po' vengono raggiunte dal mezzo gambo. Le patate stanno ancora cuocendo.

Sbuccio la parte di gambo di broccolo, lasciato crudo, lo affetto sottile e lo condisco con olio sale e pepe. Ottimo!



Tolgo le patate e le metto al caldo nel piatto dove mangero' il fegato.
Non mangiando pane, ho deciso di fare un pure' utilizzando l'acqua di cottura delle verdure a vapore. Per questa volta utilizzo la penultima delle due buste di pure' in fiocchi, e' sempre deludente, sopprattutto se non lo arricchisci con burro, formaggio, latte, tutti elementi che ne fanno un alimento non dietetico. Stempero i fiocchi di patata nel brodino, aggiungo una abbondante grattugiata di noce moscata e un filo di olio (ma non ci sara' confronto con le tre patate cotte al vapore...) Il resto del puree' lo miscelo con un po' di curry, e per domani a pranzo o stasera a cena andra' benissimo. Odio gli sprechi.

Tengo al caldo il pure' sotto il coperchio della tajine. Ultimo il fegato alla veneziana come ho spiegato prima e, una volta pronto tutto, metto in tavola.
La musica di Ella Fitzgerald che canta Louis Armstrong mi ha accompagnato nella preparazione, mi verso un centimetro di vino bianco tenuto al fresco in frigorifero e finalmente mangio. Sono le due, ma chi se ne importa, e' buonissimo e io avevo fame adesso.

mercoledì 26 novembre 2008
Cosa bolle sotto la Tajine...
Qui si vede lo sbuffo di vapore che fuoriesce dal buco nel coperchio della Tajine.
Pollo, patate, funghi e Chioggia
Ho affettato sottilmente una cipolla rossa di Tropea e l'ho messa a rosolare a fuoco lento con un pochino di burro. Ho aggiunto il petto di pollo a fette e i funghi porcini secchi, già ammollati in acqua tiepida per 10 min. circa, e un pochino della loro acqua. Ho chiuso con il coperchio. Ho pelato 3 patate e le ho fatte a pezzi di circa 3 cm. per lato, le ho aggiunte. Ho lavato una palla di insalata Chioggia e l'ho tagliata a in sei parti per il lungo. Ho messo un po' di brodo granulare sohn e quando le patate erano a metà cottura ho posizionato sopra la Chioggia. Nel frattempo...
Ho sciacquato il riso con acqua corrente, l'ho messo in una pentola di coccio e ho aggiunto acqua fredda fino a coprirlo più un cm di acqua. Ho messo il coperchio. Il riso rosso richiede un po' più di tempo per cuocere e quindi ho dovuto aggiungere ancora un po' d'acqua per portarlo a cottura. Comunque rimane sempre un po' al dente.
giovedì 10 luglio 2008
La tajine e il macellaio marocchino
Ho pulito tutto (così dopo mi godo la cena più rilassata) e ho gustato melanzane e pollo tiepidi, accompagnando con olive nere kelemata piccanti, una delizia. E il melone. Non male...