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domenica 9 maggio 2021

Keto Sandwich con Alga Nori


Finalmente ho individuato un pusher di alga nori con un rapporto qualità-quantità-prezzo accettabile.
Così mi accingo ad usare gli ultimi due dei cinque foglietti di alga nori pagati a peso d'oro, presi al supermercato, certa dell'arrivo del corriere domani con il prezioso pacchetto da 50 fogli di alga nori qualità Gold.
Questa volta voglio sfruttare il sapore marino delle alghe per abbinarle al classico abbinamento salmone/avocado. 
Per prima cosa lavo, taglio e tengo da parte il seme di un avocado ben maturo. Svuoto con un cucchiaio mezzo avocado e utilizzo la calotta per mettere pomodoro affettato e cipolla di Tropea tritata, la spruzzo con un po' di aceto di mele. Dispongo sul piatto salmone, rucola, e qualche fetta del cetriolo che ho messo in infusione con aceto di mele qualche giorno fa. Cospargo il tutto con semi di lino dorati e semi di sesamo nero, li ho tostati brevemente a secco in un padellino. Con le forbici faccio un taglio che arrivi fino a metà verso il centro, partendo da un lato del foglio di alga nori. Dispongo gli ingredienti nelle sezioni e con un movimento di ribaltamento su se stessi, ripiego l'alga nori fino a formare un sandwich dove gli ingredienti sono separati da uno strato di alga.
Lavo il seme dell'avocado e lo semino nella terra. Ho delle piantine che hanno già 4 anni! 
Mi gusto questo fantastico sandwich morbido, ricco di sapore umami, di consistenze diverse e sano.












domenica 12 aprile 2020

Pomodorini Confit una Ricchezza a Portata di Mano

E' stato qualche anno fa che per la prima volta ho assaggiato dei delicatissimi ravioli ripieni di branzino, conditi semplicemente con pomodorini confit.
Ero a pranzo da una amica e tira fuori dal forno questa teglia da cui prende dei pomodorini appassiti e molto semplicemente li unisce a dei ravioli freschi.
A distanza di anni ricordo ancora il sapore, delicato e nello stesso tempo spiccato. Mi ero ripromessa molte volte di provare a farli e ora, complice la quarantena e un meccanismo virtuoso di mostrare cosa si cucina, anche solo per se stessi, senza lasciarci abbattere nell'umore, la mattina di Pasqua, mi sono messa, di buon ora, a sperimentare.
Il forno in questi giorni è andato molto spesso, per via dell'esubero di licoli in via di creazione, e che va tolto ad ogni rinfresco. Così tra pizza, focaccia, e un pandolce con mele e uvetta, nei tempi di lievitazione ho infornato i pomodorini, così da sfruttare il calore diffuso intorno alla cucina per far lievitare una focaccia. Per la ricetta della focaccia e del pandolce, vi rimando ai prossimi post, per quello della pizza con esubero, è nel post precedente a questo, sotto forma di Instarecipe, quelle ricettine veloci e sprint, che pubblico sul mio profilo Instagram e che richiamo qui.

Ma veniamo ai pomodorini confit. Confit, cioè canditi dal francese, perché cuocendo a bassa temperatura con una serie di ingredienti, tra cui lo zucchero, vengono essicati ma morbidi e soprattutto dolcissimi.
Il procedimento è semplice: si accende il forno ad una temperatura non superiore ai 140 gradi, togliendo la placca che ci servirà per mettere i pomodorini. Sulla placca ho srotolato un po' di carta forno e l'ho unta leggermente con un pochino di olio di oliva extra vergine di oliva. Ci ho disposto i pomodorini, vanno bene i datterini o i ciliegini, tagliati a metà per il lungo e posizionati con la parte tagliata a faccia in giù sulla carta oleata.
Siccome mi era rimasto dello spazio, ho tagliato a rondelle di circa 3 mm di altezza, una cipolla rossa di Tropea. Ho spolverizzato con origano, perché non avevo il timo che sarebbe più indicato, un pizzico di sale, e ho sbriciolato dello zucchero grezzo di canna, in assenza dello zucchero a velo della ricetta originale. Tra un pomodorino e l'altro, ogni tanto, ho infilato un filetto di spicchio d'aglio. Un filino di olio di oliva extra vergine e informato per un' ora, o comunque fino a che i pomodorini non sono grinzosi ma ancora polposi sotto. Si devono asciugare sfruttando il succo acidulo e zuccherino, aiutato dallo zucchero aggiunto, e candire. Le cipolle abbrustoliscono più in fretta, ma sono buone anche così, un po' secche. L'aglio era anche lui delizioso.
Passata l'ora, si toglie la teglia dal forno e si possono utilizzare subito per condire una pasta o una bruschetta, o sopra una insalata sfiziosa. Altrimenti si radunano in una ciotolina e si possono conservare per dopo o per un aperitivo finger food. In frigorifero durano due o tre giorni. Ma sarà difficile verificarlo, perché finiscono prima.
Io ne ho usati un po' per una bruschettina la sera di Pasqua, e per condirci degli spaghetti artigianali trafilati al bronzo, il Lunedì di pasquetta a pranzo.
Ne ho sparso anche qualcuno sull'insalata greca che avevo come verdura e hanno dato un tocco particolare sposandosi con la feta, che non ha fatto rimpiangere l'assenza delle olive kalamata.
E' una preparazione versatile, che non richiede particolare capacità, e che dona ricchezza di gusto ad ogni piatto a cui si accompagna.
Una ricchezza possibile grazie ai prodotti eccellenti che solo in Italia abbiamo.

domenica 6 agosto 2017

Un Pranzo Semplice


Sono giorni molto caldi, resistere in spiaggia quando il sole è al suo picco massimo è piuttosto difficile. A casa abbiamo dei fagioli cannellini, dei fagioli bianchi di Spagna e il tonno Consorcio, comprato in offerta, che ci aspettano nello scaffale della dispensa. Bea e io abbiamo una visione a volte cinematografica del cibo, scatta subito il ricordo dei fagioli alla Bud Spencer e Terence Hill, ma fa caldo e quindi ne facciamo una versione fredda. Il piatto d'elezione di ogni campeggiatore in tenda. Tonno, fagioli e cipolle.
Mentre Bea scola i fagioli e li sciacqua, a lei non piace il liquido di conserva, le fa impressione, io affetto sottile e ad anelli un paio di cipolle di tropea. Ne metto una in infusione con aceto balsamico e l'altra direttamente nell'insalatiera. A me piace l'aggiunta del sapore dell'aceto, Bea preferisce senza. In più la cipolla infusa nell'aceto è molto più digeribile, ci deve stare almeno 10 minuti.
Scoliamo il tonno, eliminando un po' di olio ma non tutto, e lo aggiungiamo ai fagioli e alla cipolla. Una spolverata di pepe e un pezzo di schiaccina per accompagnare.
Ahhhh che bontà!






lunedì 3 luglio 2017

Trota Salmonata con Verdure Crude e Cotte


Oggi ho iniziato a cucinare alle 11, avevo delle verdure da cuocere, il polipo da bollire e poi mi sono preparata il pranzo: insalata lollo (si chiamerà così in onore della Lollobrigida?) così bella con le sue foglie ondulate come volant, con un pomodoro e qualche anello di cipolla di tropea (lasciata in infusione in aceto di mele da ieri).
E la trota salmonata. E' da tantissimo che non cucino pesce. Pesce a forma di pesce intendo. In questa casa credo di averlo fatto solo una volta. Dopo tanto tempo mi è tornata la voglia e così stamattina ho fatto la spesa e ho riempito il freezer di pesce. 
La trota l'ho rosolata in padella, nel condimento lasciato dalle verdure cotte.
Verza, cipolla e gambi di cipollotti (la parte tubolare verde) stufati con un pochino di aglio, pomodoro a dadini e sfumati con aceto di mele.
L'insalata così è la mia preferita, pomodoro e cipolle crude danno sempre quel quid in più. La trota l'ho servita con un cucchiaino di senape all'aneto. Che con il pesce ci sta proprio bene.
Caffè d'orzo e mi sento leggera ma sazia.


mercoledì 17 maggio 2017

Insalata Girasole


Oggi è il mio giorno di riposo, ho ripreso a lavorare lunedì, e con la mia amica e collega Marjana, decidiamo di pranzare insieme. Lei sceglie una ceasar's salad mentre io mi gusto l'insalata Girasole, che per la presenza di abbondante cipolla, nei giorni quando lavoro di pomeriggio è taboo. 
La preparazione dell'insalata girasole parte qualche ora prima, quando la cipolla di Tropea, tagliata a rondelle spesse circa mezzo centimetro, viene messa in infusione in aceto rosso, presumo, visto il colore rosso intenso che poi assume. Questo accorgimento la rende, digeribile e gustosissima, non troppo sulfurea e a prova di alito (o quasi). Su un letto di soncino, o valeriana, vengono disposti fagioli cannellini, un po' di tonno sott'olio sgocciolato accuratamente, pomodorini tagliati a metà, uovo sodo e abbondanti rondelle di cipolla infusa, sgocciolate.
E' uno spettacolo di rosa su letto di verde rosso bianco e beige. Ed è uno spettacolo di sapore per il palato. La fa il Mon Bistrot, e gustata nel silenzio, mangiando fuori per la prima volta quest'anno è una vera delizia. Non è necessario nient'altro. Solo il sole. 

mercoledì 11 gennaio 2017

Pollo alle Nocciole e Ceci


Chi non ha ancora provato la ricetta del pollo assuefacente di Laura (la ricetta qui) non può immaginare come questi bocconcini di pollo siano difficili da smettere di mangiare. L'unione, pollo con crosticina croccante, nocciole e mandorle (ma soprattutto le nocciole) a granella e a pezzetti grossi, piselli (se li avete) è assuefacente.
Oggi non avevo piselli in freezer, quindi ho utilizzato i ceci giganti. Avviso che con i ceci, che sono farinosi, non è così buona come con i piselli.
Ho affettato una cipolla sottilmente e l'ho messa a rosolare piano in una pentola antiaderente con un pochino di olio extra vergine di oliva. Intanto taglio a bocconcini di circa due centimetri per lato, li infarino con farina di riso e metto a rosolare insieme alla cipolla. Copro con il coperchio.
Aggiungo uno spruzzo di Nam Pla (la salsa di pesce che usano nel sud est asiatico) e un cucchiaio di salsa di soia. Quando è quasi cotto il pollo, circa dieci minuti, aggiungo i ceci, faccio saltare e poi la granella di nocciole e mandorle e qualche nocciola e mandorla pestata sommariamente con il pestacarne, dentro uno strofinaccio.
Alzo la fiammo, i semi oleosi rosolano e spengo. Yum.


mercoledì 18 maggio 2016

Radicchio Brasato


Alle volte una cena o un pranzo veloce possono essere risolti da una verdura dal sapore spiccato, cucinata per essere la portata principale. Il radicchio trevisano, con il suo sapore amaro ma non pungente, con la radice succulenta e carnosa, si presta moltissimo a questo tipo di procedimento.
Così, nella mia padella di allumino professionale ho messo un cipollotto di Tropea tagliato a rondelle, un pochino di acqua e mezzo cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Ho cominciato a farlo stufare mentre tagliavo per il lungo un radicchio trevigiano, lavato e pulita la radice. Lo taglio mantenendo le foglie attaccate alla radice, come se fossero degli spicchi. Metto anche lui in padella e alzo il fuoco, voglio farlo rosolare un pochino prima di brasarlo. Di solito uso il vino rosso, ma oggi ne sono sprovvista, quindi metto un una tazzina di acqua, ne basta pochissima, deve già evaporare quando tocca il fondo, abbasso la fiamma e copro.
Dopo circa 10 minuti scarsi, il radicchio è pronto. Alzo di nuovo la fiamma e sfumo con due cucchiaiate di aceto balsamico di mele. 
Il radicchio fatto così ha un gusto dolce amaro acidulo strepitoso. Si accompagna con del riso basmati semplice oppure con della polenta o un purè di patate, anche dolci.
Io l'ho mangiato da solo, un filo di olio extra vergine di oliva a crudo e un pochino di crescenza, un formaggio che adoro. Ottimo!


domenica 24 aprile 2016

Risottino al Cipollotto di Tropea e Pancetta


Un risottino semplice semplice, messo su in tutta fretta e quasi con noncuranza. un pezzetto di burro, un cipollotto di Tropea tagliato direttamente sopra la padella, tre manciate di riso Vialone Nano, acqua bollente dal bollitore, mezzo dado sbriciolato.
Faccio la doccia, sono stanca appena tornata dal lavoro e affamata, tra la doccia e il phon do una controllata e aggiungo ancora un pochino di acqua. Una spruzzata di salsa di soia a basso contenuto di sale e qualche straccetto di pancetta. 
I capelli sono asciutti, scodello il riso nel piatto, ho tenuto da parte il verde del cipollotto e lo taglio sopra il riso, due fette di pancetta da mettere di fianco e la cena di mezzanotte è pronta.

Buon appetito e buona notte a tutti.

mercoledì 30 dicembre 2015

Dalle Ande al Tirolo passando dalla Svezia giù per l'Olanda


Sono sempre stata attratta dai cibi naturali, i chicchi dei cereali, i cibi etnici, alternativi ai carboidrati e che maggiormente vengono serviti come piatto unico.
Nello stesso tempo, spesso, all'attrazione seguiva la delusione, cous cous che sanno di cartone, granaglie ostiche alla masticazione e poco malleabili nell'assorbimento dei condimenti...semi così minuscoli da non dare soddisfazione ne nello scrocchiare sotto i denti, ne nell'accarezzare il palato con consistenze vellutate.

Poi la vigilia di Natale, a cena da amici, provo per la prima volta la Quinoa. Condita semplicemente con zucchine e gamberi, la Quinoa mi ha affascinato. Un sapore gradevole, una palatabilità estrema, morbida e gustosa, senza retrogusti strani.

Così, dopo averne studiato le proprietà, adatta ai celiaci, altamente proteica e saziante, senza l'effetto rebound degli amidi, che dopo due ore hai ancora una fame che ti sbraneresti il tavolo, dopo aver sfogliato qualche ricetta, vedendo che ha la versatilità del riso, ne compro due pacchetti, tricolore e normale.

Estremamente rapida da preparare, altro punto a favore, come il riso thaibonnet o jasmine, in 10 minuti è pronta, cucinata per assorbimento. Non vuole sale nell'acqua (ottime notizie per la pressione alta e la ritenzione idrica), si insaporisce semplicemente, calda o tiepida, con verdure e condimenti di tutte le stagioni.

Ho preparato la tricolore. Metto un bicchiere di Quinoa e due di acqua, porto a bollore e abbasso la fiamma. Dopo 10 minuti spengo e lascio riposare, l'acqua rimasta verrà assorbita, gonfiando i semi e rendendoli morbidi e traslucidi. Aggiungo solo un pochino di olio extra vergine di oliva.
La base è pronta. Avevo una cipolla di Tropea e un pomodoro cuore di bue, che ho rosolato leggermente in padella, con erbe aromatiche fresche e una foglia di alloro.
Manteco la Quinoa con il sughetto di pomodoro e cipolla e, non avendo altro in casa, aggiungo un po' di tonno sgocciolato sommariamente del suo olio.
Sul fondo della ciotola in legno ho disposto del prezzemolo tagliuzzato grossolanamente un bel mazzo, compresi i gambi, Mescolo il tutto e lascio riposare mentre mi gusto un po' di brodo caldo del minestrone dell'altro giorno.
Preparo come accompagnamento due fette Surdeg råg della Wasa, fatte con segale e lievito madre, ci adagio sopra delle fettine di carré magro Tirolese, e una fettina di formaggio Maasdam.
Il carré è uno speck magro, affumicato, io adoro il gusto affumicato anche se non lo digerisco molto, il formaggio Maasdam, una specie di groviera con i buchi, dal sapore delicatissimo, prodotto in Olanda, mitiga il gusto affumicato e si sposa con la croccantezza della fetta del pane Svedese.

Ho fatto mezzo giro del mondo in un piatto, come piace a me.
E ho gustato tutto fino all'ultimo morso.



La sera dopo, ne ho fatto un tortino, servito a temperatura ambiente, per la cena dell'ultimo dell'anno.


mercoledì 11 giugno 2014

Pasta Fredda alla Crema di Zucca, Tonno e Ceci Neri

Con i ceci neri, cucinati l'altro giorno, ho preparato una pasta da mangiare a temperatura ambiente o tiepidina. Mentre la pasta bolliva ci ho aggiunto una manciata di ceci neri per scaldarli. In una ciotola ho lavorato la crema di zucca con il tonno e un pizzico di peperoncino. Ho aggiunto della cipolla di Tropea tagliata a filetti. Ho scolato pasta e ceci e li ho messi nella ciotola girando bene. Dopo una ventina di minuti la pasta è a temperatura ambiente ed è piacevole da mangiare anche se fa caldo. Yummm buona!


mercoledì 9 aprile 2014

Spezzatino di Soia ai Porri e ai Funghi Porcini

Lo spezzatino di soia deve essere preparato con anticipo. Non lo spezzatino in sè, ma la soia disidratata che va reidratata e cotta in un brodo che gli dia sapore e consistenza morbida e carnea.
Meglio quindi partire il giorno prima, preparando la soia disidratata con la ricetta base dalla quale poi si possono fare molte ricette e varianti. Io ho scelto le "bistecchine" perchè hanno una forma più naturale e sono più grandi rispetto allo spezzatino, danno più soddisfazione.
Ho messo le bistecchine di soia disidratate in una pentola con acqua, cipolla, carota, sedano, qualche granello di pepe, chiodi di garofano e brodo granulare iposodico. Ci vogliono 40 minuti di cottura. Se si utilizza la pentola a pressione ne bastano 10 partendo dal sibilo.
A cottura ultimata si può lasciare la soia a raffreddare nel suo brodo.

Il giorno dopo, preparo lo spezzatino...
Affetto un porro longitudinalmente e lo metto nella padella antiaderente ceramicata, riduco a dadini due spicchi di aglio e metto anche quelli.
 
Lascio soffriggere un pochino e poi aggiungo le bistecchine di soia, avendo cura di strizzarle bene. Rosolo tutto e sfumo con un po' di vino bianco.

Asciugatosi il vino, prendo i funghi porcini, che avevo messo a bagno in acqua tiepida circa venti minuti prima, e li metto in padella con un pochino della loro acqua, stando attenta a non far cadere la terra che rimane sul fondo.
Dopo circa dieci minuti, i liquidi di cottura dovrebbero essere tutti assorbiti, alzo il fuoco e faccio asciugare e rosolare bene. Impiatto condendo con pepe nero macinato fresco, sale e paprika. Verso un filo di olio extra vergine di oliva e lo spezzatino è pronto.
Lo accompagno con una insalata di tarrassaco, cipolla di Tropea e pomodorini Pachino. 
La soia ha una consistenza più morbida della carne, e un sapore delicato che prende molto da quello con cui viene cotta. E' una alternativa alla carne per palati curiosi e coraggiosi.
Buona!