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mercoledì 23 aprile 2025

Schiscette per la Pausa Pranzo e la Pausa Cena

 


Schiscetta pollo mela rucola pomodoro snack limone

Schiscetta tacchino e iceberg


Schiscetta tacchino arrosto, zucchine spadellate, snack lemon




L'ultima schiscetta guacamole, cheese sandwich



Tacchino, insalata, peperoni friggitelli



Catalogna e cavolo cappuccio


Schiscette
Paccheri alle zucchine e menta


Insalata greca con quartirolo


2. Tacchino, pomodori, sedano


Schiscette
1. Tacchino, Soncino, barbabietola e menta


Schiscetta 1: sbriciulume di arrosto di tacchino, pomodori, catalogna, cetrioli e menta



3. Soncino, barbabietola, spinaci, sedano, pomodoro, menta e quartirolo



L'insalata non perde mai la sua identità:  Insalata Riviera



Pausa cena: sandwich di pane multicereale con cavolo cappuccio, cetrioli e cheddar. Uva


Pausa pranzo: riso jasmine con germogli e lievito, kimchi di cavolfiore e curcuma, insalata Soncino e foglie di menta

martedì 22 aprile 2025

Meal Prep


Meal prep: arrosto di tacchino e di pollo con rub di berberè: li ho cotti 2 ore nella pentola di ghisa sul fuoco più piccolo che c'è. Quello per il caffè. Una volta freddi li taglio a fette e così ho pronti pranzi, cene, spuntini o schiscette per il lavoro. 



Arrosto (sbriciolume) di tacchino e di pollo con funghi pleurotus ostreatus, detti anche funghi ostrica,  saltati in padella (che dovevano saltare un po' di più raggiungendo lo stato di crosticina dorata superficiale)


Rucola e pomodorini secchi



L'arrosto di tacchino "risolvi tutto", mela Granny Smith, crauti al naturale e verdure miste al vapore

martedì 14 gennaio 2025

Porridge di Avena al Pomodoro, Basilico e Capperi

 


Mi era avanzato un pochino di sugo di pomodoro al basilico, così ho deciso di usarlo per condirci un porridge di avena da portare al lavoro per la pausa pranzo. Metto a scaldare un po' di acqua con un pizzico di brodo iposodico granulare Sohn e i fiocchi di avena, appena inizia a sobbollire abbasso il fuoco e continuo a girare i fiocchi per il tempo di cottura descritto sulla confezione (circa 10 minuti) fino a che il porridge risulta cremoso ma compatto. Spengo e faccio raffreddare un pochino, aggiungo una parte di sughetto e mescolo, poi inserisco il porridge sul fondo di un vasetto di vetro che si possa chiudere con il suo coperchio a vite, sovrappongo uno strato di porridge condito con più sugo di pomodoro, un peperoncino secco spezzettato, qualche cappero sotto aceto, qualche foglia di basilico e chiudo e metto in frigorifero. Il giorno dopo al lavoro avrò un cibo delizioso, nutriente, e comodo da gustare direttamente dal vaso di vetro, a temperatura ambiente, affondando il cucchiaio fino in fondo oppure prendendo un po' di sugo e un po' di porridge. Molto soddisfacente!




domenica 7 gennaio 2018

Nuove Soluzioni per Vecchi Problemi




Il problema della pausa pranzo al lavoro è annoso e ricco di tranelli. Il panino super rapido o il piatto di pasta potrebbero sembrare delle alternative normali, soprattutto in inverno, quando abbiamo bisogno di calorie/calore. Ma c'è un ma. C'è sempre...
Non so se succede a tutti, ma dopo che mangio il fantastico carboidrato, mi assale un torpore e le mie capacità di concentrazione rallentano. Sento il bisogno di dormire, e se sei al lavoro questo non va bene.
Sperimentando ho notato che l'unica cosa che non mi crea questo abbiocco postprandiale, sono le verdure, possibilmente crude, e le proteine, in modica quantità con cotture leggere e senza intingoli, o meglio crude, potendo.
Così mi sto impegando nella formazione in batteria di schiscette fresche e seduttive. Quella di oggi è semplicissima: insalata radicchio e pomodori da condire con una emulsione di olio extra vergine di oliva e aceto di mele. La metto in un contenitore a parte, per non cuocere le foglie di insalata. Agito per emulsionare e verso. E gusto.
Chi ha detto che la semplicità non è affascinante, non sa cosa si perde. Questo tipo di insalata, un radicchio che assomiglia a boccioli di rosa, ha un sapore delicatamente amarognolo e una consistenza carnosa e piena. Il pomodoro fresco e acidulo, granuloso dove c'è la polpa e liquido con i semi che scivolano accarezzando la lingua è il giusto contrappunto.
Buon appetito!

sabato 2 dicembre 2017

Salad, Salad, Salad!



Quando si prepara una insalata, lavando e tagliando la verdura da intera, conviene prepararne un po' di più e approntare delle "schiscette" per i pranzi al lavoro. L'insalata fresca, intera, da lavare e tagliare è più economica, sana, nutriente di quelle già lavate in busta e soprattutto di quelle già tagliate. Una insalata in busta, già tagliata, ha subito ripetuti lavaggi che l'hanno impoverita di tutte le vitamine, che essendo idrosolubili, se ne sono andate per la maggior parte nell'acqua. Certo anche preparare in anticipo una insalata in contenitore, ne fa perdere in freschezza, ma in proporzione molto minore rispetto ai tempi più lunghi delle insalate lavate e pronte.
Così ho tagliato un po' di cavolo rosso e bianco, carote, zucca crude, mizuna, rucola, cicorino.
Ho sbattuto un cucchiaio di senape al miele con un pochino di olio extra vergine di oliva e un po' di aceto di mele, e ne ho prelevato un po' da mettere in un contenitore piccolino che sta dentro nella insalata in schiscetta come in un nido. 
Mi gusto la mia insalata fresca e croccante e so che i due prossimi pranzi al lavoro saranno sani e freschi.
Una bella soddisfazione!






giovedì 30 novembre 2017

Pranzo e Pausa Pranzo


Per pranzo un bel piatto di spaghetti, per affrontare la giornata lavorativa e la sera, nella paura al lavoro, una insalata gustosissima. 
Ho messo a bollire l'acqua e intanto in un pentolino ho messo a stufare un po' di cipolla con olio extra vergine di oliva. una foglia di alloro e un cucchiaio di purea di umeboshi diluito con un cucchiaino di acqua di cottura della pasta. Nel frattempo lavo l'insalata mizuna e affetto il pomodoro, le carote, la zucca cruda, e le erbette da mettere nella schiscetta per stasera. Un pochino di olio extra vergine di oliva e aceto di mele, nel piccolo contenitore, e stasera non mi resterà che agitarlo e unirlo all'insalata.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco alle cipolle stufate e all'umeboschi che si è ridotta e ha creato una cremina dal caratteristico gusto salatino acidulo.
Una bella spolverata di grana e di pepe nero macinato al momento.
Yum! l'umeboshi rende più digeribile il tutto e sono pronta per andare al lavoro.
La sera, la croccantezza degli ingredienti crudi dell'insalata, si sposa al gusto fresco e piccantino dell'insalata. Ottima!

giovedì 21 settembre 2017

Schiscette Prêt-à-Porter: Per Mangiare Sano Ci Vuole Premeditazione


Dopo aver messo in ammollo ieri pomeriggio la zuppa di legumi, stamattina mi appresto a cucinarla.
Ho tenuto via una crosta di parmigiano reggiano, lavata e raschiata, che mi è servita ieri per insaporire leggermente il grano saraceno. Ora la metto nella pentola a pressione e con i 45 minuti di cottura richiesti dai legumi diventerà morbida e lavorabile. 
Sciacquo molto bene i legumi e li travaso nella pentola a pressione, ho usato la zuppa di legumi Colfiorito a cui ho aggiunto dei fagioli neri che mi erano avanzati. Aggiungo acqua fino al segno, 3 foglie di alloro e 3 chiodi di garofano. Accendo sotto la pentola chiusa con il suo coperchio e aspetto che inizi il sibilo. Appena inizia a fischiare, sposto la pentola su un fornello più piccolo e abbasso la fiamma. Punto il timer a 45 minuti, intanto mi dedico ad altre cose. 
Alla fine del tempo previsto, spengo la fiamma e lascia sfiatare la pentola senza alzare la valvola.
E' mezzogiorno, la pressione è uscita tutta, controllo comunque alzando la valvolina, e apro il coperchio. I fagioli sono morbidi e cotti al punto giusto, appena prima di sfaldarsi. L'acqua è stata quasi assorbita tutta, quella rimasta è cremosa, per via delle lenticchie decorticate e dei piselli spezzati che si sono sciolti completamente. Con il mestolo cerco il mio pezzo di crosta di formaggio, è morbido e denso, l'interno oppone ancora la giusta resistenza. Lo taglio a striscioline usando una forbice, e poi a quadretti. Li deposito nel piatto, sembrano ciccioli, aggiungo un po' di zuppa, una spolverata di canapa sativa decorticata e un filo leggerissimo di olio extra vergine di oliva. 
Lascio riposare il piatto, mentre trasbordo la zuppa rimasta in un contenitore ermetico, quando si sarà raffreddata la metterò in frigorifero per i prossimi giorni. Lascio un pochino di zuppa sul fondo della pentola, circa una porzione, e la passo con il minipimer per ottenere una vellutata, anche questa finisce in un vasetto e poi in frigo.
La zuppa è ottima, calda, nutriente e saziante.
Per stasera al lavoro, ho già preparato un contenitore con l'insalata di pomodori e tonno affiancata a una manciata di grano saraceno risottato, potrò gustarlo stasera in pausa al lavoro, mangiandone così tenendoli separati oppure mischiandoli per ottenere una specie di insalata taboulè. 
Per mangiare sano, ci vuole premeditazione. E organizzazione e voglia.