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venerdì 24 aprile 2020

Instarecipe: Insalata Libanese di Prezzemolo



Insalata libanese di prezzemolo: tagliare a fettine e poi a dadini micro due pomodorini belli maturi e porli in una insalatiera con un pizzico di sale, lavare e asciugare un bel mazzetto di prezzemolo fresco e, tolta solo la parte finale, tagliarlo grossolanamente gambi compresi (si può usare anche la forbice!) Condire solo con un cucchiaio scarso di olio extra vergine di oliva. Yum...che bontà! 

domenica 26 febbraio 2017

Grano Saraceno Con Ceci e Verza Cappuccio: Come Un Cous Cous Invernale



Ecco, con i ceci e il grano saraceno cotti ieri, oggi ho potuto assemblare questo piatto unico vegetariano in pochissimi minuti.
Per prima cosa ho affettato un po' di verza cappuccio e qualche foglia di finocchio per farle rosolare in in padella con pochissimo olio extra vergine di oliva. Ho aggiunto una spruzzata di salsa worchestershire e qualche cucchiaiata di grano saraceno e di ceci precedentemente cotti.
Ho fatto saltare velocemente a fuoco allegro, tagliuzzatoci sopra delle foglie di prezzemolo e gustato con un bocciolo di radicchio verde e una pennellata di shiro miso. Yum che bontà!






domenica 18 dicembre 2016

Spaghetti al Salmone e Kumquat


Ci sono alcuni ingredienti che mi piacciono molto ma che fatico a digerire. Il salmone affumicato è uno di questi (e per estensione tutte le cose affumicate). Così cerco quelli che hanno una affumicatura leggera, naturale e non ottenuta con gli aromi, e piano piano sto eliminando e scremando.
A volte, riesco a rendere gli affumicati più digeribili per me, unendo un sapore agro. 
Oggi ho provato a fare una pasta che fonde questi due sapori.
Mentre l'acqua per cuocere gli spaghetti si dirige al bollore, ho messo in un padellino antiaderente, un pochino di olio extra vergine di oliva e degli straccetti di salmone affumicato. Li scotto appena, non voglio renderli stoppacciosi e salati, voglio che mantengano quella bella carnosità un po' grassa tipica del salmone. 
Butto gli spaghetti, Rummo, e nel tegamino 5 o sei mandarini cinesi, i Kumquat, tagliati verticalmente a metà, alzo il fuoco e faccio saltare i mandarini brevemente. Spengo, sul tagliere ho già pronto del prezzemolo fresco.
La pasta è pronta, la scolo e la unisco al sughetto nel tegamino, la giro per bene di modo che si insaporisca tutta, e con la forbice tagliuzzo il prezzemolo direttamente sopra la pasta.
Impiatto velocemente e unisco un cucchiaio di yogurt greco.
Assaggio la pasta sia solo con il condimento di salmone e kumquat, sia intingendola nello yogurt.
Il kumquat dona un profumo meraviglioso ed ha un sapore acidulo ma dolce che mi ricorda i canditi, con l'affumicato salato del salmone crea un gusto fresco ed estivo, esaltato ancora di più quando lo unisco ad un pochino di yogurt.
La pasta con il salmone da solo e il prezzemolo è più classica, il pepe nero che ho macinato sopra fresco, fa da contrappunto alla grassezza della carne del pesce e il prezzemolo riporta freschezza e attenua il salato.
Quando addento il kumquat da solo, caldo, è una esplosione di sapore, deve piacere e a me piace molto.



mercoledì 3 febbraio 2016

Spaghetti al Finocchio Saltato, Cannellini e Peperoncino


Avevo voglia di pasta stasera, e così sbirciando in frigorifero ho scovato un finocchio un po' appassito, che mi guardava triste.

L'ho pulito e affettato a listarelle, l'ho messo in un tegamino antiaderente ceramicato con un goccino di olio extra vergine di oliva e del peperoncino di Cayenna secco spezzato. L'ho fatto rosolare per bene insieme a due cucchiaiate di fagioli cannellini.
Ci ho condito degli spaghetti grossi Rummo. Io adoro questa pasta, così densa a gustosa.
Ho dato una spolverata di prezzemolo e una di grana.
Il finocchio cotto in padella sprigiona tutta la sua aromaticità, i cannellini, leggermente asciugati e con un inizio di bruciacchiatura, donano carnosità e dolcezza al piatto, quando si incontrano con il pezzetto di peperoncino, io ne ho messi tre, è una esplosione di gusto.
A volte certe ricette nascono proprio per caso.
Bon apetit!

martedì 2 febbraio 2016

Penne alle Zucchine

Quando ti rendi conto che hai fame, e che finiresti il pacchetto di patatine, senza peraltro essere soddisfatta, allora è meglio farsi un piatto di pasta.
In bianco, al sugo o con una verdurina saltata in padella, la pasta gratifica, sazia e ti evita di pasticciare con altre cose meno salutari.
Ho afferrato una zucchina che avevo in frigo, e l'ho fatta andare velocemente in padella, con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno spicchio d'aglio vestito. La zucchina a rondelle cuoce subito, io la volevo bella soda, quindi non l'ho fatta abbrustolire come faccio per un altra ricetta. 
Avessi avuto delle foglie di menta fresca, sarebbe stato fantastico, invece ho preso un bel mazzetto di prezzemolo e l'ho tagliuzzato con la forbice sopra le zucchine, a freddo, gambi compresi.
Una bella grattugiata di formaggio Grana e mi gusto le penne ancora al dente. 
Gran soddisfazione con poco impegno. Ah.

domenica 27 dicembre 2015

Le Due Varianti della Crema di Sedano


A volte ci sono degli ingredienti che chiedono di essere cucinati in un modo nuovo. A volte ci sono dei momenti in cui desideri qualcosa che abbia un gusto netto, definito. Come nella cucina Giapponese, contrapposta a quella Cinese, la prima purista, scevra di condimenti e di aggiunte, alla perenne ricerca del sapore dell'ingrediente inalterato, la seconda sinfonica, che vuole la presenza di tutti i cinque sapori nello stesso piatto. Dolce, salato, agro, amaro e piccante.

Avevo questo svettante ciuspo di sedano verde che mi chiamava dal frigrorifero. Io adoro il sedano verde, una parte delle belle foglie ricche di clorofilla le avevo già utilizzate per fare la Salsa di Foglie di Sedano Verde da accompagnare al bollito...

...quindi, agguanto dal frigo il bel sedano e comincio ad affettarlo a tocchetti, dopo averlo lavato sotto l'acqua corrente insieme ad un porro, che taglio a rondelle. Li dispongo in una padella larga e capiente, aggiungo un filo di olio e faccio rosolare brevemente. Aggiungo acqua fino a coprire a malapena le verdure e copro. Voglio stufarle per un quarto d'ora circa, venti minuti.

Il profumo del porro e del sedano che si spandono per casa mi ispirano, sento che sono sulla strada giusta.

Prelevo le verdure e poco brodo e le trasferisco nel vaso del minipimer, frullo bene, creando una crema solida.
Ne prendo metà, e la metto in un recipiente. Aggiungo un bel mazzetto di prezzemolo fresco, gambi compresi, alla crema nel vaso e ricomincio a frullare. Immediatamente la crema, da verde delicato, si trasforma in una esplosione di verde brillante e ricco.
Sono curiosa di sentire come è venuta.

Dispongo le due creme, separate da semi di basilico santo in un piatto. E la crema di sedano, porri e prezzemolo in una ciotola. Faccio cadere una cucchiaiata di mascarpone, spolvero con pepe nero e aggiungo ad entrambe un filo di olio extra vergine di oliva.

La prima crema, è delicatamente aromatica, si sente il sapore del sedano stufato e lievemente del porro. Con l'aggiunta di un pizzico di sale che esalta il sapore del sedano prende vita.
I semi di basilico, a contatto con la calda umidità delle zuppe, stanno iniziando a germogliare, il primo processo, la mucillagine bianca, è partito.

Assaggio la crema di sedano, porri e prezzemolo. Come il suo colore faceva già presagire, ha un gusto marcato ed esplosivo di ferro, freschezza e personalità. Il mascarpone, mantecato con la crema, dona il giusto contrappunto grasso, morbido e delicato. 

Due creme da gustare anche in estate, fredde o a temperatura ambiente, purificanti e dissetanti, ed estremamente diuretiche.

Esperimento riuscito!



venerdì 20 febbraio 2015

...a burro e alici


Si parla di cibo e scaturiscono le voglie. Mentre sento raccontare una variante dell'aglio, olio e peperoncino, con l'acciuga, mi si materializza in un angolo della mente un crostino burro e alici, come se fosse un pensiero a voce alta sento l'altro descriverlo. Magia!


Metto a bollire l'acqua per la pasta e comincio a tagliare a fettine, sottili come un velo, tre spicchi di aglio. Li adagio in un padellino con poco olio extra vergine di oliva, tre peperoncini di Cayenna e due thailandesi, spezzati, metto dentro semi e tutto. Accendo il fuoco più piccolo, bassissimo.
Prelevo due filetti di acciuga e li unisco all'aglio che sta diventando croccante come delle piccole chips e delicatamente profumato.
Prendo una frisella, a me piace così, secca e non ammollata con l'acqua, ne strofino un semicerchio con uno spicchio di aglio. Le creste ruvide del pane spappolano l'aglio e lo trasformano in una crema morbida e aromatica.
La metà non strofinata la spalmo con burro fresco e la guarnisco con filetti di acciughe e un pochino del loro olio. Sulla metà strofinata spalmo del burro che ho lavorato con aglio e prezzemolo tritati finissimi e un filo di olio extra vergine di oliva.
Cospargo la metà prezzemolata con pepe nero macinato al momento.
L'acqua bolle, butto la pasta, reginette, ho solo quelle. Verso mezzo bicchiere di Morellino di Scansano e addento la frisella.
Ne tengo un po' per dopo, perché è ora di scolare la pasta e farla saltare con l'aglio, olio e peperoncino. Le due acciughe si sono disciolte nell'olio.
Il piccante è una staffilata alla lingua, buonissimo. Il burro della frisella sembra lenire, ma è solo temporaneo.
Le luci soffuse, la televisione un quadrato di colore dal quale proviene un sommesso parlottare, Earl Hines suona in sottofondo.
Mi piace mangiare così.


martedì 4 marzo 2014

Patate prezzemolate, un boccone di ricordi.


Quanti ricordi...le mangiavo da bambina, a casa della nonna. 

Se si ha fretta, si tagliano le patate sbucciate a cubetti e li si mette in acqua, da quando inizia a bollire si calcola dieci minuti. Giusto il tempo che serve per tritare uno spicchio di aglio e un bel ciuffo di prezzemolo. Scolare le patate, mettere tutto in una ciotola e condire con olio extra vergine, sale, e pepe.

Grazie a chi me le ha fatte ricordare. 

sabato 1 febbraio 2014

Polpo della Femmina e del Maschio

Tempo fa, a pranzo con Lucky, abbiamo assaggiato un polipo in insalata delizioso...
Ho provato a rifarlo.
Ho preso un polipo di circa un chilo, l'ho lavato e ho tolto il becco e gli occhi. Uso la forbice, taglio tra due tentacoli e rifilo intorno, cerco di scartare il meno possibile. Metto la bestia sopraffina in pentola a pressione con due foglie di alloro, tre chiodi di garofano, una spruzzata di aceto o di vino bianco, poca acqua, il polipo tende a farne di sua e restringersi purtroppo. 
Chiudo il coperchio e calcolo 20 minuti di cottura dall'inizio del sibilo. Alla fine dei quali spengo senza aprire, il polipo deve raffreddare nella sua acqua, è così che diventa morbido.
Quindi sarebbe meglio cuocerlo il giorno prima...scusatemi.
Dunque, abbiamo il nostro polpo cotto e riposato. Prendo tre coste di sedano verde, devono essere quelle grandi perché ci vogliono croccanti e saporite, il sedano è salato di suo, le lavo bene, raschiandolo un pochino all'esterno e comincio a tagliarle, con coltello molto affilato, di sbieco e molto finemente. Devono venire delle fette oblunghe.
Poi prendo tre carote grandi, le lavo e le raschio e impugnato il fidato coltello, taglio anche loro a fette bislunghe. 
A questo punto c'è la prima diramazione: aglio si aglio no.
Se chi mangerà questa delizia adora l'aglio allora se ne può tritare finissimo uno o due spicchi e metterli nell'insalatiera. Se lo sopportano poco, si può prendere uno spicchio di aglio, schiacciarlo con la lama del coltello di piatto e strofinare le pareti della ciotola, buttando poi lo spicchio.
Altrimenti niente aglio. Ma è un delitto.
Metto il battuto di aglio, se c'è, nella ciotola e aggiungo olio extra vergine di oliva e. seconda diramazione, aceto bianco o succo di limone, se l'aceto non piace. Se non piace neanche il succo di limone...vabbé
Con una forchetta sbatto fino a far emulsionare l'olio e l'aceto (o il limone) e schiacciare l'aglio ulteriormente. Aggiungo prezzemolo fresco tritato o meglio tagliato a forbice.
Aggiungo le carote il sedano e il polipo tagliato a pezzi con la forbice.
Terza diramazione: io il polipo non lo spello. Secondo me è come la frutta, le vitamine stanno tutte nella buccia...la pelle non mi infastidisce anzi mi piace.
Giro il tutto con cucchiai di legno e aggiusto di sale, ma spesso non ce n'è bisogno.
Per chi non vuole rinunciare alle patate, metto in pentola a pressione tre o quattro patate lavate e spazzolate, intere e con la buccia. Se sono grandi come uova, in sette minuti dal sibilo sono cotte, altrimenti grandi un po' di più, ma non come pugni, 10/12 minuti e sono pronte.
Si possono affettare, sbucciate o meno, direttamente nel piatto, e condire con poco sale e un filo d'olio o mischiarle all'insalata.
Io la mangio così, fresca e croccante quando addenti le carote e il sedano e morbida e tiepida quando addenti il polipo. Buonissima, il polipo è uno dei miei cibi preferiti...
P.S....perchè ho chiamato questa ricetta "Polpo della Femmina e del Maschio"? Perché tutto dipende dall'altro, se tutti e due mangiano aglio ci si può baciare, e sarà bello farlo. Il polpo è un animale sensuale.

venerdì 27 giugno 2008

Cena svogliata

Fa caldo, di cucinare non ho voglia...

Ho assemblato qualcosa direttamente dal frigo, Tortilla senza cipolla scaldata e servita con cipolline sott'aceto, mozzarella di bufala fatta con qualche fogliolina di santoreggia del mio balcone e un goccio di olio extra vergine d'oliva, fichi con il salame e fette di pesca noce, patate lesse condite con aceto balsamico...



Insalata di prezzemolo alla libanese
poi ho ridotto a cubetti un pomodoro ben maturo, l'ho salato e ho aggiunto un bel mazzo di prezzemolo, gambi compresi, tagliato a forbice, olio extra vergine d'oliva e qualche seme di sesamo.
Basta. Troppo stanca....