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mercoledì 16 agosto 2017

Koriatiki Salada: Insalata Greca


Sembra che le olive Kalamata siano diventate introvabili... 
Caposaldo della cucina greca, questa gustosa insalata, letteralmente insalata contadina o paesana, è frutto di recente invenzione, ma a me piace immaginare già gli antichi greci che se la gustavano, con buona pace di Cristoforo Colombo, della scoperta delle Americhe e dell'arrivo di pomodori e peperoni in Europa.
Per fare una insalata greca ci vuole innanzi tutto cetriolo e cipolla. Il cetriolo, lavato e mondato degli apici, va sbucciato lasciando un po' di buccia, con pazienza e abilità bisognerebbe alternare una striscia di buccia e una striscia sbucciata così da creare il tipico taglio alla greca. Una volta sbucciato ad arte, il cetriolo va tagliato a rondelle, non troppo sottili, e insieme alla cipolla, anch'essa tagliata a rondelle, va a finire sul fondo dell'insalatiera con un po' di aceto bianco (io uso quello di mele).
La cipolla può essere bianca o rossa di Tropea. Si lasciano in infusione, così che diventino più digeribili, mentre ci si appresta a tagliare il peperone. Di solito verde. Non troppo carnoso, dicono.
Una volta lavato e affettato a listarelle, metto anche il peperone in infusione, aumentandone di molto la digeribilità. Do una prima girata alle verdure e prendo i pomodori, che come tutte le altre verdure per preparare l'insalata non devono essere freddi di frigorifero. Taglio i pomodori a rondelle e li appoggio sopra le verdure, cospargo con un pizzico di sale così da innescare la fuoriuscita del delizioso succo dai pomodori. Recupero un pezzo di feta (o di quartirolo oppure anche senza formaggio) cospargo di origano secco sbriciolandolo con le dita sopra il formaggio e le verdure, aggiungo qualche oliva Kalamata, o se non si trovano, delle olive nere buone, cospargo con una generosa dose di olio extra vergine di oliva e porto in tavola. 
Le olive Kalamata sono riuscita a trovarle, in vasetto di vetro commercializzate dalla Louit Freres, dopo pellegrinaggi in diversi supermercati, all'Esselunga, dove peraltro moltissimo tempo fa si trovavano nel reparto del fresco, prodotte e confezionate direttamente in Grecia, con marchio che non ricordo e ad un  prezzo più conveniente. Infatti le centellino.
Arrivata a tavola, spezzo il formaggio a piccoli bocconi e do una bella girata, i profumi e i sapori si mescolano e mi gusto questa fantastica insalata e piatto unico, munita di un bel pezzo di pane croccante e spugnoso, come un Altamura o una ciabatta. 
Ahhh che bontà, è la mia insalata preferita!


giovedì 27 luglio 2017

L'Omelette Blanche


L'altro giorno, in giro per supermercati, ho provato a comprare una confezione di albumi, pensando che potessero essermi utili per rinforzare delle uova al tegamino. E così è stato, una sera per cena mi sono preparata due uova al tegamino e ho aggiunto un po' di albumi, le uova sono diventate molto soffici e buonissime. Però mi sono ritrovata con una confezione quasi piena di albumi da far fuori in tre giorni...
Così mi sono ricordata di una omelette fantastica, mangiata al Mon Bistrot, fatta con 5 o 6 uova. L'abbiamo mangiata in due talmente era grande, ed era morbida, fluffosa, perfetta.
Io adoro le uova, ma con le frittate e le omelette ho sempre avuto dei problemi di esecuzione, mi escono non compatte, o addirittura le omelette non mi escono e si trasformano prontamente in uova strapazzate, che sono buonissime, ma io volevo l'omelette.
Avevo tutti questi bianchi da utilizzare e ho iniziato casualmente, in una padella anche fin troppo grande, mettendo un po' di olio extra vergine di oliva e lasciandolo scaldare. Nel frattempo ho iniziato ad agitare la confezione di albumi, come uno shaker, e intanto pensavo a cosa mettere dentro la mia omelette, non avendo ne prosciutto ne formaggio per rifare la fantastica omelette.
Verso gli albumi shakerati e con la spatola spingo il bordo, man mano che si forma, verso l'interno.
Così facendo, la parte liquida si ridistribuisce verso l'esterno e cuoce, mi aiuto anche inclinando la padella. Quando gli albumi sono abbastanza uniformemente cotti, ma ancora belli morbidi, spalmo due cucchiai di yogurt greco, su metà di quella che al momento è una frittata, aggiungo dei tocchetti di quartirolo e qualche germoglio.
Con molta attenzione sollevo la metà vuota e la ripiego sulla metà farcita. abbasso il fuoco e lascio che il formaggio si sciolga un pochino al calore del fuoco, prima di servirla.
Yum! Ottima!




giovedì 1 settembre 2016

L'Ulivo e il Melograno


Ogni volta che vado al lavoro passo per una scorciatoia, una stradina minuscola che inizia con alberi di ulivo e di melograno. In questo periodo il melograno è già carico di frutti, come palle di un albero di natale se ne stanno li appese, tutte orgogliose della loro sfericità. La strada fa una curva, campi di granoturco altissimo la delimitano, un muro frusciante di verde intenso che sembra volerti entrare in macchina, dopo la curva, sulla sinistra, c'è una piccola recinzione, all'interno galline razzolano sull'erba girando intorno a un gallo nero lucido come liquirizia, una asinella con la frangia lunga che si chiama Gelsomina, a volte è li così vicino al recinto che mi fermo a parlarle "come sei bellaaaa, sei tu che mi svegli di notte alle 4 ragliando eh?" e poi c'è la mia preferita, una capretta nana, bianca e nera, tondetta e silenziosa, smette di brucare e mi guarda con due occhi neri e profondi. Mi fissa e mi manda dei messaggi telepatici, ma non so ancora la lingua e quindi non li capisco. Però rallento sempre e la saluto.

Oggi provo il cous cous di riso biologico, l'ho fatto gonfiare con il brodo della zuppa di cipolle dell'altra sera, è diventato molto denso, per scaldarlo e ammorbidirlo aggiungo un po' di acqua bollente e una presa di sale alle erbe Rapunzel, lo lavoro un attimo e gli aggiungo ceci giganti, due tipi di olive nere, due pomodorini tagliati a pezzetti, semi di canapa sativa decorticati, quartirolo a cubetti e tonno sott'olio sgocciolato. 
Lo servo con della cicoria aside tagliata fine e condita con aceto balsamico di mele.
Non è male, anche se forse ho aggiunto troppa acqua ed ha assunto una consistenza un po' molle, poco sgranata. Di solito il cous cous non lo faccio, perché quello di grano ha un sapore di cartone pressato che non mi piace. Questo non ha retrogusti strani, ha un sapore neutro che smorza gli altri sapori. 
Ne metto un poco anche in una ciotolina a chiusura ermetica, sarà la cena di stasera al lavoro.
Il cous cous riempie e concilia il sonno, la digestione è veloce ma con qualche sbadiglio.
Vado al lavoro, passo dalla capretta e ci guardiamo, chissà come si chiama...