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lunedì 1 febbraio 2021

Cous Cous Invernale


Normalmente si pensa al cous cous come ad un piatto freddo estivo, condito con pomodorini e altre verdure tipiche della stagione, rappresenta una alternativa all'insalata di riso o di pasta ed è comodo perché veloce e facile da preparare, si può farne in anticipo e migliora il giorno dopo. Però nei paesi dove il cous cous è il piatto quotidiano, viene fatto anche in inverno per accompagnare pietanze calde di verdure o di carne, svolgendo la funzione più o meno della polenta qui da noi. 
Tra le cose che ho comprato nel negozio etnico a dicembre c'era anche 1 kilo di cous cous, già precotto come si trova anche nei nostri supermercati, ma senza il sapore un po' cartonato che spesso hanno i cous cous della grande distribuzione. 
Avendo già pronto del brodo vegetale piuttosto saporito e delle lenticchie avanzate, ho assemblato un cous cous dal sapore nostrano e adatto per l'inverno. La procedura per preparare il cous cous è arcinota, necessita di essere messo a bagno con il doppio del suo peso in acqua o brodo bollente e lasciato riposare 5/15 minuti. In questi minuti il cous cous si gonfia assorbendo tutto il liquido, a questo punto per le ricette estive, va sgranato con una forchetta e gli si aggiungono verdurine e altri ingredienti freddi. In questo caso l'ho fatto gonfiare in una pentola e al termine dei minuti scritti sulla confezione, ho acceso il fuoco al minimo e l'ho scaldato per bene, girandolo spesso, e aggiungendo un fiocchetto di burro. Nella pentola adiacente c'erano le lenticchie a scaldare, a cui ho aggiunto qualche foglia di verza ad appassire. Ho servito tutto in una ciotola ben calda, il cous cous sotto e le lenticchie con verza sopra, aggiungendo qualche rondella del gambo verde dei cipollotti. 
Si gusta così, prelevando un po' di cous cous e un po' di lenticchie e il sapore è un misto tra polentina, semolino e pastina tempestina tenuta molto spessa a cui le lenticchie danno sostanza e il cipollotto freschezza pungente, ed al contempo è un sapore molto contadino. Un contadino del Nord Africa, trasferito in Brianza, a cui piace la cucina del Sud Est Asiatico. 
Bon apétit!

domenica 26 febbraio 2017

Grano Saraceno Con Ceci e Verza Cappuccio: Come Un Cous Cous Invernale



Ecco, con i ceci e il grano saraceno cotti ieri, oggi ho potuto assemblare questo piatto unico vegetariano in pochissimi minuti.
Per prima cosa ho affettato un po' di verza cappuccio e qualche foglia di finocchio per farle rosolare in in padella con pochissimo olio extra vergine di oliva. Ho aggiunto una spruzzata di salsa worchestershire e qualche cucchiaiata di grano saraceno e di ceci precedentemente cotti.
Ho fatto saltare velocemente a fuoco allegro, tagliuzzatoci sopra delle foglie di prezzemolo e gustato con un bocciolo di radicchio verde e una pennellata di shiro miso. Yum che bontà!






giovedì 18 settembre 2008

Cucinare in barca a vela - VI giorno

Giovedi 21 Agosto 2008 - Pasta alla Bisanzio e Cous cous - Levanzo

Abbiamo lasciato Favignana stamattina presto, direzione Levanzo. Veleggiando. Siamo arrivati e nella rada era ormeggiato un veliero di legno. Bellissimo. Molti di noi sono andati a vedere la Torre Saracina. Sulla barca siamo rimasti in tre. Una regola non scritta dice che quando in rada non si può lasciare la barca senza nessuno a bordo. L'acqua è meravigliosa. Praticamente sono stata quasi tutta mattina a guardare i pesci che vengono a vedere il nostro frigorifero subacqueo. Non abbiamo trovato il ghiaccio a Favignana e quindi per tenere in fresco il vino e l'acqua, abbiamo messo tutte le bottiglie in sacchetti multipli di plastica, legati ad una corda e appesi sotto la barca fino a toccare quasi il fondo. All'inizio galleggiavano ma poi Rocco ha praticato dei buchi per far uscire l'aria ed è andato tutto giù. Osservo i pesci che vengono a guardare. Forse penseranno che hanno aperto una filiale della Conad apposta per loro.
Nuotando a pelo dell'acqua sono arrivata a quasi un metro 1/2 da un gabbiano che sta galleggiando. Da sotto vedo le zampette palmate che tengono la direzione. Un rumore improvviso e lo vedo correre nell'elemento fluido come fosse sul terreno, le ali sbattendo imprimono nell'acqua onde gassose. Ha preso il volo.

Verso mezzogiorno (o forse erano le 3 ma a chi importa?) Rocco si attiva per preparare una pasta così da mangiare tutti assieme quando torneranno gli altri. "Posso aiutarti?" chiedo "Si, innanzitutto aglio a spicchi, tanto aglio..."

Pasta alla Bisanzio
Cosi ho sbucciato circa una decina di spicchi di aglio schiacciandoli leggermente per facilitare lo spellamento e li ho gettati in una grossa zuppiera. Intanto Rocco ha messo a bollire l'acqua e ha praticato un taglio a croce sui culi di una decina di pomodori maturi. Quando l'acqua arriva a bollore ha scottato brevemente i pomodori immergendoli qualche secondo nell'acqua bollente e radunandoli poi in uno scolapasta. Finito lo scottamento ha cominciato a togliere la pelle, diventa così chiara la funzione del taglio a croce. "Togli la parte bianca dove era attaccato il picciolo e tutto il liquido interno, deve rimanere solo lo scudo" eseguo e taglio a filetti la carne soda dei pomodori che va a finire insieme agli spicchi di aglio. Poi ha aggiunto peperoncino tritato in dose abbondante, sale e pepe nero, olio extra vergine di oliva con mano generosa, ha mescolato tutto. "Ci vorrebbe anche del basilico fresco..." dice mentre mi porge un cucchiaio per l'assaggio. L'unione dei sapori è bilanciatissima. Si trattavano bene 'sti Bizantini... Ora non resta che aspettare il ritorno degli altri per buttare la pasta, arrivano alla spicciolata chi a nuoto chi con il tender. Io faccio in tempo a fare un altro bagno e dalla barca mi porgono bocconcini di pizza. "E chi l'ammazza più questa..." un giro veloce intorno allo scafo e procedo a tirare su il nostro frigorifero naturale. Quando riemergo nell'aria si è sparso un profumo di aglio sublime. E' pronto! E' buonissima!

Levanzo è un paesino di pochissime case. Ci siamo andati di sera con il tender, approdando sulla spiaggia. Li abbiamo preso il nostro solito aperitivo prolungato, ormai è una abitudine. Il ritorno alla barca è nel buio più completo. Il mare è nero e le barche sono ombre che si muovono all'unisono lentamente. Arriviamo alla nostra tra risate convulse. Norma è un continuo di battute, ancora due minuti sul gommone instabile con lei e me la sarei fatta addosso.

A cena il cous cous è stato portato in tavola condito semplicemente con olio e ognuno si è composto il piatto con quello che voleva. Formaggio a cubetti, fagioli, mais, acciughe, olive, pomodorini, tonno, carne in scatola etc. A parte Claudio ha preparato delle melanzane a cubetti, rosolate e stufate un pochino. Veramente ottime.