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giovedì 15 aprile 2021

Il Rimedio di Caterina per Rocco Schiavone e Altre Storie


L'altra sera stavo guardando una serie, Rocco Schiavone, e ad un certo punto la collega del protagonista, che è a casa influenzato, gli porta un rimedio per combattere i sintomi.
Gli porge una tazza di brodo "speciale" e rimane lì pronta con un pezzo di patata bollita in mano.
Rocco beve il brodo e la sua faccia diventa paonazza, iniziando a tossire, mentre lei gli spiega che ci ha messo dentro un pezzetto di Red Scorpion, un peperoncino catalogato con 2.000.000 di unità Scoville, mentre il peperoncino calabrese è 15.000. Finita la spiega gli caccia in bocca il pezzo di patata bollita, e questo gesto, come spesso mi accade quando nei film ci sono scene riguardanti il cibo, mi scatta la voglia di provarlo.
Così ho preparato un brodo di pollo, avevo una sottocoscia in freezer, con la dote classica, sedano, carote, cipolla, una bella patata, di quelle grandi, ben spazzolata e lasciata con la buccia, un pizzico di sale, qualche grano di pepe nero e qualche chiodo di garofano. Con la pentola a pressione la preparazione del brodo è davvero rapida. Dopo qualche minuto dall'inizio del sibilo, circa quattro, interrompo la cottura mettendo la pentola sotto il getto di acqua fredda. Voglio tirare fuori la cipolla e le carote, ne ho messe quattro, perché mi piace mangiarle belle sode. Richiudo la pentola e rimetto sul fuoco, nel giro di 15/20 minuti complessivi il pollo dovrebbe essere ben cotto e la patata anche, la tiro fuori e la metto nel piatto, deve essere sbucciata, tagliata a pezzi e soprattutto ad una temperatura tale da poterla mangiare subito dopo il sorso di brodo "speciale". Non ho il Red Scorpion ma un Habanero Chocolate, che con i suoi 450.000 unità Scoville si difende comunque bene. 
Ho riempito una scodella di brodo bollente e ci ho aggiunto la punta di un cucchiaino di crema di peperoncino Habanero Chocolate. 
L'effetto del primo sorso arriva con una differita di qualche secondo, all'inizio camuffato dalla temperatura bollente del brodo. il colpo di tosse è istintivo, il piccante veicolato in un liquido bollente e un po' grasso sembra essere ancora più piccante. Dopo il sorso malefico il morso di patata bollita è una sensazione paradisiaca, attutisce il fuoco, lo ingloba in sé. 
Il rimedio, secondo la tradizione delle nonne e per i principi fisici, libera le vie aeree, riscalda, scioglie.
Con la lacrimazione provocata dalla piccantezza e la botta di calore che si irradia in tutto il corpo, questo brodino è molto potente e corroborante.
La sottocoscia di pollo l'ho servita cospargendola di tandoori masala, che ho usato anche per aromatizzare una ricottina fatta in casa.

lunedì 1 maggio 2017

Uova in Camicia Nude

Non c'è niente da fare, le uova in camicia non mi vengono mai. Oggi ho provato a farle con un altro sistema, ho visto questo tutorial su You Tube e gli erano venute benissimo...
Scodellando l'uovo in una ciotolina foderata di pellicola, chiudendo la pellicola con un elastico e mettendo questi sacchettini in acqua a bollore lieve per cinque minuti.
Nel tutorial lavorava il bianco con pezzetti di mozzarella e erbette, ma in questo modo diventa più calorico. metteva metà dei bianchi nella pellicola, sistemava il tuorlo in mezzo e poi ci versava sopra il resto dei bianchi. Ah, e soprattutto spruzzava un po' di olio da un contenitore spray, l'interno della pellicola, per non fare attaccare l'uovo.
Io non ho messo ingredienti aggiuntivi e non ho unto la pellicola. Le uova sono venute buonissime, ma nude perché la maggior parte del bianco è rimasto attaccato al domopack. 
Ma ci riproverò, le uova in camicia mi piacciono moltissimo, perché sono sane come quelle fatte alla coque ma danno la soddisfazione di quelle fatte al tegamino.
Ungerò pochissimo la pellicola, monterò quasi a neve gli albumi, terrò la fiamma più bassa e l'acqua meno bollente...
Intanto mi sono comunque gustata queste uova nate senza camicia, posizionate sopra una bella insalata di due erbe, condita con olio e aceto, le rompi e si lasciano andare, morbide e vellutate pronte per essere intinte con una fetta di pane Altamura, e un pezzetto, l'ultimo, di ricotta.
Sta calando la sera, sui monti poco lontani ha nevicato, e il tepore delle uova serve a rendere la freschezza dell'insalata, più accettabile in questa sera frescolina. Buon appetito a tutti! 

domenica 30 aprile 2017

Asparagi con Salsa al Limone


Avevo avanzato questo risottino allo zafferano, avevo del pane Altamura lievitato con lievito madre, avevo gli asparagi in frigo...
Ho scaldato a bagnomaria il contenitore con dentro il riso. E mentre gli asparagi stavano cuocendo in poca acqua in una bella padella larga, coperta, ho bruschettato la fetta di Altamura, strofinata di aglio, e ho messo un cucchiaino di maionese in una scodellina con dentro il succo di mezzo limone. Ho sbattuto bene fino a far diventare una emulsione il limone e maionese, scodellato il riso nel coppapasta, disposto gli asparagi fumanti e versato sopra la maionese limonosa, ho aggiunto un cucchiaino di olio extra vergine di oliva sulla bruschetta, una spolverata di pepe nero appena macinato su tutto e un pezzo di ricotta fresca.  
Mi piace mangiare così.

giovedì 29 ottobre 2015

Come Fare una Ricottina in Casa


A volte mi avanza del latte, a volte mi cimento nel fare formaggi. Oggi ricotta. 
Metto in una pentola di acciaio, il latte e lo caglio con il succo di limone o un pochino di aceto bianco. Accendo il fuoco e dopo qualche secondo il latte si separa dal siero. Bagno e strizzo un canovaccio pulito, ci fodero il colino chinoise, che appoggio in un pentolino, e verso il latte cagliato. Il siero comincia a colare, quando non è più copioso, capovolgo il tutto direttamente nella chinoise, copro con il canovaccio sciacquato a fondo e metto in frigo. 
Nel giro di una notte la ricotta si compatta. Eccola!








sabato 17 maggio 2014

Tagliatelle di Grano Saraceno ai Ceci e Tonno

A volte scopri improvvisamente di avere una fame tremenda...un quarto d'ora prima non c'erano avvisaglie e poi BAM! Giri per la cucina come un ghepardo irrequieto...
Per esperienza ho imparato che quando sono così devo prepararmi un piatto di pasta, altrimenti continuo a mangiare sfiziosità senza sentirimi mai appagata.
Il grano saraceno viene utilizzato solitamente per fare i pizzoccheri, che hanno un tempo di cottura lungo però. Ho trovato queste tagliatelle, cuociono in meno tempo e saziano senza creare tutte le problematiche che mi crea la pasta normale.
Mentre la pasta cuoce, taglio dei pomodorini ciliegini a metà e li metto in una ciotola che tengo vicino ai fuochi per scaldarne la ceramica. Dissalo sotto l'acqua corrente una manciatina di capperi di Pantelleria e, dopo averli sminuzzati grossolanamente, li aggiungo. Sciacquo dei ceci in scatola e ne aggiungo metà, una scatola di tonno sott'olio buonissimo e un pezzetto di ricotta di pecora morbidissima.
Origano e maggiorana, qualche goccia di Tabasco, una macinata di pepe e due peperoncini secchi sbriciolati. Scolo la pasta e la condisco con il potente agglomerato di sfiziosità, la ricotta crea una crema delicata che avvolge tutto....ahhh fame placata.