martedì 24 agosto 2010

Insalata di Wakame e Germogli e Insalata di Cavolo Rosso e Pomodori


Oggi a pranzo ho preparato una insalata di alghe wakame, si comprano secche nei negozi di alimentazione naturale, le ho messe a bagno con acqua fredda per farle rinvenire, dopo qualche minuto le ho sciacquate ho unito i germogli di lenticchia e i germogli di un mix di semi tra cui alfa-alfa e crescione le ho condite con un cucchiaino di salsa di soya e uno di aceto di riso, una spolverata di semi di lino e di sesamo bianco.
I germogli li ho fatti io in settimana. Si mantegono in frigorifero, in un vaso di vetro, avendo l'accortezza di sciaquarli e scolarli con acqua fresca almeno una volta al giorno.
La seconda insalata invece l'ho fatta affettando sottilmente un cavolo rosso, che ho disposto nella metà ciotola spruzzandoli con aceto rosso, nell'altra metà ho tagliato a cubotti un pomodoro cuore di bue e l'ho condito con una macinata di sale della Camargue, qualche fiocco di cipolla disidratata e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Sul tutto ho sparso semi di sesamo bianco e nero, qualche seme di lino. Una volta a tavola ho utilizzato l'olio di oliva della scatoletta del tonno per condirla ulteriormente, mi piace molto l'unione di un sapore di pesce e cavolo crudo. Ottimo anche con le acciughe! 

lunedì 23 agosto 2010

Pasta di Grano Saraceno all'Aglio, olio e peperoncino preNeanderthal

Per concludere il ciclo delle ricette visionarie ecco una pasta semplice. La aglio, olio e peperoncino è la mia pasta preferita, in assoluto, mi tira su quando sono triste, mi cura quando sono malata... A causa della dieta per un bel po' non ho potuto mangiare pasta, ma da qualche tempo il dottore mi ha sbloccato la pasta di grano saraceno, quella che si usa per fare i pizzoccheri Valtellinesi per intenderci, pizzoccheri è sia il nome del formato della pasta che il nome del piatto. Quindi, per non creare false illusioni, da qui in poi quando parlo di pizzoccheri NON intendo la ricetta (buonissima ma per ora no possible) ma il formato di pasta.
Perché preNeanderthal? perché è tutta a crudo. Nelle lontane reminescenze scolastiche, ormai falsate dagli anni, per me l'uomo vissuto prima di quello di Neanderthal non conosceva ancora il fuoco... o forse si? Comunque, tutto a crudo perché è meglio, più sano, più vitaminico. E perché appena nomino la parola soffritto al dottore gli si rizzano i capelli e me la cassa subito.
Aglio, olio e peperoncino preNeanderthal
Mettere una pentola capiente piena di acqua fredda, a bollire su fuoco sostenuto (ah ah, alla faccia del Neanderthal..). Per fare bollire prima si può mettere il coperchio, che andrà però tolto una volta messa la pasta, altrimenti fa la schiuma che fuoriesce e dopo tocca pulire il doppio. E se uno ha voglia di pasta, c'ha fame, ora subito e dopo non vuole perdere l'effetto confortante dovendo fare le pulizie di primavera in cucina...
Allora, mentre l'acqua sta velocemente arrivando a bollore, spremere con lo spremiaglio due o tre spicchi di aglio spellati (a testa), stiamo lavorando sul tagliere, aggiungere all'aglio spremuto un pizzico infinitesimale di sale fine e con la lama di un coltello, di piatto, lavorare l'aglio e il sale per formare una crema morbida. Ottenuta la crema di aglio depositarla in una terrina profonda, una insalatiera... insomma un recipiente un po' più grande del piatto, che si possa portare direttamente a tavola. Nel frattempo nell'acqua che bolle metto un micropugno di sale grosso (la ritenzione idrica!) e l'equivalente in grammi del proprio peso corporeo, per mantenerlo (o qualcosa meno per dimagrire) di pasta. Io faccio così, se peso 70 kili, ma voglio arrivare a pesarne 65, metto 65 grammi di pasta a bollire. Pasta integrale, o nel mio caso pasta di grano saraceno (i famosi pizzoccheri). Ora si aprono due vie: peperoncino secco o fresco? Il sapore cambia. Se ho quello fresco e oltre al piccante voglio anche il sentore erbaceo, prendo due o tre peperoncini (a testa) e li affetto sottilmente, tengo semi e tutto e li unisco all'aglio. Peperoncini normali quelli del vaso che si coltivano sul balcone. Se invece voglio assaporare solo il piccante di fuoco, uso i peperoncini secchi, quattro o cinque, sbriciolandoli direttamente sull'aglio. Peperoncini classici di Cayenna, quelli che si trovano normalmente nei barattoli al supermercato tra il pepe nero e il bianco.
Fatta la scelta e unito il peperoncino, versare un cucchiaino di olio extra vergine di oliva buonissimo e dal sapore marcato, nella ciotola, prelevare un cucchiaio di acqua di cottura della pasta e sbattere velocemente l'aglio, l'olio e il peperoncino. Scolare la pasta e versarla direttamente nella terrina, girare velocemente aiutandosi con strumenti appropriati, due forchette... e lucidare con un altro cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Una macinata di pepe nero per chi vuole. Ah che bontà.
Il Grano Saraceno (Polygonum fagopyrum - Fagopyrum esculentum)
E' un cereale che si differenzia dagli altri cereali (frumento, riso, mais) perché appartiene ad un'altra famiglia, quella delle Poligonacee. Pianta rustica e di crescita rapida, cresce anche in terreni poverissimi e con clima freddo e umido. E diffusa soprattutto in Germania, Scandinavia e Nord Italia (Valtellina e Valli Trevigiane), Polonia e Russia. Dal grano saraceno di ottiene una farina che può essere usata da sola per farne una polenta grigia (che cuoce in soli 5 minuti), o unita a farina di mais per la Polenta Taragna (qui la cottura viene determinata dal mais 35/40 minuti). La farina di grano saraceno, impastata con acqua da luogo anche alla creazione dei famosi pizzoccheri, un formato di pasta piatto e largo un po' più di una tagliatella, tagliato a pezzi di circa 4 cm. Fatti con il grano saraceno oggi si trovano in commercio anche spaghetti, tagliatelle e gnocchetti tipo sardi. Richiedono una cottura leggermente più lunga della pasta normale (circa 12/15 minuti) ma ripagano con un sapore spiccato che sembra già condito. Con il grano saraceno sono fatte anche le gallettes bretoni, una specie di crêpes dolci o salate, servite con uova al tegamino, prosciutto, salsicce, vabbè... Viva la Bretagna!

Glutine e Morbo celiaco
Il glutine è un complesso proteico dalla consistenza elastica, dal colore grigio-biancastro, presente in varie Leguminose, nel grano e, in misura minore, nella segale. È proprio grazie al glutine che la farina mista ad acqua acquista la caratteristica consistenza viscida e collosa e trattiene all'interno dell'impasto il gas che si sprigiona durante la lievitazione. Il glutine si forma quando le proteine glutenina e gliadina, presenti nella farina, si combinano con l'acqua. Durante la cottura il glutine presente nell'impasto viene fatto gonfiare dall'anidride carbonica prodotta dall'azione del lievito e conferisce al pane una consistenza spugnosa ed elastica. I pani contenenti glutine hanno più proteine e meno amido rispetto a quelli che ne sono privi.
L'allergia alla gliadina è all'origine del morbo celiaco (= malattia del ventre) o malattia di Gee-Herter, una patologia autoimmune caratterizzata dalla tipica intolleranza al grano e ai suoi derivati e dalla necessità, quindi, di fare ricorso a prodotti alternativi (grano saraceno, patate, mais, riso). Più accreditata è una spiegazione fondata su basi immunitarie: la gliadina eserciterebbe una certa tossicità verso la mucosa intestinale causandone infiammazione; a causa di ciò, alcune molecole antigeniche presenti sulla superficie delle cellule intestinali verrebbero riconosciute come non-self dal sistema immunitario, come se non appartenessero all’organismo, e scatenerebbero la formazione di anticorpi e fenomeni autoimmuni. Attualmente, la teoria più diffusa contempla un’origine sia ereditaria sia immunitaria: è stata infatti dimostrata la familiarità della malattia, dunque una predisposizione ereditaria di alcuni gruppi familiari.
(tratto da http://www.summagallicana.it/ )

domenica 22 agosto 2010

Brownies senza forno

Quando ero senza forno, per mesi, mi venne in mente questa ricetta. Per amore di equilibrio numerico e per facilitarne la memorizzazione avevo giocato con i numeri. Ora ho il forno ma non ho gli ingredienti. Chi la prova mi fa sapere se questo parto della mia mente inqueta funziona?

Brownies senza forno
...accendere il forno a 180 gradi ... 300 grammi di burro, 300 grammi di cioccolato, 3 uova.
Far fondere il burro con il cioccolato, quando si è raffreddato aggiungere un uovo alla volta, mescolare, altro uovo, mescolare etc. Unire ora 180 grammi di farina, 180 grammi di gocce di cioccolato e amalgamare dolcemente. Versare in una pirofila quadrata, foderata con carta forno, livellare con la spatola per fare uno strato alto circa 1 centimetro e 80 millimetri, mettere nel forno caldo a 180 gradi per 18 minuti di cottura, finiti i quali, la teglia deve essere tolta immediatamente per far raffreddare il composto. Praticare delle incisioni verticali e orizzontali per creare dei quadrati di circa 3 centimetri per lato.
I brownies devono essere leggermente biscottati fuori e morbidi, scioglievoli dentro. 

giovedì 19 agosto 2010

Skordalia & Melintzanosalata

Oggi sono pigra, così posto una ricetta della mia amica stella mattutinta, cucina greca, una delle mie preferite! Grazie Stella!

MELINTZANOSALATA

Ingredienti

* 1000 gr. di Melanzane Tonde
* 1 Tazza di Olio D'oliva
* 1/2 Tazza di Prezzemolo Tritato
* 3 Cucchiai di Aceto Di Vino
* 1 Cipolla Piccola
* 2 Spicchi di Aglio Tritato
* Sale
Preparazione
Le quantità sono da intendersi per 6 persone.
Bucate le melanzane con una forchetta e fatele cuocere al forno per 45 minuti fino ad intenerirle e ad abbrustolire la buccia. Pulitele ed in seguito sbattetele con l’aceto e con un po’ di sale. In questa poltiglia aggiungete la cipolla, l’aglio, il prezzemolo e l’olio poco per volta. Quando la servirete decoratela, se volete, con le olive, le fette di pomodoro e cospargetela con prezzemolo tritato.
SKORDALIA
La mia ricetta invece è la Skordalia (a memoria, l'ho detto che sono pigra) premetto che adoro le patate schiacciate, più del purée, e questa ricetta greca le trasforma divinamente...

Mettere delle patate di media grandezza, ancora con la buccia, ben lavate in una pentola con acqua fredda fino a coprirle. Calcolare 35 minuti di cottura, da subito, con coperchio.
Quando le patate sono cotte, cercare di raffreddarle quel tanto che basta per sbucciarle, è un lavoro ingrato lo so, ma il risultato ne vale la pena. Schiacciare le patate con lo schiacciapatate o tagliandole a pezzi e schiacciandole poi con la forchetta. Unire un po' di olio extra vergine di oliva, il succo di un limone e uno o due spicchi di aglio sbucciati e spremuti con lo spremiaglio. Mescolare bene il composto, aggiustare di sale e aggiungere un po' di pepe bianco. Il gusto deve essere acidulo di limone e vellutato per l'olio, la fragranza dell'aglio si deve sentire. Distendere la Skordalia su un piatto abbastanza grande per fare uno strato di circa due dita, decorare con olive nere kalamata e servire anche tiepida...

Buonissime!!!

domenica 15 agosto 2010

Torta 15 agosto: Taragna al cioccolato

Da qualche giorno ho il forno nuovo. Che bello! Oggi fa freddo e sdraiata sul lettino a prendere il sole sul balcone, con coperta e maglione a collo alto, sento un profumino di torta... sembra di essere in alta montagna, o quasi...
Non ho farina in casa, e non potrei mangiarne, cosa mi invento, cosa mi invento...

Ho acceso il forno su ventilato a 200 gradi.
Ho messo un po' d'acqua a bollire e quando si sono formate le bollicine ho versato a pioggia farina per polenta taragna (metà grano saraceno e metà granoturco) con la frusta sbatto bene di modo che non si formino grumi. Metto un pèizzico di sale. Raggiunta la consistenza di una polenta morbida ho versato un po' di latte per renderla ancora più liscia, dopo un po' ho aggiunto: qualche cucchiaio di orzo solubile, cacao amaro, miele di castagno, zucchero, uno spruzzo di grappa e uno di Baileys. Ho girato ancora bene e ho riversato il tutto in una tortiera foderata con carta forno. Il forno nel frattempo ha raggiunto la temperatura. Taglio a pezzetti circa 50 grammi di burro e li infilo nella superficie della torta. Spolverizzo con zucchero semolato. Imposto il timer a 45 minuti e posiziono la torta sulla griglia in basso. Vediamo come viene. Il profumo promette bene... 

domenica 10 gennaio 2010

Textures


Per alcuni il cibo è una esperienza che coinvolge oltre i sensi preposti alla sua assimilazione. Per me è così. A volte il desiderio di un determinato cibo mi si forma nella mente per il desiderio di sentire con la bocca contrasti di sapori o consistenze. L'alternanza dolce salato, duro morbido, croccante fondente... A volte si fanno cose strane come bere panna liquida per riempirsi la bocca di un liquido freddo, denso, della dolcezza che solo i grassi possono avere, che diventa subito tiepido a contatto con le mucose, vellutato sulla lingua, patinante...
Il cibo quindi è un nutrimento "altro", scisso dalla sua capacità nutritiva prettamente salutistica, offre l'accesso immediato al piacere. E diventa il nutrimento di chi è alla ricerca di sensazioni.
L'approccio sensoriale può essere innato o si può sviluppare, richiede apertura mentale, voglia di provare l'inconsueto, e capacità propriocettive. Ognuno di noi ha una bocca, denti, lingua e cervello. Questo è ciò che serve.
Allora l'atto di mangiare diventa esperienza sensoriale sensuale, dove possono venir coinvolti tutti i cinque sensi.
Ci sono momenti dove prediligo ovviamente il gusto, la sua sollecitazione mediante il continuo alternare cibi dolci a cibi salati, in una esaltazione vicendevole che non lascia mai spazio alla stucchevolezza del troppo dolce o all'aridità del troppo salato...
Ci sono volte invece che vado alla ricerca di sensazioni tattili... non solo mangiare con le mani ma l'attenzione nel percepire textures diverse: la croccantezza secca fresca di una michetta che oppone resistenza ai denti nel primo morso di un panino e poi la sensazione fondente data sempre ai denti di ciò che c'è dentro, un formaggio stagionato semiduro o salame tagliato a coltello...
... la sensazione fondente e cremosa che coinvolge anche la lingua di un camembert... la turgidità sottostante la pelle delicatissima e sottile di un litchi...
... il kaki che nasconde lingue sfuggenti, prima viscide e poi consistenti come in un bacio iniziato indeciso...
Certe volte scatta il desiderio di un cibo per il rumore che fa, penso a tanta verdura cruda, carote, sedano, finocchi, a certa frutta, alle mele un po' acerbe... la gratificazione di un TLOC che indica che si è vinta una resistenza...
... o al rumore di macinamento di certi semi...
... o alla sorpresa di un sapore differente dall'odore, come succede con il caffè o con certi formaggi stagionati molli dall'odore intenso e per certi versi ripugnante che ti premiano del coraggio per averli adddentati con sapori sconvolgenti e consistenze sublimi...
A volte invece non è chiaro il senso coinvolto, come la scarica elettrica seguita dal mutamento termico e dalle lacrime che provocano certi cibi piccanti. E' doloroso ed è bello...
E così, nel pieno della trance sensoriale, si continua a perpetuare il loop gustativo, tattile, uditivo, visivo, olfattivo... con il rischio di perdere il controllo e il senso del gusto.
Perché il confine tra l'essere un sensation seeker e diventare un binge eater è labile.
Viene richiesto il controllo nell'esperire il lasciarsi andare.
Come nel sesso.
Per chi è borderline su questo confine, come me, la soluzione è cercare sensazioni alternative al cibo, che deve dare piacere ma non può esserne l'unica fonte.
La propriocettività del muoversi seguendo una musica, il trattare la propria pelle con trattamenti che stimolino la sensazione tattile e olfattiva in modalità sensuale, il contatto con abiti che siano visivamente e tattilmente donanti, un certo modo di fare sesso, il coinvolgimento passionale in cose, esperienze, persone nuove... lasciandosi andare ma restando vigili.

Per non perdersi niente.


P.S. A chi è interessato ad approfondire le dinamiche tra cibo, gusto e percezione ho letto un libro bellissimo, "Il cervello goloso" di André Holley - Edizioni Bollati Boringhieri - Scienze

giovedì 31 dicembre 2009

Quasi Un Gazpacho...

Continua la serie di minestre per la depurazione post-pre-inter festività.
Crema di pomodori e porri
Nella mia fidata pentola a pressione ho adagiato pomodori un po' troppo maturi per finire in una insalata, e la parte verde di alcuni porri, tutto tagliato a tocchetti. Ho aggiunto acqua, e un cucchiaino di brodo granulare iposodico. Fiamma al massimo, chiuso il coperchio, dal sibilo ho calcolato 4 minuti di cottura. Dopo aver lasciato sfiatare, e spento il fuoco sotto, ho prelevato con un mestolo quasi tutto il brodo che si è formato. Lo tengo da parte ma una tazza me la bevo subito, mmm buono! Con il minipimer frullo le verdure, e il pochissimo liquido rimasto, per ottenere una crema densa. Ci tagliuzzo sopra un po' di prezzemolo, gambi compresi, e completo con un filo d'olio extra vergine di oliva. Rinfrescante e dal sapore asprigno si può rifare anche per una sera d'estate. Servita fredda accompagnata da un bicchiere di vino bianco fruttato.E il rossissimo brodo alla fine me lo sono bevuto tutto io. Con l'aggiunta di qualche goccia di Tabasco. Very Hot!
In previsione della serata...

lunedì 28 dicembre 2009

Al Sedano Allegro

Al Sedano Allegro era il nome del ristorante vegetariano gestito dal personaggio di Woody Allen nel film "Il Dormiglione" che si fa ricoverare per un semplice intervento nel 1973 e viene disibernato 200 anni dopo in un futuro politicamente gestito da il Grande Dittatore. (E' uno dei miei film preferiti).
Avevo questi gambi di sedano senza cuore (potrebbe essere un'altro titolo di film...) che non si potevano certo mangiare crudi...
Vellutata di Gambi di Sedano Senza Cuore
Dopo aver lavato bene alcuni gambi di sedano, foglie comprese, li ho tagliati a tocchetti con le forbici, direttamente sulla pentola a pressione. Ho aggiunto poca acqua, una patata sbucciata e tagliata a tocchetti anche lei e un pochino di brodo granulare iposodico. Ho chiuso il coperchio, fuoco alto, dal sibilo ho abbassato la fiamma e ho calcolato 7 minuti di cottura. Sfiatato il vapore dopo aver spento il fuoco, ho frullato tutto con il frullatore ad immersione. Ho aggiunto un cucchiaio di senape all'antica, miscelato, impiattato e servito con un giro di olio extra vergine di oliva. Com'era? Allegra. Dal sapore agretto si accompagnerebbe anche con uno spruzzo di aceto balsamico. Un piatto da servire in una sera d'estate. Fredda o a temperatura ambiente, due crostini strofinati con aglio e un po' di olio extra vergine di oliva, un bicchiere vino bianco bello fresco. Che voglia d'estate...

sabato 26 dicembre 2009

Salsa Tonnata

Dopo le libagioni del giorno di Natale, ho pensato che un pranzetto primaverile fosse ideale... così oggi ho sfruttato le verdure lesse, carote, finocchi* etc. del brodo del cappone, per fare una salsa tonnata dietetica.
L'ho usata per servire del Seitan alla piastra che ho acquistato presso il negozio biologico dove vado ogni tanto.
Sono partita dalla ricetta che faceva mia mamma, anche lei usava le verdure che faceva lessare insieme alla fesa di tacchino che poi affettava e utilizzava al posto del vitello per fare il famoso Vitel Tunè, ricetta lombarda nonostante il francesismo.
Io ho preparato il cappone in brodo, che poi ho scrupolosamente sgrassato una volta freddo, il cappone l'abbiamo mangiato così, in purezza con sale e olio extra vergine di oliva, togliendo la pelle, il brodo l'ho utilizzato per fare un risottino allo zafferano con il sapore d'altri tempi... eh vabbè ogni tanto si può anche trasgredire... e poi un bel bicchiere di Inferno per accompagnarlo ha sgrassato tutto.... comunque, dicevo...
Salsa Tonnata Diet
Ho prelevato le verdure lessate dal brodo e le ho messe da parte di modo che siano fredde quando inizio a preparare la salsa. Nel contenitore alto e cilindrico che viene fornito con il minipimer ho sgusciato l'albume di due uova, tenendo i tuorli da parte. Ho aggiunto alle chiare un pizzico infinitesimale di sale e con il minipimer ho cominciato a montarle a neve abbastanza soda. Ho unito i due tuorli, un cucchiaino di senape e ho continuato a lavorare con frullatore, aggiungendo a filo l'olio di una scatoletta di tonno. A questo punto ho iniziato a mettere le verdure un po' per volta e poi quasi tutto il tonno (a me piace a filetti, una scatola da 125 gr) e una manciata di capperi dissalati al momento sotto l'acqua corrente fredda. Ho assaggiato e aggiunto un pochino di aceto bianco (se avessi usato i capperi sotto aceto avrei utilizzato il loro aceto) ho frullato ancora un po' per rendere la salsa bella montata. Ho prelevato un po' di salsa tonnata e l'ho distribuita su un piatto piano da portata, ho disposto le fette di seitan (o di carne) le ho ricoperte con altra salsa e messo in frigorifero.
Nel frattempo che il mio seitan tunè si raffreddava in frigorifero, ho schiacciato il poco tonno rimasto con la polpa di un avocado, aggiungendo solo il succo di mezzo limone...
... e ho messo un goccio di olio extra vergine di oliva e dell'aceto balsamico nel cucchiaione delle posate da insalata, al momento di mangiarla lo utilizzo per sbatterli con la sua forchetta e fare una breve emulsione...... ottima!

* i finocchi normalmente non li mangio mai cotti, ma questi li avevo lasciati fuori sul balcone e si erano completamente ghiacciati... così invece di buttarli ho provato a farne andare qualcuno con poca acqua e poi li ho mangiati tagliandoli a fette e condendoli con solo olio e sale... non male... gli altri li ho messi nel brodo, non avevo sedano.

venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale!

A me i regali di Natale piace aprirli alla mattina, non mi sveglio più alle sei e mezza come quando ero piccola, ma mi alzo presto, preparo la colazione con più accuratezza e poi inizio a scartare i pacchetti... che bello!

domenica 13 dicembre 2009

Faraona all'Arancia

Arriva il periodo peggiore per chi è a dieta, primo per le mille tentazioni a portata di mano e secondo perché dichiarare di essere (e voler restare) a dieta sembra scatenare negli "altri" un istinto materno insopprimibile. La mia soluzione è di non dire assolutamente che sono a dieta e mettere un po' a regime chi mi capita a tiro, che tanto, male non fa...
Allora oggi mi sono cimentata in esperimenti dietetici ma assolutamente non "sgamabili" per il Pranzo di Natale. Premetto che l'anatra non mi piace particolarmente e invece la faraona è il mio pollastro preferito, quindi...
Faraona all'Arancia
Ho lavato due arance e un limone, con l'attrezzo apposta ho "rigato" la loro buccia facendola finire direttamente nella pentola a pressione, poi ho tagliato a metà gli agrumi senza scorza e ne ho spremuto il succo, l'ho aggiunto alle scorze, ho messo due cucchiai di miele, un bicchierino di Sljivovica, una manciatina di pepe nero in grani e un pizzico di sale. Ho lavato la faraona in pezzi e l'ho messa in pentola, utilizzandola per miscelare bene il miele ai liquidi. Ho chiuso con il coperchio e alzato la fiamma, dall'inizio del sibilo ho abbassato al minimo il fuoco e ho calcolato 20 minuti di cottura. Ho lasciato sfiatare e ho tolto i pezzi di faraona disponendoli su un piatto da portata. Ho riacceso il fuoco alto e continuando a mescolare ho fatto ridurre il sugo, che da liquido è diventato denso in circa 5 minuti. Ho nappato con la riduzione i pezzi di faraona e ho messo la restante salsa in una salsiera da portare in tavola. Per finire ho decorato la mia gallina preferita con mandorle in pezzi. Cottura veloce e senza grassi aggiunti!
All'assaggio la carne della faraona e morbida e saporita. Decisamente dolce per via del miele e del succo delle arance. Potrei accompagnarla con un puree di patate profumato di noce moscata o meglio ancora la accompagnerò con una fresca insalatina tipo Soncino condita con una emulsione di olio extra vergine di oliva e succo di arancia al posto dell'aceto e qualche chicco di melagrana porta fortuna.
Um... questa ricetta andrebbe bene anche per la Cena di San Silvestro.... o il Pranzo di Capodanno...
Insomma, mi sa che ho preparato una ricetta antisgamo per tutte le feste! Yuppi!
P.S. La Sljivovica è un brandy di prugne tipico della Croazia. In alternativa si può usare un brandy tradizionale.

sabato 12 dicembre 2009

Reginette al burro tartufato e piselli

Le reginette sono uno dei formati di pasta che preferisco, perché danno soddisfazione quando le mordi, dense sotto i denti e per il loro bordo ondulato che sfiora le labbra e la lingua come una ruches. Queste le ho fatte veramente in supervelocità, è quasi un assemblaggio.
Reginette al burro tartufato e piselli
Mentre l'acqua per la pasta bolliva con dentro le reginette, ho fatto colorire brevemente una noce di burro con la foglia di alloro. Ho scodellato tre manciate di piselli fini surgelati direttamente nello scolapasta dal freezer. Quando la pasta era al dente l'ho scolata sopra i piselli che così si sono scaldati. Dopo aver scolato la pasta ho versato il tutto nella padella con il burro e l'alloro e ho fatto saltare un paio di minuti a fuoco medio. Ho sistemato la pasta nei piatti e ho messo in cima un bel pezzo di burro tartufato, una grattata di Parmigiano Reggiano e una macinata di noce moscata.
A tavola!

domenica 22 novembre 2009

Apples!

E' molto raro che prepari dolci, ma oggi ne avevo voglia e ho 2 kili di mele che da sola non riuscirei di certo a mangiare...
Ho acceso il forno a 180° gradi, ho messo 150 grammi di burro suddiviso equamente nelle sei formine della teglia per muffin e ho cacciato la teglia in forno, così si scioglie il burro che mi serve per la ricetta e intanto imburra per bene le formine.
Poi mi sono dedicata alle mele che ho lavato, sbucciato e a cui ho tolto il torsolo. Se ne usano circa 1 kilogrammo.
A questo punto ho lavorato 2 uova con 150 grammi di zucchero, si sbatte per bene finché diventa schiumoso, ho aggiunto il burro fuso e ho lavorato ancora. A parte ho unito una bustina di lievito vanigliato Pane degli Angeli e un pizzico di sale a 150 grammi di farina bianca, ho setacciato bene il tutto e poi ho versato pian piano a pioggia sull'impasto, continuando a lavorarlo. Se dovesse diventare troppo denso si aggiunge un po' di latte.
Una spolverata di cannella in polvere, e con la mandolina ho affettato, direttamente sopra l'impasto, le mele. Se rimane qualche pezzo di mela più grosso unisco anche quello.
Apple's Minimuffin
Ho spolverizzato le formine con la farina e l'eccedenza l'ho tolta dando qualche colpetto alla teglia sopra la ciotola dell'impasto della torta. Con un mestolino ho prelevato l'impasto con le mele e l'ho versato nelle 6 formine, stando attenta a non riempirle fino all'orlo, perché poi lievitano...
Tropical Apple Cake
Ho foderato la tortiera con un foglio di carta forno e ci ho versato sopra il restante impasto. Ho sbucciato una banana e l'ho tagliata per il lungo, disponendo le fette sulla superficie della torta creando una decorazione. Ho sbucciato i due kiwi gold e li ho tagliati per il lungo, ho disposto anche queste fette come decorazione. Ho spolverizzato con un po' di zucchero a velo che con il caldo del forno si scioglierà creando una crosticina caramellata.

In forno i muffin cuociono in meno tempo della torta, quindi bisogna stare attenti. Una volta tolti e raffreddati, con la lama di un coltello si segue il bordo e delicatamente si scodellano fuori dalla teglia. Serviti leggermente tiepidi con un po' di gelato alla crema sono un delizioso modo per concludere una cena con ospiti, ma anche senza...
La torta invece è ottima anche fredda, il gusto acidulo dei kiwi gold è quasi dissetante. Yum!

venerdì 20 novembre 2009

Assemblaggi...

Sono di fretta!!! Ho assemblato peperoni, melanzane e zucchine grigliate e le ho messe a scongelarsi sulla piastra del forno, ho tagliato la mozzarella di bufala e l'ho cosparsa con pepe nero e poi il tutto con olio extra vergine d'oliva. Ma che bontà!

domenica 15 novembre 2009

Cena supersana e gustosa!


Dopo una settimana stressante, dove ho mangiato quasi sempre cibo pronto, mi sono data un'auto sgridata e ho preparato questa cenetta, supersana. E, come ho scoperto mangiandola, supergustosa!
Potage di porri e pomodoro con piselli
Nella pentola a pressione ho affettato la parte verde del gambo di tre porri, lavati accuratamente per togliere la terra. Poi ho lavato e fatto a tocchetti sei pomodori, ho messo anche quelli nella pentola, insieme ad una manciatina di grani di pepe tre colori. Ho messo acqua fredda fino a coprirli appena, ho aggiunto un cucchiaio scarso di brodo granulare iposodico, ho chiuso il coperchio e dal sibilo ho calcolato circa 10 minuti di cottura.
Una volta sfiatato tutto il vapore in pressione, ho aperto il coperchio, ho aggiunto un pochino di triplo concentrato di pomodoro e ho girato per miscelarlo. A questo punto ho tolto con il mestolo un po' di brodo, circa una tazza, che tengo da parte, me lo berrò durante la cena. Con il Minipimer ho ridotto in crema le verdure direttamente nella pentola. Ho aggiunto due manciate abbondanti di piselli novelli, tirati fuori direttamente dal freezer. Si cuoceranno con il calore della minestra. Ho impiattato e cosparso con prezzemolo tritato e un filo di olio extra vergine di oliva. Ottima, dal gusto rinfrescante e nello stesso tempo piccantina...
Mentre cuoceva la crema di porri e pomodoro...

Funghi trifolati al Tartare
Ho affettato sottilmente tre spicchi di aglio, sbucciati, e li ho messi in una padella antiaderente. Ho aggiunto un filo di olio extra vergine di oliva aromatizzato all'aglio, peperoncino e mix di tre pepi, ho acceso la fiamma bassissima e ho affettato per il lungo, direttamente sulla pentola, qualche fungo pleorotus. Ho aggiunto un cucchiaino scarso di brodo granulare iposodico e ho coperto con il coperchio della tajine. Non ho aggiunto acqua perchè i funghi tendono a farla già loro. Ogni tanto sollevo il coperchio e giro, i funghi stanno abbrustolendo ma rimanendo morbidi. Dopo circa 15 minuti, sono pronti. Ho spento, aggiunto prezzemolo tritato e un formaggino Tartare (sono quelli all'aglio e erbe fini). Ho coperto ancora, dopo un po' il formaggino è quasi sciolto, lo miscelo delicatamente con i funghi, impiatto e condisco con pochissimo olio extra vergine di oliva e un goccio di aceto. L'ho servito con il tonno sott'olio previsto dalla dieta. Buoni!

domenica 8 novembre 2009

Cenetta per due

Oggi è Sabato e dopo una lezione di acquagym molto tosta ho fatto un salto al supermercato. Stasera, ho deciso, faccio una bella cenetta: vino Rosso di Montalcino, patate al forno con rosmarino, funghi trifolati e... voglio manzo, roast beef o filetto, alla griglia e bello rosa e tenero dentro....
Per prima cosa ho acceso il forno e sulla placca, dove ho steso la carta forno, ho messo le patate al rosmarino, già tagliate a spicchi, grigliate senza grassi, prese al reparto surgelati della Unes. E' un prodotto del loro marchio e a differenza di altri prodotti, queste contengono solo patate grigliate (98%) rosmarino e sale. Si possono ripassare in padella con un po' di olio, come suggerito, ma io le metto in forno già bello caldo, per 20 minuti circa. Vengono fuori croccanti fuori e morbide dentro, e ovviamente dietetiche!
Funghi trifolati profumati al Marsala
Poi ho preparato i funghi. In una padella capace ho affettato finemente due spicchi di aglio, ho messo un pochino di olio extra vergine di oliva e ho affettato i funghi (avevo qualche champignon da far fuori in frigo) unendoli a due manciate di funghi misti surgelati. Ho acceso la fiamma sotto la padella, tenendola medio alta. I funghi hanno iniziato a rosolare e io li muovo velocemente con la spatola di legno. Ad un certo punto, quando i funghi e l'aglio sono li per abbrustolire li ho spruzzato con un po' di Marsala, alzo la fiamma, giro bene e spengo. Ho unito un pezzettino microscopico di burro e una bella manciata di prezzemolo tritato. Copro per tenere in caldo e lascio li.
Roast beef alla piastra
Per avere una bella bistecca di roast-beef succulenta e saporita, bisogna ovviamente partire da una ottima carne e in questo caso io vado dal mio macellaio di fiducia. Lo guardo negli occhi e gli spiego il mio progetto di cenetta per due... inizia a tagliare la carne e decidiamo di farla un po' più alta del normale, la pesa, sono quasi 600 grammi di bistecca, "una in due?" "no, me ne faccia un'altra uguale, mangiamo solo quello..." "allora si, viene fuori proprio una bella cena... vino rosso..." "già preso!" arrivata a casa la carne l'ho lasciata fuori dal frigo. Ho calcolato che ceneremo alle 21.00 circa, sono le 17,00, e la carne deve arrivare alla cottura non fredda di frigorifero.
E' tutto pronto, apparecchiato, il vino aspetta già nei bicchieri così si ossigena, metto la piastra sul fuoco alto e mentre diventa rovente, massaggio le bistecche con un goccino di olio extra vergine di oliva. Fa fumo ma protegge la carne, quando giro le bistecche sull'altro lato, utilizzo una paletta o due cucchiai perché non va assolutamente bucata, metto sul lato già scottato un pizzico di sale alla senape e una macinata di pepe nero. Scottato anche l'altro lato le tolgo dalla piastra e le metto in un piatto tenuto lì vicino perché sia caldo. Copro qualche minuto con un pezzo di carta di alluminio, giusto il tempo di disporre nei piatti i funghi da un lato e le patate dall'altro. Scopro le bistecche e le sistemo ognuna nel suo piatto in mezzo ai due contorni. Un ultimo filo d'olio extra vergine di oliva sul tutto e a tavola. Yum!

martedì 27 ottobre 2009

Avocado e bresaola

L'altro giorno parlando di cucina con una mia nuova collega, Alessia, ad un certo punto siamo finite sull'argomento avocado, e lei mi ha spiegato come lo fa il suo compagno, Lorenzo che lo prepara tagliato a cubetti e irrorato con succo di limone, un po' di olio, sale e pepe e improvvisamente, mentre mi raccontava, un lampo negli occhi "cavoli starebbe bene con la bresaola!" così ho provato.
Avocado e Bresaola Lorenzo
Scelgo un avocado maturo, cedevole al tatto, lo sciacquo e lo taglio a metà verticalmente seguendo il profilo del seme dentro. Afferrando con entrambe le mani le due metà, imprimo un movimento di rotazione, una mano in direzione inversa all'altra. L'avocado si aprirà a metà. Con un cucchiaio tolgo il seme (che tengo da parte) e con un coltello affilato taglio a fette verticali il frutto eliminando poi la buccia da ogni fetta. Le trasferisco in una ciotola e le bagno subito con succo di limone, altrimenti anneriscono. In un piatto dispongo le fette di bresaola e le fette di avocado, sgocciolate, condisco il tutto con olio extra vergine di oliva, succo di limone, si può usare quello della ciotola dove è stato immerso l'avocado, e una abbondante macinata di pepe nero fresco.

(Io ho usato un mix di pepe nero in grani e erba, messi nel macinino e macinati al momento, ma questa è un'altra ricetta...)

P.S. e il seme? L'ho tenuto da parte perché dopo un 10 giorni di ammollo lo pianto nella terra di un vasetto. Spunta una piantina molto carina, frutti non ne fa (è troppo freddo qui) ma se ne sta li svettante e vibrante ad ogni movimento d'aria.

lunedì 26 ottobre 2009

Polenta e Ragù di verdure

Per completare tutta la storia del riutilizzo, ecco dove è andato a finire il pane raffermo strofinato d'aglio dell'altra sera.
Polenta e Ragù di Verdure
Ho messo un pentola abbastanza capiente piena d'acqua sul fuoco, ho aggiunto una manciatina di sale grosso e i tre pezzi di pane della storia. Appena si sono formate le bollicine sulle pareti della pentola ho iniziato a far cadere a pioggia la farina di mais per fare la polenta, con un cucchiaio di legno giro bene evitando che si formino grumi. Raggiunta una consistenza tra il fluido e il cremoso, smetto di aggiungere farina, giro ancora un po' di modo che il pane si frantumi per bene e abbasso il fuoco, verso un bicchiere di acqua circa sulla superficie della polenta e copro con il coperchio di vetro. Cuocerà così da sola per i prossimi 35 minuti. Ogni tanto gli dò una girata.
In una padella antiaderente invece ho messo carote, sedano, cipolle, e porro tagliati a pezzetti. Un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e ho fatto stufare a fuoco basso, poi ho aggiunto, mezzo bicchiere di vino bianco e la polpa di pomodoro. Ho girato, coperto e lasciato cuocere a fuoco bassissimo per il tempo restante della polenta, circa 20 minuti.
Ho impiattato infine la polenta con a lato qualche cucchiaiata di ragù di verdure, ho condito con pepe nero macinato fresco e un girino d'olio extra vergine di oliva. La foto non è il massimo, (troppo vapore!) ma la cenetta è stata nutriente e soddisfacente...

domenica 25 ottobre 2009

Zuppetta di Polipo Express

Stasera ceno da sola, e devo fare altro, così ho utilizzato il sughetto di venerdi, è avanzato solo un po' di sugo... e ci ho scaldalto a pentola coperta un po' di polipo surgelato (già cotto e tagliato), ho aggiunto chiodi di garofano, un paio di foglie di alloro e un goccino d'acqua. A riscaldamento ultimato ho impiattato con delle fette di pane raffermo strofinato d'aglio, un giro generoso di olio extra vergine di oliva... gnam.(Il pane però non l'ho mangiato, era solo per la foto!)

venerdì 23 ottobre 2009

Spaghetti con sugo di polpette

Uf stasera cucina rapida, non ho tempo!!!
Spaghetti di grano saraceno con sugo di polpette
Nella padella antiaderente ho messo un cucchiaino di olio extra vergine d'oliva e una cipolla di Tropea affettata, appena ha iniziato a rosolare ci ho messo le polpette già pronte della Levoni (quelle con gli spinaci) e poi ho aggiunto man mano dei pomodorini cherry tagliati a metà.
Nell'altra pentola intanto già bolliva l'acqua, ho messo un po' di sale grosso ( sempre di meno vediamo qual'è il limite appetibile) e gli spaghetti di grano saraceno. Pronti gli spaghetti, pronto il sugo, ho scolato gli spaghi e li ho fatti saltare con il sugo, stando attenta a non rompere le polpette...
Impiattato, una spolverata di formaggio, peperoncino piccante, un filo di olio extra vergine di oliva e buon appetito!(ovviamente un bicchiere di vino rosso è d'obbligo!)

venerdì 9 ottobre 2009

Risotto!

In questo caso con funghi porcini... mmmm che delizia!
Risotto ai Funghi Porcini Secchi e Marsala
Prima di tutto, mettere a bagno in una scodella con acqua tiepida, i funghi porcini secchi. Devono rimanere li dai 10 ai 20 minuti. Accendere il fuoco sotto la pentola del brodo di pollo (che ho fatto ieri sera...)
Nella padella antiaderente mettere uno spicchio d'aglio tritato finissimo, una cipolla anch'essa tritata finissima e una noce di burro. Far imbiondire leggermente gli ingredienti a fuoco dolce. Non devono abbrustolire.
A questo punto alzare la fiamma e buttare nella pentola due manciate di riso per persona. Io ho usato il Vialone Nano (su consiglio di Claudio, mio amico chef...)
Quando i chicchi di riso assumono un aspetto lucido e brillante, aggiungere i funghi scolandoli prestando attenzione all'eventuale terra che può essere rimasta sul fondo e un bicchiere circa di Marsala, sfumare bene, abbassare la fiamma e mettere subito duo o tre mestoli di brodo caldo. Girare con il cucchiaio di legno per ammorbidire il tutto e da questo momento bisogna calcolare il tempo di cottura, nel caso del Vialone Nano 13 - 15 minuti, e tenere il riso bagnato con il brodo. Oltre al brodo, utilizzo anche l'acqua di ammollo dei funghi, filtrandola attraverso un colino fitto.
Quando manca qualche minuto alla cottura, smettere di aggiungere il brodo, se il riso fosse troppo liquido alzare un po' la fiamma, e aggiungere un bel pezzo di burro e una generosa manciata di parmigiano reggiano o grana padano grattugiati. Mantecare e coprire con il coperchio. Spegnere il fuoco.
Dopo circa 5 minuti il riso dovrebbe aver assorbito tutto il liquido. Girare delicatamente e impiattare, spolverizzando con pepe nero macinato fresco e formaggio grattugiato, aggiungere un filo di olio extra vergine di oliva per lucidare e buon appetito!
Per accompagnare un bel calice di vino rosso corposo, ah che serata!

domenica 27 settembre 2009

Se son germogli...

L'altra sera sono stata a cena dal mio vicino di casa Henry. Henry è uno sperimentatore di sapori preciso e sistematico. Mentre mi porgeva piccole bruschette con adagiata sopra bresaola di cavallo, scaglie di Parmigiano Reggiano invecchiato 7 anni, pepe e un filo di olio extra vergine di oliva del Chianti, mi racconta delle sue sperimentazioni, della sua ultima passione per il sedano ed ecco che prontamente mi passa un'altra bruschettina, il sedano l'ha affettato sottilissimo e l'ha disposto sopra delle fette di salmone selvaggio leggermente affumicato su burro freschissimo, una macinata di sale rosso delle Hawaii e un filo di olio extra vergine di olive Taggiasche. Dalle sue parole sento i diversi sapori ed è come assaggiare con due cervelli.
Abbiamo chiacchierato di esperienze psichedeliche e di germogli e ci siamo lasciati con la promessa da parte mia di fargli assaggiare una selezione di germogli diversi per vedere se li può utilizzare in qualche sua ricetta.
Oggi è tutto il giorno che ripenso alla croccantezza del sedano. Quasi, quasi... mi sono fermata al supermercato e ho scelto un bel "ciuspo" di sedano verde, dalle costole rigide e brillanti.
Salmone e Sedano Assemblato alla Henry
Arrivata a casa ho scartato subito una confezione di Salmone Scozzese affumicato (io non ho quello selvaggio... vuol dire che mi accontenterò...) ho disposto morbidamente le fette sul piatto, ho lavato due gambi di sedano verde e con la mandolina li ho affettati sottilissimi. Henry lo aveva fatto a mano, con pazienza certosina, io ho fame e non ho tempo!!! Ho messo un po' di sedano nell'angolo del piatto, da sgranocchiare così, e il resto sulle fette di salmone. Ho macinato un po' di pepe nero direttamente sul sedano e ho aggiunto qualche granello di sale rosso, questo l'ho anche io (me lo hanno regalato) e qualche goccia di olio extra vergine di oliva dell'Umbria. Per accompagnare quattro, veramente quattro, mini bruschette spalmate con un velo di burro chiarificato, spolverizzate con pochissimo pepe nero e una insalata di radicchio trevigiano e iceberg.
Mentre mi gusto il salmone, guardo i germogli che ho messo a germogliare per Henry.
Stanno crescendo...

venerdì 18 settembre 2009

Soupe à l'oignon légerèsse

Stasera fa freddo e con i caloriferi ancora spenti l'insalata con la mozzarella non mi attirava tanto, così ho deciso di farmi qualcosa di caldo. E diuretico, in questi giorni sono stata bloccata a letto da una lombosciatalgia con tosse e tra antidolorifici, antiinfiammatori, sedativi della tosse (perché a ogni colpo di tosse o starnuto lancio un urlo) ho messo su 4 kg. Sarà tutta ritenzione idrica mi dico e quindi cosa di meglio della cipolla per sgonfiarsi?

Zuppa di cipolle diet

Nella pentola a pressione ho messo un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e una cipolla dorata affettata sottilissimamente, deve essere un velo, ho acceso la fiamma e al primo sfrigolio ho aggiunto un cucchiaio di acqua. Ho lasciato sudare un pochino la cipolla con la fiamma leggermente più bassa e poi ho aggiunto una foglia di alloro, due chiodi di garofano (perché a me piacciono altrimenti sono facoltativi) e un cucchiaio di amido di mais (in alternativa si può usare anche la fecola di patate). Con il cucchiaio di legno ho girato velocemente per distribuire l'amido di mais sulle cipolle, ho aggiunto un cucchiaio di brodo granulare iposodico sohn e acqua fredda fino a coprire le cipolle. Ho mescolato ancora per eliminare alcuni grumi formati dall'amido di mais, poi ho chiuso il coperchio e dal sibilo ho calcolato 4/7 minuti di cottura, abbassando la fiamma. Una volta sfiatato il vapore della pentola a pressione ho aperto e aggiustato con ancora un po' di brodo granulare, l'ho servito in ciotole, con una bella macinata di pepe nero fresco. Il brodo risulta quasi denso (merito dell'amido di mais) e le cipolle tagliate sottili sono morbide e dolci. Ottima, riscaldante e drenante, cosa si può volere di più?
Dei crostini con una bella manciata di groviera grattugiato? Un bel pezzo di burro? Magari il tutto fatto gratinare in forno per pochi minuti? Magari! Ma allora non sarebbe una Soupe à l'oignon dietetica...

domenica 13 settembre 2009

Basta desiderare...

Avevo voglia di estate, di pesce, di fritto misto....
Driin... (il telefono) "Ho preparato troppo pesce, ti va di venirne a prendere un po'?"
"E me lo chiedi?! Arrivo!"
Mmmmm, buono....

sabato 12 settembre 2009

Vakkanze!

Rieccomi, no non sono stata in vacanza un mese, ma tra una palla e l'altra, insomma... ho perso di vista un po' il blog.
E poi, ho fatto un periodo di sciopero della cucina. In vacanza, al mare, iniziavo la mattina con una bella colazione a base di spremuta, caffè macchiato e pane di segale e semi di lino, spalmato con un pochino di miele di sulla e accompagnato con un pezzetto di formaggio di capra e una manciatina di "Misto dello Studente" (uvette, mandorle, semi di girasole, nocciole, datteri, albicocche disidratate, prugne secche). E poi via in spiaggia. Tutto il giorno. Per pranzo mi portavo qualche frutto e una fetta di pane di segale o multicereale per merenda.
Così alla sera mi gustavo veramente la cena. Ho seguito il consiglio del dottore e quindi via libera a pesce alla griglia o anche fritto, e due volte ho preso bigoli alle vongole veraci, divini!
Risultato dei 10 giorni di vacanza: neanche un etto in più. Merito forse delle lunghe nuotate con pinne e maschera o dell'aver gustato, sempre, appieno, ogni cosa che ho mangiato. Senza rimorsi.