martedì 4 marzo 2014

Patate prezzemolate, un boccone di ricordi.


Quanti ricordi...le mangiavo da bambina, a casa della nonna. 

Se si ha fretta, si tagliano le patate sbucciate a cubetti e li si mette in acqua, da quando inizia a bollire si calcola dieci minuti. Giusto il tempo che serve per tritare uno spicchio di aglio e un bel ciuffo di prezzemolo. Scolare le patate, mettere tutto in una ciotola e condire con olio extra vergine, sale, e pepe.

Grazie a chi me le ha fatte ricordare. 

venerdì 28 febbraio 2014

Capricci


Focaccia ligure
Prosciutto crudo leggermente affumicato Sauris
Pane di grano duro con lievito madre di grano duro


Piccantino
...e puzzone...adoro
Formaggio Piccantino, con olio extra vergine di oliva e pepe nero macinato al momento

A volte,
le parole non servono.

mercoledì 26 febbraio 2014

Mele a Pressione





Ho comprato queste meline biologiche in un negozio che mi ha fatto conoscere un mio amico. Mi piacevano perché erano piccoline, come le mele selvatiche, come le mele di una volta. A me le mele piacciono croccanti e acidule, le mangio completamente, torsolo compreso, tranne il picciolo. Quando sono arrivata a casa ho scoperto che le mele erano da cuocere. Oggi piove ed è una giornata fredda ed autunnale, tiro fuori la mia fidata pentola a pressione e il cestello per cuocere a vapore e inizio.
Lavo e taglio a metà le mele, levo il torsolo e le appoggio sul cestello già posizionato nella pentola con tanta acqua fino a sfiorarlo. Nel buco lasciato dal torsolo metto un cucchiaino di marmellata di fichi, e uno lo metto nell'acqua. Aggiungo cannella spezzata, chiodi di garofano, semi di cardamomo, prelevandoli dopo aver spaccato il guscio, e pezzetti di anice stellato. Una spruzzata di cognac e chiudo con il coperchio. Da quando inizia a sibilare calcolo circa 15 minuti di cottura.
E' sera, il profumo delle mele, del cognac e delle spezie aleggia per la casa. Dalle finestre che a tratti si illuminano a giorno, osservo la pioggia che si è trasformata in temporale. Prelevo il fondo di cottura e lo verso in una tazza, lo sorseggio, è caldo e aromatico...e le mele...le mele sono morbide fondenti, dolci e profumate. Una delizia.

venerdì 21 febbraio 2014

Fegato al Prezzemolo e Pepe con Funghi Trifolati

Adoro il fegato. A volte sento proprio la necessità di mangiarlo. Succede quando sento anche il bisogno di carne rossa, vino rosso, polipo...deve esserci qualcosa che accomuna questi cibi, un elemento che a volte mi manca e che fa nascere in me l'esigenza di cibarmi così.
Per prima cosa ho messo uno spicchio di aglio, a fettine, a rosolare piano in padella, ho aggiunto un misto di funghi, quelli surgelati in questo caso, e per venti minuti faccio asciugare e metto un po' d'acqua, faccio asciugare e aggiungo acqua, faccio asciugare e rosolare, i funghi. Quando hanno perso quel loro odore ammoniacale e invece sprigionano il fantastico odore di fungo, li raduno in un angolino della pentola, opposti alla fiamma, e alzo il fuoco. Veloce metto un fiocchetto di burro a sfrigolare e poi ci adagio le fette di fegato di vitello. Il fegato cuoce rapidamente e deve rimanere rosato all'interno. Giro la fetta e spengo quasi subito. Una grattata di pepe nero macinato al momento, prezzemolo fresco tagliato a forbice e un filo di olio extra vergine di oliva su tutto. Yummmm!

lunedì 17 febbraio 2014

La Cena della Ballerina Golosa

Stasera sono tornata tardi, la lezione di flamenco è stata bellissima, non ho fame ma sete e voglia di qualcosa di fresco. Ho due banane molto mature, da far fuori. Le sbuccio e le schiaccio con la forchetta aggiungendo un po' di succo di limone, ci affetto sopra delle fragole e aggiungo more e qualche granello di zucchero integrale.
Lascio andare un pochino l'acqua del rubinetto e poi mi riempio un bicchiere, è talmente fresca che si forma subito il velo di condensa. Sono i bicchieri che mi sono regalata per il mio compleanno. Li guardavo da mesi come si guarda un gioiello. Ne ho presi solo due. Sono bellissimi.
Mi accomodo sul divano e assaporo lentamente la frutta. 



lunedì 10 febbraio 2014

Cosa puo' fare un coppapasta...

Il coppapasta fa la differenza tra un avanzo e un piatto da golosi visivi. Mi era avanzato un po' di risotto e anche un po' di petto di pollo allo spiedo. 
Ho lavato, e fatto a pezzetti un po' di iceberg, Ho stracciato il petto di pollo e ho condito il tutto con una emulsione di olio extra vergine di oliva e aceto balsamico. 
Ho posizionato il coppapasta nel piatto e ci ho versato il riso che avevo fatto scaldare nella padella.
Tolgo il coppapasta e l'assemblaggio è finito.
Il risotto riscaldato, crea una crosticina deliziosa, che si sposa con la morbidezza della carne del pollo. 
L'emulsione, che si ottiene sbattendo forte con una forchetta in una ciotola l'olio e l'aceto, rende morbida la carne del petto di pollo che normalmente è sempre un po' asciutta.
L'iceberg è croccante e fresca, con una sapore neutro e delicato.
Buon appetito!


domenica 9 febbraio 2014

Risottino Funghi e Salsiccia al Cognac

Oggi è domenica, è da stamattina che la mia vicina di casa, come ogni domenica, emana profumi deliziosi di piatti confortanti e famigliari. Ma questa domenica scendo in gara anche io. Di buon mattino ho messo a cuocere in acqua fredda, carota, sedano, porro e anche cipolla dorata. Un pezzetto di salsiccia e una crosta di grana padano (lavata e spazzolata). Faccio cuocere il brodo circa mezzora da quando inizia a bollire. Metto a bagno dei porcini secchi in una scodella di acqua calda. Verso l'ora di pranzo ho iniziato a impostare il risotto, nella padella ceramicata antiaderente ho messo una cipolla bianca tritata finemente, due spicchi di aglio anch'essi tritati, e 40 centimetri di luganega a pezzettini, un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e un nanopezzo di burro.
Faccio soffriggere piano piano il tutto, quasi stufare, e quando la cipolla è morbida e quasi trasparente aggiungo il riso, questa volta ho usato un carnaroli. Alzo la fiamma e faccio tostare il riso finché diventa lucido e brilla. Aggiungo un bicchiere di cognac Polignac, faccio sfumare e metto i funghi porcini prelevandoli dalla tazza in cui erano a bagno. Non butto l'acqua. Spengo. Il brodo è in caldo, il riso è portato fino al punto precedente all'introduzione del brodo, ma aspetto. Non so a che ora arriva il mio ospite a pranzo. terminerò la cottura quando è già qui. Nel frattempo preparo la tavola, e trito un po' di prezzemolo fresco. Grattugio tanto grana padano quanto me ne serve per aggiungerlo alla mantecatura finale del risotto e per metterlo al risultato finale.
Eccolo!
Accendo di nuovo sotto il riso e appena inizia a sfrigolare, metto due mestoli di brodo e con il cucchiaio di legno lavoro il riso finché si è staccato tutto dal fondo e si muove libero nel brodo, prendo l'aqua dei funghi e la verso nel risotto filtrandola e stando attenta che non passino i residui che si formano sul fondo, aggiungo altro brodo e abbasso il fuoco, lascio sobbollire piano. Intanto mangiamo un piccolo pinzimonio e qualche oliva verde dolce.
Dopo circa 17 minuti il riso ha assorbito quasi tutto il brodo ed è quasi pronto, lo voglio al dente e all'onda. Spengo e aggiungo un pezzetto di burro e il formaggio, giro delicatamente e copro per circa 5 minuti. Quando sollevo il coperchio il riso ha assorbito l'ultima parte di brodo e risulta morbido ma compatto. 
Impiatto e spolvero con il prezzemolo, il grana, un filo di olio extra vergine a crudo e una macinata di pepe fresco. 
Et voilà, il risotto è pronto. Delizioso!

P.S. Idea! devo chiedere alla mia vicina di casa se la prossima volta prepara una porzioncina dei suoi manicaretti del pranzo di domenica anche per me... sono disposta a ripagare!

venerdì 7 febbraio 2014

Carotine e Porri Stufati nella Culla

Questa non è una ricetta, non c'è neanche la foto del piatto finito. Mi piaceva solo l'idea di mostrare questo involto bambino, tiepido e rugiadoso pronto per andare in forno. Ben rimboccato.
...solo un po' d'acqua e venti minuti in forno già caldo dove cuoce anche altra cosa...
si toglie dalla culla e si condisce con olio extra vergine di oliva a crudo. Semplicità.



sabato 1 febbraio 2014

Polpo della Femmina e del Maschio

Tempo fa, a pranzo con Lucky, abbiamo assaggiato un polipo in insalata delizioso...
Ho provato a rifarlo.
Ho preso un polipo di circa un chilo, l'ho lavato e ho tolto il becco e gli occhi. Uso la forbice, taglio tra due tentacoli e rifilo intorno, cerco di scartare il meno possibile. Metto la bestia sopraffina in pentola a pressione con due foglie di alloro, tre chiodi di garofano, una spruzzata di aceto o di vino bianco, poca acqua, il polipo tende a farne di sua e restringersi purtroppo. 
Chiudo il coperchio e calcolo 20 minuti di cottura dall'inizio del sibilo. Alla fine dei quali spengo senza aprire, il polipo deve raffreddare nella sua acqua, è così che diventa morbido.
Quindi sarebbe meglio cuocerlo il giorno prima...scusatemi.
Dunque, abbiamo il nostro polpo cotto e riposato. Prendo tre coste di sedano verde, devono essere quelle grandi perché ci vogliono croccanti e saporite, il sedano è salato di suo, le lavo bene, raschiandolo un pochino all'esterno e comincio a tagliarle, con coltello molto affilato, di sbieco e molto finemente. Devono venire delle fette oblunghe.
Poi prendo tre carote grandi, le lavo e le raschio e impugnato il fidato coltello, taglio anche loro a fette bislunghe. 
A questo punto c'è la prima diramazione: aglio si aglio no.
Se chi mangerà questa delizia adora l'aglio allora se ne può tritare finissimo uno o due spicchi e metterli nell'insalatiera. Se lo sopportano poco, si può prendere uno spicchio di aglio, schiacciarlo con la lama del coltello di piatto e strofinare le pareti della ciotola, buttando poi lo spicchio.
Altrimenti niente aglio. Ma è un delitto.
Metto il battuto di aglio, se c'è, nella ciotola e aggiungo olio extra vergine di oliva e. seconda diramazione, aceto bianco o succo di limone, se l'aceto non piace. Se non piace neanche il succo di limone...vabbé
Con una forchetta sbatto fino a far emulsionare l'olio e l'aceto (o il limone) e schiacciare l'aglio ulteriormente. Aggiungo prezzemolo fresco tritato o meglio tagliato a forbice.
Aggiungo le carote il sedano e il polipo tagliato a pezzi con la forbice.
Terza diramazione: io il polipo non lo spello. Secondo me è come la frutta, le vitamine stanno tutte nella buccia...la pelle non mi infastidisce anzi mi piace.
Giro il tutto con cucchiai di legno e aggiusto di sale, ma spesso non ce n'è bisogno.
Per chi non vuole rinunciare alle patate, metto in pentola a pressione tre o quattro patate lavate e spazzolate, intere e con la buccia. Se sono grandi come uova, in sette minuti dal sibilo sono cotte, altrimenti grandi un po' di più, ma non come pugni, 10/12 minuti e sono pronte.
Si possono affettare, sbucciate o meno, direttamente nel piatto, e condire con poco sale e un filo d'olio o mischiarle all'insalata.
Io la mangio così, fresca e croccante quando addenti le carote e il sedano e morbida e tiepida quando addenti il polipo. Buonissima, il polipo è uno dei miei cibi preferiti...
P.S....perchè ho chiamato questa ricetta "Polpo della Femmina e del Maschio"? Perché tutto dipende dall'altro, se tutti e due mangiano aglio ci si può baciare, e sarà bello farlo. Il polpo è un animale sensuale.

giovedì 16 gennaio 2014

Formaggi Puzzoni. La mia passione.

Oggi ho toccato quattro province se non cinque, guidato per strade sconosciute sotto la pioggia, e messo alla prova il mio senso del nord in paesi e città che sembrano fatte da Dedalo in persona.
Torno a casa stanchissima, ma prima mi fermo a prendere tre pezzetti dei miei tre formaggi preferiti. Ho acquistato un pezzo di pane stamattina, fatto con la tecnica e gli ingredienti che usavano gli antichi romani. Non può andare sprecato così.
E in più non ho voglia di cucinare.
Metto in un piattino una fetta di ognuno dei tre formaggi: quartirolo stagionato DOP, taleggio e caprino stagionato. Nel piatto principale affetto sottile un pomodoro, che cospargo di sale rosa hawaiano, radicchio tardivo compreso la radice e due carciofi alla brace sott'olio tagliati a quarti.
Il caprino stagionato sta benissimo con il pomodoro. E tutti, tutti i formaggi si sposano divinamente con il carciofo. Il pane è morbido e focaccioso, l'ho scaldato nel forno, ed è buonissimo.

La panetteria pasticceria Marra, si trova al numero 6 di via Sesia a Cantù

mercoledì 15 gennaio 2014

Filetti di Platessa agli Agrumi e Profumo di Sicilia


Ieri sera ero di fretta e ho fatto l'errore di mangiare due pezzetti di pizza. Non farò la lista dei malesseri che mi ha provocato fino al giorno dopo, ma decisamente la pizza me la devo scordare.
Cosi stasera ho cucinato un po' di polenta di grano saraceno, che per me è un toccasana, mischiandola con un po' di quella di mais bianco. La polenta di mais ha bisogno di circa 35 minuti di cottura, si versa a pioggia in acqua a bollore, leggermente salata, stando attenti a non fare grumi. Io uso la pentola del Tajine, così, quando è bella liscia e omogenea, aggiungo un pochino di acqua, metto il coperchio, e la lascio andare senza più girarla. Mi piace morbida.
Nella padella antiaderente ceramicata ho messo il succo di un'arancia e di un limone, e i filetti di platessa. Quando la polenta è quasi pronta, accendo sotto il pesce, cuoce rapidamente, tolgo i filetti e li tengo in un piatto, alzo la fiamma e faccio evaporare il sugo che, contenendo gli zuccheri dell'arancia, caramellizza  leggermente. Rimetto i filetti nella padella e li insaporisco girandoli sui due lati.
Metto il pesce accanto a un po' di polenta, su tutto spargo il pepe macinato fresco, le sommità fiorite dell'origano di Sicilia e un filo di olio extra vergine di oliva. Ho tagliato a cerchi un peperone rosso e preparato una concassé di pomodoro con sale rosa e pochissimo olio extra vergine di oliva.
La polenta si abbina meglio con il pomodoro, mentre l'unione del sapore dolce del peperone crudo con l'aspro del pesce è una bomba per il palato. Il pesce è aspro, carnoso, fresco e pulisce la bocca e così il peperone che scrocchia succoso sotto i denti. Buonissimo.
I malesseri sono passati e sto bene.

domenica 12 gennaio 2014

Cavolo Rosso Non Avrai il Mio Scalpo

Ieri è stata una giornata di quelle che ti devi alzare per forza perché la posta chiude ed è una settimana che devi ritirare una raccomandata, che sai già che è una multa che non hai preso tu...ma tant'è...
Che ti svegli incazzosa e con i capelli arruffati perché il giorno prima non hai avuto il tempo di fare il balsamo...
Che c'è la nebbia...
Che vorresti strangolare a mani nude tutte le muffe che si lamentano del menage di coppia e fanno la spesa insieme tormentando il patner invece di godersela...
Che il telefono è muto...ma funziona?!
Allora, finite le incombenze spiacevoli, torni a casa con lo shampoo e la maschera per i capelli innovativi e miracolosi, e già che c'ero due candele profumate con lo stoppino di legno crepitante.
Mi faccio lo shampoo (e la maschera ai capelli) e poi mi rilasso sul divano, metto uno smalto rosso Parigino, regalatomi a natale da un amico con un gusto sopraffino per le cose belle, e quando comincia a diventare sera mi prende di nuovo la voglia di uscire.
I capelli sono uno spettacolo e mi fiondo a fare una bella spesa compulsiva da kiko. Mi truccano le commesse, bravissime, e esco con occhi enormi e ciglia che spazzolano i passanti ad ogni battito.
Vedo un giubbotto da aviatore, nero, bellissimo, e come mio solito esco dal negozio cambiata. Sarei perfetta per fare la spia...

E' ora di cena, mi è venuta voglia di fegato al burro. Ho un blocchetto di fois gras, a casa, che si accompagnerebbe divinamente. Compro anche del cavolo rosso e del radicchio tardivo in offerta...mi faccio tentare da una bottiglia di Chablis...ma costa troppo per me al momento. Opto per un Frascati, è tanto che voglio riprovarlo.
Come prima cosa, arrivata a casa, lavo e affetto il cavolo rosso. Lo metto in padella con solo un pochino di vino rosso e copro. Quando il vino si è asciugato aggiungo un paio di cucchiaiate di acqua per riprendere il sughetto formatosi e dopo un paio di minuti scodello il cavolo in una terrina che ho tenuto li vicino al caldo, accanto a quella del riso e zucca avanzato di oggi.
Nella padella metto una dose minimalista di burro, lo passo per ungere e raccogliere il fondo di cottura formato dal vino rosso. Appena sfrigola ci butto dentro le fette di fegato di vitello, il tempo di aprire la bottiglia di Frascati e di versarmene un bicchiere e il fegato è da girare. Affetto una rondella dal bloc de fois gras e la dispongo nel piatto vicino al fegato che è ormai pronto. Il vino è bello fresco e piacevole, prendo dei piccoli pezzi di fois gras e li metto sulla fettina di fegato prima di portarmela alla bocca. Si scioglie appena, l'unione dei due sapori è una meraviglia.
I cavoli sono croccanti e leggermente aciduli, li ho conditi con poco olio extra vergine di oliva e una spruzzata di aceto balsamico.
Alla fine due crostini integrali spalmati con un velo di burro e con il paté rimasto, l'ultimo sorso di vino, solo un bicchiere.
Il riso... lo mangio domani. La cena è perfetta così.
Guardo il mazzo di tulipani rossi sbucati fuori direttamente da un sogno, accendo la candela profumata ai fiori di tiarè, crepita davvero! ...ed esprimo un desiderio.


sabato 11 gennaio 2014

Risotto alla Zucca Express

 Avevo in casa ancora metà zucca che ho usato l'altro giorno per farla al forno. Oggi è un giorno grigio e freddo. Sono dovuta uscire di corsa per andare a fare delle commissioni e invece ho voglia di casa.
Metto a bollire un po' d'acqua, uso il bollitore per il tè, e intanto lavo, sbuccio, affetto, privo dei semi e riduco a tocchetti la zucca.
 Recupero due pezzetti di crosta di grana e butto tutto nella padella antiaderente ceramicata con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Il grana comincia subito a fondere, la padella è già calda.
 Quando la zucca si è rosolata per bene, metto due pugnetti e di riso a persona più uno per la pentola. Muovo velocemente il riso con il cucchiaio di legno, per farlo brillare per bene. Ho usato Vialone Nano, uno dei miei risi preferiti per fare il risotto. Sfumo con uno spruzzo di cognac (ma vino bianco potrebbe andare bene comunque...) e faccio insaporire uniformemente.
 Verso l'acqua bollente, sovrastando il riso e la zucca di un dito scarso, un cucchiaino di bordo granulare iposodico Sohn, giro, e lascio cuocere così, senza più toccare il riso, fino ad assorbimento.
Ci mette circa un quarto d'ora, il tempo del riso per cuocere a puntino. Spengo, metto un fiocchetto di burro e una spolverata di grana grattugiato. Siccome il riso ha assorbito tutta l'acqua in cottura, ne aggiungo circa mezza tazzina da caffè, a occhio, per aiutare a mantecare. Mescolo delicatamente e copro.
Dopo circa tre minuti il risotto è pronto, morbido all'onda e soavemente profumato. Lo impiatto e finisco di condire con l'ultima spolverata di grana e un filo di olio extra vergine di oliva.
Ho acceso una candela, anche se è mezzogiorno, rompe il grigiore con il suo piccolo sole caldo.
Bon apetit!


domenica 5 gennaio 2014

Come Tagliare un Mango

,,,in un episodio di Poirot, ricordo che ad un certo punto lo si vedeva dimostrare come si taglia un mango. Con un coltello affilato, incideva il frutto fino al seme e poi ne seguiva la forma fino a dividere il mango a metà e a togliere il seme (che assomiglia ad un osso di seppia). Procedeva facendo dei tagli diagonali all'interno delle due calotte del frutto, prima in un verso e poi nell'altro, creando un reticolo inciso nella polpa, e poi rovesciava il frutto e oplà...fatto!
Ma per mangiare il mango, bisogna comunque sporcarsi. E' un frutto così.


sabato 4 gennaio 2014

Zucca al Forno, Ratatouille e Riso Basmati Rosso con Concassé di Cuore di Bue

Tutto è iniziato perché oggi è il primo giorno dei saldi e io non posso assolutamente spendere...
Avevo preparato del riso rosso basmati, semplicemente bollito per assorbimento con acqua e un pizzico di sale. Rende molto. Troppo. Me ne sono trovata una porzione enorme. Così stamattina ancora a letto pensavo a cosa accompagnarlo per l'ennesima volta.
Ho acceso il forno e sulla placca foderata di carta forno ho disposto delle rondelle di zucca, comprensive di buccia, lavata, e le ho cosparse con una miscela di spezie indiane, barbecue tandoori masala, infornato a 230° ventilato.


Già che c'ero ho sfruttato il forno mettendoci anche un ratatouille di cipolla bianca affettata, zucchina, mezzo pomodoro cuore di bue, tre pomodorini secchi, tutto tagliato a dadolini e cosparso con Ras el Hanout e un filo di olio extra vergine. A fine cottura ho aggiunto due cucchiaiate di cipolla secca fritta presa all'Ikea, dovevo finirla... 
Ho messo il riso in una casseruolina delle bambole e coperta con foglio di alluminio ho cacciato anche quello in forno a scaldarsi. Con l'altra metà pomodoro ho fatto una concassé semplicemente tagliandolo a cubetti sempre più piccoli e condendolo con una presa di sale e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. 
Tutto ottimo! La zucca è morbida al centro e croccante e in alcuni punti leggermente bruciacchiata all'esterno, questo rende la buccia mangiabile e gustosa. La ratatouille è una sinfonia di sapori dal dolce della cipolla e della zucchina all'aspretto dei due pomodori. Profuma di esotico grazie alle spezie. La concassé dona una piacevole freschezza estiva al riso. Bon apetit!