praticamente non sta a dieta, ma impegnandosi...ricette sane, ricette mentali, qualche tentazione ogni tanto.
domenica 24 aprile 2016
venerdì 15 aprile 2016
The Avocado Theory - Avocado Toast, Cucumber Sandwich e Frisella, Uova, Feta e Salmone
Non ancora, non ancora, non ancora, non ancora, non ancora,
MANGIAMI ADESSO
Troppo tardi.
C'è questa dilagante nuova tendenza, che utilizza la rete per espandersi, dell'avocado usato come crema spalmabile sui toast, da guarnire poi a piacere. Nei paesi anglofoni viene considerata una prima colazione, e io che preferisco il sapore salato al mattino, ho provato.
Intanto, la prima difficoltà è scegliere l'avocado, per esperienza personale ho trovato più affidabile il tipo a buccia liscia. Gli avocado sono volubili, il giorno prima non sono ancora maturi, il mattino dopo è già troppo tardi...
Comunque, si prende l'avocado e con un coltello affilato si taglia longitudinalmente, sentendo il coltello che arriva fino al seme.
Con un movimento rotatorio inverso sulle due calotte, l'avocado di separa. Tolgo il seme, e lo tengo da parte. Con un cucchiaio scavo la polpa e la metto in una ciotolina, dove la schiaccio sommariamente aiutandomi con una forchetta, l'avocado è già buono così, oppure con l'aggiunta di un pizzico di sale e pepe bianco, o con qualche goccia di limone o di lime, o con un pochino di dolceagro, e a volte con un pizzico di peperoncino, secco sbriciolato o fresco tagliuzzato fine.
Lo spalmo su una fetta di pane ben tostata e lo accompagno con salmone affumicato o trota salmonata affumicata, con cetrioli affettati fini e lasciati per dieci minuti nell'aceto per renderli gustosi e digeribili, un uovo sodo, pezzetti di feta, o al naturale.
Non avendo più pane l'ho testato anche su una frisella di grano duro integrale rimacinato, bagnata con l'aceto dei cetrioli, spalmata e accessoriata è risultata la più gustosa combinazione di tutte.
Le friselle sono sempre una garanzia!
...e il seme? il seme si può piantare, o facendolo germogliare prima, nell'acqua, fissato con quattro stuzzicadenti per tenerlo a mezz'aria in un vasetto pieno d'acqua, oppure interrandolo direttamente in un vaso, lasciando fuori la parte più appuntita. Per un mese sembrerà non succedere nulla, ma poi uscito il germoglia, crescerà a velocità incredibile, un piccolo alberello in miniatura, svettante verso il cielo.
mercoledì 6 aprile 2016
Tagliatelle allo Yogurt Greco e Salvia ovvero dell'Evoluzione della Panna da Mamma a Demonio
Ci sono delle volte in cui si ha voglia di qualcosa di classico, ricette della tradizione, che fanno sentire "a casa". Spesso, spessissimo, queste ricette hanno come ingrediente la panna.
Probabilmente la panna, con la sua consistenza vellutata e cremosa, grassa e avvolgente, è come una mamma, nutriente e accomodante. La panna va d'accordo con la maggior parte dei primi piatti tradizionali, quelli dei giorni di festa, delle tavolate con i parenti, del Natale in famiglia.
Così capita, che la sera di un giorno normale, un po' umido e con il freddo nelle ossa, ci si senta bisognosi di un piatto che ci riporti indietro, nei tempi felici dell'infanzia, quando la panna non era il demonio.
Nelle mie sperimentazioni, ho scoperto che spesso, per ottenere la cremosità e la mantecatura che dona la panna, per esempio ad un risotto, si può sostituirla con lo yogurt greco.
Lo yogurt greco, che è uno yogurt reso molto denso grazie alla colatura, dove viene eliminato il siero, è meno acidulo dello yogurt normale. Ed è perfetto per ottenere quella cremina che lega tutti gli ingredienti e li rende vellutati. Con un bel taglio sulle calorie finali.
Unito agli altri ingredienti, non si fa notare per un sapore spiccato e dona una fresca cremosità senza sensi di colpa. Il che non è poco.
Ho preparato queste tagliatelle facendole bollire in acqua salata e condendole con un sughetto ottenuto facendo sciogliere, in un padellino a parte, un fiocchetto di burro a fiamma bassissima con foglie di salvia, che io mangio perché le adoro quando sono così croccantine, uno spicchio di aglio vestito, solo per dare il profumo, e tre cucchiaiate di yogurt greco, messo alla fine, giusto per scaldarlo, proprio come si fa con la panna. Una spolverata di grana padano, giro velocemente la pasta nella cremina, impiatto e ci macino sopra del pepe nero.
Che profumo...e che delizia!
mercoledì 16 marzo 2016
Roast beef al Rosmarino
Ogni tanto mi viene voglia di alcuni alimenti specifici, sempre quelli, polipo, fegato, vino rosso, cioccolato extra fondente e carne rossa. Probabilmente questi alimenti hanno un denominatore in comune, un oligoelemento o una combinazione specifica che viene a mancare periodicamente nel mio organismo e che lo richiede.
Mi sono fatta tagliare dal macellaio, una bistecca di roast beef un po' più alta di quelle che vengono vendute nelle vaschette, una bistecca più alta al prezzo di due più basse mi sembra un ottimo scambio.
L'ho massaggiata con rosmarino, salvia, alloro e una spolverata di pepe. Lasciandola fuori dal frigorifero perché tornasse a temperatura ambiente. Ho scaldato la piastra di ghisa e l'ho grigliata mantenendola al sangue. A parte ho preparato dei pomodori cuori di bue con sale nero, un filo di olio extra vergine di oliva su tutto e mezzo bicchiere di Morellino di Scansano.
Che bontà.
domenica 13 marzo 2016
Crema di Fave, Fegato al Burro e Patate Americane con Piselli
Nelle mie ricerche di nuovi prodotti, mi sono imbattuta in queste creme di legumi che si preparano in 2 minuti (Ki, Pedon, Colfiorito...) aggiungendo solo acqua. Ovviamente sono precotte, si presentano in polvere. Oggi ho provato quella di fave, l'ho condita con pezzetti di feta, un filo di olio extra vergine a crudo e pepe nero macinato fresco. Risulta più o meno densa a seconda delle proporzioni.
Nel frattempo avevo preparato in pentola a pressione, delle patate dolci tagliate a pezzi e cotte semplicemente con acqua. Ho aggiunto sale e un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e le ho lavorate per rosolarle alla fine con una manciata di piselli.
Nel frattempo in un padellino, si scioglieva un pezzetto di burro, con uno spicchio di aglio vestito e qualche foglia di salvia. Ci ho messo una fettina di fegato di vitello e l'ho fatta rosolare brevemente, l'interno deve rimanere rosa tenue.
P.S. il tutto era buonissimo, ma le patate dolci hanno avuto un effetto narcotizzante su di me, sono caduta in un sonno da cui non riuscivo ad uscire, che è durato tutto il pomeriggio fino a sera quando dovevo andare al lavoro. Strano effetto...
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venerdì 19 febbraio 2016
Minestrone Toscano
Di solito non amo il minestrone, preferisco le creme di verdure (due o tre al massimo) ma in questo periodo ne avevo voglia, e ho provato un minestrone pronto toscano Euroverde "Bontà di Stagione", preso nel reparto del fresco. Era molto buono e siccome chi lo produce, sostiene di farlo come fatto in casa, coltivando gli ortaggi, lavandoli e lavorandoli appena colti e confezionandoli senza conservanti, mi sono detta che volevo provare a farlo anche io. Soprattutto perché nel loro minestrone secondo me c'era poca verza, che adoro, e poco cavolo nero.
Così, avendo già ammollato e preparato in pentola a pressione, dei fagioli cannellini e il misto di cereali e legumi, mi sono messa a tagliare cipolla, sedano, carote e porro.
Li ho fatti rosolare nella pentola di ghisa con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva, mentre tagliavo la verza e il cavolo verza.
Ho unito i cannellini e i cereali e legumi e i due cavoli tagliati a tocchetti. Ho lasciato cuocere, coperto, finché le verdure erano cotte ma ancora belle sode.
Ho prelevato tre mestoli mettendoli in una bella scodella. Ho condito con un filo di olio extra vergine di oliva, pochissimo, e mi sono gustata il minestrone. Il misto di cereali e legumi, cotto in precedenza e lasciato riposare, ha donato densità e corpo. Buonissimo. Ho fatto il bis!
mercoledì 17 febbraio 2016
sabato 13 febbraio 2016
Risottino Zafferano e Porri con Pennellata di Salsa Umeboshi
Oggi avevo voglia di risotto, ma non avevo voglia di cucinare... e già qui il primo inghippo, ho tagliato un porro, lavato per il lungo sotto l'acqua corrente, e poi l'ho tagliato a circarondelle (non ho usato il tagliere, e quindi sono venute un po' irregolari) mettendole a rosolare in padella (non la solita, secondo errore) con un cubetto di burro e una bustina di zafferano. Appena inizia a rosolare bene ho aggiunto qualche manciata di Vialone Nano (terzo errore, non per il tipo di riso, che è ottimo per i risotti, ma perché ha un tempo di cottura inferiore al Carnaroli 15 minuti contro i 17/18 del secondo) e quindi mi sono distratta, non ho messo il vino, ho aggiunto tutto il brodo...insomma è venuto un po' troppo all'onda. Era "a mareggiata".
Ho cercato di recuperare in finale, aggiungendo un pochino di formaggio grattugiato e lavorando velocemente a fiamma altissima e poi lasciandolo riposare scoperto un po' più del solito.
Il risultato non è stato male, ma in verità...ho fatto risotti migliori.
L'ho servito con una spolverata di pepe nero aromatizzato ai chiodi di garofano e petali di rose, fatto da me, e con la purea di Umeboshi, un condimento giapponese a base di prugne salate, dal gusto molto piccato, acido salato, che aiuta la digestione.
Con la dolcezza del riso, intingendone i rebbi della forchetta ogni tanto, alternavo il sapore forte dell'umeboshi. Ci devo pensare su, e forse riprovare, ma mi è sembrato un accostamento piacevole anche se molto insolito.
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venerdì 12 febbraio 2016
Petto di Pollo Bollito Ripassato ai Pomodorini Secchi
Far saltare in padella a volte cambia e aggiunge sapore ad un cibo che in partenza non è un granché. Restringe i sughetti e li addensa, concentra i sapori o da modo di aggiungerne altri. Basta pensare a come una pasta scolata e condita con il suo sugo sia diversa da una pasta scolata e fatta saltare brevemente nella padella del sugo, magari con una piccola aggiunta dell'acqua di cottura. Questo a prima vista insignificante passaggio, dona cremosità e corpo alla pasta, amalgama i sapori.
L'altra sera aveva preparato del brodo di pollo con dei petti. I petti non sono la parte migliore per fare il brodo, ci vorrebbe una coscia con la pelle (che poi si butta) che rilascia sapore. I petti sono asciutti e un po' insapori, e infatti li avevo mangiati accompagnandoli con un pochino di senape.
Oggi li ho fatti saltare in padella, con pochissimo olio extra vergine di oliva e tre pomodorini secchi sforbiciati a striscioline. Nel frattempo preparo la mia insalata preferita, cicoria e pomodori (questa volta niente cipolla, devo andare al lavoro...) salo con sale nero i pomodori Marinda, dei pasticcini... e metto un filo di olio extra vergine di oliva. La cicoria l'ho già spruzzata con aceto balsamico di mele.
Il pollo è ancora un po' asciuttino, ma accompagnato dall'insalata e dal pomodorino secco, acquista fresca umidità dai pomodori e sapore dai pomodorini secchi e dalla cicoria.
I pomodori Marinda sono i miei preferiti oltre ai cuori di bue. Fanno parte della famiglia dei pomodori costoluto di Pachino, sono sodissimi, piccoli e molto molto saporiti, un concentrato! Sono il pasticcino dei pomodori e io li adoro.
giovedì 11 febbraio 2016
Zuppa di Sfiletti di Verde di Porro alla Cipolla e Cipollotti con Trippa di Grana Padano
Per la serie - le vitamine sono nella buccia - stasera tornando a casa con la spesa, la macchina tutta odorosa dei porri freschi appena comprati, ho pensato ad una zuppa per sfruttarne la parte verde.
Io odio gli sprechi, e poi...è così gustosa!
Ieri sera avevo messo su già del sedano, carote e cipolla per fare un brodo con la pentola a pressione. Ci avevo aggiunto dei petti di pollo, due croste di grana padano, pulite e lavate, cannella, chiodi di garofano, anice stellato e pepe in grani perché volevo ottenere un sapore lievemente asiatico. Un pizzico di sale alle erbe e ho calcolato venti minuti di cottura dal sibilo.
Quindi, con il brodo già pronto, ho tagliato a strisce sottili il verde dei porri e li ho messi a rosolare brevemente in un tegame con uno spiccio di aglio tritato e un cucchiaino scarso di olio extra vergine di oliva. Una volta rosolati, ho aggiunto un cucchiaio di farina di grano saraceno, mi serve per rendere la zuppa densa come una zuppa di cipolle, ma non voglio usare farina di frumento.
Faccio tostare e aggiungo la cipolla che ho usato per il brodo, intera, tagliandola a pezzettini e le due croste di grana, ormai morbide, tagliandole a striscette.
Tagliate così hanno l'aspetto della trippa.
Aggiungo il brodo e copro, abbassando il fuoco al minimo. Calcolo circa 10 minuti/un quarto d'ora di cottura.
Nel frattempo riscaldo il petto di pollo e le due carote, aggiungendo acqua al brodo e dando un minuto di cottura dal sibilo della pentola a pressione.
Servo la zuppa di verde di porri, cospargendola con anelli di gambi di cipollotti e un filo di olio extra vergine di oliva. La zuppa è venuta ancora più buona di come la immaginavo, la cipolla bollita si è completamente disfatta, creando una texture densa, i filetti di porro sono al giusto punto di cottura, morbidi ma ancora sodi sotto i denti e gli anelli dei gambi verdi dei cipollotti sono aromatici, freschi e leggermente stridenti, qualità dovuta alla loro forma tubolare, asciutta fuori e scivolosa dentro.
Il loro profumo è inebriante.
Quando addento i pezzetti di Grana, sciolto e per metà sodo, ha un sapore buonissimo, formato dal gusto e dalla consistenza, un sapore che in parte si è diffuso al brodo della zuppa e concentrato nella striscia che sembra trippa, ma non lo è.
Ne mangio due scodelle, e poi procedo con le due carote, che ho tagliato e cosparso con due senapi diverse, Dijon e Dill, all'aneto, e una parte dei petti di pollo, spolverizzati di pepe nero macinato al momento, fiocchi di sale affumicato e anelli di cipollotti.
Anche le ricette dietetiche possono essere gustose. Soddisfatta.
venerdì 5 febbraio 2016
Tortino di Riso e Lenticchie con Merluzzo Fritto
L'ho servito con un tortino di riso e lenticchie, che ho fatto semplicemente risaltando in padella con un pochino di olio extra vergine di oliva, del riso e lenticchie cotti solo per assorbimento il giorno prima. Nella padella antiaderente, a fuoco basso, il riso fa la crosticina. A fianco ci ho messo a scaldare il merluzzo che ho infine irrorato con succo di limone.
giovedì 4 febbraio 2016
Zuppa di Lenticchie e Pizzoccheri
Dopo l'infilata di primi, dopo aver passeggiato tra i vecchi post di quando ho iniziato la dieta, ieri ho deciso di preparare delle lenticchie, ne ho mangiate un po' asciutte, sia da sole che con la polenta taragna e oggi, con le poche lenticchie rimaste, ci ho riaggiunto il brodo che avevo tolto e, in pentola a pressione, le ho preparate con una manciata di pizzoccheri.
La pasta di grano saraceno ha un sapore tutto suo, rustico e pieno, cucinata semplicemente con un condimento leggero oppure fatta in brodo, regge sempre e da soddisfazione.
In pentola a pressione cuoce in 7 minuti dal sibilo, contro i 15 scritti sulla confezione, di cottura normale. Rimane al dente ed è super saziante ma non gonfia. Anzi, su di me, ha una azione diuretica.
Le lenticchie le avevo fatte con una grossa cipolla tagliata a fette per il lungo, molte foglie di alloro e chiodi di garofano, acqua, tanta perché voglio anche un brodo da bere caldo, un cucchiaio di musaman curry. Venti minuti di cottura dal sibilo della pentola a pressione, lenticchie di Rodi, piccole, che non hanno bisogno di ammollo.
Una volte pronte, avevo prelevato tutto il brodo e le avevo fatte asciugare ulteriormente a fuoco vivo.
Fatte così risolvono le crisi di fame. E il brodo si può bere da solo oppure utilizzare per un risotto o, come oggi, per fare una zuppa.
Adoro le ricette multitasking!
mercoledì 3 febbraio 2016
Spaghetti al Finocchio Saltato, Cannellini e Peperoncino
L'ho pulito e affettato a listarelle, l'ho messo in un tegamino antiaderente ceramicato con un goccino di olio extra vergine di oliva e del peperoncino di Cayenna secco spezzato. L'ho fatto rosolare per bene insieme a due cucchiaiate di fagioli cannellini.
Ci ho condito degli spaghetti grossi Rummo. Io adoro questa pasta, così densa a gustosa.
Ho dato una spolverata di prezzemolo e una di grana.
Il finocchio cotto in padella sprigiona tutta la sua aromaticità, i cannellini, leggermente asciugati e con un inizio di bruciacchiatura, donano carnosità e dolcezza al piatto, quando si incontrano con il pezzetto di peperoncino, io ne ho messi tre, è una esplosione di gusto.
A volte certe ricette nascono proprio per caso.
Bon apetit!
martedì 2 febbraio 2016
Penne alle Zucchine
Quando ti rendi conto che hai fame, e che finiresti il pacchetto di patatine, senza peraltro essere soddisfatta, allora è meglio farsi un piatto di pasta.
In bianco, al sugo o con una verdurina saltata in padella, la pasta gratifica, sazia e ti evita di pasticciare con altre cose meno salutari.
Ho afferrato una zucchina che avevo in frigo, e l'ho fatta andare velocemente in padella, con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva e uno spicchio d'aglio vestito. La zucchina a rondelle cuoce subito, io la volevo bella soda, quindi non l'ho fatta abbrustolire come faccio per un altra ricetta.
Avessi avuto delle foglie di menta fresca, sarebbe stato fantastico, invece ho preso un bel mazzetto di prezzemolo e l'ho tagliuzzato con la forbice sopra le zucchine, a freddo, gambi compresi.
Una bella grattugiata di formaggio Grana e mi gusto le penne ancora al dente.
Gran soddisfazione con poco impegno. Ah.
lunedì 1 febbraio 2016
Spaghetti ai Due Pomodori e Pepe
Tornata dalla lezione di flamenco mi sono fatta questi spaghetti semplici semplici. Mentre la pasta bolliva, ho sforbiciato 3 pomodorini secchi direttamente nel piatto. Ho tagliato a dadini due pomodori freschi, togliendo i semi, e ho miscelato il tutto con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva. Scolata la pasta l'ho condita con i due pomodori e una bella macinata di pepe nero fresco.
Il profumo del pepe nero mi piace moltissimo, aromatico e pungente, solletica le narici e va dritto al cervello.
I pomodorini hanno consistenze e sapori diversi, quello fresco è dolce e granuloso sotto i denti, quello secco è un concentrato di sapore. Si alternano a meraviglia e quando trovi il granello di pepe, BAM! l'esplosione esalta entrambi i sapori.
Una goduria.
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