giovedì 6 ottobre 2016

Un Pranzo Semplice


L'altro giorno ho visitato un nuovo supermercato, per vedere se si trova qualcosa di diverso e se si può risparmiare su alcuni prodotti, sempre con attenzione alla qualità.
Ho trovato delle fette di roast beef dall'aspetto bellissimo che si sono rivelate molto buone. Consistenza e cottura della carne perfette.
Così ho iniziato a tagliare a listarelle mezzo peperone giallo e a fette un pezzo di cetriolo. Li ho messi in infusione con un po' di aceto balsamico di mele e mi sono dedicata a tagliare dei finocchi e metterli in padella con un filo di olio extra vergine di oliva. Li ho fatti saltare a fiamma alta, e poi ho aggiunto un cucchiaio di acqua e abbassato il fuoco. In tutto dieci minuti di cottura e i finocchi bislunghi insapori che avevo acquistato per errore, si sono trasformati in un contorno saporito e aromatico.
Ho disposto della acetosella in un piatto e l'ho condita brevemente con un filo di olio extra vergine di oliva, mettendolo anche un poco sulle fette di roast beef li accanto, un pizzico di sale nero sulla carne, i peperoni e i cetrioli con l'aceto sull'insalata e i finocchi li vicino.
Una unione di sapori mediterranei che si fondono armoniosamente e il pranzo è fatto.




mercoledì 5 ottobre 2016

Voglia di Cucinare




Oggi ho trascorso una giornata a riorganizzare gli spazi in cucina, e mi è tornata impellente la voglia di cucinare, ho riordinato il frigorifero e ho impostato un po' di piatti per i prossimi giorni. 
Come prima cosa ho tagliato le foglie del sedano verde e una cipolla e due carote, le ho messe in pentola a pressione con qualche pezzo di croste di grana, pulita e lavata, il misto di legumi e cereali che mi piace tanto e molta acqua con brodo granulare iposodico Sohn. L'intenzione è di ottenere del brodo da mettere a parte per un eventuale risotto o minestra e una zuppa bella densa, da suddividere in porzioni e personalizzare di volta in volta, con aggiunta di ceci oppure con concentrato di pomodoro e origano o con un battuto di prezzemolo e aglio, o con la pasta di curcuma e spezie preparata per il Golden Milk.
In venti minuti di cottura a pressione è pronta.
Ne vengono fuori 5 porzioni abbondanti, bene!
In un altra padella stanno rosolando dei finocchi da cuocere, e sul tagliere c'è peperone e cetriolo tagliati e pronti per la marinatura, ma queste ricette le trovate qui.
Ho messo a bagno delle lenticchie piccole umbre biologiche e dei semi di alfa alfa, il germogliatore è li pronto per accoglierle.
Assaggio la zuppa la sera, è densa e consistente, ottima!



Con triplo concentrato di pomodoro e origano


Con curcuma e spezie del golden milk e ceci giganti

venerdì 23 settembre 2016

Polenta alla Veneziana con Uova in Cereghet


Alla Veneziana perché, la polenta, cucinata così, ricorda il fegato alla veneziana, dove le cipolle, e in questo caso anche i cipollotti, sono abbondanti e la polenta rosolata fino ad avere una bella crosticina.
Ho affettato una grossa cipolla e l'ho messa a rosolare con un pochino di olio extra vergine di oliva, in una padella antiaderente. Ho tagliato della polenta avanzata, fredda, in grossi cubotti e l'ho messa a rosolare insieme alla cipolla a fuoco basso, con il coperchio. L'obiettivo è quello di far formare una crosticina croccante su tutti i lati dei cubi di polenta. Nel frattempo ho pulito e lavato dei cipollotti e li ho aggiunti, quelli più grossi tagliati per il lungo a metà o addirittura in quarti, aggiungo pochissima acqua, giusto il necessario sopra i cipollotti e ricopro con il coperchio. In pochi minuti i cipollotti raggiungono la cottura e sono della giusta consistenza soda.
Le uova in cereghet, non sono altro che le uova al tegamino, si chiamano così, in dialetto lombardo, per via del tuorlo che assomiglia alla chierica "cerega" dei chierichetti "cereghet". 
Metto un pochino di olio ancora, dopo aver fatto spazio tra polenta e cipolle, sguscio due uova e spando l'albume affinchè si rapprenda, grattugio del formaggio grana e lo spargo sopra la polenta e i cipollotti. Una macinata di pepe nero e mi appresto a mangiare direttamente dal tegamino le mie uova.
Uso la polenta e i cipollotti per intingere nel tuorlo dell'uovo.
Una bontà.




venerdì 9 settembre 2016

Base per Panzanella con Pane Burro e Alici



La Panzanella è un piatto molto estivo tipico della Toscana della zona di Lucca, delle Marche e del Salento, dove al posto del pane raffermo si usano le deliziose friselle Pugliesi.
Io la adoro, la preparo sempre con cipolle, cetrioli e peperoni, che lascio a bagno nell'aceto che servirà da condimento, intanto che faccio il resto delle cose. L'aceto, stasera l'ho usato bianco di mele, rende digeribile i tre ingredienti di più difficile digestione e farà, insieme all'olio e a un pochino di acqua, il sughetto in cui il pane o la frisella si andrà ad inzuppare.
Sopra il malefico trittico di verdure indigeribili, affetto un pomodoro ben maturo e gli sbriciolo sopra un pochino di sale, aggiungo un cipollotto, e qualche oliva nera. Due cucchiaiate di acqua fredda gelata e un giro di olio extra vergine di oliva. Stasera ho del pane fresco rustico, lievitato con lievito di frumento, su cui ho spalmato un velo di burro e disposto gli ultimi filetti di alici sott'olio. Non è un caso che si dica a burro e alici per indicare una cosa sopraffina anche se semplice, il connubio è perfetto, il burro morbido e delicato, le alici carnose e saporite, l'olio delle alici salatino che imbeve il pane dove non c'è il burro...una bontà.
Aggiungo una frisella spezzata alla mia panzanella, giro per far insaporire il pane con il condimento e la cena è fatta. Ho ancora un pezzo di focaccia alle cipolle e provo un pezzetto di mozzarella.
La panzanella è fresca, croccante e succosa, i pezzi di frisella oppongono resistenza ai denti dove sono rimasti più duri e sono gustosi per il sughetto olio aceto e acqua.
Bello mangiare così.






giovedì 1 settembre 2016

L'Ulivo e il Melograno


Ogni volta che vado al lavoro passo per una scorciatoia, una stradina minuscola che inizia con alberi di ulivo e di melograno. In questo periodo il melograno è già carico di frutti, come palle di un albero di natale se ne stanno li appese, tutte orgogliose della loro sfericità. La strada fa una curva, campi di granoturco altissimo la delimitano, un muro frusciante di verde intenso che sembra volerti entrare in macchina, dopo la curva, sulla sinistra, c'è una piccola recinzione, all'interno galline razzolano sull'erba girando intorno a un gallo nero lucido come liquirizia, una asinella con la frangia lunga che si chiama Gelsomina, a volte è li così vicino al recinto che mi fermo a parlarle "come sei bellaaaa, sei tu che mi svegli di notte alle 4 ragliando eh?" e poi c'è la mia preferita, una capretta nana, bianca e nera, tondetta e silenziosa, smette di brucare e mi guarda con due occhi neri e profondi. Mi fissa e mi manda dei messaggi telepatici, ma non so ancora la lingua e quindi non li capisco. Però rallento sempre e la saluto.

Oggi provo il cous cous di riso biologico, l'ho fatto gonfiare con il brodo della zuppa di cipolle dell'altra sera, è diventato molto denso, per scaldarlo e ammorbidirlo aggiungo un po' di acqua bollente e una presa di sale alle erbe Rapunzel, lo lavoro un attimo e gli aggiungo ceci giganti, due tipi di olive nere, due pomodorini tagliati a pezzetti, semi di canapa sativa decorticati, quartirolo a cubetti e tonno sott'olio sgocciolato. 
Lo servo con della cicoria aside tagliata fine e condita con aceto balsamico di mele.
Non è male, anche se forse ho aggiunto troppa acqua ed ha assunto una consistenza un po' molle, poco sgranata. Di solito il cous cous non lo faccio, perché quello di grano ha un sapore di cartone pressato che non mi piace. Questo non ha retrogusti strani, ha un sapore neutro che smorza gli altri sapori. 
Ne metto un poco anche in una ciotolina a chiusura ermetica, sarà la cena di stasera al lavoro.
Il cous cous riempie e concilia il sonno, la digestione è veloce ma con qualche sbadiglio.
Vado al lavoro, passo dalla capretta e ci guardiamo, chissà come si chiama...







mercoledì 31 agosto 2016

Colazione ed Esercizi Acquatici per Aspiranti Afrodite


Dopo cinque giorni consecutivi di esercizi in acqua fredda, centrifughe e cibo semplice con pomodori, cipolle, poco pane e una piccola quantità di proteine e di grassi, sento che il mio corpo sta diventando più flessuoso ed elastico. In questo momento l'obbiettivo principale non è il dimagrimento in se, ma la tonificazione e lo scioglimento di tutte le articolazioni.
Immersa fino alle spalle nell'acqua fredda, per circa 50 minuti eseguo, senza contare, seguendo l'istinto, tutti quegli esercizi "alla sbarra" che anni di danza classica da piccola, hanno permeato il mio DNA. Mi vengono senza pensarci, di alcuni non ricordo neanche più il nome, per 50 minuti sto in mezzapunta e disegno archi sempre più ampi con la gamba libera, davanti laterale e dietro, con lentezza e mantenendo la posizione, e poi imprimendo forza e velocità contro l'attrito della massa acquatica. Attenta a non avere una postura storta, lavoro in aplomb facendo grand battement, jeté, développé, echappé, arabesque, mischiando posizioni di tenuta di ispirazione yoga e alternando posizioni in sospensione solo con le braccia per rafforzare i muscoli dorsali, pettorali e delle braccia stesse. Dopo anni di acquagym, la mia propriocezione è molto sviluppata, soprattutto in acqua, aggiusto il corpo e mi rimetto in posizione. Lavorano tutti i muscoli per mantenere fermo in un equilibrio all'apparenza statico, lavoro sulla apertura delle anche, disegno piccoli cerchi con le punte dei piedi tirati, in avanti e indietro, l'acqua mi è amica, mi sostiene e massaggia, mi fa da sparring partner e 50 minuti volano, non sento freddo e mi sento bene. La mente si spegne di tutti i discorsi ripetitivi e si placa, il corpo prende il dominio e procede, a volte la mente ritorna in gioco con idee creative e progetti, fresca e propositiva. Spero di poter continuare il più possibile, anche quando farà più freddo, temprando il fisico e plasmandolo, sviluppando armoniosità fisica e della psiche, creatività e spinta in avanti.


























Nella foto, la mia colazione di stamattina, un pan amb tomaquet (pane e pomodoro in catalano) fatto con la michetta abbrustolita leggermente, pomodoro maturo, olio extra vergine di oliva e sale nero.
Ottima!

martedì 30 agosto 2016

La Zuppa di Cipolle della Ballerina


E' mentre facevo i miei esercizi in acqua fredda, guardando il cielo nuvoloso e grigio, sentendo tutti i muscoli plasmarsi in sinergia con l'acqua, che mi è venuta voglia di zuppa di cipolle. 
La ricetta della zuppa di cipolle, quella vera, è abbastanza calorica, perché prevede la fase finale di gratinatura nel forno con la sua bella fettazza di pane casereccio cosparso di gruyére grattugiato. 
A me piace anche senza questa aggiunta, gustata in purezza, basta che sia densa e saporosa.
Per ottenere la consistenza densa, le cipolle vanno leggermente infarinate mentre rosolano all'inizio della ricetta. Nell'ottica di evitare la farina bianca di grano, oggi ho messo della farina di semi di lino.
Si è rivelato un errore... non ha dato la densità al brodo che volevo e mi sono detta che un cucchiaio di farina bianca, la prossima volta, posso anche metabolizzarlo...nell'interesse del gusto.



Ho pescato dal frigo tre belle cipolle bianche grandi, e con il mio infido coltello di ceramica ho iniziato a tagliarle per il lungo, a fette sottili. Con il coltello sto venendo a patti, lui non mi taglia più così spesso appena lo guardo e io lo tratto con reverenza, siamo d'accordo così.
Il taglio seguendo la verticalità della cipolla mi arriva da lontane letture di un libro di ricette Ayurverdiche, sembrerebbe che così la cipolla mantiene anche tutte le sue proprietà extrafisiche. 
Per me non cambia nulla, seguo l'Ayurveda. 
(Nell'insalata con la cicoria e il pomodoro, la cipolla la taglio ad anelli, perché vuoi mettere la croccantezza? tutta un'altra cosa... scusami Ayurveda eh).
Insomma taglio le mie belle tre cipolle Ayurvediche e le metto a rosolare con pochissimo olio extra vergine di oliva, tre foglie di alloro, tre chiodi di garofano, nella pentola a pressione. Aggiungo una cucchiaiata di farina di semi di lino (d'ora in poi farina di grano tenero 00) e con il cucchiaio di legno distribuisco bene, girando, di modo che le cipolle siano uniformemente cosparse di farina.
Nel bollitore ho messo a scaldarsi un litro di acqua. La metto, con un cucchiaio di brodo granulare iposodico Sohn. Un' ultima girata e chiudo. Dal sibilo calcolo 20 minuti scarsi a fuoco basso.
La casa si riempie di questo profumo di cipolle buonissimo, dolce e riscaldante.
Spengo e lascio sfiatare la pentola. Con il mestolo prelevo il brodo e un po' lo metto in una tazza, da bere così, io adoro il brodo, e un po' lo uso per far gonfiare il cous cous di riso che ho comprato l'altro giorno.
La zuppa diventa meno brodosa, la servo in un piatto con una spolverata di grana e una macinata di pepe nero.
Ah che bontà!
Le cipolle sono altamente diuretiche, la zuppa calda e saziante. Il giorno dopo mi sveglierò con fame e sentendomi più snella. Potere del taglio Ayurvedico delle cipolle?
Chi può dirlo...


lunedì 29 agosto 2016

Cipolle Giganti, Pani Lievito Madre...Panzanella!




L'altro giorno, alla ricerca della pasta della pizza perfetta, mi sono imbattuta in queste cipolle borrettane della Sicilia, grandi quanto un melone. Non ho saputo resistere, e stasera ne ho preparato un quinto in panzanella.
Ho affettato uno "spicchio" di cipolla, che come quantità equivale a una cipolla intera grossa, e l'ho messa in infusione con aceto di mele. Ho aggiunto tre cucchiai di ceci giganti, pane secco di due tipi ma entrambi lievitati con lievito madre, pomodori, origano, feta, olive nere greche condite.
Un filo di olio extra vergine di oliva e una tazzina di acqua fredda.
Ho lasciato insaporire e l'ho servita accompagnata da cicoria taglia sottilissima.

E' tre giorni che attuo una serie di esercizi immersa in acqua fredda, per tonificare le gambe, i muscoli dorsali e addominali, le braccia e per migliorare la postura e il portamento. Dopo anni di acquagym, mi è rimasto molto forte il senso di propriocezione, quella capacità di sentire il proprio corpo in assetto durante gli esercizi, per me soprattutto in acqua. Completamente immersa, per mantenere il corpo fermo in posizione, si mettono in gioco tutti i muscoli e l'equilibrio.

Nel pomeriggio bevo il succo centrifugato di ananas, sedano, zenzero e arancia. sento che mi fa bene, e nonostante abbia fatto quattro giorni di pizze e panini, gli esercizi, il sole e la centrifuga mi hanno fatto sentire sgonfia e rimodellata.
Il sole mi asciuga e mi abbronza, l'acqua fredda mi plasma. La fortuna a volte si nasconde nei dettagli.








domenica 28 agosto 2016

Alla Ricerca della Metà della Pizza


Ci riprovo, questa è la pasta per la pizza di una panetteria artigianale. La condisco con pomodoro al quale ho mischiato origano di Sicilia, scamorza bianca, pomodorini secchi e carciofi Pugliese.
Inforno e calcolo 20 minuti.
A differenza dell'altra pizza, questa si alza anche in mezzo, l'ho lasciata un po' troppo in forno, ma non si è indurita dove troppo cotta.
E' buona, ne mangio tre pezzetti e poi la pizza si impossessa di me, vuole dormire sul divano fino a poco prima di andare al lavoro.
Fortunatamente riesco ad oppormi e vado a prendere il sole e fare un po' di ginnastica in acqua.
Nessun problema di digestione. Grazie alla ginnastica mi sento sgonfia. Ottimo!







mercoledì 24 agosto 2016

Voglia di Pizza!


Su suggerimento di un amico sono andata in missione pane in un nuovo supermercato, hanno il reparto pane fresco fatto dal panettiere locale, con pani lievitati con pasta madre e a lungo, come una volta, e...la pasta per fare la pizza che, mi ha detto, è buonissima e non gonfia.

Io adoro la pizza, ma ogni volta che la mangio mi crea grossi problemi. Le pizzerie sicure per me sono due, qui in zona, e per la pizza fatta in casa, semplicemente ci avevo rinunciato.
Dopo aver ispezionato con calma tutte le corsie e studiato prodotti nuovi ed ispiranti (ci dovrò tornare...) porto a casa un cous cous di riso biologico che presto voglio provare, del pane casereccio lievito madre con bolle di aria grandi come noci (buonissimo, già assaggiato) e la massa per fare la pizza.

Torno e mi metto subito all'opera, oggi a pranzo ho mangiato solo qualche cracker multicereali con semi misti prodotti da un laboratorio artigianale e ho famina. Accendo il forno al massimo, ventilato.

Stendo la pasta sulla teglia protetta con la carta forno, cercando di mantenere la sofficità della lievitazione spingendola dal centro verso i bordi.
Spargo per bene della polpa di pomodoro finissima in cui ho sbriciolato origano della Sicilia.
Recupero tre carciofi dal vasetto, sono carciofi alla griglia di una marca pugliese e sono buonissimi, li taglio a spicchi e li dispongo con della scamorza bianca.
Ho comprato l'aglio nero, l'ho comprato per curiosità non so neanche come sia, ne sbuccio uno e dentro trovo lo spicchio nerissimo e morbido, quasi cremoso, lo annuso e lo assaggio e decido che ne distribuisco un po', random, sulla pizza. Ha un sapore delicato. Rinforzo con uno spicchio di aglio normale tritato fine.

Inforno e spero.

Dopo circa un quarto d'ora la pizza è quasi pronta, cotta uniformemente, la sollevo, è flessibile ma ha il sotto bello dorato variegato, perfettamente cotto.
La crosta è una delle parti che io adoro, ed è croccante fuori e fragrante dentro, con un giusto sapore non troppo salato ne insipido. Il centro, nonostante io l'abbia tirato il più sottile possibile, è bello rigido, non si affloscia come certe pizze molli dentro, il fondo croccante, i millimetri di pasta umida di pomodoro saporiti. E' profumata la mia pizza, ne sono fiera, i carciofi sono una garanzia e l'aglio nero è una piacevole sorpresa.
Faccio una ricerca e scopro che l'aglio nero è aglio fermentato con un procedimento particolare, che lo rende delicato, digeribile, e ricco di antiossidanti, tanto da farlo annoverare tra i super alimenti.
Non lo sapevo, io ho già deciso che lo userò per spalmarlo sulle fette di pane domani, per accompagnare la panzanella che avrà come protagonista l'enorme cipolla borrettana della Sicilia che ho trovato. Pesa circa mezzo kilo ed è bellissima.




Dopo aver gustato la pizza mi preparo alla digestione, nessuna sonnolenza anomala, notte normale e senza sete assassina, nessun problema digestivo. Evviva!

P.s. ...e dopo due giorni scopro che il supermercato che intendeva era un altro...ahahahahah
poco male, in questo (Simply) ho scoperto prodotti interessanti, prossima gita missione Sigma.


mercoledì 27 luglio 2016

Quinoa Invernale


Avevo della quinoa già fatta, l'ho saltata con dei broccoli bolliti insieme alla pasta con i broccoli dell'altra sera e tirati fuori perchè erano tanti. Ho saltato in padella quinoa e broccoli, e l'ho accompagnata con due pezzetti di formaggi di capra, stagionati molli, i miei preferiti.
Una fetta di pane Altamura e il pranzo è fatto. 



giovedì 21 luglio 2016

Pesto di Mezzanotte


La foto non rende, ma volevo lasciare una testimonianza di questo pesto fresco preso in una vacanza bellissima a Sestri Levante con le mie amiche.

Mi sono divertita tanto e abbiamo riso e ragionato e affascinato. 
Questa pasta l'ho fatta come faccio sempre, pasta fresca (stasera erano troccoli) patate e cornetti, strofino lo spicchio di aglio tagliato a metà sulle pareti della zuppiera, lo trito finissimo e lo metto sul fondo del mio piatto. Miscelo il pesto nella zuppiera con un pochino di acqua di cottura della pasta, fino ad ottenere una crema liscia, scolo pasta patate e cornetti e li verso nella zuppiera, condisco bene, aggiungo le foglie di basilico, un pochino di grana e pepe nero.
Che bontà.

mercoledì 13 luglio 2016

La Frittata di Risotto


Ieri sera sono andata ad una aperitivo in casa con amici. Il mio amico Angelo, aveva preparato questa frittata di risotto buonissima, ma buonissima, che il giorno dopo l'ho rifatta subito. Avevo del risotto in frigo, le uova, le erbe aromatiche...

Ci vuole del risotto già fatto, freddo, io avevo un semplice risottino alla parmigiana, ne faccio sempre un po' di più, di solito lo metto in una padella con un pochino di olio a fuoco bassissimo e lascio che si crei la crosticina croccante...una delizia.

Oggi invece ho sbattutto bene quattro uova, ci ho unito il risotto e ho messo il tutto in una padella antiaderente spennellata di olio, fuoco basso e coperchio. dopo venti minuti circa giro la frittata e tolgo il coperchio. Il mio amico invece l'ha fatta in forno.

Ho messo un fiore di menta sul fondo, si abbrustolisce e dona un profumo fresco buonissimo.
Dopo dieci minuti anche l'altro lato è dorato. la tolgo e la lascio raffreddare un po'.


Non resisto.
Buonissima!


L'ho accompagnata con una insalata di cavolo cappuccio, condita con aceto di mele e qualche acciuga, croccante e fresca l'insalata, morbida e saporita l'acciughina, un connubio perfetto.